Preesistenze rurali nel Tavoliere di Puglia: ipotesi di recupero della masseria Giardino a Foggia
Tiziana Bolla, Fabio Carella
Preesistenze rurali nel Tavoliere di Puglia: ipotesi di recupero della masseria Giardino a Foggia.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
La nostra tesi si propone di analizzare i molteplici aspetti del fenomeno delle masserie pugliesi, in particolar modo in un'area come quella del Tavoliere che soltanto negli ultimi tempi e diventata oggetto di studi più approfonditi sui suo interessante patrimonio rurale.
Il punto di partenza e stato uno studio delle dinamiche di trasformazione del paesaggio agrario dauno, analisi che e stata fatta risalire fino ai tempi più antichi, ovvero I'epoca preistorica, poiché abbia ritenuto che già allora fossero presenti quei caratteri peculiari e quelle vocazioni naturali del territorio che ne avrebbero determinato il successivo assetto. Questa ricerca si e successivamente snodata attraverso le epoche successive, con particolare attenzione a tre tappe fondamentali che hanno fortemente segnato questo paesaggio: l'età medievale con la rete di masserie regie federiciane; il lungo periodo della Dogana delle pecore di Foggia con il suo sistema di tratturi, masserie e poste; infine I'epoca fascista, con le sue opere di bonifica, i poderi dell'ONC e la costruzione di nuove strade.
In seguito lo studio si e concentrato sulle masserie, organismi architettonici molto spesso misteriosi nella loro origine e complessi per la loro commistione di stili e di forme, il che li ha resi difficilmente classificabili a partire da un univoco punto di vista. Oggi esse figurano, nelle vaste pianure del Tavoliere, come oggetti vuoti e dimenticati, "in utili" eredita di un passato anche piuttosto recente che le vedeva protagoniste indiscusse delle campagne.
La Masseria Giardino, nei press; di Foggia, e stata scelta ad exemplum poiché la sua storia e i suoi caratteri architettonici stratificati nel tempo la rendono un interessante caso-studio. A una prima fase di rilievo e seguita una riprogettazione come Museo didattico della Transumanza: il coinvolgimento dei piccoli visitatori (ma non solo!) in attività pratiche all'interno del classico percorso di visita, ci sembra il modo più idoneo a rappresentare la continuità con il passato, garantendo contemporaneamente la sopravvivenza dell'edificio e della memoria che resta.
Relatori
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