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Riqualificazione urbana dell'area di piazza Europa a Cuneo

Olocco, Tommaso

Riqualificazione urbana dell'area di piazza Europa a Cuneo.

Rel. Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009

Abstract:

Il centro storico ha la sua via principale, via Roma (ex Reale, Maestra, Nizza, oppure più semplicemente piazza o platea), leggermente arcuata, forse per non facilitar il compito delle fucilerie nemiche. In origine era più larga, occupava anche i portici, era sterrata, divisa in due da un canale di scolo, orlata di tettoie per le bestie e per le merci.

A questi ripari effimeri si sono sostituiti progressivamente i portici, per poter avanzare il fronte delle case e guadagnare spazio in larghezza, oltre che in altezza. Fino a quel momento le facciate di rappresentanza erano quelle di via Saluzzo, mentre su via Roma si manifestavano le funzioni commerciali degli edifici. La bellezza dei portici sta nella discontinuità, nel disordine di archi romanici, gotici, a ferro di cavallo, a sesto ribassato, nelle colonne basse e tozze.

I portici erano e sono luogo di incontro e di commercio; erano i camminamenti riparati durante gli assedi, camerate di fortuna per le truppe, restando uno dei motivi di fascino della nostra città. Risalendo via Roma dalla spianata un po' desolante di piazza Torino s'incontrano prima d tutto la Prefettura e il Vescovado, un tempo uniti. La Prefettura è stata riedificata sul preesistente palazzo del governatore fra il 1876 e il 1881, eliminando una sporgenza che restringeva via Roma.

II Vescovado ha sede nel palazzo che un tempo apparteneva al Conte Lorenzo Bruno di Tornaforte: severa opera settecentesca con saloni

sontuosi e una graziosa meridiana «internazionale» nel cortile. Il

palazzo antistante nasconde un auditorium ricavato da una chiesa

barocca intitolata a San Giovanni decollato, rimasta ad aleggiare come

un fantasma sui tetti del centro storico con il suo cupolino, mentre la facciata è stata distrutta nei 1803 e i battenti incorporati nella sede dell'intendenza di Finanza oggi destinata a uffici comunali. Iniziata nel 1727, San Giovanni divenne Tribunale criminale napoleonico nel 1801. Vi è annesso un bel cortile, rimanenza del chiostro, ospita mostre e concerti. Oltre a Sant'Ambrogio, al Municipio, alla Torre civica e al Duomo si affacciano su via Roma altri palazzi prestigiosi, come quello appartenuto alla famiglia Ferraris di Celle e quello dei Lovera di Maria, ora trasforma¬to in Hotel di lusso, mentre l'antica dimora dei Ricci d'Andonno è divisa fra la Sala contrattazioni e una banca.

Particolarmente affascinante è ciò che resta della Loggia dei mercanti, all'angolo fra via Roma e largo Audifreddi, ora inglobata in un negozio. Questo spazio che fungeva da mercato coperto risale alla fine del XV o all'inizio de XVI secolo.

Da alcuni anni il mercato settimanale ha riconquistato parte della sua sede storica, l'antica Mazza o platea, oggi via Roma, che per l'occasione resta chiusa alle auto. I turisti che si affacciano su piazza Galimberti do¬po avere risalito via Roma da largo Audifreddi fra due file di banchi di abbigliamento, artigianato, pentole e libri usati restano a bocca aperta scoprendo di essere solo all'inizio dell'esplorazione, c'è ancora il mercato coperto, riservato agli alimentari, di piazza Seminario, la quale struttura è stata progettata da Cesare Vinai, ingegnere capo del comune a partire dal 1922, ed infine il mercato ortofrutticolo in piazza Virginio, accanto alla chiesa sconsacrata di San Francesco.

I turisti, una volta quasi esclusivamente francesi ma adesso anche tedeschi, sono sempre stati uno spettacolo aggiuntivo per il martedì dei cuneesi. La città comincia a espandersi verso sud, almeno nelle fantasie francesi, con il" Pian et projet d'aggrandissement et embellissement de la ville de Coni", datato 1802. Cuneo ci appare cinta da viali anziché da mura e conclusa a meridione da un abbozzo di piazza orlata da un emiciclo di alberi. Con il piano regolatore di Benedetto Brunati, prende forma l'attuale Piazza Galimberti, all'epoca si prevedeva uno spazio di forma quadrata, delimitato da palazzi omogenei piuttosto severi, uniti da cavalcavia e caratterizzati da alti portici. Il primo edificio costruito fu quello del capitolo dei canonici del Duomo, vicino alla cattedrale, l'ultimo, palazzo Cassin, che chiude l'angolo nordovest della piazza, fra corso Nizza e corso Soleri. In mezzo ,le manovre del sindaco Carlo Brunet per ottenere una piazza più ampia dì quella immaginata da Brunati. L'occasione propizia fu l'edificazione del Tribunale (inaugurato nel 1866), il quinto fabbricato in ordine di tempo, il quale, seppure in armonia di disegno coi palazzi precedenti è più/lungo e più elevato; quindi per ragioni di simmetria, fu costruito sullo stesso lato un terzo palazzo, per modo che quello di Giustizia risultasse non più d'angolo, ma centrale. L'idea di Carlo Brunet, appoggiata da Modesto Soleri, prevedeva una piazza aperta sulle montagne, un lago di vuoto lungo il doppio di quello attuale. La «chiusura» della piazza con i palazzi Delvecchio e Cassin scontentò l'ottantenne Brunet. La piazza ha mutato aspetto nel corso dei decenni. All'inizio era sterrata, poi comparvero e scomparvero le rotaie della tramvia, le aiuole, le decorazioni sul selciato. Dal 1879 ospita la statua di Giuseppe Barbaroux (1772-1843), giurista cuneese che ricoprì l'incarico di Ministro della Giustizia sabaudo e redasse i Codici Albertini. Al numero 6 c'è la Casa-museo Galimberti. Il tracciato del rettifilo che unisce Cuneo a Borgo San Dalmazzo risale al piano regolatore del 1834 e porta la firma dell'ingegnere Giovan Battista Moglino. La "Nuova Strada Regia" raggiunse San Rocco nel 1845 e Borgo nel 1 848, ma fino a Novecento inoltrato la "regione orti", tagliata in due dal futuro corso Nizza, restò un'area di case, villette e cascine sparse, fra cui spiccava la chiesa del Sacro Cuore, di gusto romanico della seconda maniera, eretta fra il 1893 e il 1895 e completata con il campanile nel 1899. I vincoli del "Piano d'ornato" approvato nel 1886 (che obbligava portici, larghi 5 metri e alti 7, e dei cavalcavia) rappresentarono un freno per lo sviluppo della futura arteria principale della città, nonostante i contributi comunali e l'autorizzazione ad alzare le case fino a 24 Metri (anziché i 21 previsti in origine). Lo attesta lo sfruttamento edilizio contemporaneo più rapido del tratto di viale degli Angeli compreso fra i due roncjò, sede privilegiata dell'architettura liberty cuneese. Si dovette attendere il quindicennio I 925-40 per veder nascere la maggior parte dei palazzi signorili di corso Nizza fra piazza Galimberti e il Sacro Cuore, con la demolizione di alcuni fabbricati sparsi. II rischio dei portici, dei negozi senza soluzioni di continuità, salvo l'intervallo di qualche banca sul lato Gesso e delle insegne luminose, è, che il passante non alzi mai lo sguardo oltre il proprio naso, mentre quella è l'unica maniera di apprezzare il corso, le facciate ricche di ele¬menti Art Nouveau Decò e Neoclassici, le sopraelevate con cupole a

padiglione che emergono dai profili delle coperture come nel caso di

palazzo Odifreddi (progettato da Amedeo Galliano), oppure, i frontoni a vela decorati e traforati.Nel 1950 grosso riscontro ebbe il piano redatto dall'architetto Guidi: sulle sue direttive si è sviluppata la fabbricazione cittadina che, a partire dall'epoca di adozione del piano e con ritmo sempre più intenso, ha più che raddoppiato l'originaria estensione della città di Cuneo, la quale stendendosi su di un'area di oltre due chilometri quadrati, ha raggiunto il limite del territorio che all'epoca dell'approvazione del piano le era stato assegnato come di ampliamento dell'aggregato urbano. Importante per la città è la stazione ferroviaria, la prima pietra fu posata nel 1913, ma la guerra del 1915-18 e i cambiamenti in corso d'opera (all'inizio non era previsto che l'edificio fosse a livello dell'altopiano, bensì a quello dei binari) rallentarono i lavori a tal punto che l'inaugurazione avvenne nel 1937 in contemporanea con quella del faro antistante recentemente restaurato. Al fondo del primo tratto di Corso Nizza già il piano Vinay aveva previsto la collocazione di una vasta area libera per la realizzazione di una piazza; secondo questo piano essa avrebbe dovuto risultare assiale e quasi simmetrica rispetto alla monumentale Piazza Galimberti, e avrebbe dovuto ricalcarne le linee. Nel successivo piano Guidi era invece prevista una collocazione e una configurazione simile all'attuale. E' lo sviluppo edilizio degli anni sessanta che caratterizza la forma dell'attuale Piazza Europa, che prende forma con il piano particolareggiato di Piazza Minerva (nome originale della piazza) approvato nel 1967; il piano prevedeva la demolizione di tutti i fabbricati, ancora di tipo rurale, e la costruzione di nuovi edifici residenziali e per il terziario. Per alcuni anni nella piazza rimase una sola cascina circondata dai nuovi edifici che la sovrastavano, si vocifera che fu lasciata perché era stata dimora di G.Garibaldi.

Relatori: Paolo Mellano
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1375
Capitoli:

1- Cuneo nei secoli

2- La Cuneo di oggi fino alla nascita di Piazza Minerva

3- Il Comune di Cuneo e la provincia Granda

4- Caratteristiche ambientali e geomorfologiche

5- Piazza Europa

6- Il progetto: - la piazza

- il parcheggio interrato

7- Schizzi e idee progettuali

8- Esempi significativi

9- Elenco elaborati grafici di progetto

Bibliografia

Bibliografia:

TESTI ESSENZIALI

� Bucci F. (a cura di), Periferie e nuove Urbanità, ed. Electa, Milano, 2003

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� Pini D. (a cura di), La riqualificazione urbana e la pianificazione come strumenti per la promozione della sicurezza urbana , ed. Alinea, Firenze, 2003

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� Ambrosiani G., Barbieri C. A., Giammarco C, Reinerio L., (a cura

di), Progetto integrati per la riqualificazione urbana, ricerche

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� Cuneo da ottocento anni . 1198-1998. ed. L'Artistica Piemontese, Savigliano, 1998

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Sono stati consultati testi e documenti presso:

� il Comune di Cuneo

� Archivio Storico di Cuneo

� Biblioteca Civica di Cuneo

� Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura del politecnico di Torino

PERIODICI

Casabella

Arketipo

Progettare

Domus

Architectural lighting magazine

The Pian

Area

Architetti

Edilizia e territorio

SITOGRAFIA

www.comune.cuneo.it

www.archlighting.com

www.archiportale.com

www.europaconcorsi.com

www.urbanprojects.ltd.uk

www.edilportale.it

www.archandweb.com

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