Storia del territorio della Sierra Nevada : un progetto per la valorizzazione e lo sviluppo dell'attrezzatura alberghiera sul Monte Sulayr
Ana Reyes Lopez
Storia del territorio della Sierra Nevada : un progetto per la valorizzazione e lo sviluppo dell'attrezzatura alberghiera sul Monte Sulayr.
Rel. Paolo Mellano, Vilma Fasoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La Sierra Nevada appartiene al sistema montuoso chiamato Cordigliera Betica. Si trova al sud della Spagna, nella regione dell'Andalusia. Ricopre un'estensione di circa 90 km nella direzione est- ovest, mentre la sua estensione nord-sud varia dai 15 ai 30 km. La sua superficie complessiva è più di 2.000 km2, per la maggior parte ricadente nella provincia di Granada. Per i suoi valori naturali e paesaggistici nel 1986 è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall'UNESCO. Successivamente, nel 1989 è stata dichiarata Parco Naturale e infine, nel 1999, è stata inclusa nella rete di massimo livello di protezione statale in quanto Parco Nazionale.
La Sierra Nevada è costituita da un massiccio montuoso disegnato dalle fasi di glaciazione che hanno contribuito a formare profondi dislivelli, come ad esempio i circhi glaciali del Veleta e del Mulhacén, così come aree moreniche e avvallamenti riconoscibili nelle zone lacustri della Mosca e della Caldera. Nelle fasi successive, lo scioglimento dei ghiacci ha dato luogo alla formazione di corsi fluviali come quelli del Genil, del Guarnón o del Valdeinfierno.
Il territorio della Sierra Nevada si caratterizza per il sensibile salto di quota che distingue le sue diverse componenti: le valli fluviali e La Vega che lo attraversano alla quota media di 600 m slm solcano aree montuose le cui vette raggiungono altitudini considerevoli come il Mulhacén, 3.481 m; il Veleta 3.398 m; l'Alcazaba, 3.366 m. Complessivamente, in tutto l'insieme montuoso si hanno più di venti vette al di sopra dei 3.000 m s.l.m. di altitudine. La vetta del Mulhacén non è solo la più alta della Sierra Nevada ma con i suoi 3.482 m s.l.m. rappresenta la cima più alta dell'intera Penisola Iberica.
Il valore naturalistico si fonda sugli studi che hanno consentito di riconoscere nella Sierra Nevada la presenza di cinque dei sei piani biodimatici riscontrabili nella regione mediterranea, (dal mesomediterraneo fino al crioromediterraneo). Distribuiti in modo asimmetrico rispetto alle quote di altitudine e all'orientamento dei versanti, questi piani sono caratterizzati da una grande biodiversità, sia a livello faunistico sia vegetale. La Sierra Nevada è considerata come un'isola bioclimatica" per le condizioni che, dopo la scomparsa dei ghiacciai, hanno permesso la sopravvivenza di specie sia di origine africane che centroeuropee.
L'introduzione della pratica dello sci nella Sierra Nevada è relativamente recente. Risale infatti alla fine del XIX secolo quando Ángel Ganivet, scrittore, diplomatico spagnolo e console presso i Paesi scandinavi contribuì all'importazione delle pratiche sportive nordiche nel territorio dell'Andalusia. Probabilmente fu il Campionato Nazionale di Sci, svolto sulla Sierra Nevada nel 1940, ad attirare un gran numero di visitatori e a portare l'attenzione anche sulle diverse forme di turismo che il territorio poteva offrire: prolungamento del periodo di sci grazie al buon clima e alla qualità della neve, così come la vicinanza della Sierra sia a Granada sia al mare.
Queste diverse opportunità indussero a guardare alla Sierra Nevada come a una grande stazione per gli sport sulla neve; con alberghi, commerci, e i rispettivi accessi e le infrastrutture adatte per accogliere molti visitatori. A partire dal 1941 furono avviati numerosi studi per la costruzione di spazi ricettivi e di infrastrutture per dotare l'area di servizi adatti alla fruizione del turismo.
La Stazione di Sci oggi presente sulla Sierra Nevada si trova aN'interno del Parco Naturale. È situata a circa 27 km da Granada e a circa 30 km dal Mar Mediterraneo. Nell'area si possono distinguere due zone: il Pradollano, il nucleo dove abita la popolazione e dove sono collocati i principali servizi e gli alberghi; e i Borreguiles, dove si trovano gli impianti sciistici. Attualmente la stazione sciistica offre più di 100 km di piste sciabili. Inoltre, dispone di sci di fondo, snowpark e zone di ricreazione per non sciatori.
Nella parte superiore del Pradollano, alla quota di 2.380 slm si trovano ampie zone destinate a parcheggio a pagamento. Essi rappresentano una ferita evidente aN'interno del territorio, poiché collocati ai margini del Parco Naturale e Nazionale e nelle vicinanze del Rifugio Universitario, aree sulle quali insistono vincoli di non edificabilità.
D'altra parte è importante osservare come questi parcheggi occupino una fascia intermedia servita da strade carrabili che mettono in comunicazione il Parco e il Rifugio Universitario con la zona residenziale e attrezzata del Pradollano.
Lo sviluppo urbanistico del Pradollano ebbe luogo a partire della metà degli anni 80, secondo riferimenti architettonici importati dalla cultura architettonica alpina, con lo scopo di omogeneizzare l'architettura rispetto agli fabbricati esistenti. A causa dell'elevato costo dei terreni il Pradollano è caratterizzato da edifici ad alta densità edilizia e da un'organizzazione insediativa a carattere urbano. Attualmente non è prevista nessuna attuazione che riguardi uno sviluppo urbanistico nel Pradollano, neanche è prevista nessuna misura di miglioramento degli impianti sciistici né delle piste. Da segnalare il fatto che la crisi economica subita in questi anni ha provocato che alcuni progetti edilizi fossero interrotti (anche in fase di cantiere) e ad oggi sono in stato di abbandono.
La Stazione di Sci Sierra Nevada è considerata, soprattutto nel periodo invernale, una destinazione turistica di grande importanza dato che è l'unica stazione sciistica in un raggio di quasi 500 km. Anche se nel periodo estivale l'affluenza è molto minore, continua a essere una meta per coloro che amano la natura. Per dare alcuni dati: nella stagione invernale 2015-2016 la stazione di Sci di Sierra Nevada accolse 820.000 visitatori, dei quali 635.000 furono sciatori e 185.000 turisti non sciatori, tuttavia le condizioni climatiche non permisero l'apertura completa delle piste dovuto alla scarsità di precipitazioni in forma di neve. Da un'altra parte durante la stagione estiva dello stesso anno, la Stazione accolse 41.700 visitatori.
Il Pradollano, nucleo abitato della Stazione di Sci subì il maggior sviluppo urbanistico nel periodo 1985-1996, anno nel quale si organizzò il Campionato Mondiale di Sci Alpino. Durante questo periodo, grazie alle risorse economiche esistenti e tenendo conto del evento a livello internazionale che si sarebbe svolto a Pradollano, i fabbricati costruiti furono numerosi e poco coerenti con le idee originarie dei primi palazzi attorno alla piazza. Il risultato furono palazzi multipiano (fino a 10 piani) di bassa qualità architettonica e con poca attenzione posta nel contesto naturale circondante. L'interesse fu posto sul piano economico anziché sul valore architettonico dei fabbricati.
Attualmente, l'affluenza dei veicoli particolari a Pradollano è esagerata, provocando la costruzioni di diversi parcheggi. Tali spazi sono, in alcuni casi, molto estesi e di bassa qualità.
Dunque, il mio obiettivo è stato capire la storia del luogo per poi analizzarla e infine progettare uno spazio che sia in grado di rivalorizzare un'area a destinazione parcheggio.
Perciò, da una parte il presente lavoro studia la storia e l'evoluzione dell'area della Sierra Nevada in generale, e del Pradollano in particolare, per mettere in luce cosa è significato per la città di Granada e come è stata vista, sentita e percepita la Sierra Nevada e il Pradollano nel susseguirsi degli anni. Da un'altra parte, ho studiato l'area del Pradollano, analizzandola dal punto di vista funzionale e orografico. Infine ho cercato di proporre un fabbricato più adatto all'orografia del terreno, rispettando il contesto naturale. Per portare avanti l'idea progettuale ho studiato alcuni architetti e alcuni dei loro progetti che hanno tenuto come punto di partenza e nodale l'orografia del terreno.
Relatori
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