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Passare l’inverno in riviera. L’insediamento dell’élite straniera a Nizza (1765-1885)

Bussi, Betsabea

Passare l’inverno in riviera. L’insediamento dell’élite straniera a Nizza (1765-1885).

Rel. Sergio Pace, Roberto Dulio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta', 2017

Abstract:

Il lavoro si incentra sul fenomeno della villeggiatura invernale in quella che sarebbe divenuta la Costa Azzurra, tra la fine del Settecento e la fine del secolo successivo. Tale pratica, diffusa nell’alta società soprattutto nordeuropea, consisteva nel trasferirsi nei mesi invernali

in piccole località del Midi francese, caratterizzate da un clima mite e da condizioni naturali e paesaggistiche ritenute d’eccezione.

In particolare, il campo geografico si restringe su Nizza, caso emblematico e prototipo di tali villes de saison, città stagionali create da e per la villeggiatura. Si è voluto analizzare dunque l’impatto, a livello urbanistico, architettonico, economico, che la villeggiatura ha avuto su un villaggio che fino a quel momento viveva di pesca e agricoltura e che, ritrovandosi quasi improvvisamente investito da un flusso migratorio di aristocratici, dovette rispondere ad esigenze di agi e comfort, ad una domanda residenziale, di distrazioni sociali e mondane di

cui era sprovvista.

Il focus temporale si pone nell’intervallo di pace della restaurazione sarda (1815-1860), che permise alla città di imboccare la strada per compiere il suo destino turistico.

La villeggiatura ha infatti lasciato come stratificazioni successive elementi che oggi sono parte integrante del patrimonio nizzardo: sistemazioni urbane, grandi boulevard, giardini e parchi pubblici con una piantumazione ornamentale esotica, stabilimenti balneari, un’hôtellerie rinomata internazionalmente, sontuose residenze private. La presenza stagionale degli invernanti ha radicalmente cambiato il tessuto urbano e ne ha diretto lo sviluppo successivo. Nizza cresce negli inverni ottocenteschi ad una velocità esponenziale, espandendosi lungo le colline al di fuori della vieille ville.

Nascono nuovi quartieri per invernanti, la città si riempie di hotel, palaces, edifici per appartamenti e magnifiche ville su colline o passeggiate litorali. Librerie, circoli, ristoranti, boutique, casino, servizi d’élite emergono tutt’attorno.

La dicotomia tra l’offerta leisure e lo status socio-economico inferiore dei nativi facevano di Nizza una città dalla doppia personalità che viveva in inverno come un resort di lusso e in estate in un degradato e statico letargo, in attesa della stagione successiva.

A seguito di un’introduzione sulla villeggiatura, viene presentato il contributo essenziale della colonia britannica nell’avviamento della pratica a Nizza. Un excursus sui resoconti di viaggio di personaggi come Smollett e sulla diffusione del mito del paesaggio nizzardo

contestualizza la generalizzata preferenza per “l’Eden ritrovato” di Nizza.

Un secondo capitolo presenta in termini quantitativi l’hivernage, la composizione sociale e la provenienza dei villeggianti.

Successivamente si esamina l’impatto sulla forma della città, sulla sua struttura urbana, sociale, culturale. L’analisi della metamorfosi di Nizza tratta l’offerta di servizi, infrastrutture dedicate, distrazioni per gli ospiti d’inverno. Il capitolo successivo entra a pieno titolo nella ricerca, insistendo sulle dinamiche dell’insediamento urbano della colonia straniera,

dividendolo in fasi secondo la scelta residenziale operata: pernottamento in hotel, ricerca di appartamenti in affitto, costruzione della propria residenza privata. La ricerca si chiude infine sulle residenze costruite dagli invernanti nel primo XIX secolo, fino alle cosiddette folies Belle Epoque, prima di culminare nel boom del XX secolo che, con la sua onda densificatrice, portò alla distruzione del paradisiaco paesaggio di Nizza.

Le fonti utilizzate sono in primis letterarie e iconografiche, che contribuirono già all’epoca a diffondere il mito di Nizza nell’immaginario collettivo e che permettono di rievocare una società oggi chiaramente scomparsa. Tali fonti hanno dunque accompagnato come voce

autorevole altre risorse - cartografia, documenti catastali e legislativi, garantendone una più corretta contestualizzazione e interpretazione.

Per ulteriori informazioni contattare:

Betsabea Bussi, betsabea.bussi@gmail.com

Relatori: Sergio Pace, Roberto Dulio
Soggetti: A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta'
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/6170
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