La comunicazione museale e il tema dell'acqua, la ex stazione idrometrica di Santhià: il museo delle acque
Gabriele Mello Rella
La comunicazione museale e il tema dell'acqua, la ex stazione idrometrica di Santhià: il museo delle acque.
Rel. Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, , 2006
Abstract
Il paesaggio del vercellese è fortemente legato alla presenza dell'acqua; essendo il distretto risicolo più importante d1talia, con rilevanza internazionale, si cercherà di capire come la coltura del riso si sia lentamente imposta sul paesaggio e sull'attività dell'uomo.
La storia dell'evoluzione del sistema di canali e chiuse, dalle opere monumentali come il Canale Cavour fino alla distribuzione capillare nelle camere di risaia, accompagnerà il percorso per capire cosa significasse la stazione idrometrica di Santhià in questo quadro articolato, per le esperienze di studio e di verifica sulle portate idriche.
L'area, ormai da tempo abbandonata ma ancora in discrete condizioni, offre quindi la possibilità di costituire un polo culturale in cui suggestioni e contenuti concorrano a stimolare il visitatore sul tema dell'acqua.
Non un semplice museo, o ecomuseo, ma un'area di dimensioni e caratteristiche tali da offrirsi come punto di riferimento per attività culturali e di svago, in cui tutti i sensi vengano coinvolti in un racconto che vuole diventare dibattito piacevole e partecipato.
Il visitatore può così passare dalla comprensione di che cosa fosse la stazione idrometrica a viverne ora la nuova identità, in cui dell'acqua vengono esplorate anche le potenzialità artistiche, e dove il riso affermi il suo binomio con l'elemento liquido stuzzicando il palato.
Dibattiti, mostre, convegni, spettacoli, concerti, eventi; molti modi diversi per sollecitare attraverso suggestioni ed emozioni un percorso di apprendimento dinamico ed attuale.
L'allestimento interno della palazzina si concentra sui legami dell'acqua con il territorio, e cioè con il riso, e con chi lo modella e adatta, e cioè con l'uomo, con uno sguardo alla natura unica di questo elemento, e ai problemi che deve affrontare chi non può contare sulla sua comoda disponibilità. Un punto di osservazione quindi sul mondo dell'acqua da vicino e da lontano, per dare spazio al passato, al presente e al futuro, concorrendo alla valorizzazione della cultura materiale del territorio e al suo rilancio culturale e strategico, ora che l'attività primaria della risicoltura si va specializzando e migliorando, ma anche riducendo.
Un modo per recuperare dall'abbandono un sito unico, e per metterlo a disposizione di tutti senza esclusione, attraverso un ventaglio di offerte che, come l'acqua, si insinui un po' ovunque.
Relatori
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