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Spazio temporaneo. La quarta dimensione come strumento progettuale = Temporary space. The fourth dimension as design tool

Tommaso Ferraris, Carlotta Gerbino

Spazio temporaneo. La quarta dimensione come strumento progettuale = Temporary space. The fourth dimension as design tool.

Rel. Daniele Regis, Elena Piera Montacchini, Chiara Lucchini, Silvia Tedesco. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2019

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Abstract:

Negli ultimi vent’anni stiamo assistendo a crescenti cambiamenti che interessano il vivere la città, in particolare grazie alla continua ricerca e scoperta di nuovi usi dello spazio urbano. Di fatto la grande crisi economica e sociale del nostro secolo ha prodotto risvolti di diversa natura, influenzando profondamente le pratiche di gestione cittadina, che hanno subìto importanti revisioni di pianificazione territoriale dettate dalla necessaria austerità, dai tagli dei fondi stanziati, insieme ad una standardizzazione dilagante dei progetti per lo spazio pubblico. Recentemente, infatti, si osservano evidenti fenomeni di dissenso nell’uso dello spazio, fermenti sociali nati dalla condivisione e dal desiderio di appropriazione di quei residui spaziali percepiti come scarti nel tessuto urbano. Per gli abitanti, i cosiddetti urban interiors rappresentano parti di città con potenzialità latenti e sono entrati a far parte del quotidiano in modo informale, attraverso azioni spontanee, talvolta non autorizzate, temporanee, di grande intensità. Molti termini vengono oggi utilizzati per riferirsi ai nuovi urbanismi, dalle matrici americane del DIY urbanism al tactical urbanism, per tentare in qualche modo di catalogare l’effimero, le pratiche transitorie, quelle che sfuggono all’interpretazione degli strumenti amministrativi, ma che nonostante ciò hanno molteplici impatti sull’economia e sul commercio, grazie ai quali suscitano l’interesse delle politiche cittadine per il loro carattere tattico, spesso coordinabile ed assimilabile alle strategie di pianificazione urbana. Di conseguenza è evidente come oggi anche la nostra professione stia richiedendo un adattamento di ruoli e mestiere; dagli anni ‘90 assistiamo al proliferare di una rete internazionale di nuovi sistemi di collaborazione tra architetti, i collettivi, ovvero associazioni dalla gerarchia orizzontale unite per dare una risposta concreta all’architettura, valorizzando l’intensità dell’effimero. Ricerca, documentazione, catalogazione sono state operazioni indispensabili per elaborare scientificamente un compendio di esperienze esemplari per testimoniare la vastità delle pratiche odierne. Parallelamente, il nostro contributo per questa causa si è potuto concretizzare grazie alla formazione di AUT, team studentesco finanziato dal Politecnico di Torino. Tra le attività svolte, per prima una talk, fondamentale momento per confrontarsi sui temi della temporaneità e dell’autocostruzione con realtà universitarie dalle esperienze simili e, soprattutto, con professionisti italiani ed europei come Archistart e Collectif ETC. Infine, come prima attività pratica, siamo riusciti ad organizzare un workshop di autocostruzione aperto a studenti ed esterni, con un cantiere di 7 giorni durante i quali il collettivo Orizzontale (Roma) ci ha seguiti come tutor: grazie alla collaborazione con il noto locale torinese Imbarchino del Valentino, abbiamo progettato e costruito una micro-architettura di arredo e palco destinata a spettacoli estivi, un’opportunità preziosa per applicare concretamente principi e propositi di questa tesi, un’occasione per restituire ai cittadini un luogo abbandonato da tempo e dare un impulso di rigenerazione urbana che speriamo possa proseguire in futuro.

Relators: Daniele Regis, Elena Piera Montacchini, Chiara Lucchini, Silvia Tedesco
Academic year: 2018/19
Publication type: Electronic
Number of Pages: 378
Subjects: A Architettura > AO Design
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città
Classe di laurea: New organization > Master science > LM-04 - ARCHITECTURE AND ARCHITECTURAL ENGINEERING
Ente in cotutela: University of Belgrano (ARGENTINA)
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/11746
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