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Mandiello, Sonia

I luoghi del commercio dell'agorà ai concept strores. Ipotesi progettuali di un nuovo centro commerciale IKEA nel comune di Collegno.

Rel. Marco Trisciuoglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007

Abstract:

Con il motto "Non vogliamo lo scatolone blu", nel 2002 l'Amministrazione della città di Berlino ha indice un concorso di progettazione per la realizzazione di un centro commerciale Ikea nel quartiere Lichtenberg.

Il concorso viene vinto dall'architetto Leon Wohlhnge Wernik (in collaborazione con V. Riecke, J. Bórner, J. Menzer, H. J. Lankes, S. Schwirtz e T. Bochmann) con la progettazione di un edificio che, pur rispettando alcune delle caratteristiche imposte dall'azienda svedese, è innovativo sotto diversi punti di vista. In particolare l'edificio, che presenta una superficie di 35.000 mq, ha una facciata principale su strada concepita completamente in vetro strutturale. E una sorta di vetrina gigante lungo Iqa quale sbucano delle terrazze blu percorribili dai clienti, che si trovano essi stessi in vetrina.

Nello stesso periodo sui quotidiani torinesi compaiono i primi articoli, o meglio trafiletti, riguardanti l'interesse da parte di Ikea di ingrandirsi. Quello che non era ancora chiaro, era se era possibile fare ciò nel vecchio negozio di Grugliasco o se era meglio pensare ad una rilocazione nell'area dell'attuale centro commerciale La Certosa a Collegno oppure a Trofarello dove sorge il cinema multisala UGC.

In seguito si è capito che il nuovo negozio sarebbe stato costruito a Collegno, ma si sarebbe affacciato sulla tangenziale Nord o sulla statale Torino-Pianezza?

Al momento della scelta del sito di progetto per la stesura di questa tesi si è ipotizzato di costruire il nuovo store sulla tangenziale Nord, anche se ad oggi, in seguito a diversi incontri dell'azienda con il comune di Collegno e la Regione, si pensa che il nuovo Ikea sorgerà sulla statale.

La prima parte della tesi comprende un'analisi storica dei luoghi dei commercio a partire dal l'Agorà greca e dal Foro romano fino ai moderni Concept Stores, passando attraverso i mercati e le botteghe medievali, le fiere e le esposizioni universali, le gallerie commerciali e i grandi magazzini, e infine i centri commerciali, di cui se ne inseriscono diversi esempi.

Questa parte è servita da input per molti spunti progettuali. Si voleva in un certo senso dare una forma tipologica, tipizzare quello che da molti è definito un anonimo, seppur funzionale scatolone blu.

Se si pensa, ad esempio, alle balconate e alle scale monumentali a tutta altezza dei grandi magazzini o alle alte gallerie vetrate dal quale penetra il cielo e la luce (estremizzate nella realizzazione del Crystal Palace) o ancora alla piazza centrale della città, luogo dello scambio ma anche della socializzazione, ecco che allora tutti questi elementi possono essere riletti in chiave moderna e il progetto di un semplice centro commerciale può acquistare valore.

Nel progetto sono stati inseriti due blocchi completamente vetrati, sulla facciata principale e sul retro; centralmente all'edificio è stata inserita una galleria più alta dell'edificio stesso; l'ingresso principale, dalla galleria a tutta altezza, è sicuramente di grosso impatto visivo.

Oltre a questi elementi, si è data importanza alla sostenibilità ambientale, al verde e al risparmio energetico, progettando un edificio con una copertura piana a tetto verde. Lo stesso principio, di recupero di aree verdi là dove si andava costruire, è stato utilizzato sul retro dell'edificio dove è stato disegnato un parco come tetto di un parcheggio interrato e all'interno dell'edificio, al cui centro della galleria è stato inserito un giardino d'inverno. Inoltre sul tetto del deposito esterno si è pensato di installare dei pannelli fotovoltaici. Infine, un'attenta riflessione sui materiali e il fatto che si stesse progettando un negozio di mobili, ha fatto sì che si scegliesse di realizzare, per il resto dell'edificio, una facciata ventilata in legno, ribaltando il concetto del blocco blu spaccato all'ingresso da uno giallo (il blocco è giallo, ma la galleria è blu).

Relatori: Marco Trisciuoglio
Parole chiave: commercio - ikea - centro commerciale
Soggetti: A Architettura > AJ Edifici e attrezzature per l'amministrazione, il commercio e la difesa
A Architettura > AS Storia dell'Architettura
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/936
Capitoli:

INDICE

INTRODUZIONE

1. I luoghi dei consumo.

1.1. I modelli degli spazi di vendita nella storia.

1.1.1 Agorà e Foro antenati del mercato moderno.

L'Agora nella città greca.

Il Foro nell'antica Roma.

1.1.2 Il commercio nel Medioevo. Fiere, Mercati, Botteghe e Logge Mercantili

1.1.3 Il lusso come bisogno borghese. Dalla Galleria Vetrata al Grande Magazzino.

1.1.4 Il tempio del progresso. Le Esposizioni Universali.

1.1.5 L'espressione della società motorizzata. I Centri Commerciali.

1.1.5.1 Dagli anni Venti agli anni Ottanta.

1.1.5.2 Dagli anni Novanta al XXI secolo (Esempi europei e italiani). Centri Commerciali Urbani, Centri Commerciali Extraurbani e Centri Multifunzionali (Shopping and Leisure Centers).

Esempi di Centri Commerciali Urbani.

Esempi di Centri Commerciali Extraurbani.

Esempi di Shopping and Leisure Centers.

1.1.6 Specializzazione e punti vendita tematici. Il Concept Store.

2. Luoghi e Nonluoghi metropolitani.

2.1 Il Centro Commerciale può essere considerato un Nonluogo?

3. Analisi di un Centro Commerciale monotematico: il caso IKEA.

3.1 Storia dei marchio IKEA.

3.1.1 Lo store IKEA in Svezia e nel resto dei mondo.

3.1.2 Lo store IKEA in Italia.

Milano.

Torino.

Brescia.

Bologna.

Genova.

Roma.

Firenze.

Napoli.

Padova.

Bari (apertura prevista 2007).

Catania (apertura prevista 2008).

Piacenza (deposito centrale per il Sud Europa).

3.2 Il modello di un medium store IKEA. (studio distributivo e funzionale).

4. Il progetto di un nuovo store IKEA nel comune di Collegno.

Prime considerazioni.

Primo schizzo.

Secondo schizzo.

Terzo schizzo.

Quarto schizzo.

Quinto schizzo.

Sesto schizzo.

Settimo schizzo.

Il progetto.

Descrizione funzionale.

Materiali.

5. Allegati.

Bibliografia:

I testi sono suddivisi per argomento, raggruppati secondo il capitolo cui si riferiscono e posizionati in ordine alfabetico. Vengono inoltre inseriti i siti internet, utilizzati soprattutto per l'inserimento nella tesi di alcune immagini.

I. INTRODUZIONE.

Gli argomenti trattati nell'introduzione danno una visione generale delle tematiche analizzate in modo più approfondito nei capitoli successivi. Si inseriscono quindi i testi di carattere generale. L'indicazione bibliografica più dettagliata, sarà indicata nei capitoli successivi.

Si esplicitano, inoltre, le motivazioni e le scelte personali che hanno portato alla stesura di questa tesi, con riferimento a siti internet e al P.R.G. comunale della città di Collegno.

V. CODELUPPI, Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages a Disney World, Studi bompiani, Bergamo 2001.

P. DEROSSI, et al., Piano Regolatore Generale Comunale, Collegno 2004.

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M. ROMANO, L'estetico della città europea: forme e immagini, Einaudi, Torino 1993.

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http://www.fpb.de/, 28/04/2004.

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II. I LUOGHI DEL CONSUMO.

Il capitolo è stato suddiviso in sottocapitoli per mettere in rilievo le specificità dei luoghi dei consumo nella storia, partendo dall'antichità.

Agorà e Foro antenati dei mercato moderno.

Attraverso degli esempi si cerca di descrivere questi mercati , luoghi dei commercio ma, al tempo stesso, celebrazione di un regno civico ideale in cui vengono discusse questioni pubbliche e in cui si parla di filosofia. Vengono descritte (Agorà di Atene, la città di Mileto, il Foro dell'antica Roma e i mercati Traianei.

G. DT DOMENICO, L'idea di recinto. Il recinto come essenza e forma primaria dell' architettura, Officina edizioni, Roma 1998.

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Il commercio nel Medioevo. Fiere, Mercati, Botteghe e Logge Mercantili.

Nel Medioevo furono le piazze il polo primario della vita civica, luogo di intersezione tra vita economica, culturale e religiosa. Ne viene fatta una classificazione a seconda del modello di città che si sviluppa, identificando il villaggio lineare, l'impianto a croce, la città suddivisa in quartieri e la matrice rotonda. Inoltre si fa riferimento alla settorizzazione dei mercati, suddivisi in base al settore merceologico trattato, includendo l'esempio di piazza Palazzo di Città a Torino. Infine vengono descritte le botteghe e le logge mercantili.

M. T. BONARDI, Dai catasti al tessuto urbano, in R. COMBA, R. ROCCIA (a cura di), Torino fra Medioevo e Rinascimento. Dai catasti al paesaggio urbano e rurale, Archivio storico della città di Torino, Torino 1993.

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Il lusso come bisogno borghese. Dalla Galleria Vetrata al Grande Magazzino.

La produzione in serie di oggetti standardizzati e immessi sul mercato è propria dell'economia industriale e capitalista del Settecento. In questo periodo vi è inoltre un grande interesse architettonico per le forme dei commercio. Nascono, infatti, la galleria commerciale e il grande magazzino, temi collettivi di pertinenza pubblica, che rappresentano la crescente forza dei prodotto e dell'esposizione. Ne vengono posti alcuni esempi noti come la Galerie d'Orléans e i I Bon Marché.

W. BENJAMIN, I "passages" di Parigi, (R. TIEDEMANN a cura di), Einaudi, Torino 2002.

M. CERASI, La città del levante. Civiltà urbana e architettura sotto gli Ottomani nei secoli XVIII-XIX, Jaca book, Milano 1988.

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Il tempio dei progresso. Le Esposizioni Universali.

L'Ottocento è il teatro delle grandi esposizioni universali, a partire dal quella memorabile del 1851 di Londra, per la quale fu realizzato un immenso edificio di ferro e vetro, il Crystal Palace.

Ne vengono inseriti altri altri interessanti esempi come l'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna organizzata a Torino nel 1902, fino ad arrivare al Millenium Dome di Londra del 2001. Si cerca inoltre di capire i motivi dei crescente disinteresse verso queste spettacolari forme di esposizione, evidenziandone il ruolo superfluo nella "società dei consumi" che è essa stessa organizzata in forma di spettacolo.

L. AIMONE, C. OLMO, Le esposizioni universali, 1851-1900: il progresso in scena, Allemandi, Torino 1990.

G. BRINO, Crystal Palace: cronaca di un'avventura progettuale, SAGEP, Genova 1995.

V. GARUZZO, Torino 1902. Esposizione Internazionale, Universale di Architettura, Torino 1999.

http://www.greatbuildings.com/, 06/04/2004.

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L'espressione della società motorizzata. I Centri Commerciali.

Il viaggio attraverso i centri commerciali inizia negli anni Venti in America e precisamente a Kansas City, dove J. C. Nichols, ispirato alle teorie della città giardino, realizza quello che è considerato il primo shopping center, il Country Club Plaza.

La figura chiave risulta Victor Gruen, il quale ne teorizza ben quattro diversi modelli, il pittoresco, il civico, l'urbano e la città verde. Sono gli anni della sperimentazione fino all'evoluzione degli anni Cinquanta con la realizzazione degli shopping centers periferici e in seguito regionali, che però evidenziano un certo disinteresse da parte degli architetti e sono per lo più realizzati come blocchi anonimi. Nello stesso periodo il centro commerciale fa la sua comparsa anche in Europa.

Il gruppo Site, negli anni Settanta progetta una serie di edifici per il commercio, senza dubbio particolari e risvegliano l'opinione architettonica.

Segue poi una carrellata di esempi significativi, come il Forum des Halles, realizzato negli anni Ottanta a Parigi; esempi europei e italiani del riutilizzo di alcuni edifici dismessi, del recupero ad uso commerciale di intere zone centrali della città, della costruzione di centri commerciali extraurbani totalmente nuovi ai bordi delle città (quasi delle nuove porte), e dell'uso di materiali sempre più innovativi.

P. V. DELL'ARIA, Architetture per il commercio, Edilstampa, Roma 2005.

P. MAUGER, Centri Commerciali, (M. ALBINI a cura di), Tecniche nuove, Milano 1991.

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D. SMILEY, Shopping mall: storia dell'idea vincente, in Lotus, settembre 2003, n. 118.

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http://www.architettivalle.net/, 12/01/2006.

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http://www.masdearte.com/, 13/01/2005.

http://www.roadphotos.co.uk/, 13/01/2005.

http://www.rkv-as.de/, 13/01/2005.

http://www.westside.ch/, 12/01/2006.

Specializzazione e punti vendita tematici. Il Concept Store.

L'ultima parte del capitolo dei luoghi del commercio è dedicata ai concept stores, i punti vendita tematici, che esprimono una vera "filosofia aziendale" e in cui l'esposizione del negozio e il negozio stesso sono realizzati seguendo un temo. È il caso, ad esempio, degli stores che appartengono alla catena della Nike, i Nike Towns, che ruotano attorno al tema della modernità e della tecnologia e che quindi mettono a disposizione dei loro clienti computers, videogames e megaschermi.

I testi di riferimento sono tutti stati menzionati nella precedente bibliografia riguardante i Centri commerciali.

III. LUOGHI E NONLUOGHI METROPOLITANI

Il Centro Commerciale può essere considerato un Nonluogo?

L'analisi parte dalle considerazioni di Marc Auge, per il quale uno spazio che non è né identitario, né relazionale, né storico si definisce nonluogo. Tra i nonluoghi, Auge annovera anche i centri commerciali ma, lo sono realmente e totalmente oppure lo sono solo in parte o non lo sono affatto. Si è cercato di capirlo attraverso i testi ma anche frequentando quei luoghi.

M. AUGE', Non-Lieux (1992), tr. It. Nonluoghi. Introduzione ad una antropologia della surmodernitò, Elèuthera edizioni, Milano 2002.

V. CALABRESE (a cura di), Atopie: non luoghi, spazi quasi pubblici, quasi spazi pubblici, Sala editrice, Pescara 1995.

T. HINE, Lo voglio. Perché siamo diventati schiavi dello shopping, Orme Edizioni, Milano 2004.

IV. ANALISI DI UN CENTRO COMMERCIALE MONOTEMATICO: IL CASO IKEA.

Storia del marchio IKEA.

Nella prima parte si narra la storia del marchio svedese più diffuso al mondo, dalla nascita dell'azienda nel 1953 (apertura della prima esposizione permanente) nel piccolo paese di Almhult.

Il primo grande store Ikea, attualmente ancora il più grande al mondo, viene aperto a Stoccolma nel 1965, che nelle forme dell'area espositiva ricorda il Guggenheim Museum di Wright.

Si narra, inoltre, della fortuna e dell' espansione del marchio Ikea attraverso l'Europa e il resto dei mondo, fino ad arrivare all' Italia, della quale vengono descritti tutti gli stores.

Per questo capitolo si è fatto largo uso di internet, non solo per il reperimento delle immagini ma anche per informazioni relative agli stores.

S.A., L'era delle grandi opportunità non è ancora finita, Inter-IKEA, Milano 1984.

N. LEVINE, The architecture of Frank Lloyd Wright, Princeton University press, Princeton 1996.

B.TOREKULL, Leading by design: the Ikea story, (trad. J. TATE), Hardcover, s.d. Selfservice, n. 2, maggio 2006.

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http://www.nps-tchoban-voss.de/, 12/06/2005.

http://www.sarnafil.com/, 28/09/2004.

http://www.spinplus.co.uk/, 12/06/2003.

http://www.studiomorasso.com/, 12/06/2003.

http://www.sweco.se/, 12/06/2003.

http://www.uoa-architecture.com/, 28/09/2004.

http://www.wangjianshuo.com/, 31/07/2005.

http://www.4point5.jp/, 31/07/2005.

Il modello di un medium store IKEA.

In questa seconda parte si sono analizzati i disegni forniti da Ikea Property di Milano in relazione al progetto standard di un medium store Ikea. Sono stati fatti degli studi compositivi, funzionali e sui percorsi per acpire quale poteva essere la forma più adatta per l'ipotetico progetto di un nuovo Ikea store nell'area metropolitana Torinese.

Sono stati inoltre analizzati alcuni stralci delle planimetrie degli edifici di Padova e Grugliasco scaricati dal sito aziendale.

V. IL PROGETTO DI UN NUOVO STORE IKEA NEL COMUNE DT COLLEGNO.

L'ultimo capitolo è dedicato alla descrizione del progetto, dalle prime considerazioni riguardanti la scelta del sito (planimetria ricavata dal P.R.G. del comune di Collegno), gli schizzi compositivi e progettuali che hanno portato alla definizione della forma dell'edificio, fino alla descrizione vera e propria del progetto dell'edificio dalla scala 1:1000 generale alla scala 1:50 dei particolari costruttivi. Si è dato particolare rilievo alla scelta dei materiali nel maggior rispetto possibile dell'ambiente e del risparmio energetico.

C. BENEDETTI, V. BACIGALUPI, Legno architettura. Il futuro della tradizione, Edizioni Kappa, Roma 1991.

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L'Arco Plus, III trimestre 2005, n. 46.

L'architettura naturale, giugno 2004, n. 23.

The Plan, dicembre 2004/gennaio 2005, n. 8.

The Plan, giugno 2005, n. 10.

The Plan, settembre 2005, n. 11.

The Plan, dicembre 2005/gennaio 2006, n. 12.

Tavole:

Tavola 1 - Lo store IKEA in Italia.

Tavola 2 - Schemi compositivi, funzionali e percorsi.

Tavola 3 - Stralcio catastale (scala 1:4000). Planimetria generale (scala 1:1000).

Tavola 4 - Pianta piano terra (scala 1:500). Prospetto Sud-Est (scala 1:500). Sezione A-A (scala 1:500).

Tavola 5 - Primo piano (scala 1:500). Prospetto Sud-Ovest (scala 1:500). Sezione B-B (scala 1:500).

Tavola 6 - Pianta tetti 1 (scala 1:500). Prospetto Nord-Est (scala 1:500). Sezione C-C (scala 1:500).

Tavola 7 - Pianta tetti 2 (scala 1:500). Prospetto Nord-Ovest (scala 1:500). Sezione D-D (scala 1:500).

Tavola 8 - Prospetto Nord (scala 1:250). Prospetto Sud (scala 1:250). Prospetto Est (scala 1:250). Prospetto Ovest (scala 1:250).

Tavola 9 - Stralcio prospetto Sud-Est (scala 1:100).

Tavola 10 - Stralcio prospetto Nord-Est (scala 1:100).

Tavola 11 - Particolari Architettonici (scala 1:50).

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