Politecnico di Torino (logo)

Farinella, Orazio

Il verde nella città di asti: verde urbano-verde territoriale.

Rel. Pompeo Fabbri, Donatella Meucci. Politecnico di Torino, NON SPECIFICATO, 2000

Abstract:

L'obiettivo di questo studio è stato quello di acquisire e sperimentare un metodo di analisi e

progettazione del territorio, di tipo scientifico, basato sui principi dell'Ecologia del Paesaggio per la

valutazione ecologica del Comune di Asti; tale metodo, innovativo, a differenza della pianificazione

tradizionale, consente di valutare i processi in atto sul territorio, riducendoli a più modelli funzionali,

che permettono di eseguire una valutazione di tipo quali

quantitativo sui processi di trasformazione in atto sul territorio e di proporre e verificare un'ipotesi

d'intervento. Fine della ricerca è stato quello di proporre un progetto di connessione ecologica che

tenesse conto dei parametri di valutazione riscontrati perseguendo come obiettivo fondamentale la

conservazione del patrimonio storico culturale prodotto dall'uomo nel corso degli anni, la salvaguardia

ecologica ed un razionale sviluppo socioeconomico, nella consapevolezza che l'ambiente naturale

rappresenta, oggi più di ieri, una risorsa vitale preziosa da proteggere e valorizzare.

La metodologia per lo studio delle problematiche ambientali relative al territorio indagato, si basa sui

principi e concetti propri dell'Ecologia del Paesaggio, ramo specifico dell'Ecologia generale che si

occupa dell'organizzazione biologica sia strutturale che funzionale, degli ecosistemil e/o elementi del

paesaggio, rilevabili in una determinata area (Ecotessuto).

Le valenze applicative di tale metodologia sono molteplici: è possibile individuare e valutare le

trasformazioni che il territorio ha subito nel corso dei tempo, concretizzando razionalmente gli

interventi in funzione delle necessità ambientali nscontrate, e controllare preventivamente il progetto

attraverso la simulazione degli interventi proposti, valutando la loro proiezione sulle unità di

riferimento e sul territorio indagati.

Considerando tali possibilità lo studio è stato articolato in tre fasi di lavoro fra loro distinte: 1) controllo

o analisi, 2) progetto, 3) verifica.

La fase di analisi è stata articolata eseguendo un'attenta lettura del paesaggio, considerato come sistema

di unità spaziali ecologicamente differenti, fra loro interrelate, cioè come sistema di ecosistemi, o

metaecosistema. Esso è caratterizzato da molteplici domini gerarchici di scale spazio temporali, e

rappresenta inoltre un livello specifico dell'organizzazione della vita, superiore all'ecosistema.

Lo studio del territorio, per fornire un'adeguata informazione, non deve limitarsi a descrivere uno stato

di fatto, limitato al momento della rilevazione, ma deve poter individuare le dinamiche evolutive

attraverso le quali si possa ricostruire una linea di tendenza in atto.

A tal fine sono state considerate quattro soglie temporali e precisamente:

una soglia riferita all'anno 1880, con ricostruzione dell'Ecotessuto desunta dalle tavole dell'IGM alla

scala 1:25.000

una soglia riferita all'anno 1933, con ricostruzione dell'Ecotessuto desunta dalle tavole dell'IGM alla

scala 1:25.000

una soglia riferita all'anno 1963, con ricostruzione dell'Ecotessuto desunta dalle tavole dell'IGM alla

scala 1:25.000

una soglia riferita all'anno 1991, con ricostruzione dell'Ecotessuto desunta dalle carte al tratto e dalle

ortofotocarte della Regione Piemonte alla scala 1:10.000 mediando tale cartografia con sopralluoghi

specifici e confrontandola con le indicazioni della cartografia del Comune di Asti.

E�stata inoltre individuata la scala spaziale di riferimento: qualsiasi ambito territoriale non può essere

pensato come sistema isolato e chiuso in se stesso, se cosi fosse tenderebbe a morire o sopravviverebbe

con gravi difficoltà. t necessario che gli elementi del paesaggio che lo compongono siano connessi fra

loro in un rapporto funzionale di apparató4, e che esso nel suo complesso sia inglobato in un sistema

paesistico superiore, concorrendo al mantenimento dell'equilibrio ecologico generale.

Per fornire un quadro gerarchico, caratteristico degli studi ambientali, sono stati analizzati:

Livello superiore, ovvero "area vasta di studio" o "Ecotessuto Comunale" che pone in evidenza le

condizioni limitanti del paesaggio rispetto alle sue caratteristiche strutturali e funzionali. In questo

studio tale livello è stato desunto dalle tavolette dell'IGM alla scala 1: 25.000 e dalle carte al tratto e

dalle ortofotocarta della Regione Piemonte.

Livello di interesse, o di intervento, individua, in questo studio, l'Ecotessuto dell'Unita di riferimento

"Area urbana" nella quale, dal 1880 al 1991 si è sviluppata la città di Asti.

Livello inferiore, definito dalle unità di riferimento [U. di rif.] denominate 'Sottosistemi, individuate

seguendo le principali linee di sviluppo morfologico quali crinali, corsi d'acqua e/o evidenti linee di

dernarcazione antropiche. Tale livello consente l'individuazione dei singoli elementi del

paesaggio (zone agricole, residenziali, industriali, ecc.) che compongono l'Area Urbana e l'Ecotessuto

Comunale.

Nei sistemi gerarchici, l'organizzazione delle strutture dipende dalla separazione delle diverse velocità

dei processi. 1 comportamenti corrispondenti ad alti livelli di organizzazione dipendono da basse

velocità dei processi e viceversa.

Entro ogni livello, i sottosistemi sono isolati uno dall'altro da gradienti di velocità dei processi. Quindi

ad un dato livello di risoluzione, un sistema biologico è formato da componenti interagenti (entità di

livello organizzativo inferiore) ed è esso Stesso un componente di un sistema più largo (entità di livello

organizzativo superiore).

Si può pertanto affermare che le componenti del livello inferiore spiegano le origini del livello in

esame, consentendone la descrizione interna, mentre il livello superiore ne spiega il significato, cioè

consente di interpretare le proprietà derivate dalle condizioni trasmesse al livello di interesse.

L'individuazione delle scale spazio temporali è pertanto fondamentale per definire il quadro di

riferimento entro il quale registrare, quantificare ed analizzare i cambiamenti; operando in questo modo

è possibile effettuare un continuo controllo del progetto, e a progetto ultimato, come già accennato, si

potranno verificarne gli effetti.

Alla luce di questo disegno, si è operato, applicando ed interpretando opportuni indici di controllo

ecologico (Biopotenzialità territoriale6, Habitat Umano7 Habitat Naturale8, Habitat Standard7 ,

Apparati fúnziona1ì Diversità9 e Perco1azione'), perseguendo la costruzione del Modello Direttore

Generale.

In fase di analisi sono stati perciò prodotti alcuni modelli che consentissero di quantificare, qualificare

ed infine verificare la struttura paesistica dell'Ecotessuto analizzato, evidenziare le dinamiche evolutive

più rilevanti, gli elementi di degrado e di risorsa tra cui distinguere quelli più fragili e/o più stabili.

Sono stati utilizzati i seguenti modelli ecologici di riferimento: "modelli quali quantitativi " per

quantificare e verificare la struttura paesistica ed i caratteri degli apparati funzionali delle Unità di

riferimento.

"modello dell'evoluzione dei paesaggi" (Ingegnoli 1979), costruito mettendo in relazione i valori di

Biopotenzialità territoriale media [Btc] (Mcal/mq/anno) e quelli relativi all'Habitat standard [Hs] (mq),

allo scopo di verificare le trasformazioni delle unità di riferimento alle quattro soglie temporali di

riferimento (1880-1991), confrontandone l'evoluzione con la stessa dell'Ecotessuto comunale e

dell'area circoscritta, interessata nell'arco di tempo considerato, dall'evoluzione del tessuto urbano.

"modello della percolazione ". utilizzato per spiegare e comprendere la possibilità di spostamento di

una specie o di un organismo sul territorio e, più in generale, descrivere il livello di connessione dei

flussi energetici dei nutrienti di tale territorio.

Una volta effettuata la fase analitica, alla luce dei dati rilevati è stato possibile procedere al

dimensionamento dei progetto, partendo dalla soglia temporale del 1991 e dalle indicazioni del

P.R.G.C. di Asti, con l'obiettivo localizzato sul raggiungimento di un riequilibrio complessivo

dell'Ecotessuto indagato.

L'indirizzo progettuale proposto per la complessiva riqualificazione del paesaggio, si è basato su due

criteri essenziali: incremento della biodiversità e recupero delle connessioni fra i vari elementi naturali,

spesso recise dall'intervento antropico.

Può essere interessante inserire dei nuovi ecosistemi di tipo seminaturale, in ambienti degradati, come

cave dismesse e/o esaurite, o in aree delicate, come le frange urbane, oppure ipotizzare la creazione di

corridoi di collegamento ecologico artificiali come un ponte verde di collegamento fra zona Sud e Nord

del territorio, tale soluzione tuttavia presenta costi molto elevati ed è inseribile in un contesto di visione

futurista della gestione della città.

Particolare attenzione è stata rivolta al sistema del verde, cioè all'insieme degli ecosistemi vegetali, e

all'area urbana, cercando di creare, nel quadro degli interventi proposti, una vera e propria rete

ecologica.

Relatori: Pompeo Fabbri, Donatella Meucci
Parole chiave: - asti
Soggetti: U Urbanistica > UN Storia dell'Urbanistica
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
U Urbanistica > UB Architettura del Paesaggio
Corso di laurea: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/725
Capitoli:

l. Premessa pag. 1

2. Metodologia di lavoro 1

l. INQUADRAMENTO MORFOLOGICO DEL TERRITORIO

1.1. Area di studio 8

1.2. Carta della morfologia di base 10

1.3. Carta della morfologia di sintesi 12

1.4. Principali elementi di evidenza 12

2. RICOSTRUZIONE DELL'ECOTESSUTO

2.1. Le quattro soglie temporali 14

2.2. Legenda interpretativa 15

2.3. Voci della legenda 16

2.3.1. Corsi d'acqua 16

2.3.2. Prateria Naturale e/o Vegetazione Ripariale 17

2.3.3. Boschi Misti 17

2.3.4. Pioppeti 18

2.3.5. Vigneti e/o Frutteti 19

2.3.6. Seminativo a Piantata 20

2.3.7. Seminativi semplici e/o Prati 20

2.3.8. Parchi e/o Giardini 21

2.3.9. Case Sparse 22

2.3.10. Urbanizzato, Industria e Infrastrutture 23

2.4. Tipologie vegetazionali 23

2.4. l. I Boschi, funzioni, forme di governo ed effetti socio culturali 23

2.4.2. 1Coltivi 35

3. INDICI DI CONTROLLO ECOLOGICO: RICHIAMI TEORICI

3. l. Premessa 37

3.2. Bipotenzialità territoriale (Btc) 39

3.2. l. Misura della Biopotenzialità 41

3.3. Habitat e Apparati Paesistici 43

3.4. Habitat Standard (Hs) 47

3.5. Eterogeneità (H) 48

3.6. Applicazione degli indici controllo 51

3.6. l. Individuazione della Btc si

3.6.2. Individuazione degli Habitat e degli Apparati Paesistici 54

3.6.3. Individuazione dell'Hs 55

4. DESCRIZIONE DELLE DINAMICHE ECOLOGICHE IN ATTO

4.1. Caratterizzazione dell'Ecotessuto Comunale, livello superiore di riferimento 58

4.2. Caratterizzazione dell'Unità di riferimento Ambientale "Area Urbana", livello di interesse 72

4.2.1. Inquadramento ambientale 72

4.2.2. Evoluzione generale dal 1880 al 1991 74

4.2.3. Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 78

4.2.4. Diagnosi Ambientale 79

4.2.5. Prescrizioni Ecologiche 79

4.2.6. Indicazioni Progettuali 79

4.3. Caratterizzazione delle Unità di Riferimento Ambientali a livello inferiore, "Sottosistemi" 94

4.3. l. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. �Sottosisterna V' 94

4.3.1.1.Inquadramento Ambientale 94

4.3.1.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 96

4.3.1.3.Peso dell'U. di Rif. Area urbana 102

4.3.1.4.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 102

4.3.1.5.Diagnosi Ambientale 102

4.3.1.6.Prescrizioni Ecologiche 102

4.3.1.7.Previsioni del P.R.G.C. 103

4.3.1.8.Indicazioni Progettuali 103

4.3.2. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. 'Sottosistema 2" 109

4.3.2.1.Inquadramento Ambientale 109

4.3.2.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 110

4.3.2.3.Peso dell'U. di Rif. Area urbana 115

4.3.2.4.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 115

4.3.2.5.Diagnosi Ambientale 115

4.3.2.6.Prescrizioni Ecologiche 116

4.3.2.7.Previsioni del P.R.G.C. 116

4.3.2.8.Indicazioní Progettuali 116

4.3.3. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. "Sottosistema 3 122

4.3.3.1.Inquadramento Ambientale 122

4.3.3.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 123

4.3.3.3.Peso dell'U. di Rif. Area urbana 129

4.3.3.4.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 129

4.3.3.5.Diagnosi Ambientale 129

4.33.6.Prescrizioni Ecologiche 130

4.33.7.Previsioni del P.R.G.C. 130

4.3.3.8.Indicazioni Progettuali 131

4.3.4. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. "Sottosistema 4" 137

4.3.4.1.Inquadramento Ambientale 137

4.3.4.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 138

4.3.4.3.Peso dell'U. di Rif. Area urbana 143

4.3.4.4.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 144

4.3.4.5.Diagnosi Ambientale 144

4.3.4.6.Prescrizioni Ecologiche 145

4.3.4.7.Previsioni del P.R.G.C. 145

4.3.4.8.Indicazioni Progettuali 145

4.3.5. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. "Sottosistema 5" 151

4.3.5.1.Inquadramento Ambientale 151

4.3.5.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 152

4.3.5.3.Peso dell'U. di Rif. Area urbana 156

4.3.5.4.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 157

4.3.5.5.Diagnosi Ambientale 157

4.356. Prescrizioni Ecologiche 158

4.3.5.7.Previsioni del P.R.G.C. 158

4.358. Indicazioni Progettuali 158

4.3.6. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. "Sottosistema 6" 164

4.3.6.1.Inquadramento Ambientale 164

4.3.6.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 165

4.3.6.3.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 169

4.3.6.4.Diagnosi Ambientale 170

4.3.6.5.Prescrizioni Ecologiche 170

4.3.6.6.Previsioni del P.R.G.C. 171

4.3.6.7.Indicazioni Progettuali 171

4.3.7. Analisi strutturale e funzionale dell'U. di Rif. "Sottosistema 7' 177

4.3.7.1.Inquadramento Ambientale 177

4.3.7.2.Evoluzione generale dal 1880 al 1991 177

4.3.7.3.Peso dell'U. di Rif. nell'Ecotessuto Comunale 182

4.3.7.4.Diagnosi Ambientale 182

4.3.7.5.Prescrizioni Ecologiche 182

4.3.7.6.Previsioni del P.R.G.C. 183

4.3.7.7.Indicazioni Progettuali 183

5. LA PERCOLAZIONE

5. l. Teoria della percolazione 188

5.2. Modello della percolazione applicato all'ambito di studio 190

6. INDICAZIONI PROGETTUALI

6.1. Valutazioni di sintesi e finalità progettuali 195

6.2. Indirizzi progettuali 198

6.3. Obiettivi ed interventi da prevedere 200

6.4. Verifica mediante indici di controllo ecologico 205

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

l. Bibliografia generale 218

2. Cartografia e documentazione tecnica 221

ELENCO DELLE TAVOLE

l. Elenco tavole e allegati 223

APPENDICE

l. Modelli quali quantitativi e Tabelle generali di analisi 236

Bibliografia:

AA.VV. Atti del Convegno, Il verde nella struttura urbana: contributi teorici e metodologici. Scuola di

Specializzazione in Architettura del Paesaggio, Alinea Editrice, Genova

AA.VV. Atti del Convegno, Sistema del verde ecosistema urbano. Scuola di Specializzazione in

Architettura del Paesaggio, Alinea Editrice, Genova, Maggio 1995

AA.VV Manuale per tecnici del verde urbano, Città di Torino, Assessorato per l'Ambiente e lo

Sviluppo Sostenibile, Torino

AA.VV. ASTI progetto e costruzione della città 1848 1918, Comune di Asti: Assessorato per la

Cultura, ed. L'Arciere, Cuneo, 1981

AA.VV. ASTI progetto e costruzione della città 1918 1940, Comune di Asti: Assessorato per la

Cultura, ed. L'Arciere, Cuneo, 1981

BLOCH M. Apologia della storia o mestiere di storico, ed. Laterza, Bari, 1930

CHIUSOLI A. La scienza del paesaggio, ed. Clueb, Bologna, 1999

COMOLI MANDRACCI V. Studi di storia dell'urbanistica in Piemonte: Asti, in "Il territorio storico

culturale della regione Piemontese. Temi e contributi, ed. Celid, Torino, 1972

DI FIDIO M. Architettura del paesaggio, Criteri di pianificazione e costruzione, Pirola editore 1993

FABBRI P. Il verde nel paesaggio, note di sintesi, ed. Guerini e associati, Milano 1989

FABBRI P. Introduzione al paesaggio come categoria quantificabile, ed. Celid, Torino, Marzo 1984

FABBRI P. Natura e cultura del paesaggio agrario, indirizzi per la tutela e la progettazione, CittàStudi

edizioni, Milano, Febbraio 1997

FABBRI P. MEUCCI D. L'ecologia del paesaggio per il recupero di un ambiente di cava. Un caso

applicativo, in "Tecnologie di recupero ambientale, ed BEMa, Milano 1997, pp. 95

FARINA A. Ecotoni Patterns e processi ai margini, ed. Cleup, Padova, 1995

FARINA A. L'ecologia dei sistemi ambientali, ed Cleup, Padova, 1994

FERRARIS R. FINOTTO F. IL BRLANCO, Territorio del Biellese Meridionale, Ipotesi di Piano

Paesistico con finalità di riassetto ecologico, Tesi di Laurea, Politecnico di Torino, 1998

FINKE L. Introduzione all'Ecologia del Paesaggio, ed. F. Angeli, Milano, 1993

FORMAN R.T.T. e GODRON M. Landscape Ecology, J.Wiley & Sons, New York, 1986

GAMBI L. Riflessioni sui concetti di paesaggio, Atti del convegno di storia Urbanistica, ed Ciscu,

Lucca, 1981

GAMBINO R. Conservare, Innovare, paesaggio ambiente territorio, ed. Utet, Milano, 1998

GAMBINO R. Progetti per l'ambiente, ed F. Angeli, Milano, 1996

GIACOMINI V. Perchè l'ecologia. Ed. La scuola, Brescia, 1980

INGEGNOLI V. Fondamenti di Ecologia del Paesaggio, CittàStudi edizioni, Milano, 1993

ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA Censimento generale della popolazione, dati sommari per

Comune, Roma, 1964

ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA Popolazioni e Abitazioni, Fascicolo Provinciale, Asti

MC HARG J. Design with nature, Falcon Press, New York, 1960

MEUCCI D. Comune di Perugia (Ufficio di Piano), Controllo Ecologico delle Unità di Paesaggio,

prescrizioni ecologiche ed indicazioni progettuali per un assetto ambientale del territorio nel P.R. G. C.,

Perugia, 1995

MIGLIORINI F. MORLANI G. VALLERINI L. Parchi Naturali, Guida alla pianificazione e alla

gestione, Franco Muzzio Editore, Trento, Luglio 1999

MORONI A. FARANDA F. Ecologia, ed. Piccin, Padova, 1983

NANO S: Il piano del Verde di Asti, Tesi di laurea, Politecnico di Torino, 1999

ODUN E.P. Basi di ecologia, Ed. Piccin, Padova, 1988

SERENI E. Storia del paesaggio agrario, Biblioteca Universale Laterza, 1997

ZOPPI M: Progettare con il verde, I volume. Verde di città, Alinea editrice, Firenze, 1988

ZOPPI M: Progettare con il verde, II volume. Vuoti Urbani, Alinea editrice, Firenze, 1988

2. CARTOGRAFIA E DOCUMENTAZIONE TECNICA

Tavolette I.G.M. scala 1:25.000 edizioni del 1880, 1933 e 1963:

Foglio 69, f> S.O., Rocca D'Arazzo,

Foglio 69, V' N.O., Montemagno,

Foglio 69, IW S.E., Asti,

Foglio 69, IVN.E., Camerano Casasco,

Tavolette I.G.M. scala 1:50.000 edizione del 1970

Foglio 157, Trino

Foglio 175, Asti

Tavolette I.G.M. scala 1: 100.000 edizioni del 1880, 1923 e 1964:

Foglio 69, Asti

Istituto Geografico Militare Riprese aeree, Foglio 69, strisciata 66, volo del 1955, Foglio 69, strisciata

66, volo dei 1991.

Regione Piemonte Carte al tratto e ortofotocarte scala 1:10.000 edizione1991:

sezione 175020, Chiusano d'Asti,

sezione 175030, Castellalfero,

sezione 175040, Castagnole Monferrato,

sezione 175060, Baldichieri,

sezione 175070, Asti Nord,

sezione 175080, Valenzani,

sezione 175100, Celle Enomondo,

sezione 175110, Asti Sud,

sezione 175120, Castello d'Annone,

sezione 175150, Isola d'Asti.

Regione Piemonte, Riduzione Fotomeccanica scala 1:25.000 edizione 1991

Foglio 175 SO, San Damiano d'Asti,

Foglio 175 SE, Asti Sud,

Foglio 175 NO, Villaftanca d'Asti,

Foglio 175 NE, Asti Nord.

Comune di Asti: P.R.G.C. Elaborato aggiornato al Maggio 1999

Cartografia aggiornata su dati forniti dall'U.T.E. fino al 31

ELENCO DELLE TAVOLE

l. ELENCO TAVOLE ED ALLEGATI

Tavole di analisi

TAVOLA 1: Inquadramento territoriale scala 1:50.000

TAVOLA 2: Schematizzazione dei principali elementi naturali ed antropici dei territorio scala

1:50.000

TAVOLA 3: Morfologia di base scala 1:25.000

TAVOLA 4: Morfologia di sintesi scala 1:25.000

TAVOLA 5: Ricostruzione dell'Ecotessuto al 1880 scala 1:25.000

TAVOLA 6: Ricostruzione dell'Ecotessuto al 1933 scala 1:25.000

TAVOLA 7: Ricostruzione dell'Ecotessuto al 1963 scala 1:25.000

TAVOLA 8: Ricostruzione dell'Ecotessuto al 1991 scala 1:25.000

Tavole di modello

TAVOLA 9: Modello della percolazione per l'individuazione delle categorie di flussi energetici alle

diverse naturalità scala 1:25.000

Tavole di progetto

TAVOLA 10: Schematizzazione degli interventi previsti dal P.R.G.C. scala 1:25.000

TAVOLA11: Modello delle opportunità per la costruzione di una rete ecologica scala 1:25.000

TAVOI A 12: Schematizzazione degli interventi previsti scala 1:25.000.

Modifica (riservato agli operatori) Modifica (riservato agli operatori)