Il nostro intento, sin da subito, è stato quello di progettare un edificio che ha da sempre ricoperto un ruolo rilevante nell’architettura e nell’evoluzione del paesaggio italiano: la cantina vinicola. La sfida più grande è stata quella che abbiamo affrontato con noi stessi, quali laureandi della facoltà di architettura e appassionati di enologia. La fase più complicata è stata l’ideazione di una cantina che soddisfacesse le nostre fantasie, immedesimandoci in una committenza esigente e severa, che ha ancora impresse nella mente le cantine visitate sul territorio italiano: più che luoghi in cui si trasforma l’uva in vino, delle vere e proprie opere architettoniche di valore indiscutibile.
Partendo da questi presupposti abbiamo iniziato la ricerca dell’edificio adatto sul quale intervenire. La scelta è ricaduta sul complesso della Tenuta Olim Bauda, presso Incisa Scapaccino in Provincia di Asti. Ma perché proprio questa cantina a discapito di tutte le altre presenti in abbondanza sul territorio piemontese? Per prima cosa ci ha dato la possibilità di lavorare su di un agglomerato di edifici tra i quali spicca la villa padronale, avente valenza storica ed architettonica, che ci consente di mettere a frutto le nozioni apprese durante il nostro percorso di studi. In secondo luogo la collocazione della cantina vinicola ci ha permesso di affrontare la riqualificazione di un edificio a destinazione d’uso produttivo, che si relaziona con una dimora storica e conseguentemente con i suoi canoni stilistici. In ultima battuta il fattore che ci ha attratti verso la Tenuta Olim INTRODUZIONE
Bauda più di ogni altra cosa è la sua posizione geografica.
Dopo l’ammissione di Langhe, Roero e Monferrato all’interno del patrimonio Unesco, avvenuta nel Giugno 2014, il comune di Incisa Scapaccino e i territori limitrofi si son trovati in una posizione di estrema vicinanza all’area tutelata dall’Unesco, senza però farne parte. Tutto ciò ci ha dato la possibilità di intervenire su di un area edificata che non ha l’obbligo di adeguarsi a livello normativo alle Linee guida Unesco ma che, nel nostro caso, prova a “sognare in grande" ed essere all'altezza dei territori considerati Patrimonio dell’umanità.