Gli effetti territoriali del recente fenomeno migratorio nell'area biellese
Gabriele Businaro
Gli effetti territoriali del recente fenomeno migratorio nell'area biellese.
Rel. Alfredo Mela, Roberta Novascone. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
Introduzione
La tesi si propone di svolgere una ricerca sull'inserimento dei rifugiati nel contesto territoriale italiano, più precisamente nel biellese, prendendo atto del vortice di cambiamenti sociali e culturali che sta investendo la società odierna, focalizzandoci soprattutto sul problema dell'accoglienza e della situazione abitativa dei richiedenti asilo. Questo lavoro è il frutto di una ricerca sul sistema di accoglienza internazionale e italiano per richiedenti asilo e rifugiati, condotta sia a livello documentario sia come indagine sul campo attraverso interviste in profondità ad esponenti del settore pubblico, del settore privato e del terzo settore, volte ad avere un quadro ampio del fenomeno abitativo dei rifugiati che vivono nella città di Biella o nei comuni limitrofi. La tesi si sviluppa attraverso quattro capitoli che tentano di fare un'analisi multilivello per un inquadramento dell'argomento in termini legislativi, storico-politici e socio-demografici per poi focalizzare l'attenzione sui risultati prodotti dall'indagine.
Nel primo capitolo si indaga il fenomeno migratorio nel suo complesso, dal punto di vista dei numeri di rifugiati coinvolti negli arrivi, delle nazionalità coinvolte, dei maggiori paesi di provenienza dei richiedenti asilo e dei maggiori cambiamenti che stanno avvenendo in Italia a seguito dell'arrivo di queste persone. Successivamente si farà un'analisi specifica del contesto biellese, cioè confrontando i numeri generali internazionali, italiani, con quelli specifici del territorio oggetto di indagine, in quanto le dinamiche che si possono creare all'interno di un contesto di dimensione modeste è diverso da contesti molto più allargati e più interconnessi. In questo capitolo sarà infine analizzato il contesto storico politico e normativo al fine di comprendere le modalità di valutazione e di giudizio, nei confronti dei richiedenti asilo, delle diverse autorità che controllano e riconoscono il diritto ad una protezione e le percentuali di soggetti accolti dopo le varie valutazioni sul loro status. L'argomento verrà affrontato mettendo a confronto le normative italiane ed europee, verificando di pari passo come la politica italiana abbia adeguato gli standard di riconoscimento e di accoglienza dei rifugiati e come accordi di politica estera possano aver influenzato il riconoscimento della protezione di persone provenienti da determinati Paesi. Si passerà poi ad analizzare il sistema nazionale di accoglienza nella sua complessità e ad esaminare il sistema di accoglienza del territorio biellese, un sistema che, come vedremo in seguito, presenta tutt'oggi enormi lacune, contraddizioni, ritardi e questioni irrisolte e problematiche. In questo capitolo si cercherà di evidenziare a quanti passaggi valutativi il rifugiato debba essere sottoposto prima di veder riconosciuto il proprio status, e quanti attori istituzionali devono prendere parte a queste valutazioni e autorizzazioni, considerato che l'iter è complesso, molta è la burocrazia, le valutazioni dei diversi enti sono differenti e adottano criteri e giudizi non sempre coerenti tra loro. Bisogna sempre rispettare i diritti umani e civili, sanciti da normative internazionali e nazionali, ma spesso le esigenze dettate dalle politiche di contrasto all'immigrazione irregolare non sempre si conciliano; la sensibilizzazione alla tematica dei rifugiati non è sempre adeguata tra gli operatori impiegati negli enti e la loro formazione non è in generale ritenuta una priorità, in quanto si assiste a soggetti che operano nel campo dell'accoglienza e dei flussi migratori provenienti da professionalità pregresse molto diverse e lontane da questi temi.
Il secondo capitolo invece sarà incentrato sull'analisi del contesto territoriale biellese, dal punto di vista geografico-morfologico, economico e socio-demografico, indagando le dinamiche insediative delle persone rifugiate. È utile un'analisi di questo tipo poiché i fenomeni migratori hanno scenari diversi in base ai luoghi in cui si verificano. Analizzare invece il contesto economico del territorio è utile per comprendere in che situazione si trova il biellese, soprattutto dopo la crisi economica mondiale. In un periodo infatti in cui la disoccupazione è altissima e il malcontento è ai massimi livelli, i flussi migratori come possono essere considerati? E i servizi e le occasioni che vengono offerti dal territorio sono sufficienti per un discorso di integrazione o il territorio viene solamente sfruttato per un periodo temporaneo? Questi alcuni interrogativi che si cercheranno di spiegare e comprendere durante il capitolo iniziale. L'ultima analisi del secondo capitolo è incentrata sul contesto socio-demografico, in quanto flussi migratori continui incidono di più su alcune zone e comuni, osservando che in alcuni casi c'è una percentuale del 40% (esempio Zimone; Osservabiella, 2015) di immigrati rispetto alla popolazione residente. L'analisi quindi della popolazione nei vari comuni e delle persone immigrate può far comprendere alcune dinamiche di integrazione o segregazione che si creano nei diversi contesti. Queste analisi sono necessarie per comprendere appieno sia il contesto in cui l'indagine è stata svolta, sia le soluzioni adottate per far fronte all'emergenza rifugiati.
La terza parte della tesi cercherà di approfondire la metodologia ed il modo in cui sono state reperite le informazioni e come sono state utilizzate le interviste in profondità ai differenti attori che lavorano a contatto con i rifugiati. La traccia di intervista seguita con
gli interlocutori è mirata a far emergere in quali strutture sono stati inseriti i rifugiati, quali possono essere le mancanze o le carenze nel sistema di accoglienza e nella procedura di riconoscimento della protezione ottenuta, quali cambiamenti e quali progetti sarebbero più utili per gestire la questione abitativa e integrativa di queste persone.
Nel quarto capitolo, oltre ad una descrizione delle diverse tipologie di centri di accoglienza e di centri di trattenimento, attraverso i quali è strutturato il sistema di accoglienza per i richiedenti asilo in Italia e nel biellese [Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA ), Centri di Accoglienza (CDA), Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) e Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR)], si concretizza il tema della tesi sull'accoglienza e sulle situazioni abitative vissute dai rifugiati nella provincia di Biella. Verranno analizzati i piani e i progetti nazionali e locali per far fronte al problema dell'accoglienza e dell'abitazione e conseguentemente dell'integrazione dei richiedenti asilo nel territorio, tenendo conto del momento di crisi che investe l'Italia e il territorio locale da qualche anno, non solo per i rifugiati ma anche per gli stessi cittadini e abitanti.
Va, infine, precisato che, data la vastità di implicazioni che la materia presenta, si sono voluti evidenziare quelli che, a mio parere, rappresentano i nodi fondamentali della questione e dunque si è concentrata l'attenzione sulla fase di arrivo, ingresso nel territorio ed accoglienza dei richiedenti asilo, sulle strutture necessarie ed utilizzate e sulla possibile integrazione di queste persone una volta concluso il loro iter, tralasciando altri aspetti, sebbene importanti, come il ricongiungimento familiare, le procedure di identificazione dei soggetti e di trattamento dei dati personali ed il rimpatrio. Inoltre la trattazione di un tema così attuale e in continua evoluzione presenta notevoli difficoltà nella reperibilità delle informazioni, in quanto la maggior parte deriva da notizie tratte da giornali e riviste, oppure da manuali informativi redatti dal Ministero dell'interno o da organi internazionali. Più carente è la parte di letteratura specialistica su questo tema in quanto sociologi e autori stanno ancora dibattendo e gli scritti riguardo alle recenti migrazioni sono pochi.
Relatori
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