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Poggi, Stefania

Strutture sanitarie in condizione limite.

Rel. Delfina Comoglio Maritano, Alberto Giacardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006

Abstract:

Per iniziare questa trattazione, ed al fine di dare una indicazione univoca, si ritiene necessario motivare il titolo di questo lavoro e definirne i campi di applicazione.

Nel suo significato originale la parola "struttura" indica "l'insieme delle parti costruttive e portanti di un edificio", ed, in senso estensivo "composizione, ordine e modo di essere di un organismo, di un'opera e simili". Entrambe queste definizioni servono a dare l'idea della tematica affrontata in questa tesi; l'aggettivo che ne qualifica l'oggetto è "sanitarie", ovvero applicate al campo della sanità; "in condizioni al limite" rappresenta lo scenario in cui ci si trova ad operare, ovvero l'emergenza dovuta a catastrofi, siano essere antropiche o naturali, che debbano essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari.

E' bene considerare anche come, generalmente, tali situazioni si ripropongano in Paesi in Via di Sviluppo e che i loro effetti sono ancora più devastanti laddove mancano sia strutture sanitarie stanziali che infrastrutture. L'ulteriore specificazione nel sottotitolo indica che sì analizzerà l'ipotesi di soluzione per nuclei destinati all'attività chirurgica. Il plurale viene utilizzato in quanto non è fattibile presentare una soluzione in cui la chirurgia operi autonomamente rispetto a molteplici attività accessorie ad essa connesse. Questa Tesi di Laurea muove dalla volontà di proporre un'ipotesi progettuale che fornisca aiuto e supporto alle organizzazioni umanitarie impegnate nelle emergenze sanitarie, tra cui Emergency Onlus-Ong. Inoltre fonda le sue radici nell'attività di volontariato svolta presso quest'associazione. L'ambizioso obiettivo, strettamente connesso con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il IO Dicembre 1948, intende garantire ad ogni essere umano uguali diritti, riferendosi in particolar modo al più importante che è il diritto alla salute ed alla vita. Dal 1994 Emergency persegue tale finalità assistendo gratuitamente, le vittime civili delle guerre (oggi il 90% delle vittime dei conflitti è rappresentato da civili di cui il 30% sono bambini) e lavorando alla costruzione di una cultura di pace.

Dopo un colloquio con alcuni logisti di Emergency è risultata evidente la volontà dell'associazione -che finora ha lavorato in ospedali e posti di primo soccorso stanziali- di sviluppare una struttura sanitaria campale da applicare in caso di catastrofi, tra cui si ricorda il primo caso applicativo relativo allo Tsunami in Sri Lanka.

L'idea di applicarsi all'emergenza sanitaria immediata implica, da un lato, una struttura sanitaria campale e, dall'altro, la preparazione specifica delle equipe mediche anche alle maxiemergenze sanitarie.

Dopo aver esaminato in forma generale le catastrofi naturali ed antropiche, questa ricerca mira a fornire un supporto informativo sulle guerre, cercando di evidenziare quegli aspetti intrinsechi che alcuni politologi chiamano effetti

collaterali (spesso ignorati dai media) e che alla lunga si ripercuotono sulle

popolazioni colpite.

Successivamente ci si occupa dell'attività umanitaria di Emergency.

Dopo una ricerca sulle organizzazioni impegnate nella risposta alle emergenze

sanitarie (ANA, ARES MARCHE, CRI, Protezione Civile,...), si fa una rassegna

delle strutture sanitarie campali presenti in Italia, per offrire un panorama più

ampio sulle attività e le dotazioni di Associazioni ed Esercito.

Il secondo capitolo riguarda un excursus storico sulle tecnologie provvisorie

applicate all'emergenza, con particolare riferimento a quella abitativa. Tali

strutture hanno radici nella cultura nomadica e vengono sperimentate ed

utilizzate fino ai giorni nostri (si pensi alle tendopoli, ai campi profughi e di

accoglienza, ma anche alle case mobili, ai caravan, alle sperimentazioni sugli

spazi minimi ed, infine, a quel particolare stile di vita, che si sta diffondendo

anche in Italia legato alla precarietà ed al pendolarismo).

Vengono quindi proposte schede sulle strutture provvisorie, suddivise per

categorie tecnologiche: prefabbricati leggeri (a piccoli componenti), sistemi

edilizi ad unità preassemblate, unità containerizzate, sistemi edilizi a moduli

espandibili, unità mobili. Tali schede sono state compilate in seguito ad un

lavoro di ricerca su testi, riviste, siti internet e sulla base delle risposte

ricevute da alcune delle aziende interpellate via e-mail, alle quali era stato

richiesto di compilare il questionario proposto in questo studio.

Il lavoro progettuale viene avviato secondo un metodo che mette in relazione

le specifiche richieste derivanti dallo scenario prefigurato e le soluzioni

ipotizzate.

Seppure non mirino ad essere considerati degli Ospedali da Campo (strutture

complete e dotate di almeno 200 posti letto), l'obiettivo del progetto è quello

di fornire una soluzione intermedia tra questi ed i PMA (Posti Medici Avanzati)

di secondo livello.

Per quanto riguarda i nuclei chirurgici si definiranno i materiali, alcuni

particolari tecnici, giungendo ad una ipotesi distributiva e tecnologica.

E' bene valutare alcune limitazioni, che dovranno essere accettate e che sono

legate alla compatibilita ambientale, alle modalità di trasporto ed al terreno

dove verranno installati i nuclei.

I nuclei saranno reimpiegati con le stesse finalità quanto più possibile. In

quanto ai materiali impiegati, si è cercato di utilizzare prevalentemente quelli

a ciclo di vita chiuso. Il riutilizzo a fine vita, sebbene sia una specifica

richiesta, è solo parzialmente perseguibile per la realizzazione di strutture per

l'emergenza in quanto, per essere riutilizzabili, dovrebbero possedere le

caratteristiche delle costruzioni stratificate a secco, ed in tal caso non

potrebbero essere operative entro settantadue ore dall'evento.

Consapevoli che il mezzo di trasporto ideale sarebbe il fuoristrada per

permettere di impiegare la struttura anche in zone impervie o nei casi più

estremi, in questo studio si è ipotizzato di utilizzare l'aereo o l'elicottero

(pensando alla rapidità di tali mezzi), con successivo ed eventuale passaggio

su mezzo pesante per raggiungere il sito dell'installazione.

Per consentire l'installazione e limitare le operazioni di livellamento i moduli verranno posizionati su terreno stabilizzato e pressoché pianeggiante. Prima di esaminare le attività accessorie è utile svolgere un'ulteriore osservazione che consiste nella necessità di annettere, a qualsiasi struttura per l'emergenza, uno spazio ove gli operatori ed il personale impiegato trovino alloggio, possano nutrirsi, riposare e svolgere tutte quelle attività vitali che, pure in condizioni di emergenza, sono indispensabili. A tali servizi si accennerà nell'ambito di questo studio, ma non gli sarà dedicato alcuno specifico approfondimento.

Relativamente alle attività che si svolgeranno al loro interno si deve sottolineare che i nuclei saranno destinati alla chirurgia, alla terapia intensiva post operatoria, alla sterilizzazione, alla sala di preparazione e risveglio, alla diagnostica (laboratorio analisi e radiologia) ed uno sarà di servizio. Bisogna ricordare altresì che il Pronto soccorso (area triage) e la degenza saranno previste, ma non oggetto di questa Tesi di Laurea.

Il processo progettuale è avvenuto a seguito di un'analisi delle richieste specifiche dell'Associazione e del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Il progetto distributivo del complesso sanitario è il risultato del continuo confronto con tecnici ospedalieri ed operatori nel campo dell'emergenza. Si è provveduto anche all'allestimento indicativo con strumenti ed attrezzature. La loro scelta è stata operata in funzione degli ingombri e delle dimensioni, a parità di prestazioni, sulla base dei dati tecnici dedotti dalle visite ad esposizioni commerciali sulla sanità.

Questo lavoro vuole proporre una ipotesi di soluzione tra le tante: gli esperti nel settore dell'emergenza, infatti, ricordano che non sussiste una soluzione definitiva in quanto in tal senso la normativa risulta carente e vi si preferiscono delle indicazioni e linee guida.

In conclusione questa Tesi di Laurea ha l'ambizione, da un lato, di proporre una soluzione che possa essere sviluppata con le Associazioni e la Protezione Civile e, dall'altro, di essere una modesta riflessione di pace, un tentativo di far sentire la voce di chi non è ascoltato, o non ha più voce.

Relatori: Delfina Comoglio Maritano, Alberto Giacardi
Parole chiave: - struttere sanitarie - nuclei chirurgici - nuclei d'emengenza
Soggetti: A Architettura > AG Edifici e attrezzature per la sanità e l'assistenza
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/646
Capitoli:

Introduzione: campi di applicazione della proposta di studio

Capitolo 1

1.1 Emergenza Catastrofi

1.1.1 Nozione di catastrofe e classificazioni

1.1.2 Nozione di disastro

1.1.3 Cenni di psicologia dell'emergenza

1.2 Le Guerre nel Mondo

1.2.1 La nuova "guerra mondiale"

1.2.2 Le guerre dimenticate

1.2.3 Gli armamenti

1.2.4 La guerra della fame, della miseria delle malattie

1.3 Emergency L'associazione e l'attività umanitaria

1.4 La protezione civile: aspetti logistico organizzativi delle strutture campali

1.4.1 Le strutture sanitarie campali: alcuni esempi italiani

1.4.2 L'Ospedale da Campo A.N.A.

1.4.4 Ospedale da campo A.R.E.S. Marche

1.4.5 La Croce Rossa Italiana - II caso della Regione Lombardia

1.4.6 Ospedale da campo della Brigata Alpina Taurinense

Capitolo 2

2.1 L'emergenza e la tecnologia

2.1.1 L'edilizia provvisoria nella storia

2.2 Schedature sulle tecnologie applicate ai sistemi provvisori

2.2.1 Prefabbricati leggeri (a piccoli componenti)

2.2.2 Sistemi edilizi ad unità preassemblate

2.2.3 Unità containerizzate

2.2.4 Sistemi edilizi a moduli espandibili

2.2.5 Unità mobili Capitolo 3

3.1 Lo scenario ipotizzato

3.1.1 Riferimenti normativi

3.1.2 Definizione delle specifiche richieste in relazione allo scenario ipotizzato

3.1.3 Definizione delle scelte tipologiche

3.2 I materiali considerati

3.2.1 Cenni di chimica sui materiali compositi con resine e fibre

3.2.1.1 Precauzioni nell'utilizzo e nella lavorazione dei materiali compositi

3.2.1.2 Le resine

3.2.1.3 Le fibre di rinforzo

3.2.1.4 La struttura a sandwich

3.2.1.5 La pultrusione

3.2.2 L'acciaio

3.2.3 I materiali gommati

3.3 Problematiche relative ai dettagli tecnologici e possibili risposte

3.3.1 Problematiche relative ai nuclei

3.3.2 Problematiche relative alle fondazioni

3.3.3 Problematiche relative ai sistemi di chiusura orizzontale

3.3.3 Problematiche relative ai pannelli di chiusura verticale

3.3.4 Problematiche relative ai dispositivi di apertura

3.3.5 Problematiche relative al sistema di giunzione tra più nuclei

3.4 Ipotesi distributiva dei nuclei chirurgici di emergenza

3.5 Revisione dell'ipotesi di proposta distributiva e tecnologica Capitolo 4

4.1 Ipotesi distributiva della proposta per nuclei chirurgici di emergenza

4.2. Ipotesi tecnologica di proposta per nuclei chirurgici di emergenza

Conclusioni e propositi per il futuro

Bibliografia

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Convegni, Seminari ed Esposizioni

Convegno Internazionale sulle dotazioni sanitarie campali, Scuola di Sanità Militare della Cecchignola - Roma, 11/12 Maggio 2006

Incontro Nazionale dei Volontari di Emergency, Ex Caserma Piave-Orvieto, 30 Settembre/2 Ottobre 2005

Third Intenational Conference on Post-Disaster Reconstruction: Meeting stakeholder interests, Scuola di Sanità Militare - Firenze, 17/19 Maggio 2006

XV Edizione Exposanità, Bologna, 25-28 Maggio 2006

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