Le opere di finitura nell'edilizia storica del borgo Maggiore di Garessio: identità e conservazione
Anna Lisa Rosano
Le opere di finitura nell'edilizia storica del borgo Maggiore di Garessio: identità e conservazione.
Rel. Maria Grazia Vinardi, Laura Palmucci, Fulvio Rinaudo. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Al confine con la Liguria, la più meridionale delle valli del cuneese è l'alta valle del Tanaro.
Il centro principale di questa valle è Garessio, situato in un'ampia conca montana tagliata dal fiume Tanaro.
Garessio è stato fin dalle origini un centro agricolo, grazie alla natura del terreno e questo, non solo permise la possibilità di un insediamento umano, ma anche la commercializzazione di prodotti locali verso i tenitori limitrofi.
Divenne un centro storicamente commerciale per via della sua collocazione sulle strade che dal Basso Piemonte vanno alla Riviera di Ponente: Garessio, infatti, era un punto obbligato di transito e l'andamento allungato dei vari borghi nel senso di marcia dal colle di Casotto al colle di San Bernardo ne è una dimostrazione.
La sua crescente importanza economica fece sì che molte persone vi si trasferissero aumentando la densità abitativa, ed essendo un nodo strategico insostituibile, fu teatro di contese per il suo dominio, il quale fu conquistato nei secoli da vari potenti marchesati che lasciarono la traccia del loro passaggio sul tessuto edilizio, in special modo del Borgo Maggiore, nato per necessità difensive e, poi, divenuto centro principale del feudo. Così col tempo fu eretto il castello, le mura, il ricetto con il formarsi di un piano urbanistico edilizio leggibile ancora oggi.
Fu, quindi, centro agricolo, commerciale e strategico fino a quando nel XIX secolo vide le prime tracce dell'industrializzazione.
La realizzazione della ferrovia Ceva- Garessio- Ormea nel 1863 contribuì non poco alla forte industrializzazione della vallata e di Garessio in particolare.
Divenne fra Otto e Novecento un centro assai industrializzato, e questo condizionò la situazione sociale e politica permettendo un discreto livello di vita e modernità agli abitanti, inoltre il turismo, indotto dall'acqua San Bernardo e dall'ambiente naturale, rappresentò ulteriore benessere.
Per tutti questi motivi, Garessio ebbe il suo momento di massima espansione demografica, industriale ed edilizia agli inizi del '900, ma poi le guerre mondiali e la crisi economica fecero chiudere molte fabbriche e molte persone dovettero emigrare.
Garessio, così, da importante centro qual'era incominciò dapprima a spopolarsi e poi col tempo a degradarsi.
Attualmente Garessio si presenta composto da quattro borgate principali, già esistenti nel XVI secolo, e da innumerevoli frazioni che si irradiano dalla pianura del Tanaro ai rilievi collinosi prospicienti, testimonianza dell'espansione territoriale avutasi nel tempo.
Il suo centro storico , ossia il Borgo Maggiore, è l'emblema della crisi che ha colpito Garessio nel secolo scorso.
Questo borgo, oggi, si presenta "invecchiato" e trascurato, anche se sono in corso una serie di progetti di restauro e di recupero del tessuto, in parte finanziati con contributi pubblici, finalizzati alla riqualificazione dell'antico borgo e alla sua valorizzazione come meta di percorsi turistici.
L'analisi condotta in questa tesi ha approfondito gli aspetti formali ed architettonici degli edifici prospicienti l'antica via Maestra, l'attuale via Cavour in quanto, in passato, era stata il luogo principale dell'attività del Borgo, e in essa sono ben visibili le varie fasi costruttive che si sono susseguite nel tempo.
Da questo studio è emerso che gli edifìci prospicienti questa via non sono ubicati in maniera casuale, ma si sviluppano seguendo le curve di livello del promontorio del castello, il quale domina il sottostante borgo, dispiegando una disposizione sul terreno che segue un vero e proprio schema difensivo, leggibile ancora oggi.
Tra gli aspetti di questo lavoro si segnala l'attenzione alle tecniche costruttive utilizzate in via Cavour, finalizzata alla conoscenza e alla conservazione di questo scenario urbano, attraverso la descrizione delle caratteristiche degli edifici e il rilievo delle facciate. Quest'ultimo è stato ottenuto sia con misurazioni in loco e sia con l'ausilio del metodo del raddrizzamento digitale fotogrammetrico.
Si è potuto riscontrare il principale utilizzo di tecniche tradizionali e materiali locali, ma anche l'infelice inserimento di interventi, effettuati in questi ultimi anni, con tecniche e materiali moderni poco consoni con l'ambiente.
Passo successivo è stato un'analisi più approfondita dei prospetti per indagare le cause che hanno provocato il loro degrado, ottenendo così le informazioni utili per comprendere le principali problematiche insite in questo contesto.
Da questa analisi delle tecniche costruttive e della criticità di via Cavour sono scaturite delle indicazioni circa le possibilità di intervento atte a ripristinare valenze architettoniche simboliche di un passato, stravolte da varie contingenze temporali.
In questo studio non poteva mancare, infine, la catalogazione degli elementi significativi che caratterizzano le facciate di via Cavour, onde creare un repertorio di riferimento per successivi interventi.
Questa tesi, che dal generale al particolare ha cercato di analizzare uno scenario urbano qual è vìa Cavour a Garessio, non ha la presunzione di dare soluzioni e norme precise, ma di risvegliare l'attenzione su un tessuto edilìzio minore, ma pur sempre simbolo di una particolarità storica e territoriale.
Relatori
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