Allestimento di "Tamburi nella notte" di Bertolt Brecht nell'Anfiteatro Romano di Cagliari
Marcello Orrù, Gian Marco Madeddu
Allestimento di "Tamburi nella notte" di Bertolt Brecht nell'Anfiteatro Romano di Cagliari.
Rel. Sergio Santiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Il punto di partenza della nostra tesi è stato la scelta del sito, dell'anfiteatro romano di Cagliari; da qui l'idea di inscenare l'opera "Tamburi nella notte"di Bertolt Brecht. Dopo diversi sopralluoghi abbiamo recuperato il materiale del rilievo dello stato attuale e quello prima dell'intervento di restauro. La nostra idea è quella di lavorare nell'anfiteatro al suo stato originale, prima del pesante intervento di restauro avvenuto nel 2000.
Abbiamo deciso di non sfruttare un singolo palco, bensì di utilizzare come luogo di scena tutta la parte est delle gradinate e di invertire quindi quello che era l'ordine principale di un anfiteatro; gli spettatori prenderanno posto nella cavea e gli attori reciteranno sulle gradinate.
Da qui la decisione di sfruttare al massimo come ambientazione scenografica quella data dalla suggestione del sito, rafforzato maggiormente da uno studio degli effetti luminosi e sonori.
Abbiamo pensato e studiato alcuni interventi costruttivi; un livellamento del piano di calpestio per la cavea in cui intendiamo utilizzare una struttura di tubi innocenti, assi di legno e diverse lastre di vetro; un palchetto situato sopra un gradone del primo anello, anch'esso con una struttura di tubi innocenti e assi di legno,che sarà la zona destinata per la messa in scena del primo atto; una serie di cubi di diversa altezza con una struttura lignea e rivestimento di fogli di alluminio e posizionati nella parte nord della cavea, devono chiudere quello spazio dell'anfiteatro lasciato vuoto dai tanti saccheggi di marmo in epoche passate; una luna, elemento fondamentale dell'intera opera, realizzata con struttura metallica e rivestita con materiale semi trasparente, che dovrà permettere un'illuminazione dal suo interno.
Divisa in cinque atti, la messa in scena dell'opera seguirà un percorso ben preciso; si sposterà in senso orario iniziando a sud, col primo atto, e concluderà a nord, col quinto atto.
L'idea di invertire l'ordine tra spettatori e attori è nata da uno studio sulla vita di Bertolt Brecht, delle sue opere e soprattutto dal suo Teatro Epico, uno stile di recitazione che mira a coinvolgere al massimo lo spettatore, costringendolo a partecipare attivamente all'opera.
Per rafforzare maggiormente quest'idea gran parte delle scene si sposteranno talvolta sul piano della cavea, zona che noi abbiamo destinato al pubblico, e tale idea culminerà nell'atto finale, il quinto, quando un intero gruppo di rivoluzionari attraverserà questo spazio mischiandosi allo spettatore; speriamo che possa rendere quello che poteva essere il pensiero dell'autore.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
