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Bennardi, Chiara and Budroni, Ilaria

I vuoti urbani come risorse per una nuova Torino. Il Caso Osi – Ghia. Le industrie di ieri, i vuoti di oggi, il disegno del domani.

Rel. Rossella Maspoli, Cristina Coscia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio, 2017

Abstract:

Il passato della città. Proprio da questo punto ha inizio la nostra tesi. Nel corso degli ultimi anni, crescendo accademicamente, abbiamo imparato a leggere con più coscienza e conoscenza i segni della città, in questo caso Torino, ad interessarci dei suoi manufatti dimenticati, degradati, degli spazi meglio conosciuti come i vuoti urbani, i brownfields. Essi sono a tutti gli effetti parte integrante della città ma, per i più, rappresentano dei punti ciechi, dei luoghi d’insicurezza, dei luoghi della deriva sociale. Proprio da questi vuoti, che in realtà sono dei pieni all’interno del tessuto e nella maggior parte dei casi sono a ridosso del centro città, bisognerebbe ripartire, ripensare, rigenerare nuove connessi, nuove funzioni per dare nuovi segni. La tesi, qui trattata, ha proprio il fine ultimo di conoscere, di approfondire, la storia di uno di questi vuoti torinese, l’industria Osi- Ghia. Questo manufatto, in un modo o nell’altro, ha accompagnato il nostro percorso universitario poiché si trova esattamente nel triangolo ferroviario di collegamento tra Torino Lingotto, Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa. Il pendolare, il residente, il visitatore, passando in treno, vivendo la città, visitandola, più volte si sarà chiesto cosa ci fosse dietro il muro di cinta ricoperto di edera, cosa ci fosse in quella via in secondo piano rispetto all’asse di Corso Dante. La curiosità, la voglia di conoscere questa parte di città, l’idea di trovare una soluzione è il punto d’inizio della tesi. La conoscenza del manufatto, di ciò che lo compone, di come si è evoluto nel tempo, è cresciuto ed è cambiato, la sua vita insomma, permette in un secondo momento di compiere scelte ragionate che possano portare nuovi segni, ridisegnare nuove linee che prendano piede dall’esistente, senza cancellarlo.

Le industrie di ieri, per quello che Osi- Ghia ha rappresentato per Torino, i suoi attori, il contesto in cui è cresciuta l’azienda. I vuoti di oggi, per quello che rimane di questa storia, per come è inserita nel tessuto urbano, come è cresciuta la città attorno a quest’area, perché è in ombra rispetto al resto. Il disegno del domani, perché rigenerare significa ricominciare, dare una nuova vita, un nuovo volto al vuoto, senza snaturarlo. Le prime linee guide per riconnettere Osi-Ghia al resto della griglia urbana.

Per ulteriori informazioni contattare:

Chiara Bennardi, chiarabennardi@gmail.com

Ilaria Budroni, ilaria.budroni@gmail.com

Relatori: Rossella Maspoli, Cristina Coscia
Soggetti: A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/6140
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