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Natoli, Luca

Riqualificazione urbana di Italia '61, Torino : Palazzo del Lavoro.

Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile, 2016

Abstract:

PREMESSA

L' Esposizione internazionale organizzata a Torino nel 1961 per il centenario dell'Unità d'Italia è rimasta nella memoria collettiva come una grande prova di efficienza e di capacità organizzativa.

In un'area all'epoca in periferia e che in quegli anni si avviava a diventare una delle capitali dell'Europa industriale, vennero edificati modernissimi spazi espositivi, progettati dai più famosi architetti dell'epoca, che costituiscono la prova più evidente della capacità di pensare e fare "in grande" di una Nazione che, appena quindici anni prima, era uscita assai provata da una delle guerre più disastrose della storia.

Tra questi edifici il Palazzo del Lavoro è considerato uno dei capolavori dell'architettura del Novecento e per questo molto studiato e visitato da cultori di storia dell'architettura contemporanea, docenti e studenti di università italiane e straniere.

In qualità di studente di architettura non ho potuto esimermi dal provare grande fascino per questo edificio torinese, concepito per celebrare i miti del progresso economico e industriale dell'Italia del dopoguerra.

Il recente incendio che ferisce questo capolavoro, che altro non è se non l'ultimo atto di un triste percorso di progressivo abbandono, mi ha spinto a voler approfondire la mia conoscenza su questo capolavoro, a partire la storia nella fase successiva all'utilizzo per ¡1 quale era stato progettato e quali i temi connessi al progetto e al suo utilizzo nel tempo. Mi sono così trovato sempre più interessato e coinvolto da volermi impegnare anche nella ricerca di una nuova funzione, pur consapevole delle difficoltà che mi si sarebbero presentate nel volermi cimentare a riempire di contenuti un contenitore non concepito per ospitare gli stessi.

Già all'indomani dell'Esposizione si succedevano varie ipotesi di riutilizzo degli edifici costruiti per le manifestazioni del centenario e questo riguardò in particolare modo il Palazzo del Lavoro che però Molte delle proposte avanzate non videro però mai la realizzazione.

All'inizio del mio lavoro mi sono prefissato degli obiettivi, quali:

- Ridare dignità all'edificio

- Consegnarlo ad una reale fruizione collettiva

- Creare continuità e armonia tra l'edifico e il parco adiacente

- Porre particolare attenzione alle tematiche della sostenibilità

Per il raggiungimento di detti obiettivi ho cercato di utilizzare metodologie congrue ed efficaci.

Riguardo al primo obiettivo si è tenuto conto del fatto che l'edificio risulta vincolato dal 2011, quindi si è dovuta prestare particolare attenzione agli interventi sull'involucro esterno e all'interno si è provveduto a dare rilievo alla struttura "fungiforme" originaria. Per quanto riguarda la possibilità di una fruizione collettiva (secondo obiettivo), considerata la vastità del volume è risulto difficile pensare a una sola funzione, quindi si è optato per l'inserimento di un mix funzionale (attività commerciali, terziario, spazi espositivi, auditorium/centro congressi).

L'armonia tra l'edificio e il parco (obiettivo tre), si è cercato di crearla eliminando il recinto perimetrale che delimita l'area in modo da favorire la compatibilità tra le due aree.

Per quanto riguarda il quarto obiettivo, c'è da considerare che qualunque progetto di trasformazione deve fare i conti con il problema dei costi a partire dal recupero del manufatto, alla sua gestione e alla sua funzione.

Il recupero, inteso come un vero e proprio restauro architettonico, riguarderebbe maggiormente l'involucro esterno con le sue componenti tecnologiche di facciata tra cui anche la sostituzione dei vecchi serramenti esistenti che richiederebbe un costo molto elevato, infatti se si optasse per l'intera sostituzione delle componenti vetrate, ci troveremmo davanti il problema del riscaldamento/ raffrescamento dell'intero volume di nuovo con costi elevati da qui, l'idea progettuale di considerare il complesso come una grande piazza coperta in cui costruire una serie di volumi indipendenti con questa soluzione non si rende necessaria la sostituzione delle vetrate perimetrali ottenendo, così, un risparmio in termini economici.

Relatori: Silvia Gron
Soggetti: A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
A Architettura > AO Progettazione
A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4839
Capitoli:

0.Premessa

1.Storia di un'esposizione: Italia ' 61

-evento

-il sito

2.Il parco e i suoi spazi

-il palavela

-i padiglioni delle regioni

-il circarama Disney

-la monorotaia

-la funivia panoramica

3. Il palazzo del lavoro

-il concorso

-I' assegnazione del progetto

4.Pier Luigi Nervi

-maestro e costruttore

5. La tipologia costruttiva

-componenti tecnologiche

-"funghi", solaio isostatico, vetrate -frangisole

-il cantiere

6.Il palazzo del lavoro: ieri e oggi

-cronistoria di una vita grama

-stato di fatto

-la riqualificazione del Palazzo del Lavoro (delibera Comunale Gennaio 2016 )

- Analisi urbana

-morfologia

-città "manufatto":

-edifici primari

-tracciati

-residenza - commercio

-verde urbano

8.Ipotesi progettuale

-definizione ambito di progetto

-concept funzionale

-il progetto architettonico

9.Conclusioni

- Bibliografa

- sitografia

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

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www.comuneditorino.it

www.gaeaulenti.it

www.docomomo.it

www.ilgiornaledellarchitettura.org

www.larepubblica.it

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