Riflessione sull'autocostruzione
Clara Basile Bonzano
Riflessione sull'autocostruzione.
Rel. Marco Vaudetti, Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La ricerca che viene raccontata in questa tesi illustra la situazione abitativa in un contesto difficile con una serie di problemi dovuti a episodi di fragilità sociale su cui hanno pesato la crisi immobiliare e la crisi economica e occupazionale che stanno acquistando nelle città contorni sempre più gravi e drammatici.
L'assenza o la precarietà di un lavoro può impedire ad una famiglia di sostenere i costi della propria abitazione, che si tratti di un mutuo, di un affitto o dei costi di gestione, oppure possono essere le spese necessarie ad acquistare o a mantenere un alloggio a mettere in crisi il reddito di famiglie di fascia medio-bassa.
In questo momento storico si assiste alla diffusione di pratiche sociali autorganizzate che nell'inefficacia delle politiche pubbliche vogliono affermare il diritto di conquistare il proprio ambiente di vita come diritto di ogni persona alla sopravvivenza. Con questo lavoro di approfondimento si è presa in considerazione l'autocostruzione, l'auto recupero e l'auto ristrutturazione (pratiche accessibili da chiunque, anche da coloro che non hanno alcuna esperienza nel mondo dell'edilizia) come soluzione per fornire una casa a quelle fasce della popolazione che rischiano di essere emarginate (giovani e giovani coppie gravate da forme di precarietà e incertezze lavorative, famiglie numerose e monoreddito, anziani, immigrati, homeless, e persone che hanno vissuto in situazioni di reclusione).
È evidente che la casa assume un ruolo che si carica di una forte valenza sociale nel produrre inclusione o esclusione, nel prevenire o trattare forme di possibile marginalità.
La maggior parte dei casi internazionali raccontati più avanti sono il risultato di forme riuscite di collaborazione tra iniziativa autonoma degli abitanti, sperimentazione architettonica, sostegno istituzionale, imprese private, privato sociale e supporto delle scuole di architettura. In Italia si sono registrati casi di insuccesso, spesso dovuti proprio alla mancanza di collaborazione e di azione congiunta dei diversi enti politici e sociali coinvolti. Questi progetti (autocostruzione associata ed assistita) non arrivati al traguardo e che hanno coinvolto molti soggetti (famiglie riunite in cooperative, associazioni, onlus) mi hanno portato a considerare l'autocostruzione familiare come metodo per risolvere il problema della casa senza correre rischi di mancate erogazioni di fondi da parte delle Regioni, cattive gestioni dovute alle imprese coinvolte, discordanze nel coordinamento.
L'autocostruzione familiare o auto recupero familiare consiste nella costruzione o nel recupero di una o più unità immobiliari, grazie al lavoro della famiglia "committente" ossia quella che andrà ad abitarci, coadiuvata da un gruppo di amici-volontari.
È importante che l'architetto in qualità di garante di progetti tecnici ed estetici assuma tale ruolo e diventi figura indispensabile e di riferimento per la realizzazione adeguata di soluzioni abitative. Non può permettersi di ignorare queste importanti occasioni per migliorare/agire in aree urbane che, diversamente, sarebbero abbandonate a se stesse e all'incuria. Né, tantomeno, rinunciare alla sua vocazione di "artista dei volumi".
Attualmente l'autocostruzione familiare è praticata nella Regione Toscana, grazie alla Delibera della Giunta Regionale n.251 del 16 marzo 2015.
Dalla ricerca ho potuto verificare come l'autocostruzione familiare oltre a fornire una casa è una pratica attraverso la quale i costruttori mettono in gioco sé stessi per realizzare la propria abitazione. Il lavoro condiviso con i familiari coinvolge tutti gli elementi su un progetto concreto, favorisce uno scambio tecnico tra i vari membri portando ad una conoscenza completa della realizzazione della propria casa che diventa "creatura". Cresce l'autostima e l'orgoglio personale nell'osservare il risultato delle fatiche, delle attese e delle speranze
Relatori
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