INTRODUZIONE
L’architettura dei rifugi alpini oggi è un tema estremamente delicato e allo stesso tempo intrigante. L’edificio è in stretta relazione con il territorio circostante, più di quanto si possa immaginare; tutto ciò che di nuovo si inserisce in un ambiente d’alta quota va a variare l’equilibrio precariamente stabile che vi si trova. L’antropizzazione dell’ambiente alpino deve essere affrontata con estrema delicatezza, proprio perché ci troviamo in un luogo che di per sé è perfetto così e non avrebbe alcuna necessità di una costruzione in più o del passaggio dell’uomo.
Fondandosi su questa premessa, il progetto che si racconta all’interno di questa tesi, si muove sull’idea di vivere la montagna come tale dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente circostante, ma parallelamente la possibilità di viverla con il massimo comfort possibile.
È di fondamentale importanza sotto- lineare la location scelta per il caso studio, un luogo impregnato di storia e con una grande valenza paesaggistica: un punto di valico, di passaggio, un quadro naturale che si apre sulla valle sino a toccare la pianura e i laghi vicini, il posto scelto per i famosi studi sull’essere umano del professor Angelo Mosso, a pochi passi dalle stazioni funiviarie, in stretto collegamento con la Valle d’Aosta.
Dunque le motivazioni che hanno mosso questa scelta sono prima di tutto di carattere storico e legate fermamente al territorio: l’importanza della preesistenza ha fatto si che le mosse progettuali siano semplici e minimali, ma soprattutto gestite nell’ottica di una futura e possibile realizzazione.