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Caniggia, Chiara

Thomas Jefferson architetto e archeologo.

Rel. Donatella Ronchetta. Politecnico di Torino, NON SPECIFICATO, 2006

Abstract:

L'idea iniziale, su cui si sono basate le prime ricerche, è stata quella di approfondire il ruolo di Thomas Jefferson

nel campo archeologico. Da questa prima analisi è emersa una figura decisamente complessa, che, nel corso della propria

vita, si è occupata di vari settori culturali, architettonici e politici: a seguito di questo esame si è pensato di dare

al lavoro di tesi un respiro più ampio e di incentrare la ricerca sulla discussione intorno ad alcune questioni relative

al mondo culturale su cui si strutturò la nascente nazione americana all'indomani della Dichiarazione d'Indipendenza

(4 luglio 1776). I padri fondatori erano figli della cultura classica e illuministica europea; su questi principi fondarono

la carta costituente e impostarono la vita culturale della giovane nazione.

I dettami propri del mondo classico, filtrati attraverso i trattatisti rinascimentali e rielaborati nel XVIII secolo in una

serie di architetture e piani urbani, si ripercuotono anche nell'ambito più specifico della pratica dell'architettura e

dell'urbanistica, temi fondamentali in un momento in cui nascevano le nuove città, simbolo dello spirito della nazione per

i suoi cittadini e per il resto del mondo.

Thomas Jefferson (1743-1826), autore della Dichiarazione d'Indipendenza e terzo presidente degli Stati Uniti, fu uno dei

massimi esponenti di questa corrente di pensiero. I suoi molteplici interessi e studi, che spaziavano dalla filosofia

all'archeologia, e la conoscenza diretta del mondo europeo acquisita nel lungo soggiorno in Francia come ambasciatore degli

Stati Uniti (1784-1789), contribuirono a strutturare i principi della

sua azione politica che influenzò le scuole di pensiero nel campo dell'architettura, dell'urbanistica e dell'archeologia

indigena, nonché della ricerca storica e filosofica.

Con Jefferson nasce la figura dell'architetto-professionista in un contesto sociale in cui l'architettura era appannaggio di

maestranze di origine europea poco specializzate che adattavano materiali reperibili localmente a tipologie e tecniche importate

dalla madrepatria. Si originava, così, un catalogo variegato di edificazioni e piani urbani che, pur rifacendosi a modelli

consolidati, erano approssimativi nel progetto e nella realizzazione e non cooperavano alla creazione di un modello nazionale

di riferimento. Jefferson era invece convinto che la nazione, composta da cittadini diversi per tradizioni, origini e credo

religioso, avesse bisogno di un'immagine urbana e architettonica che, fondandosi sugli elementi classici di riferimento,

soprattutto quelli proposti dalla Roma repubblicana e rivisitati dal Palladio, si proponesse come manifesto unificante e

rappresentativo del popolo americano, sia nei confronti degli stessi cittadini americani, sia nei confronti delle altre nazioni.

Jefferson si impegnò nello studio delle tradizioni e della cultura degli indiani

d'America, dando inizio ad una stagione di analisi dirette e scavi archeologici degli

insediamenti indigeni, soprattutto necropoli. Egli infatti riteneva fondamentale la

costituzione di un patrimonio culturale riferito alla terra su cui il popolo americano si

era insediato, anche in riferimento alle popolazioni indigene a cui, peraltro, rifiutava

l'identità di popolo nativo. Il suo era, dunque, il tentativo di appropriarsi, a nome del

nascente popolo americano, del vissuto di quella terra, assorbendo come cultura propria

anche il passato di una civiltà indigena che, comunque, lasciava ai margini della nuova

epopea americana.

Il suo impegno in campo archeologico viene ricordato più che per la quantità degli scavi effettuati, per le modalità con cui

furono condotti, utilizzando quello che ora è definito come pratica scientifica il metodo stratigrafico, anticipando, in questo

senso, di più di un secolo l'applicazione di tale tecnica. Infatti, Jefferson, applicando per la prima volta la stratigrafia

ad una ricerca archeologica, sul sito virginiano di una necropoli indigena, conduce lo scavo di un tumulo individuando una

sequenza cronologica attraverso l'identificazione della successione degli strati.

La sua attenzione alle metodologie archeologiche lo porta anche a sostenere e a diffondere l'uso della dendrocronologia,

applicata per la prima volta alla fine del '700, a Marietta (Ohio), dal Generale Rufus Putnam durante l'indagine di un altro mound,

come metodo scientifico per la datazione dei manufatti, forte anche dell'autorità acquisita come presidente della Società Filosofica Americana.

L'indagine su questi temi è risultata piuttosto complessa, mancano infatti studi specifici sull'argomento e la stessa bibliografia di

riferimento, rappresenta un risultato parziale dal quale partire per ulteriori approfondimenti.

Muovendosi su un terreno così poco esplorato, l'indagine ha dovuto dotarsi di conoscenze preliminari che costituissero lo strumento per

analizzare i casi specifici. Si è così seguito un percorso di conoscenza del mondo culturale americano del XVIII per arrivare all'esame

della specifica azione di Thomas Jefferson negli ambiti definiti dell'architettura, dell'urbanistica e dell'archeologia, da cui è emersa

la grande influenza che la sua opera ha avuto nella costituzione della cultura unificante del popolo americano, così come noi lo conosciamo.

Relatori: Donatella Ronchetta
Parole chiave: archeologo - processo costruttivo - Thomas Jefferson -
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
ST Storia > STB Archeologia
Corso di laurea: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/462
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-Thomas Jefferson Papers: an electronic archive:http://www.thomasjeffersonpapers.org/

-University of Wisconsin Digital Collection:http://digital.library.wisc.edu/171 l.dl/DLDecArts

FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI

-The Thomas Jefferson Papers (American Memory from thè Library of thè Congress): http://lcweb2.1oc.gov/ammem/collections/jefferson_papers/

-Thomas Jefferson Papers: an electronic archive:http://www.thomasjeffersonpapers.org/University of Wisconsin Digital Collection:

http://digital.library.wisc.edu/1711.dl/DLDecArts

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