L'evoluzione degli spazi dell'abitare, la progettazione modulare e le tecniche di prefabbricazione : un progetto residenziale a cellule tridimensionali nel quartiere Kreuzberg a Berlino
Giuseppe Tempestini, Marco Bracchitta
L'evoluzione degli spazi dell'abitare, la progettazione modulare e le tecniche di prefabbricazione : un progetto residenziale a cellule tridimensionali nel quartiere Kreuzberg a Berlino.
Rel. Gustavo Ambrosini, Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Cosa significa abitare oggi? Quali sono stati gli stereotipi del secolo scorso? E quali le prospettive per il futuro?
La tesi di laurea apre la trattazione partendo da questi presupposti, consapevole che indaga un tema la cui vastità letteraria è ampia ed articolata.
Comincia dalla constatazione che il fenomeno dell'abitare non può limitarsi semplicemente alle attività residenziali, ma che esiste una fenomenologia del concetto che si estende a tutte le sfere della vita quotidiana: da quella lavorativa a quella relazionale, da quella ospitale a quella emergenziale. Ovviamente la trattazione non si esaurisce solamente indicando quale riferimento le condizioni appena citate, ma si articola esponenzialmente coinvolgendo campi e uomini di ricerca che ben meglio di questo contributo possono trattare il tema, argomentando condizioni ricche di variabili e proponendo soluzioni altrettanto variegate.
Compito di questo studio è però cercare di trarre dalla filologia del concetto un percorso lineare e coerente che possa stilare un quadro complessivamente coeso. Si elaborerà quindi una trattazione teorica non troppo esigente di ricercare nuove e più erudite interpretazioni del concetto, ma che comunque, in questa sede, verrà osservato non tanto nella sua globalità, ma in una specificità più intuibile, maggiormente comprensibile, che riguarda appunto la domesticità dell'abitare, la sua accezione residenziale.
Si porrà l'attenzione al XX secolo, ricco di nuove sperimentazioni da parte di grandi maestri dell'architettura, che con il loro contributo hanno gettato le basi per alimentare riflessioni sulla vivibilità degli spazi domestici, sulla loro ampiezza e distribuzione; partendo questi, dalla constatazione che il "movimento moderno" e l'evoluzione sociale che con esso si manifestava, postulavano un nuovo quadro esigenziale non più compatibile con tipologie di dimore che progressivamente si avviavano all'obsolescenza.
La "modernità" infatti imponeva nuovi standard qualitativi.
Il taylorismo è ormai un fenomeno consolidato, l'istruzione comincia ad essere accessibile anche alle fasce più deboli della popolazione e le scoperte tecnologiche cominciano a semplificare la vita della gente, oltre che naturalmente, produrre nuovi modelli di consumo.
La donna si emancipa, ricerca maggiore qualità nella fruizione domestica, in quanto soggetto deputato alla responsabilità della gestione familiare.
Si sviluppano nuovi arredi, nuovi accessori per la casa, ed anche essa stessa muta negli spazi e nelle modalità di fruizione.
Un processo questo che, sebbene decisivo ed importantissimo, ha prodotto i suoi effetti più significativi forse fino al secondo dopoguerra mondiale.
Da allora infatti, nonostante l'incremento demografico ed ulteriori mutazioni nella struttura sociale, poco o niente sembra essere cambiato nella condizione dell'abitare, che invece sembra aver subito una immobilità tipologica, distributiva e spaziale pressoché immutata, ad eccezione di pochi ed onerosi interventi.
Eppure oggi, non solo la qualità della vita, ma anche la società sta subendo numerosi ed importanti cambiamenti.
La flessibilità è condizione necessaria e non sufficiente per riuscire a lavorare, la mobilità di conseguenza si è incrementata moltissimo a dispetto di una stazionarietà che fino a venti anni fa era un presupposto quasi esistenziale. Anche la famiglia è mutata: le parentele si allargano e stringono con molta più frequenza rispetto al passato e di conseguenza le case, ospitano flussi di gente variabili e raramente definiti.
Anche la tecnologia gioca un ruolo importante, oggi sempre più presente ed indispensabile.
Di fronte a questi ed altri presupposti di cui si tratterà successivamente con maggiore attenzione, la residenza non ha modificato asset né standard né configurazione tipologica, risultando spesso inadeguata a soddisfare il sempre crescente bisogno o desiderio di adattabilità.
Quali scenari quindi per il futuro?
Ovviamente non è semplice riuscire a dare una risposta esaustiva, ma si possono soltanto ipotizzare delle possibilità.
Sicuramente, un ruolo determinante sarà assunto dagli interventi di retrofit nei confronti del patrimonio residenziale esistente, ma nuove quinte stanno comunque delineandosi: talvolta con timidezza altre volte con maggior rigore. Sono infatti numerosi gli esempi contemporanei ma proiettati al futuro: esempi che indagano nuove forme dell'abitare, ma che esplorano anche prospettive utili per affrontare ulteriori condizioni quali le emergenze e le simbiosi architettoniche per citare alcuni esempi.
E tanti sono gli architetti e gli istituti di ricerca che con il loro lavoro stanno riuscendo a dare un contributo significativo indirizzato ad aprire nuovi dibattiti, più consapevoli e produttivi rispetto ai numerosi fenomeni di speculazione edilizia che ancora con persistenza si presentano nelle nostre aree urbane e periurbane.
Ci si concentrerà anche su nuovi possibili scenari insediativi di tipo sociale che rientrano oggi nella sfera dell'abitare domestico: un contributo in questo senso proviene dalle esperienze soprattutto europee di co-housing e social housing, che sempre più si stanno diffondendo, provando a restituire dignità alla potenziale qualità aggregativa propria del vivere in comunità, o comunque in contesti socialmente attivi.
La tesi offre quindi, in quest'ottica e dopo una premessa teorica, una possibile proposta in linea con le esigenze della contemporaneità; che utilizzi la prefabbricazione e la modularità come presupposto costruttivo, l'efficienza energetica quale presupposto ambientale e la co-residenzialità quale presupposto sociale.
Per far questo ci si avvalerà di timeline redatte dagli autori e di contributi teorici che cercheranno di approfondire gli aspetti legati agli edifici modulari, alle sperimentazioni avvenute nel campo della prefabbricazione e delle tecnologie in legno, non senza citare contributi da parte di autori in riferimento a modelli progettuali da seguire per riuscire a progettare edifici composti da un elevato tasso di prefabbricazione e modularità, quali ad esempio possono essere gli edifici a cellule tridimensionali. Ci si avvarrà anche di casi studio che serviranno agli autori per meglio comprendere le dinamiche progettuali effettivamente avvenute, e si analizzeranno le modalità costruttive di questi edifici, ma anche le modalità spaziali e distributive.
Il legno ed il sistema costruttivo X-Lam in particolare saranno approfonditi per una serie di motivi tra i quali: il prodotto è stato da poco inserito nel mercato delle costruzioni, utilizza il legno quale materia per la sua strutturazione, presenta facile modalità di impiego, vi sono buone possibilità realizzative ma anche di sperimentazione, possiede una certa flessibilità costruttiva etc. Pur trattandolo più specificatamente, in questa premessa ci si limita a dire che è un prodotto nato dall'assemblaggio di pannelli in legno multistrato incrociati, in grado di avere funzione portante ed essere integrati in un pacchetto tecnologico più complesso.
Tramite la progettazione di edifici a cellule tridimensionali si esploreranno criteri costruttivi che tengono conto di strumenti di progettazione empirici e verificati negli anni e nelle possibilità, si indagheranno le metodologie costruttive afferenti alla tecnologia che si è deciso di tenere in considerazione e, dopo un'attenta analisi di casi studio storici e contemporanei, si proverà ad immaginare una possibilità applicativa e progettuale attraverso la partecipazione ad un concorso di idee e progettazione riservato a studenti e giovani porgettisti, il cui tema corrisponda con le nuove esigenze dell'abitare, in termini di flessibilità intrinseca del progetto ma anche di co-residenzialità.
Concorso che più nello specifico prevede la progettazione di un complesso residenziale misto e quindi per utenza di diverso tipo a Berlino, nel quartiere Kreuzberg.
Ovviamente l'esercizio progettuale non si conclude soltanto con il concorso, ma da esso trae spunto per un approfondimento non solo in termini progettuali, ma anche tecnologici. Il fine ultimo pertanto non è da considerarsi come una ricerca fine a se stessa, ma invece come un umile contributo in un'ottica di neo modernizzazione in chiave contemporanea e sostenibile dell'abitare e delle possibilità costruttive, tecnologiche, sociali e di possibile innovazione connesse ad esso.
Relatori
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