Il fenomeno delle stazioni ferroviarie impresenziate e il caso della linea ferroviaria Cuneo-Limone Piemonte
Luca Savastano
Il fenomeno delle stazioni ferroviarie impresenziate e il caso della linea ferroviaria Cuneo-Limone Piemonte.
Rel. Silvia Gron, Fulvio Rinaudo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Questa tesi nasce con l'obiettivo principale di analizzare il fenomeno delle stazioni ferroviarie impresenziate presenti sul territorio italiano e più in dettaglio in Piemonte e Valle d'Aosta.
Ma cosa sono le stazioni impresenziate?
Per stazioni impresenziate si intendono quelle strutture in cui non opera più il personale ferroviario addetto alla circolazione dei treni e ai servizi commerciali annessi. Questo fenomeno nasce a metà degli anni Ottanta con l'evolversi della tecnologia che ha pian piano dato meno importanza al ruolo dell'uomo all'interno delle stazioni fino a farlo scomparire del tutto.
Ad oggi sono circa 1.900 le stazioni impresenziate presenti sul territorio italiano e si tratta per lo più di luoghi abbandonati e degradati che influiscono negativamente anche sulle dinamiche delle città.
Sono da distinguere due tipologie principali di fenomeno; quello delle stazioni impresenziate su linee attive e quello delle stazioni impresenziate su linee disattive. Nel primo caso vi è ancora la presenza dei passeggeri dei treni che sfruttano la presenza del fabbricato, nel secondo caso invece il fabbricato è abbandonato a se stesso e spesso in condizioni di sicurezza precarie.
Questo fenomeno risulta molto importante e problematico considerando l'importanza che hanno nelle città le stazioni e al ruolo che esse hanno avuto nel corso dell'ultimo secolo; la stazione infatti è stata considerata per molti come una delle "porte della città" in quanto è il primo punto di accesso da parte di visitatori e turisti.
Per cercare di risolvere i problemi annessi alle stazioni impresenziate il Gruppo RFI negli ultimi anni ha promosso un'iniziativa legata alla riorganizzazione e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato concedendo tramite contratti di comodato d'uso gratuito alle associazioni e ai comuni questi immobili affinché siano avviati progetti sociali che abbiano ricadute positive sul territorio e per la qualità dei servizi offerti nelle stesse stazioni previa presentazione e approvazione del progetto di riqualifica.
Di queste circa 345 stazioni sono già state cedute in comodato e sono stati avviati diversi progetti di riqualifica del patrimonio ferroviario abbandonato.
Da questa iniziativa del Gruppo RFI nasce l'idea di poter ipotizzare attraverso questa tesi un progetto di riqualifica di una serie di queste stazioni collocate su una linea ferroviaria in modo da poter valorizzare sia il patrimonio ferroviario che la linea stessa.
La scelta è ricaduta sulle stazioni localizzate lungo la prima parte della linea Cuneo – Limone-Ventimiglia; più in particolare sul tratto Cuneo-Limone comprendente le stazioni di Borgo S. Dalmazzo, Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte. Questa linea ferroviaria, infatti, presenta diverse caratteristiche che hanno portato alla scelta di sviluppare il progetto in questo contesto.
La linea Cuneo - Limone - Ventimiglia risulta essere una delle linee di più antica realizzazione sul territorio italiano ed è caratterizzata dall'essere una linea internazionale in quanto parte di un asse ferroviario molto importante che attraversa l'intera Europa per terminare poi a Nizza sul territorio francese.
E' una linea prettamente ad utilizzo pendolare e in alcuni periodi dell'anno ad utilizzo turistico in quanto i territori dell'alta valle Vermenagna (composta dai comuni di Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte) risultano essere mete turistiche soprattutto nei mesi invernali grazie alla presenza degli impianti sciistici di Limone Piemonte. Negli ultimi anni questa linea è stata protagonista di un lungo e dibattito sulla dismissione della linea; in quanto viene considerata come una linea poco utilizzata e tecnologicamente arretrata per via di problematiche dovute all'elettrificazione della linea, infatti solo il tratto da Cuneo a Limone risulta elettrificato, mentre il tratto successivo in territorio francese non è elettrificato.
Visto il dibattito, le problematiche legate alla linea, e l'enorme potenziale della linea stessa si è pensato di sviluppare il progetto in modo da poter valorizzare sia la linea che il patrimonio ferroviario legato alle stazioni elaborando un progetto che possa essere ripetuto in altri casi.
Relatori
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