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Biagiotti, Gabriella

Sicurezza negli ambienti di lavoro : l'accreditamento delle strutture sanitarie.

Rel. Cesare Renzo Romeo, Gianluca Gasco. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005

Abstract:

La cronaca infortunistica di questi ultimi tempi indica la necessità di incrementare la sicurezza dei luoghi di lavoro, in modo particolare se di ricovero e di cura. La prima parte dell'elaborato analizza una serie di norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro, l'evoluzione delle leggi per la prevenzione degli incendi, la sicurezza antincendio nelle strutture sanitarie e la valutazione dei rischi generici e d'incendio nei luoghi di lavoro. In particolare è stato analizzato l'ambiente ospedaliero e la valutazione dei rischi applicata alle strutture ospedaliere. L'ospedale è stato scelto perchè possiede svariate componenti che possono contribuire alla diffusione di un incendio, luogo di confluenza di necessità diverse ma di equivalente importanza nell'ambito della tutela: i pazienti, i malati non autosufficienti con problematiche legate alla difficile evacuazione in situazioni di emergenza, il personale ospedaliero, la presenza di pubblico, i macchinari particolarmente costosi e sofisticati e l'edificio storico. L'ambiente ospedaliero sta attraversando profondi cambiamenti negli ultimi anni, la formula dell'accreditamento per sanità pubblica e privata sta costringendo le strutture ad affrontare appropriati processi di adeguamento per poter ottenere I'accreditamento e continuare ad operare. Gli adeguamenti devono essere basati sui requisiti minimi strutturali, impiantistici e tecnologici dettati dal D.P.R. 14/01/1997 recante l'atto di indirizzo e di coordinamento in materia di requisiti per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private e sulle disposizioni di attuazione della Regione Piemonte con DCR del 22/02/2000 n. 616-3149 che li riprende integrandoli con i requisiti ulteriori, definendo tempi e procedure per l'adeguamento. Un'ipotesi di progetto ai fini dell'accreditamento è stata valutata per il reparto di ostetricie riunite A-C sito al 3° piano dell'Ospedale Sant'Anna di Torino, partendo dall'analisi dello stato di fatto e delle problematiche presenti, dai parametri mancanti ai fini dell'accreditamento si è giunti a fornire delle indicazioni progettuali che hanno portato a scindere il reparto in ambulatorio e reparto vero e proprio attenendosi alle prescrizioni differenti fornite dalla normativa per strutture che erogano prestazioni di assistenza in regime ambulatoriale e strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno per acuti. Sono stati anche seguiti i dettami del Decreto Ministero dell'Interno 18 settembre 2002 "approvazione regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture sanitarie. Una progettazione corretta può senz'altro contribuire a rendere più sicuro un ospedale come luogo di lavoro e come luogo dispensatore di cure.

Relatori: Cesare Renzo Romeo, Gianluca Gasco
Parole chiave: sicurezza - ambienti lavoro - sturtture sanitarie
Soggetti: A Architettura > AG Edifici e attrezzature per la sanità e l'assistenza
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/9
Capitoli:

PREMESSA 1

CAPITOLO 1 3

1 NORMATIVE DI RIFERIMENTO 3

1.1 LA DIRETTIVA 89/391/CEE 5

1.2 RIFERIMENTI NORMATIVI ITALIANI PRINCIPALI 7

1.2.1 Codice Civile del 1942 8

1.2.2 Costituzione della Repubblica Italiana 10

1.2.3 Legge 51 del 12/02/1955 "Delega al potere esecutivo ad emanare norme generali e speciali in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro" 11

1.2.4 D. P. R. 547 del 27/04/1955: "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro" 12

1.2.5 D. P. R. 303 del 19/03/1956 "Norme generali per l'igiene dellavoro" 14

1.2.6 Legge 833 del 23/12/1978: "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale" 16

1.2.7 D.Lgs. 277 del 15/08/1991 "Attuazione delle direttive 80/1107/ CEE, 82/605/CEE, 83/477/CEE, 861188/CEE, 881642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della Legge 30 luglio 1990, n. 12" 17

1.2.8 D.Lgs. 626 del 19/09/1994 e D.Lgs. 242 del 19103/1996: "Attuazione delle direttive 89/391ICEE, 8916541CEE, 89/655/CEE, 8916561CEE, 90/269/CEE, 901270/CEE, 9013941CEE, 9016791CEE, 931881CEE, 95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro" 21

1.2.9 D.Lgs. 359 del 04/08/1999: "Attuazione della direttiva 951631CEE che modifica la direttiva 89/6551CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori" 32

1.2.10 D.Lgs. 66 del 25/02/2000: "Attuazione delle direttive 97/42/CE e 99/38/CE, che modificano la direttiva 9013941CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante illavoro" 33

1.2.11 D.Lgs. 25 del 02/02/2002: "Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro" 34

1.2.12 Il significato di una svolta 35

1.3 EVOLUZIONE DELLE LEGGI PER LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI 38

1.3.1 D.P.R. 577 del 29/07/1982 "Approvazione del regolamento concernente I'espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi" 39

1.3.2 D. P. R. 37 del 12/01/1998 " Regolamento recante disciplina dei procedimenti

.relativi alla prevenzione incendi" 41

1.3.3 Decreto Ministeriale 10 ma/Zo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per

.la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro" 42

1.3.4 Decreto Ministeriale 4 maggio 1998 "Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per I'awio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonche all'uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco" 44

1.4 LA SICUREZZAANTINCENDIO NELLE STRUTTURE SANITARIE 45

SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

1.4.1 Decreto Ministeriale 18 settembre 2002 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private. 46

CAPITOLO 2 48

2 VALUTAZIONE DEI RISCHI 48

2.1 ANALISI DEI RISCHI 48

2.1 Obbiettivi dell�analisi dei ridchi 49

2.1.2 Definizione e classificazione dei rischi 50

2.1.2.1 Valutazione dei rischi. 55

2.1.2.2 Procedure operative per una corretta valutazione dei rischi 58

2.1.2.3 Prevenzione ed evacuazione dei lavoratori 59

2.1.3 Valutazione del rischio d'incendio nei luoghi di lavoro 61

2.1.3.1 Identificare il pericolo d'incendio 62

2.1.3.1.1 Prodotti della combustione 65

2.1.3.1.2 Principali cause d'incendio 67

2.1.3.2 Livelli di rischio 67

2.1.3.2.1 Luoghi a basso rischio incendio 68

2.1.3.2.2 Luoghi a rischio incendio normale 68

2.1.3.2.3 Luoghi a rischio incendio elevato 68

2.1.3.3 Patologia da incendio 69

2.1.3.4 Effetti su oggetti e materiali da costruzione provocati da incendio 72

2.1.3.5 Eliminazioneo riduzione dei pericoli di incendio 73

2.1.3.5.1 Misure compensative: la prevenzione e la protezione 74

2.1.3.6 Procedure da adottare in caso d'incendio 80

2.1.3.6.1 I piani di emergenza 80

2.1.3.6.2 L'evacuazione.81

2.1.4 Progettare in sicurezza 86

2.1.5 Sicurezza antincendio per gli edifici storico-artistici 89

2.2 PROCESSO DI EVACUAZIONE IN CASO D'EMERGENZA: IL COMPORTAMENTO UMANO. 93

2.2.1 Aspetti psicologici e comport.amentali- Panico 95

2.2.1.1 Determinazione del tempo massimo necessario per raggiungere un luogo sicuro 100

2.2.1.2 Determinazione del tempo di reazione 101

CAPITOLO 3 102

3 LE STRUTTURE SANITARIE E LA SICUREZZA 102

3.1 TIPOLOGIA DELLE COSTRUZIONI OSPEDALIERE 102

3.1.1 Cennistorici 102

3.2 CASI D'INCENDIO IN OSPEDALI ITALIANI NEL DECENNIO 1992- 2001 114

3.3 "VALUTAZIONE DEL RISCHIO" D.LGs. 626/94: APPLICAZIONE ALLE STRUTTURE DEL S.S. N. 127

3.3.1 Classificazione e definizione dei rischi in ospedale 130

3.3.1.1 Rischi per la sicurezza 131

3.3.1.2 Rischi per la salute 132

3.3.1.3 Rischi trasversali o organizzativi.

132 3.3.2 Criteri procedurali per la valutazione del rischio in ospedale 132

3.3.2.1 I fase: Identificazione delle Sorgenti di Rischio 132

3.3.2.2 II fase: Individuazione dei Rischi di Esposizione 133

3.3.2.3 III fase: 'Stimà dei Rischi di Esposizione 133

3.3.3 La sicurezza delle strutture sanitarie 133

CAPITOLO 4 135

4 L'ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE 135

4.1 L'ACCREDITAMENTO PER SANITÀ PUBBLICA E PRIVATA 135

4.1.1 D.P.R. del 14/01/1997 "Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private. " 138

4.1.2 D.C.R. Deliberazione Consiglio Regione Piemonte del 22/02/2000 n. 616- 3149. "D. P. R. 14/01/1997 recante atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private - Disposizioni di attuazione. " 139

CAPITOLO 5 153

5 L'ADEGUAMENTO AI FINI DELL'ACCREDITAMENTO 153

5.1 L'AZIENDA SANITARIA OSPEDALIERA O.I.R.M. -S. ANNA 153

5.1.1 Cenni storici sulla storia della maternità a Torino 155

5.1.2 L 'Ospedale Sant'Anna 157

5.1.3 La realtà di un reparto 159 5.1.4 Indicazioniprogettuali ai fini dell'accreditamento 173

5.1.4.1 L'ambulatorio 173

5.1.4.2 Il reparto 176

CONCLUSIONI 187

BIBLIOGRAFIA 188

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www.sipem.org

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www.vv.f.it

Tavole:

Tav.1 Planimetria generale scale varie

Tav.2 Stato di fatto Pianta 3° piano scala 1: 100

Tav.3 Analisi dello stato di fatto e prime indicazioni di adeguamento ai fini dell'accreditamento scala 1 :200

Tav.4 Indicazioni progettuali ai fini dell'accreditamento Pianta 3° piano scala 1 :100

Tav.5 Indicazioni progettuali ai fini dell'accreditamento Pianta 3° piano scala 1 :200

Tav.6 Studio dell'area di degenza e dei particolari ai fini dell'accreditamento scale varie

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