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Palazzo, Domenico

Paglia : un'alternativa sostenibile per l'involucro.

Rel. Orio De Paoli, Danila Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2017

Abstract:

INTRODUZIONE

L'attenzione generale sempre crescente in questa ultima decade al contenimento dei consumi energetici nell'ottica di una diminuzione sensibile delle emissioni in atmosfera, gli sforzi messi in atto per cercare di dare pragmatismo agli intenti nati in seno a Summit internazionali quali per esempio quello di Kioto 2001, la presa di coscienza che il patrimonio edilizio sia vorace nel richiedere energia per la propria costruzione e per la propria gestione (la stessa Comunità Europea stima che in Europa il 40% del fabbisogno energetico sia destinato al settore civile) hanno portato progettisti, addetti ai lavori, costruttori ed utenti a spostare sempre più in alto l'asticella della performance di una moderna abitazione (e contemporaneamente al tentativo di modernizzare quelle esistenti).

Siano esse performance passive di risparmio energetico (involucri sempre più isolanti, ombreggianti) nel tentativo di limitare di molto la dispersione di delta termico (positivo d'inverno e negativo d'estate), oppure performance attive nel senso di sistemi intelligenti e rinnovabili di fonti di energia che permettano all' ’’organismo casa” di espletare correttamente il proprio ciclo di vita e offrire comfort ai propri ospiti, l'abitazione moderna (ma il concetto si allarga a tutte le nuove costruzioni al di là delle destinazioni d'uso) in pochi anni è andata incontro ad un processo di ripensamento.

I risultati di questi sforzi sono sotto gli occhi di tutta la comunità di addetti ai lavori e non: la formulazione del necessario nuovo impalcato legislativo e dei decreti attuativi, la nascita dei vari protocolli energetici come Casa Clima, quelli regionali Italiani, una nuova sensibilizzazione anche degli utenti sulle classi energetiche degli edifici, nuovi impianti energetici basati sulle energie rinnovabili e soprattutto obiettivi ancora in movimento.

L'agenda della Comunità Europea fissa al 2020 il termine entro il quale gli edifici dovranno essere conformi ai più elevati standard di risparmio energetico e che vengano alimentati per la maggior parte con energie rinnovabili: edifici insomma il cui consumo di energia primaria sia molto vicino allo zero. Appare in questo senso importante continuare nello sforzo di pensare, commissionare, progettare, costruire ed abitare case limitando il loro bisogno di energia nella fase di esercizio.

Proprio per cercare di estendere questo approccio attento al fabbisogno energetico di un edificio moderno a tutto il ciclo di vita di edificio, e quindi anche in fase di realizzazione, sempre negli ultimi anni si è posta molta attenzione ai concetti di Sostenibilità, Filiera Produttiva Virtuosa, Riuso e Smaltimento.

Molti dei prodotti utilizzati in edilizia negli ultimi 50 anni sono di sintesi; si tratta di tutti quei prodotti derivati dalla ricerca sui polimeri plastici che hanno permesso il raggiungimento di ottime performance dal punto di vista dell'isolamento termico per esempio. Molti operatori del settore e non hanno però voluto porre l'accento sulle conseguenze dell'uso di certe tipologie di prodotti industriali durante la realizzazione di un edificio, in particolare è stato messo in evidenza il fatto le caratteristiche di sostenibilità ambientale (biodegradabilità) di alcuni prodotti nel tempo, oppure la sostenibilità ambientale durante la loro produzione in stabilimento (energia bruciata per la produzione con conseguente emissione di gas), piuttosto che la sostenibilità ambientale del loro trasporto in aree geografiche diverse, o ancora dei prodotti di scarto della loro lavorazione.

Insomma c'è chi pensa ad un concetto di sostenibilità più allargato: la casa deve essere sostenibile durante la sua vita, ma anche durante la sua nascita (progettazione e cantiere) e le parti di cui è fatta dovrebbero avere le stesse caratteristiche, la loro produzione, il loro utilizzo e il loro smaltimento dovrebbero essere sostenibili (si prenda per esempio il concetto di energia grigia).

Da questa premessa prendono le mosse varie correnti che ruotano attorno alla Bio Edilizia, un atteggiamento progettuale, costruttivo ed un modo di vivere la casa che sono andati via via diffondendosi sempre più e creando una comunità ed un indotto che non è più possibile non tenere in considerazione.

Tanto più che le premesse sembrano essere davvero interessanti: utilizzare prodotti naturali e spesso anche locali, biodegradabili, a basso costo di produzione (se non addirittura di scarto), con caratteristiche dichiarate (e non) pari (o superiori) ai prodotti industriali.

Sicuramente un approccio interessante che merita un analisi seria al di là del substrato ideologico che spesso alimenta l'enfasi degli addetti e utenti legati a questo settore, o addirittura ad attività di partecipazione degli utenti alla realizzazione dell'edificio (autocostruzione), quantomeno un tentativo vero di estendere il più possibile un concetto, quello della Sostenibilità, che ha davvero molte accezioni.

Premesse doverose queste per motivare la scelta di concentrare l'attenzione su una soluzione di isolamento in edilizia non del tutto nuova, ma non molto diffusa e soprattutto non troppo considerata: la paglia.

Questo materiale naturale non è una novità nel panorama edilizio, ma sempre poco utilizzato in generale. Eppure negli ultimi anni si è assistito ad un ritorno di interesse intorno ad esso, sicuramente come si è detto anche grazie alla spinta della Bio Edilizia. Appaiono sempre più testimonianze di edifici costruiti con questa tecnologia, articoli di riviste specializzate che riportano testimonianze di professionisti, progettisti ed utenti che vi hanno investito tempo, risorse e aspettative; del tutto normale se ne nasce una sincera curiosità.

Parte proprio dalla curiosità, dall'interesse personale oltreché professionale l'intenzione d'indagare questo materiale nel suo utilizzo come isolante, dato che il panorama legislativo italiano non permette di utilizzarlo nella sua accezione autoportante (contrariamente ad alcuni paesi), con l'intento di approfondire la conoscenza di nuovi modi d'intendere l'edilizia e di rinnovare il proprio sapere in merito di materiali, soluzioni costruttive e scelte tecnologiche in un'ottica necessariamente nuova che guarda a concetti quali appunto la sostenibilità.

Scopi ed Obiettivi

L'isolamento per mezzo della paglia verrà presentato in questa tesi soffermandosi sulla storia di questa soluzione tecnologica, sulle caratteristiche intrinseche del materiale naturale, sui modi di utilizzarla in edilizia e sullo stato dell'arte tecnologico odierno. Dopo averne capite le potenzialità, dopo le necessarie premesse, e dopo aver sottolineato aspetti interessanti, pregi e limiti della paglia intesa come materiale da costruzione ci si concentrerà sulla comparazione teorica di una soluzione d'isolamento termico che utilizza la paglia e un sistema tradizionale d'isolamento di una casa di civile abitazione (isolamento a cappotto).

L'obiettivo principale è quello di capire quale sia l'impatto di questa tecnologia alternativa sull'economia della costruzione, ovvero sul costo di costruzione; dove e in quale misura è possibile un risparmio?

L'utilizzo delle balle di paglia può contribuire a ridurre il costo di costruzione di un fabbricato di civile abitazione?

La cornice di questo confronto è il panorama italiano odierno, con le sue limitazioni normative.

Tale comparazione teorica è nata dall'esigenza personale di portare alla luce alcuni aspetti derivanti dall'utilizzo di questa soluzione tecnologica, di provare a simulare la realizzazione di un intervento che prevedesse questa tecnologia in modo da evidenziarne inizialmente i possibili aspetti positivi, piuttosto che problematici o negativi.

Questo è un tentativo di indagare e avvicinarsi ad una nuova (vecchia?) tecnologia che utilizza un materiale naturale attorno al quale in molti casi forse per troppa spinta ideologica, o per interessi derivati c'è poca chiarezza oppure voci discordanti o proclami sensazionalisti.

Al di là di ogni ideologia o scetticismo è la semplice curiosità di ricercare e scoprire unita alla volontà di cambiare usi e modi di fare radicati che mi hanno spinto a dedicarmi a questo tema, consapevole di vivere tempi dove sia necessario cambiare modi di essere e di fare sbagliati che negli anni si sono dimostrati dannosi.

Relatori: Orio De Paoli, Danila Voghera
Soggetti: A Architettura > AD Bioarchitettura
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/6139
Capitoli:

Indice

1 Introduzione

1.1 Scopi ed Obiettivi

2 Storia e diffusione degli edifici in paglia

2.1 Origini moderne

2.2 La figura di Barbara Jones

2.3 Sviluppi attuali

3 La paglia

3.1 Descrizione

3.2 Morfologia e tipicità

3.3 Deperimento e marcescenza

4 Costruire con la paglia

4.1 Balle di paglia per l'edilizia

4.2 Caratteristiche e proprietà

4.3 Lo stato dell'arte

5 Paglia e Sostenibilità

5.1 Dimensioni della Sostenibilità

5.2 Sostenibilità in edilizia

5.3 II contributo della paglia

6 Comparazione economica teorica

6.1 Progetto edificio teorico

6.2 Tecnologia d'isolamento a cappotto e classe energetica

6.3 Isolare con la paglia

6.4 Comparazione dei Costi di Costruzione

7 Conclusioni

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

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Jones B., Costruire con le balle di paglia, Aam Terra Nuova Editore, Milano 2006 King B., Load-bearing straw bale construction, EBNet, San Rafael 2003

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Ghia C. Le case in paglia. Come costruire edifici, uffici, capanne o cottage sostenibili e sicuri utilizzando le balle di paglia, Arianna Editrice, Bologna 2013

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FONTI INTERNET

www.agenziacasaclima.org

www.arehitetturaecosostenibile.it

www.baubiologie.at

www.casainnovativa.com

www.caseinpaglia.it

www.ecobuildnetwork.org

www.ecococon.it

www.edilpaglia.it

www.edilportale.it

www.itaca.org

www.lamaisonepaille.org

www.modcell.com

www.naturalmentepaglia.com

www.prespaglia.com

www.strawbale.net

www.terranuova.it

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