L'arca di Prometeo. Spazio musicale e spazio architettonico nell'opera di Luigi Nono e Renzo Piano (1978 - 2002)
Maria Tiziana Di Sipio
L'arca di Prometeo. Spazio musicale e spazio architettonico nell'opera di Luigi Nono e Renzo Piano (1978 - 2002).
Rel. Sergio Pace, Paolo Cairoli. Politecnico di Torino, , 2006
Abstract
A più di vent'anni dal suo concepimento il Prometeo di Luigi Nono rimane un'opera unica e innovativa nel panorama musicale internazionale. Più che un'opera è giusto definirla "tragedia dell'ascolto", così come fu sottotitolata dall'autore dei testi, il filosofo, nonché amico di Nono, Massimo Cacciati. E viene facile condividere questa dicitura se si pensa ai caratteri costituenti un'opera che si definisca tale: partiture, scenografia, orchestra, attori, teatro, palcoscenico, rapporto frontale statico fra spettatore e scena. Tutti elementi che nel Prometeo vengono rivisitati, reinterpretati, a volte addirittura ribaltati: le scene sono sostituite da isole che formano un arcipelago, tra le quali si crea una navigazione vagante; i testi, seppur rimaneggiati infinite volte, assumono le sembianze del non-finito; le orchestre divise in quattro gruppi strumentali; due i direttori d'orchestra; un pittore che cura le luci; uno spazio musicale eccezionale, realizzato in collaborazione con un promettente architetto dell'epoca : Renzo Piano..
Il presente lavoro di tesi si propone di stabilire come e quando nasce la collaborazione tra Luigi Nono e Renzo Piano, come si sviluppa e qual è il punto d'arrivo, per arrivare a definire l'indipendenza o la dipendenza delle due produzioni artistiche in esame: quella architettonica (l'Arca) e quella musicale (la partitura di Prometeo). Ad una prima analisi si verifica la reale collaborazione tra i due, sì da creare un'opera unica che si reifica attraverso i due differenti linguaggi della musica e dell'architettura. Ma ciò su cui si indagherà è come le due arti, i due linguaggi, comunichino tra loro.
Per condurre al meglio questo lavoro di tesi si è ritenuta fondamentale un'accurata ricerca delle fonti; pertanto si è provveduto a cercare fonti il più possibile dirette, soprattutto presso l'Archivio Luigi Nono a Venezia:
consultazione della corrispondenza privata, manoscritti del compositore, schizzi, audiocassette e videocassette delle registrazioni del Prometeo (riprodotte), registrazioni di interviste a Renzo Piano, oltre alle pubblicazioni sul Prometeo e sull'intera opera di Luigi Nono. Tramite le informazioni e i contatti dell'Archivio si è pervenuti a contattare il Comune di Mezzago, nella persona dell'Assessore alla cultura Vittorio Pozzati, che oggi detiene il comodato d'uso dell'Arca per futuri reintegri della struttura in progetti interessanti. Si è pertanto visionata l'Arca, laddove si trova oggi stoccata, e si è altresì provveduto a derivarne una iconografia utile a tale lavoro di tesi. Inoltre, il Comune di Mezzago ha anche fornito materiale di tipo fotografico prodotto in occasione del trasferimento della struttura da Milano a Mezzago.
Altra fonte importante si è rivelata la tesi di dottorato di Susana Moreno Soriano presso l'Università Politecnica di Madrid, incentrata su strutture legate alla musica contemporanea, tra le quali anche l'Arca stessa. Sempre grazie alla gentile collaborazione dell'autrice si è potuto godere di modelli tridimensionali virtuali che permettono di comprendere appieno la struttura e le modifiche nei due diversi allestimenti (Venezia e Milano). Importantissime anche le conversazioni telefoniche con l'Arch. Alessandro Traldi, collaboratore di Renzo Piano all'epoca del Prometeo, il quale ha redatto una relazione (su commessa di Piano) riguardante lo stato di conservazione dei materiali costituenti l'Arca e i possibili itinerari progettuali.
Tra le opere a stampa, inoltre, due testi possono considerarsi a tutti gli effetti fonti dirette e pertanto densi di informazioni utili: Verso Prometeo, curato dagli stessi autori Luigi Nono e Massimo Cacciari, contenente contributi dei maggiori collaboratori al Prometeo; e la monografia di 'Luigi Nono, curata da Enzo Restagno, in cui una piacevole intervista al compositore permette di entrare nel suo pensiero e capire dove, come, quando, perchè questa straordinaria opera viene concepita.
Relatori
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