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Moro, Andrea

Ipotesi di ecomuseo per l'Alta Valle Tanaro per il recupero della linea ferroviaria Ceva-Ormea.

Rel. Lorenzo Mamino. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007

Abstract:

Questa tesi nasce dopo la lettura su di un fascicolo informativo, redatto e divulgato dalla Comunità Montana Alta Valle Tanaro, in cui venivano illustrati i progetti, le direzioni e piani di sviluppo su cui puntavano l�Ente e le amministrazioni dei comuni della Valle, di un articolo che proponeva un progetto di Ecomuseo della Alta Valle Tanaro: in esso erano illustrati gli intenti per la realizzazione, la quale prevedeva il riutilizzo e il recupero dei manufatti della Linea Ceva - Ormea,

Realizzata tra il 1886 e il 1893, anno dell�inaugurazione, la linea è ancora oggi attiva, ma i suoi edifici, o �Fabbricati Viaggiatori� come venivano chiamati un tempo, risultano dal 1986, anno in cui è stata compiuta un�automatizzazione della tratta, in disuso e in stato di abbandono:

nonostante questo essi conservano intatto un fascino architettonico considerevole, e i loro spazi ben si addicono ad una loro rifunzionalizzazione in chiave museale.

Questo elaborato vuol essere un supporto a questo progetto, il quale può essere sicuramente un�ottima occasione per un incremento e uno sviluppo di questi luoghi, ricchi di valenze storiche e culturali tipiche dei territori poveri; non vi si trovano sicuramente opere o architetture di inestimabile valore, ma un insieme di elementi e peculiarità, che fanno della Valle un territorio comunque apprezzabile.

Inoltre in queste pagine si vuol far capire come una linea, definita secondaria, abbia al pari di altre di importanza maggiore, un valore notevole ed essenziale per la vita stessa dei centri che serve: come fu già uno strumento di progresso e di apertura verso la modernizzazione ai tempi della sua apertura, così può essere oggi nuovamente il mezzo per un nuovo sviluppo.

Il lavoro parte con un�analisi e una ricerca sull�ecomuseo: esso è una forma di museo molto speciale, particolare, e quando ha fatto la sua apparizione per la prima volta agli inizi degli anni Settanta in Francia, ha rappresentato una vera e propria innovazione e una rivoluzione rispetto ai canoni tradizionali fino a quel momento caratterizzanti il museo. Esso è frutto del clima culturale di quegli anni, segnati dal desiderio di innovazione della concezione di museo, dalla volontà di istituirne nuove forme, che non si limitino solo più a raccontare la storia degli oggetti che conservano, ma, attraverso l�esposizione ragionata e interpretata dei reperti, parlare di uomini ed idee: una nuova concezione che porti alla valorizzazione delle risorse ambientali, storiche e culturali di un territorio e dei suoi abitanti, Il termine ecomuseo fu pensato da Hugues de Varine, Georges Henri Rivière, all�epoca rispettivamente direttore e ex-direttore e consigliere permanente dell�ICOM (The International Council of Museums), e da Serge Antoine, consigliere del Ministro dell�Ambiente, durante una loro riunione. Fu usato per la prima volta nel 1971 in un intervento dell�allora Ministro dell�Ambiente francese, M. Robert Poujade, che l�utilizzò per qualificare il lavoro dì un ministero in piena creazione. Gli ecomusei inizialmente, realizzati ben prima che assumessero questa definizione, furono pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali in un momento in cui l�urbanizzazione, le nuove acquisizioni tecnologiche e i conseguenti cambiamenti sociali, rappresentavano un rischio reale di completo oblio di un patrimonio culturale millenario. L�ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo �come oggetti del museo� non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l�architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc. La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l�ambito propriamente museale.

Insomma l�Ecomuseo è un�istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti.

Nella fase successiva la tesi si occupa dell�Alta Valle Tanaro, che è appunto il tema dell�ecomuseo; l�Alta Val Tanaro rappresenta la porzione sud-orientale della Provincia di Cuneo, il ponte naturale fra il Piemonte e le vicine province di Imperia e Savona. E� formata da nove comuni, Alto, Bagnasco, Briga Alta, Caprauna, Garessio, Nuceffo, Ormea, Perlo e Priola, avvolti in splendide cornici naturali, caratterizzate da montagne, acque cristalline e da una vegetazione variegata ed intatta; essa prende il nome dal fiume che l�attraversa, il Tanaro.

L�Alta Valle Tanaro si presenta come un�armonica fusione di attrattive naturali ed insediamenti umani; la loro storia affonda le radici in tempi lontani, ma il periodo di maggiore fioritura fu quello dall� XI al XV secolo, in cui i comuni della Valle si svilupparono aggregati al potente Marchesato di Ceva. Sorsero castelli e manieri, i cui resti di torri e mura punteggiano tuttora le alture, si susseguono a vista d�occhio e sono testimonianza di una realtà frammentata in piccole signorie, ma simile e legata per costumi, abitudini e storia.

Ai castelli si affiancano via via gli edifici sacri con le diverse chiese, parrocchiali e non, anche se la più copiosa testimonianza storica e di vita reale è data dalla miriade di cappelle e piloni votivi, sparsi disordinatamente nelle campagne e simbolo di antico fervore popolare, soprattutto in occasione di pestilenze ed epidemie.

Dal punto di vista naturalistico, il territorio, caratterizzato da una lussureggiante vegetazione, offre ampie possibilità di escursioni e passeggiate, nel silenzio dei boschi e nel verde dei monti, i quali mettono anche a disposizione neve per gli sport invernali e pareti rocciose per le arrampicate; connotanti l�area sono anche gli stabilimenti termali e gli impianti per le attività sportive.

L�Alta Valle Tanaro è quindi una cornice ambientale di rara bellezza ad una serie di emergenze di rilievo nel campo dell�arte e della cultura storica; l�ambiente naturale incontaminato, insieme ad un passato reso ricco e complesso dal passaggio di molti popoli su questa terra che si può definire di confine, la rendono un luogo d�incanto dalle molte sfaccettature, denso di antiche tradizioni dalle millenarie radici che ancora resistono alla fuga del tempo caratterizzandola e definendone il profilo, un profilo tuffo originale.

Questa pluralità di risorse offre un panorama ricco di possibilità ed opportunità, una caratterizzazione socio-colturale capace di stimolare un turismo basato sui valori ambientali e sulle testimonianze dell�arte, della storia, dell�antropizzazione e della cultura, Ruolo importante in questo progetto fu rivestito dalla Linea Ferroviaria Ceva-Ormea: accesa e lunga fu la discussione in Parlamento tra i �fautori di una linea Ceva-Ormea-Oneglia e quelli di una Linea Cuneo- Ventimiglia, che alla fine ebbe la meglio. Nonostante tutto la Linea Ceva-Ormea fu iniziata e completata, ma l�intento di far correre i suoi binari fino al mare rimase per sempre un sogno. In cinque successivi momenti la linea ferroviaria venne completata tra il 1889 e il 1893: essa è un�opera imponente, con un complesso di grandiosi viadotti, ponti in ferro e in muratura, gallerie, sottopassi, sovrappassi, caselli e stazioni, queste ultime, ai tempi della costruzione, dette fabbricati viaggiatori. La Linea oltre a migliorare notevolmente le comunicazioni all�interno della Valle, facilità anche l�incremento del turismo e ancora oggi è un affascinante percorso che si snoda tra centri abitati, campi coltivati e pareti rocciose, a strapiombo sul fiume Tanaro, di grande suggestione visiva: con questo progetto ora, la linea Ceva - Ormea può nuovamente essere il fattore e lo spunto per una nuova fase di ripresa e sviluppo. Lasciare andare i suoi manufatti e le sue architetture. ormai in disuso e in stato di abbandono, alla rovina è un qualcosa di imperdonabile e inconcepibile, e un suo riutilizzo alla scopo di dare nuova crescita a queste montagne può essere un�ottima soluzione. Un suo prolungamento verso il mare è ormai impensabile e non più indispensabile come nei decenni passati, ma uno suo riutilizzo in senso museale con il fine ultimo di sviluppare e incrementare tutte le potenzialità e salvaguardare e valorizzare tutti i beni presenti: essa diventerebbe il perno di unione tra i diversi comuni della Valle e i suoi manufatti possono essere utilizzati come poli e punti di riferimento e partenza per una conoscenza più approfondita dell�Alta Valle Tanaro. L�intervento è quindi finalizzato al recupero ed alla ristrutturazione degli edifici storici e delle aree esterne che costituiscono le stazioni ferroviarie della linea Ceva - Ormea, allo scopo di rifunzionalizzare a fini turistico- culturali le strutture della tratta. L�obbiettivo è quindi la creazione di una rete museale innovativa, di cui il treno diventerà al tempo stesso oggetto tematico e mezzo privilegiato di fruizione.

L�Ecomuseo deve si valorizzare la Valle ed essere una vetrina per i turisti, ma non solo, esso infatti deve fare proprie attività tipiche di questa forma museale, e cioè la capacità di cambiare la società e incidere positivamente sul territorio e il saper leggere il patrimonio, reinterpretarlo e valorizzarlo; l�ecomuseo deve essere un organismo capace di azioni concrete, di coinvolgere tutta la comunità, non solo le amministrazioni ma anche tutti gli abitanti dei paesi, che deve indirizzare verso una riscoperta delle proprie radici e della propria identità locali, l�ecomuseo deve essere quindi un processo dinamico e non solo un fatto formale, e deve incidere positivamente e portare cambiamenti e una maturazione culturale nei territori in cui si colloca, il progetto poi si concentra sulla Stazione di Bagnasco e quindi sull�area che comprende il Fabbricato Viaggiatori, il Piazzale e il Magazzino Merci: ai manufatti esistenti non sono apportate modifiche di volumetria e cambiamenti che ne abbiano alterato le caratteristiche originarie: l�area però è stata dotata di una volumetria nuova, accostata al fabbricato viaggiatori, che ha un duplice scopo, quello di unire il fabbricato viaggiatori al magazzino merci, anch�esso rifunzionalizzato e inserito nel percorso museale, e quella di funzionare da ingresso e uscita ai locali del museo. Il museo è composto da tre livelli, il primo in cui troviamo il museo ferroviario ed è collocato nel magazzino merci, primo tappa del percorso espositivo, e nel piano interrato; dopo si risale, tramite vano scala o montacarichi al piano terra, dove troviamo il secondo livello o museo del territorio: questa parte vuoi essere una vetrina del territorio, il luogo informativo sul comune di Bagnasco. Il terzo e ultimo livello, quello collocato al piano primo dello stabile, è il museo del Bal do Sabre, caratteristica danza simbolo di Bagnasco, la cui tradizione è radicata nei secoli, il complesso museale non prevede solo queste sale espositive, ma anche magazzini, uno per ogni piano, dove collocare oggetti non esposti o espositori non utilizzati, ma anche un archivio e un laboratorio per la ricezione e sistemazione dei materiali da esporre, posti al piano terra, e al piano primo due uffici per ospitare la direzione e una sala per le riunioni.

Relatori: Lorenzo Mamino
Soggetti: U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
A Architettura > AN Opere di ingegneria civile, trasporti, comunicazioni
A Architettura > AS Storia dell'Architettura
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
R Restauro > RC Restauro urbano
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/958
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