Vacanza: rifugio nell'oristanese
Giulia Della Toffola, Katia Frassetto
Vacanza: rifugio nell'oristanese.
Rel. Giacomo Donato. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
La nostra analisi parte dallo studio del territorio in tutte te sue sfaccettature; un contesto dove risultano importanti tanto il clima quanto l'orografia, l'ecologia, la vegetazione, ma senza sottovalutare, allo stesso tempo, tutto ciò che è tradizione e cultura sarda.
Entrando nello specifico del progetto del villaggio turistico - per farci capire, ma non ci piace chiamarlo così - preferiamo parlare di un luogo dove le singole unità abitative, i bungalow, costituiscono per il visitatore/turista un 'rifugio' temporaneo, una monocellula di forma amorfa, comoda ma essenziale: non c'è tv, non c'è piscina o campo da tennis. Solo il territorio da scoprire. Fuori.
La zona attualmente non presenta poli informativi sufficientemente adeguati per poter visitare le meraviglie che offre la Penisola del Sinis. Per questo abbiamo voluto esaminare i Parchi e le Riserve naturali dell'isola, in particolare la prospiciente Isola di Mal di Ventre, i siti archeologici, soffermandoci su Tharros, Barùmini e Abbasanta ma senza tralasciare tutto il patrimonio artistico-architettonico che ha accompagnato nei secoli la storia dell'isola.
I modelli di riferimento per la progettazione sono stati tratti dallo studio del periodo nuragico collocato a cavallo dell'età del bronzo; la religione, la società, il villaggio nuragico hanno fornito gli elementi-chiave: il cerchio come simbolo della dea madre, il villaggio con i suoi bastioni-fortezza, la monocellula del nuraghe e il pozzo, luogo di incontro e di scambio.
Il complesso, situato all'interno del Comune di Cabras, in provincia di Oristano, si affaccia sull'arenile delle spiagge bianche di Is Aruttas, una miriade di piccoli cristalli di quarzo. L'area è contenuta all'interno di una vasta zona circolare tagliata da due assi che seguono l'orientamento nord-sud, est-ovest. Su di essi sorgono i quattro 'bastioni' che corrispondono ai servizi principali (una reception con self-service, un ristorante-pizzeria, un caffè relax e una struttura per gli allestimenti temporanei) e che sono attraversati e collegati fra loro da percorsi pedonali. All'interno di questo schema si distribuiscono i bungalow, disposti in modo che i loro vialetti d'ingresso taglino trasversalmente i percorsi pedonali. Tutte le cellule abitative presentano, come da antica tradizione nuragica, l'ingresso rivolto verso sud.
Ciò che costituisce luogo di aggregazione, di scambio e punto di informazione sono i 'pozzi', piazzette con sedute circolari, pannelli informativi e specchio d'acqua collegato all'antico culto lunare. La scelta di progettare il villaggio turistico è nata per cercare di fornire una soluzione idealmente alternativa ad un progetto di un villaggio (Su Bardoni) che, la scorsa estate, abbiamo saputo essere in fase di approvazione presso il Comune di Cabras. Vi lasciamo la documentazione.
La nostra posizione si pone, in ogni caso, al di sotto delle parole pronunciate dal Presidente della Regione Renato Soru quando dice <<...E allora dobbiamo innanzitutto risistemare quello che rimane vuoto, riqualificarlo, migliorarlo, modificarlo anche in maniera sostanziale, in virtù dei diversi e delle mutate esigenze dei turisti di oggi. Aiutare i comuni che non hanno la fortuna di avere i bastioni di Alghero, ma che comunque sono comuni costieri>>, e poi ancora <<...Valutiamo caso per caso, parliamo, incontriamoci, ma soprattutto sapendo che cos'è il turismo, che non è vendere i tenitori...>>.
Relatori
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