Analisi e progetto di una pulsantiera citofonica modulare da appoggio a parete
Andrea Poropat
Analisi e progetto di una pulsantiera citofonica modulare da appoggio a parete.
Rel. Luigi Bistagnino, Giorgio Minarelli, Carlo Oberto. Politecnico di Torino, , 2001
Abstract
Questa tesi tratta dello studio di una nuova pulsentiera modulare da appoggio a parete per comunicazioni negli impianti citofonici.
La trattazione e l'approffondimento di questo tema sono iniziati nel Marzo 2000 con alcuni colloqui intercorsi tra me, L'Ing. Carlo Oberto della Urmet Domus S.p.A. e naturalmente il Prof. Luigi Bistagnino.
L'approdo alla realtà Unnet Domus e il confronto con il loro tipo di produzione è avvenuto dopo una "sofferta" serie di contatti con varie altre aziende, operanti nei più diversi settori industriali, nel tentativo di riuscire a stabilire un rapporto di collaborazione aziendale per la stesura di questa Tesi di Laurea. L'obiettivo che mi ero preposto era quello di riuscire a ricevere un'esperienza, progettuale strettamente legate alla realtà, al mondo industriale, alla produzione di serie, unica via per comprendere a pieno gli aspetti applicativi di una materia come l'industrial design. L'importanza di una proficua collaborazione con l'industria mi si era precedentemente presentata come utile occasione di crescita già nei vali concorsi a cui ho partecipato ma dove la presenza dell'azienda promotrice si era sempre limitata alla fomitura di materiali di studio e testi di approfondimento, mai ovviamente dando la possibilità di uno scambio diretto di informazioni e di frequentazione degli ambienti industriali
produttivi.
Questa tesi inizia quindi con una parte cronologica che riassume brevemente il mio cammino di ricerca con i vari contatti intercorsi con industrie e persone prima di arrivare a Urmet Domus, azienda nata con il marchio capostipite "Urmet" nel 1937, leader nefle telecomunicazioni e nella citofonia, di cui segue sempre nella prima parte della tesi, una presentazione storica ed un prospetto delle attività svolte.
Successivamente vengono riportati un paio di esempi di cui è protagonista la pulsantiera di un citofono, ma da un punto di vista umanistico, completamente svincolato dell'espetto tecnico di questo oggetto: In un primo caso un sociologo americano, Peter Brazinsky, analizza questo mezzo che divide il luogo pubblico "strada" del luogo intimo e privato 'casa' approffondendo il significato sociale dei citofono, nato per stare tra la casea americana unifamiliare in cui esiste solo un campanello fuori dalla porta e tra il grattacielo con portiere come costoso "citofono umano". Interessanti riferimenti vengono fatti a fenomeni di disturbo creativi ed estremi come l'attaccare dei nastro adesivo o schegge di legno per bloccare il pulsante o la pratica del premere contemporaneamente tutti i tasti della pulsantiera.
Un secondo caso descrive i dialoghi di una rappresentazione teatrale di Claudia Rocchi in cui in un lungo monologo si percorrono 50 anni di storia: si racconta l'evoluzione sociale di un quartiere periferico dell'hinterland
torinese ed ín particolare si parla di un condominio degli anni '60 nel quale la pulsantiera del citofono è vista come una mappa etnica, come
rappresentazione della nuova miscellanea di razze e culture che si sono aggregate in cinquanta anni.
Dopo questa parte introduttiva di carattere generale, viene affrontata l'analisi della pulsantiera già installata dando una interpretazione ai gusti dell'utente che si esprimono a volte con il desiderio di ostentare lusso, eleganza, signorilità, altre volte con il desiderio di essere anonimi e poco visibili oppure discreti e uniformati, ricordando però che la scelta non sempre dipende dai gusti. Segue una serie di fotografie scattate in città diverse ed in aree residenziali di diverso tipo in cui le varie pulsantiere in oggetto esprimono il proprio rapporto con l'edificio che le accoglie, con il portone d'ingresso che vi è a fianco. Le stesse pulsantiere si possono osservare successivamente in immagini ingrandite, questa volta svincolate dal contesto di inserimento, con una più chiara visuale dello stato di degrado e quindi della capacità di resistenza alle intempene e agli alti vandelici, con riferimento ai materiali da costruzione impiegati.
Nella Terza Parte vengono affrontati più nel dettaglio gli aspetti tecnici. Vi è una spiegazione sui vari tipi di impianto citofonico realizzabili con le attuali tecnologie rispetto alle caratteristiche di prestazioni richieste, Vengono descritte le pulsentiere da appoggio prodotte da Urmet Domus e dai suoi principali concorrenti, vengono analizzati alcuni sistemi di composizione nell'assemblaggio sottolineando pregi e difetti. Segue l'analisi dello smontaggio di due pulsantiere prese ad esempio, in cui ci si può rendere conto dei numero, della varietà e complessità della componentistica presente all'interno di questi sistemi e nel caso specifico, di due approcci diversi utilizzati nella progettazione di queste due pulsantiere, tenendo conto delle diverse risorse economiche a disposizione rispetto a diversi mercati di riferimento.
Dopo aver affrontato le sopra citate attività di ricerca, la quarta ed ultima parte si addentra nel contesto propriamente progettuale della pulsantiera
modulare: si passa dai requisiti indicati da Urmet Domus a quelli elaborati da me per poi passare ad un'analisi d'insieme.
Viene cosi introdotto il concetto di "Scheda Madre" o "Main Board" cioè il tema dominante di questo progetto anche con l'ausilio di uno schema realizzato tridimensionalmente, che non ha significato estetico e formale ma puramente funzionale.
La scheda madre consiste in una piastra di base presente all'nterno della scatola di contenimento che è in grado di ricevere qualsiasi modulo (video, audio, pulsante) in qualsiasi posizione con inserimento frontale, perpendicolare alla scatola, a mezzo di connessioni PIN quindi senza realizzazione manuale di cablaggi elettrici da parte dell'utente/installatore e quindi con un'operazione rapida, semplice e senza l'ausilio di attrezzi. La Main Board è concepita come veicolo di supporto universale e come tale, per semplicità ed economia, è pensata con una elettronica semplice, minima indispensabile per garantire lo scambio dati tra moduli inseriti e morsettiera; a questo scopo la componentistica principale di funzionamento è state prevista a bordo di ogni singolo modulo.
A questo punto il progetto viene illustrato sia nell'insieme che nella descrizione più dettagliata di ogni singolo elemento tramite disegni e fotografie di modello di studio.
Altro punto cardine di questa tesi di Laurea è l'approccio al tema della "serialità differenziata" cioè ad una unica piattaforma tecnologica di maggiore rilevanza economica dal punto di vista dei costo produttivo, e cui possono essere applicati diversi elementi formali dal basso costo industriale ma con il risultato di offrire un ampio ventaglio di prodotti finali.
In questo caso diversi frames frontali della pulsantiera (fogli di alluminio stampato) possono essere scelti per chiudere un'unica scatola in plastica contenente tutta l'elettronica di questo oggetto.
Esaurita la parte di ricerca, ho cercato di riassumere al meglio quanto di positivo avevo osservato nella concezione di assembblaggio delle pulsantiere fino ad oggi esistenti, arrivando comunque ad un risultato dei tutto originale che ho potuto verificare nella pratica con la realizzazione di un modello di studio tridimensionale dotato di componentistica reale, con connessioni elettriche realmente saldate, videocamera basculante, microfono, altoparlante, pulsante meccanicamente funzionante. Questa esperienza mi ha dato la possibilità di fare una analisi dimensionale attendibile che permetterebbe la realizzazione di questa pulsantiere; per quanto riguarda i costi tecnologici sarà l'industria a valutarne gli eventuali limiti, stabilendo se i maggiori oneri costruttivi della componentistica rispetto ad una pulsantiera tradizionale potranno bilanciare gli effetti positivi di rapidità di assemblaggio/riparazioni e quindi di soddisfazione dell'installatore e dell'utente finale.
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