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Risparmio energetico in edilizia: fattibilità tecnica di una casa passiva

Maurici, Domenico

Risparmio energetico in edilizia: fattibilità tecnica di una casa passiva.

Rel. Guglielmina Mutani, Valerio Roberto Maria Lo Verso. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2009

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

Il tema della sostenibilità, entra in modo sempre più evidente nel settore delle costruzioni ma non solo; le questioni della sostenibilità fanno, ormai, parte della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti e sono dettate dall'osservazione di quanto stia accadendo al clima terrestre.

Le emissioni prodotte dai combustibili fossili utilizzati per soddisfare la crescente domanda mondiale di energia, stanno provocando un pericoloso mutamento climatico del pianeta. Gli scienziati ci avvertono che le temperature del globo, in questo secolo potrebbero aumentare da un minimo 1,3°C (se le attuali emissioni di CO2 si stabilizzano rapidamente, nei rispetti del protocollo di Kyoto), sino ad un massimo di 4,3°C, se le azioni di contenimento delle emissioni inquinanti dovessero concretizzarsi molto in là nel tempo, per cui un intervento per frenare tali cambiamenti è necessario e non più rinviabile. Il dibattito attorno al tema della sostenibilità, è iniziato nel 1987, con la pubblicazione dei rapporto "Our Common Future" da parte del primo ministro norvegese Bruntland, in cui per la prima volta viene definito il concetto di sviluppo sostenibile; con tale termine si intende uno sviluppo che consenta di soddisfare le esigenze del presente senza compromettere la possibilità per gli utenti futuri di soddisfare le proprie.

Tale sostenibilità va intesa in termini tanto temporali quanto spaziali: la possibilità di soddisfare un bisogno in un dato tempo e in un dato luogo non deve infatti impedire a un soggetto futuro o abitante in un altro sito di soddisfare le proprie necessità. Il Rapporto Bruntland, non condanna la civiltà industriale, ma individua aspetti fortemente critici di fronte ai quali è necessario intervenire per salvaguardare l'ambiente naturale; lo sviluppo della civiltà umana non può infatti avvenire a discapito dell'ecosistema. Tali principi sono ulteriormente analizzati nel 1992 durante la Conferenza delle Parti organizzata a Rio de Janeiro, quando i Capi di Stato si riunirono per discutere sui cambiamenti climatici, delle implicazioni sull'ecosistema e delle misure da adottare per contrastare tali eventi. Il documento conclusivo è la Dichiarazione di Rio, in cui viene istituita l'Agenda 21, punto di incontro, sintesi e coordinamento delle attività da promuovere per cambiare i modelli di consumo ed operare in un'ottica sostenibile.

Terza soglia temporale è il 1997 con la Conferenza delle Parti organizzata a Kyoto , secondo un ,processo di progressiva definizione di misure sempre più concrete, a partire dall'inizio del conteggio delle emissioni stabilito dallo stesso Protocollo di Kyoto dei 1° gennaio 2008, il quale ,,obbliga ad intervenire in maniera molto decisa.

La Comunità Europea intende, mediante una serie di norme, abbattere i gas serra del 20% entro il rispetto i valori atmosferici del 1990; la concentrazione di CO2 è aumentata essenzialmente, negli ultimi 140 anni abbiamo riscontrato un aumento del 37% , la situazione è abbastanza critica, infatti, la popolazione che risiede in Europa (5% di quella mondiale), una percentuale di emissioni pari al 23% di quelle totali.

Il Protocollo di Kyoto ha assegnato all'Italia il compito di diminuire le proprie emissioni del 6,5% il 2012; purtroppo da questo punto di vista la partenza non è stata delle migliori, poiché la iva non ha attecchito come sperato, anzi, se possibile, c'e' stato un peggioramento rappresentato da un +13%, rispetto al 1990. Negli edifici residenziali, il consumo medio dal 1975 al 2000, ha subito un calo del 27%, ma dal 2000 al 2005 c'è stato un rialzo del 16,4%; in Italia le abitazioni hanno un età abbastanza vecchia, quelle realizzate dopo il 1991 coprono appena l'8%, mentre quelle realizzate prima del 1975 rappresentano il 51% dei patrimonio edilizio, e quest'ultime hanno un altissimo consumo stimato intorno a 250 kWh/m2anno. Nel settore residenziale, il problema maggiore riguarda il consumo energetico per il riscaldamento invernale e, in crescita negli ultimi anni, il condizionamento estivo. Il consumo di energia primaria degli edifici, in Italia, è pari a 84 milioni di tep (tonnellate di petrolio equivalente) e cioè circa il 45% del fabbisogno energetico nazionale, di questa percentuale, circa il 17% (14 milioni di tep), è attribuibile al processo di edificazione, mentre la parte restante riguarda l'esercizio del costruito. La bolletta energetica di un'abitazione nell'arco di 50 anni è di circa la metà del proprio costo di costruzione, in media per 100 m2 di superficie utile, si spendono per l'energia circa 12,50 euro/m2 ogni anno, di questi il 70% lo si utilizza per riscaldamento e produzione dell'acqua calda sanitaria ed il restante 30 sotto forma di energia elettrica per elettrodomestici, illuminazione e climatizzazione estiva.

In base a queste considerazioni, più si ridurranno i consumi per la climatizzazione, tanto più aumenterà l'importanza del peso energetico durante la fase di costruzione, tale aspetto spinge verso una certificazione più ampia che includa anche le caratteristiche dei materiali impiegati, i idrici altri aspetti legati tv atta. Costruzione valutazioni sui consumi idrici e altri aspetti legati appunto alla costruzione.

Tornando ai consumi elettrici, questi, crescono appunto, a causa del raffrescamento estivo e del sempre più diffuso utilizzo di impianti di condizionamento dell'aria, il 21% è attribuibile ai consumi domestici, infatti, la crescita di apparecchiature domestiche, è raddoppiata nel periodo che va dal 1990 al 2004, l'aumento delle stufe è invece stimato intorno al 14%. In Italia, le regioni più virtuose sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le quali da sole coprono il 30 % delle emissioni nazionali, Marche, Molise ed Abruzzo le meno inquinanti, mentre il Piemonte si posiziona a metà classifica.

Nel caso di mancato rispetto degli obiettivi, il protocollo prevede delle sanzioni molto severe:

- maggiorazione del 30% sulla quantità di emissioni che mancano al raggiungimento dell'obiettivo, addebitata in aggiunta agli obblighi già previsti (nel caso specifico dell'Italia si sommerebbe al già previsto 6,5 %)

- viene previsto l'obbligo di adozione di un piano d'azione per il rispetto dei propri obiettivi

- può essere disposta la sospensione dalla partecipazione all'emissione trading (ET), il quale prevede la possibilità per i Paesi dell'Annesso I in deficit, di acquistare unità di riduzione di CO2 sempre da altri paesi dell' Annesso 1,1 quali che presentano invece esubero di riduzione, ed utilizzarli per rispettare il foro target di emissione.

Anche se il Protocollo di Kyoto non prevede sanzioni economiche dirette, il mancato raggiungimento degli obiettivi risulta particolarmente oneroso in termini di credibilità internazionale, appesantimento degli obblighi nel secondo periodo di impegno e il rischio di non partecipare all'emissions trading. In particolare, l'Italia, a partire dal 1° Gennaio 2008 sta accumulando un debito dì oltre 4 milioni di euro al giorno per il superamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto; per la precisione il debito ammonta a 47,6 � ogni secondo, con la previsione di circa 1,5 miliardi di euro alla fine dei 2008. Questo enorme costo, deriva dal divario di oltre 75 milioni di tonnellate di CO2, aggiornate al marzo del 2008, che separa l'Italia dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto, con un livello di emissioni che, come abbiamo detto, risulta del 13% superiore rispetto al 1990.

Questa è una importantissima emergenza in termini economici, di immagine e di mancate opportunità, paghiamo il dazio di un decennio di sottovalutazione del problema climatico, ed una notevole superficialità rispetto all'entrata in vigore del Protocollo; è opportuno quindi in funzione di una diminuzione del ritardo quantificabile in un enorme costo, eseguire scelte oculate sull'efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e trasporti.

Ad incrementare la necessità di una efficace riduzione dei consumi energetici, collabora, i costante aumento dei costi di combustibili fossili quali petrolio e derivanti, il crescente consumo di questi e la conseguente difficoltà nel trovare nuovi giacimenti, è noto come da almeno un ventennio si consumi più greggio di quanto se ne estragga; le previsioni economiche a tale riguardo non sono molto rassicuranti con un picco che potrebbe raggiungere i 150 - 200 dollari al barile entro il 2010.

La necessità primaria di riduzione delle emissioni, associata con il contesto dei prezzi energetici, rappresenta quindi un potente incentivo all'avvio di una politica intraprendente di riduzione dei consumi specifici degli edifici.

Le problematiche della sostenibilità interessano, quindi, in modo determinante il settore delle costruzioni; secondo il Libro Verde sull'Efficienza Energetica, in Europa il settore delle costruzioni è responsabile di circa la metà del consumo di risorse naturali e della produzione di rifiuti; secondo la stessa fonte, le possibilità di intervento per contenere i consumi e ridurre gli impatti sono elevate, il raggiungimento di tali obiettivi è legato indissolubilmente ad azioni congiunte, soprattutto dal punto di vista legislativo.

In questo senso l'Europa ha emanato, appunto, diverse normative, volte a ridurre gli impatti delle attività antropiche e a favorire un approccio sostenibile; in termini temporali l'ultima norma importante relativa all'ambito edilizio è la 2002/91/CE, integrata dalla 2006/32/CE, che stabilisce parametri, valori di riferimento e procedure. che avremmo modo di analizzare all'interno della tesi.

A livello italiano il dibattito sulle misure da adottare per un approccio sostenibile all'architettura è già avviato. Nel 1991, infatti, prima quindi della Conferenza di Rio, l'Italia emana una legge, la legge 10, che pone, almeno temporaneamente, il nostro Paese all'avanguardia in materia dì risparmio energetico.

Il parametro dell'efficienza energetica, ha faticato molto ad imporsi nel settore edilizio, per tutta una serie di motivazioni, tra le principali, possiamo accennare alla mancanza di convinzione funzionale o ancora a un relativamente scarso interesse da parte di progettisti e costruttori, :finendo con il disinteresse economico alla diffusione di taluni materiali edili.

Quello che, molto probabilmente, ha influito in maniera preponderante sulla scarsa diffusione di tale parametro, risulta comunque una altrettanto scarsa sensibilizzazione alla cultura del risparmio energetico rivolta agli utenti, i quali determinavano dal basso una forte domanda di qualità energetica.

La concomitanza di tutti questi fattori ha determinato l'eredità in Italia di un patrimonio edilizio dalle prestazioni energetiche molto scadenti, il che, la colloca agli ultimi posti delle graduatorie europee.

Tale situazione si manifesta nelle alte spese di climatizzazione invernale ed estiva, nelle importazioni di gas e nelle eccessive emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.

Si prefigura quindi una situazione piuttosto delicata, che neanche normative avanzate come la "avveniristìca", legge 10 del 1991, causa la mancata uscita di molti decreti attuativi, sono riuscite a mutare. Queste problematiche, hanno spinto il governo ad individuare nel civile, l'area prioritaria sulla quale effettuare interventi, da qui l'attenzione contenuta nelle Finanziarie del 2007 e del 2008, con un innalzamento dal 36 al 55% dello sgravio fiscale nel caso di interventi di riqualificazione energetica delle costruzioni, (confermata anche per il 2009) e la drastica revisione del DA. 192 rii recepimento della direttiva 2002/91 sull'efficienza energetica negli edifici [ ]

Relatori: Guglielmina Mutani, Valerio Roberto Maria Lo Verso
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: S Scienze e Scienze Applicate > SH Fisica tecnica
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1506
Capitoli:

QUADRO LEGISLATIVO

1.Duettwa 2006/32/CE: 'Efficienza degli usi finali dell'energia e servizi energetici"

1.2_ Direttiva 2004/8/CE: 'Promozione della cogenerazione basata sulla domanda di calore nel mercato interno dell' energia"

1.4. Direttiva 92/75/CE: "L'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti"

1.5. Direttiva Europea 2002/91/CE: "Rendimento energetico nell'edilizia" 1.5.1.Classi di efficienza

1.6. Legge 373 del 30/04/1976 "Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici"

1.7. Legge 10 del 09/01/1991: "Norme per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia"

1.8. D.P.R. 412 del 26/08/1993: "Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi dienergia"

1.9. Dlgs. n. 192/2005, integrato dal D.Lgs. 311/2006

1.9. 1. Requisiti prescrittivi.

1.9.1.1. Valori limite di trasmittanza termica U delle strutture opache verticali

1.9.1.2. Valori limite di trasmittanza termica U delle strutture opache orizzontali o inclinate di

copertura

1.9.1.3. Valori limite di trasmittanza termica U delle strutture opache orizzontali di pavimento

1.9.1.4. Valori limite di trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive degli infissi 16

1.9.1.5. Valori limite di trasmittanza termica U dei vetri

1.9.1.6. Condensazione superficiale e interstiziale

1.9.1.7. La massa superficiale Ms

1.9.1.8. Le schermature solari

1.9.1.9. L'impianto termico

1.9.1.10. La produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili

1.9.1.11. Teleriscaldamento

1.9.2.Requisiti prestazionali

1.9.2.1. L'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale EPi

1.9.2.2. Limiti di EPi per edifici residenziali esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme, allegato C, D Lgs. 192/05

1.9.2.3. Limiti di EPi tutti gli altri tipi di edifici, allegato C, DLgs.192/05

1.9.2.4. Rendimento globale medio stagionale dell'impianto termico G

1.10. La Normativa Tecnica Europea

1.11. La Normativa Tecnica Italiana

1.12. La Normativa Tecnica Regionale

1.12.1. Esempi di normative regionali, provinciali e comunali per la certificazione energetica degli edifici

1.12.2. Bolzano Procedura CasaClima

1.12.3. Trento

1.12.4. Piemonte

1.12.4.1. Legge Regionale 13/07 (sintesi)

1.12.4.2. Legge regionale 7 aprile 2000, n. 43. sintesi

1.12.4.3. Gestione della qualità dell�aria

1.12.4.4. Pano Stralcio Qualità dell'Aria

1.12.5. Liguria

1.12.6. Emilia Romagna

1.12.6.1. Programma di sperimentazione

1.12.7. Lombardia

1.12.7.1. Legge Regionale n. 24/06

1.12.8. Comune di Carugate: Nuovo Regolamento Edilizio

1.13. Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

1.13.1. Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti

1.13.2. Interventi sugli involucri degli edifici

1.13.3. Installazione di pannelli solari

1 13.4. interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale

1.13.5. Adempimenti necessari per ottenere la detrazione

1.13.6. Pratica PRQ: riqualificazione energetica

1.13.7. Pratica PRS: riqualificazione energetica semplificata

1.13.8. Pratica PRM: motori ed inverter .

1.13.9. Il conto energia

1.14. Punti principali del DPR 2 aprile 2009 n°59

2. SINTESI UNI TS 11300 PARTE 1 E 2

Premessa

2.1. Descrizione sintetica della procedura di calcolo

2.2. Dati di ingresso per i calcoli

2.2.1.Dati di ingresso riferite alle caratteristiche tipologiche dell'edificio

2.2.2.Dati relativi alle caratteristiche termiche e costruttive dell'edificio

2.2.3.Dati climatici

2.2.4.Dati relativi ad occupazione e utilizzo dell'edificio

2.3. Individuazione delle zone termiche

2.4. Temperatura interna

2.5. Durata della stagione di riscaldamento/raffrescamento

2.6. Caratterizzazione termica dei componenti edilizi

2.6.1.Componenti opachi

2.6.2.Componenti trasparenti

2.6.3.Ponti termici

2.6.4.Scambi termici verso il terreno

2.6.5.Ventilazione

2.7. Apporti termici

2.7.1.Valutazione di progetto o standard

2.7.2.Valutazione adattata all'utenza

2.8. Apporti termici solari in ambienti non climatizzati

2.8.1. Apporti solari sui componenti opachi

2.8.2. Appoiti solari su componenti trasparenti

2.8.3. Fattore telaio

2.8.4. Stutture mobili

2.8.5. Gestione delle schermature mobili

2.8.6. Ombreggiatura

2.9. Parte seconda

1.10. Valutazione di calcolo

2.11. Fabbisogni di energia termica utile

2.11.1 Qh _ Fabbisogno di energia termica utile per il riscaldamento e la ventilazione dell'edificio

2.11.2 Qn,W _ Fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria

2.22. Fabbisogni di energia per altri usi

2.13. Espressione generale del fabbisogno di energia primaria

2.14. Rendimento medio stagionale

2.14.1. ng,H Rendimento medio stagionale dell'impianto d riscaldamento

2.14.2. qg,W Rendimento medio stagionale dell'impianto di produzione di acqua calda sanitaria

2.14.3. gg,H,W Rendimento globale medio stagionale

2.15. Rendimenti e perdite dei sottosistemi degli impianti di riscaldamento

2.15.1. Sottosistema di emissione

2.15.2. Sottosistema di regolazione

2.15.3. Sottosistema di distribuzione

2.15.4. Sottosistema di generazione

2.16. Fabbisogno di energia primaria per la produzione di acqua calda sanitaria

2.17. Consumi effettivi di combustibile: metodi unificati di rilievo e determinazione

2.17.1. Sistemi dedicati per riscaldamento o dedicati alla produzione di acqua sanitaria dotati di misuratore

2.17.2. Sistemi promiscui dotati di un unico misuratore o di un unico serbatoio

2.18. Confronto tra UNI TS 11300 e UNI EN 832

3. SINTESI DELLE BOZZE DEL DECRETO AITUATIVO AL DI 192/2005

3.1. Premessa

3.2. Schema di DPR di attuazione dell'art. 4, comma 1, lettere A e B del Dlgs. 19 agosto 2005, N. 192, e successive modificazioni, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia

3.2.1.Premessa

3.2.2.Quadro legislativo e metodologia di lavoro seguita per la stesura del presente schema

3.2.3.Principali problematiche

3.2.4.Contenuti

3.2.5.Impatto economico e amministrativo

3.2.6.Art. 1 "Ambito di intervento e finalità"

3.2.7.Art. 2 "Definizioni"

3.2.8.Art. 3 Metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti

3.2.9.Art. 4 Criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti

3.2.10. Art. 5 Criteri generali e requisiti per l'esercizio, la manutenzione e l'ispezione degli impianti termici perla climatizzazione invernale

3.2.11. Art. 6 Funzioni delle Regioni e delle Province autonome

3.2.12. Art. 7 Disposizioni finali

3.2.13. Art. 8 Copertura finanziaria

3.3. Schema di DPR di attuazione dell'art. 4, comma 1, lettera C del Dlgs. 19 agosto 2005, N. 192, e successive modificazioni, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energeticoin edilizia

3.3.1.Art. 1 "Finalità e ambito d'intervento"

3.3.2.Art. 2 "Definizioni"

3.3.3.Art. 3 "Criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi per la certificazione energetica degli edifici

3.3.4.Art. 4 "Criteri di controllo della qualità del servizio di certificazione energetica"

3.3.5.Art. 6 "Disposizioni finali"

3.3.6.Art. 7 "Copertura finanziaria"

3.4. Allegato A (Allegato 2) "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici"

3.4.1.Finalità

3.4.2.Campo di applicazione

3.4.3. Prestazione energetica degli edifici

3.4.4.Metodologie per la determinazione della prestazione energetica degli edifici

3.4.5.Metodi di calcolo di riferimento nazionale

3.4.5.1. Metodo calcolato di progetto

3.4.5.2. Metodo di calcolo da rilievo sull'edificio

3.4. 6. Valutazione qualitativa delle caratteristiche dell'involucro edilizio volte a contenere il fabbisogno per la

Climatizzazione estiva. Riferimenti nazionali

3.4.6.1. Metodo basato sulla determinazione dell'indice di prestazione termica dell'edificio per il raffrescamento(EPe.~nv)

3.4.6.2. Metodo basato sulla determinazione di parametri qualitativi

3.4.7.Metodologia di classificazione degli edifici

3.4.7.1. Rappresentazione delle prestazioni, struttura della scala delle classi e soglia di riferimento legislativo

3.4.7.2. Classi energetiche e prestazione energetica globale

3.4.7.3. Climatizzazione invernale dell'edificio

3.4.7.4. Preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari

3.4.7.5. Certificazione di edifici e di singoli appartamenti (climatizzazione invernale)

3.4. 8. Procedura di certificazione energetica degli edifici

4 3.4. 9.Autodichiarazione del proprietario

3.5. Allegato B"Costi indicativi e non vincolanti per il servizio di certificazione energetica degli edifici ad uno civile (residenziale o terziario)"

3.5.1.Edifici di nuova costruzione o completamente ristrutturati 3.5.2.Edifici esistenti

3.5.2.1. Metodo di calcolo da rilievo sull'edificio "a"

3.5.2.2. Metodo di calcolo da rilievo sull'edificio "b"

3.5.2.3. Metodo di calcolo da rilievo sull'edificio "c"

3.6. Norme tecniche

3.7. Schema di procedura semplificata per la determinazione dell'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale dell'edificio

3.8. Tabella riepilogativa sull'utilizzo delle metodologie di calcolo delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche in relazione agli edifici interessati e ai servizi energetici da valutare ai fini della certificazione energetica

3.9. Classificazioni energetiche

3.9.1.Schemi di attestato di qualificazione energetica degli edifici

4. ANALISI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Premessa

4.1. Anomalie delle temperature medie relative al trentennio 1961-1990 secondo dati rilevati dall' ISPRA

4.2. Metodologia di elaborazione dell'indicatore

4.3. Stato e trend

4.3.1.Reperimento dei dati

4.4. UNI EN ISO 10349 2008: Riscaldamento e raffrescamento degli edifici � Dati climatici

4.5. Banca dati ENERGYPLUS

4.6. Archivio climatico DBT ENEA � Ente per le nuove tecnologie energia e ambiente

4.7. Dati meteo "CLINO" Aereonautica militare italiana

4.8. Banca dati climatici ARPA PIEMONTE

4.9. Banca dati "SCIA" Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici

4.10. Analisi dei risultati

5. DESCRIZIONE DEL CASO STUDIO

Premessa

5.1 Cenni sulla casa passiva

5.2 Caratteristiche costruttive dell'edificio

5.3 Vincoli progettuali e della

5.3.1.L'orientamento

5.3.2.11 fattore di forma

5.4. Analisi, strategia e risultati dei singoli interventi

5.4.1 Descrizione e analisi sintetica dell'ipotesi iniziale

5.4.2 Descrizione e analisi sintetica della variante 1

5.4.3 Descrizione e analisi sintetica della variante 2

5.4.4 Descrizione e analisi sintetica della variante 3

5.4.5 Descrizione e analisi sintetica della variante 4

5.4.6. Descrizione e analisi sintetica della variante 5

5.4.7 Descrizione e analisi sintetica della variante 6

5.4.8. Descrizione e analisi sintetica della variante 7

5.4.9. Descrizione e analisi sintetica della variante 8

5.4.10. Descrizione e analisi sintetica della variante 9 .

5.4.11. Descrizione e analisi sintetica della variante 10

5.4.12. Configurazione finale

5.5. Analisi geometrica dei volumi riscaldati e delle superfici disperdenti

5.5.1.Superficie lorda riscaldata nei piani

5.5.2.Superfici disperdenti orizzontali ed inclinate

5.5.3.Superfici disperdenti verticali

5.5.4.Tabella fattore di forma

5.6. Analisi dell'involucro edilizio

5.6.1.Chiusure opache verticali

5.6.2.Chiusure opache inclinate ed orizzontali

5.6.3.Analisi igrometrica degli elementi costituenti l'involucro edilizio

5.7 I serramenti

5.8. Ermeticità e ventilazione

5.9. Impianto di distribuzione: pannelli radianti a pavimento

5.10. Risoluzione dei ponti termici

6. UN NUOVO SOFTWARE

6.1. Forma d calcolo Excel basato sulle indicazioni della UNI 11300 1 e 2 6.1.1. Flussi termici dispersi attraverso le chiusure opache

6.1.2. Flussi termici dispersi attraverso le chiusure trasparenti 6.1.3.Flussi termici dispersi attraverso i ponti termici

6.1.4.Flussi termici dispersi attraverso la ventilazione

6.1.5.Determinazione di volumi e superfici riscaldate

6.1.6.Calcolo dei fabbisogni di energia termica utile per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo

6.1.6.1. Fabbisogno di energia termica utile per il riscaldamento invernale QH,nd

6.1.6.2. Fabbisogno di energia termica utile per il raffrescamento estivo QC,nd

6.1.7.Fabbisogno di energia termica primaria per il riscaldamento invernale QH,r, e indice di prestazione Energetica EPi

6.1.8-Fabbisogno di energia termica primaria per il raffrescamento estivo e indice di prestazione energetica EPe

6.1.9. Fabbisogno di energia termica utile e primaria per la produzione di ACS QpW e indice di prestazione energeticaEPACS

6.1.10. Fabbisogno di energia termica primaria globale Qgl (riscaldamento più ACS) e indice di prestazione energeticaEPgl

6.2. Compilazione dell'attestato secondo bozze linee guida nazionali

6.3. Realizzazione di un software

6.3.1.Dati generali

6.3.2.Componente Opaco

6.3.3. Componente Trasparente

6.3.4. Risultati ET; e ETe

6.3.5. Parametri impianti invernali

6.3.6. Risultati EP; e EP,

6.3.7 Impostazioni dei parametri ACS

6.4. Confronto dei risultati ottenuti

7. ILLUMINAZIONE NATURALE

Premessa

7.1. La luce naturale

7.1.1.Sorgenti di luce naturale

7.1.2.Il sole

7.2. Illuminamento negli ambienti chiusi

7.3. Normativa italiana

7.4. Il comfort visivo

7.5. I parametri per il controllo del comfort visivo negli ambienti illuminati naturalmente

7.5.1.Quantità di luce

7.5.2.L'abbagliamento

7.5.3.Uniformità di illuminamento

7.5.4.Resa cromatica e temperatura di colore

7.6. Il controllo della radiazione solare attraverso lem chiusure esterne trasparenti

7.6.1.La trasmittanza di energia solare totale TSET

7.6.2.Schermature esterne

7.6.3.Schermature interne

7.6.4 Schermature integrate nel serramento

7.7. Fattore d abbagliamento (da norma UNI TS 11300 -1)

7 8. Calcolo analitico dell� FLD nel caso studio

7.8.1 Locale sgombero 1

7.8.2 Locale sgombero 2

7.8.3 Soggiorno piano terra

7.8.4 Cucina

7.8.5 Camera primo piano terra

7.8.6 Camera secondo piano terra

7.8.7 Soggiorno piano mansardato

7.8.8 Camera piano mansardato

7.9. Celo artificiale a porzione di volta (misurazioni dell'illuminamento realizzate in laboratorio)

7.9.1. Configurazione 1 'muri bianchi"

7.9.2. Configurazione 2 'muri bianchi + veranda a sud + schermo discontinuo a est"

7.9.3. Configurazione 3 muri bianchi + veranda a sud + schermo continuo a est"

79.4. Configurazione 4 muri scuri'

7.93. Configurazione 5 'muri scuri + veranda a sud + schermo continuo a est"

7.9.6. Tabella e grafici riassuntivi

7.10. Confronto tra i dati calcolati analiticamente e quelli misurati

8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Bibliografia

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

Libri

- Aghemo Chiara, Valerio LO verso, Guida alla progettazione dell'illuminazione naturale,AlDl 2003

- Aghemo C., Azzolino C., Il progetto dell'elemento di involucro opaco, materiali e tecniche per l'isolamento termico, ponti termici e analisi termoigrometrica, Celid, Torino 1996

- Alcamo Giuseppina, Illuminazione naturale e simulazioni energetiche, Firenze : Alinea, 2007

- Corrado V., Oliaro P., (a cura di), Fisica Tecnica, Appunti delle Lezioni, Politeko, Torino 1997 � Corrado V., Caratterizzazione termica dell'ambiente costruito, Politeko, Torino 1997

- Corrado V.,Paduos S. La nuova legislazione sull'efficienza energetica degli edifici, Celid, Torino

Aprile 2008

- Gauzin-Müller D., Architettura sostenibile, Ed. Ambiente, Milano 2003

- Grassi Walter, Scatizzi Gianpaolo, Venturelli Francesca, La certificazione energetica degli impianti Guida tecnica all'applicazione dei DLgs 192/2005 in materia di rendimento energetico nell'edilizia, Maggioli, 2007

- Grosso Mario, Il raffrescamento passivo degli edifici. Mag-gioli, Rimini 1996

- Grosso Mario, La costruzione bioclimatica, in Il riscaldamento: ambiente, salute, energia, a cura di Riccardo Chiarle, Centro HSA, Rivoli (To) 1999

- Mazzola E.M, Verso un'architettura sostenibile, Gangemi stampa, Roma 2007

- Manna C. (a cura di), Rapporto energia e ambiente 2006-Analisi e scenari,ENEA, Aprile 2007

- PEDROTTI W., Il grande libro della bioedilizia, Demetra, 1998

- PERETTI G., (a cura di), Verso l'ecotecnologia dell'architettura, BE-MA, Milano 1997

- Serra V., Il progetto dell'elemento di involucro trasparente, Politeko, Torino

- Serra V., Schede di fisica tecnica ambientale: climatizzazione, Politeko, Torino 2002

Tesi

- Sansonna Antonio, La certificazione energetica: dalla riqualificazione dell'esistente alla progettazione della casa passiva, Politecnico di Torino, relatore Mutani Guglielmina

Atti di convegni

- Marco Filippi - Politecnico di Torino, Programmi per la riduzione della CO2 ed efficienza energetica degli edifici: gli indirizzi UE e nazionali, Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Anna Magrini - Università di Pavia, Efficienza energetica degli edifici ed emissione di CO2 per la climatizzazione degli edifici, Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Nicoletta Marchiandi Quatraro - Camera di Commercio di Torino, Energia e finanziamenti europei, x Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Gianpaolo Roscio - Responsabile Sviluppo Servizi e Ingegneria, Esperienze di riduzione della CO2 attraverso la gestione energetica degli edifici, Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Prof. Vincenzo Corrado - Politecnico Torino, Un database energetico degli edifici come strumento di indagine e programmazione energetica, Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Prof. Stefano Corgnati - Politecnico Torino, Sviluppo a applicazioni dell'Allegato Energetico e Ambientale, Expobioenergia ottobre 2009 Susa

- Ing. Luca Rolino - Politecnico Torino, La figura dell"utente sostenibile": il ruolo della sensibilizzazione nella riduzione della CO2 Expobioenergia ottobre 2009 Susa

Risparmio energetico in edilizia : Fattibilita tecnica di una casa passiva

- CERTIFICAZIONE ENERGETICA. Le nuove procedure di calcolo per la certificazione, Seminario LOGICAL SOFT patrocinato dall'ordine degli ingenieri di Torino, marzo 2009 Torino

Articoli

- Mutani G., Raimondo L., "Il controllo della radiazione solare attraverso le chiusure esterne trasparenti", Febbraio 2009 Torino

RIVISTE

- Abitare - Comfort in trasparenza, Febbraio 2009

- Costruire - Speciale involucri trasparenti. n 309, Editoriale Segesta, Febbraio 2009

- Casa&Clima - Quando la casa indossa il cappotto, APA F&S, Luglio- Agosto 2007

- Casa&Clima - Ermeticità e ventilazione, APA F&S, ottobre 2008

- Casa&Clima - Caratteristiche degli impianti radianti a pavimento, APA F&S, Gennaio 2009

SITI INTERNET

- www.anit.it

- www.klimahaus.info

- http://www.ape.ud.it

- www.edilportale.com

- www.sinanet.apat.it

- http://www.difesa.it/

- http://www.scia.sinanet.apat.it/scia.asp

- www.tecnologos.it/Articoli

- http://www.weissenseer.at

- www.celenit.it

- www.edilportale.it

- www.agenziaentrate.gov.it

- www.arpapiemonte.it

- www.enea.it

- www.agenziacasaclima.it

- www.casapassiva.com

- www.kyotoclub.org/

LEGGI E NORMATIVE

- Direttiva 2006/32/CE, "Efficienza degli usi finali dell'energia e servizi energetici"

- Direttiva 2005/32/CE "Requisiti per una concezione ecologica degli apparecchi che consumano energia"

- Direttiva 2004/8/CE, "Promozione della cogenerazione basata sulla domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia"

- Direttiva 92/75/CEE, "L'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti"

- Direttiva europea 2002/91/CE, "Rendimento energetico nell'edilizia"

- Legge 373 del 30/04/1976, "Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici"

- Legge 10 del 09/01/1991, "Norme per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso

razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia"

- D.P.R. 412 del 26/08/1993, "Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione,

l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi

di energia"

- DLgs n. 192/2005, integrato dal D.Lgs. 311/2006

- UNI TS 11300-1, Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: Determinazione de/fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva ed invernale;

- UNI TS 11300-1, Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria;

- UNI 10339, "Impianti aeraulici al fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la richiesta d'offerta, l'offerta, l'ordine e la fornitura"

- UNI 10349 - "Riscaldamento e raffrescamento degli edifici - Dati climatici"

- UNI 10351- "Materiali da costruzione-Conduttività termica e permeabilità al vapore"

- UNI 10355 - "Murature e solai - Va/or della resistenza termica e metodo di calcolo"

- UNI 10355 - Murature e solai -Valori della resistenza termica e metodo di calcolo

- UNI EN 410 - "Vetro per edilizia - Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle

vetrate"

- UNI EN 12792 - "Ventilazione degli edifici -Simboli, terminologia e simboli grafici"

- UNI EN 12831 - "Impianti di riscaldamento negli edifici - Metodo di calcolo del carico termico di progetto"

- UNI EN 13947 - "Prestazione termica delle facciate continue - Calcolo della trasmittanza termica"

- UNI EN ISO 10077-1 - "Prestazione termica di finestre, porte e chiusure oscuranti - Calcolo della

trasmittanza termica"- Parte 1: Generalità

- UNI EN 13779 - "Ventilazione degli edifici non residenziali - Requisiti di prestazione per i sistemi di

ventilazione e di climatizzazione"

- UNI EN 15242 - "Ventilazione degli edifici - Metodi di calcolo per la determinazione delle portate d'aria negli edifici, comprese le infiltrazioni"

- UNI EN 15251 - "Criteri per la progettazione dell'ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell'aria interna, all'ambiente termico, all'illuminazione e all'acustica"

- UNI EN 150 6946 - "Componenti ed elementi per edilizia - Resistenza termica e trasmittanza

termica"- Metodo di calcolo

- UNI EN I5013370 - "Prestazione termica degli edifici - Trasferimento di calore attraverso il terreno"

- Metodi di calcolo

- UNI EN 150 13786 - "Prestazione termica dei componenti per edilizia - Caratteristiche termiche dinamiche"- Metodi di calcolo

- UNI EN ISO 13789:2008 - "Prestazione termica degli edifici - Coefficiente di perdita di calore per

trasmissione" - Metodo di calcolo

- UNI EN 150. 13790:2008 - "Prestazione termica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per Il riscaldamento e il raffrescamento"

- UNI EN ISO 14683 - "Ponti termici in edilizia - Coefficiente di trasmissione termica lineica" - Metodi

semplificati e valori di riferimento

Risparmio energetico in edilizia : Fattibilità tecnica di una casa passiva

- UNI EN 832 - "Prestazioni termiche degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento" - Edifici residenziali, giugno 2001

- Decreto dei Ministero della Sanità del 5/7/75 - "edilizia residenziale"

- Decreto ministeriale 18/12/75, "edilizia scolastica"

- UN 1 10380-1994 - "Illuminazione di interni con luce artificiale"

- UNI 10840 - "Illuminazione dei locali scolastici"

- UNI EN 13363 -1:2004 - "Dispositivi di protezione solare in combinazione con le vetrate"

- UNI EN 13363 - 2:2006 - "Dispositivi di protezione salare in combinazione con le vetrate"

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