Indagini conoscitive finalizzate a interventi di riqualificazione della Caserma Amione in Torino
Silvia Barbara Baccaro
Indagini conoscitive finalizzate a interventi di riqualificazione della Caserma Amione in Torino.
Rel. Antonia Teresa Spano', Clara Bertolini Cestari, Manuel Fernando Ramello. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
Premessa
L’obbiettivo delle analisi conoscitive sulla Casermetta Giachino finalizzate al recupero e riuso dell’intero ambito AMIONE vogliono portare l’attenzione ai futuri decisori sullo stato di consistenza del manufatto e sulla rilevanza storico tecnica dei componenti architettonici.
Gli studi preliminari per il riutilizzo della Caserma Arnione costituiscono una base su cui costruire una nuova ipotesi progettuale per il futuro di una rilevante parte di territorio.
Poiché sono in corso trattative di cessione dell’area, ora di proprietà demaniale, alla città di Torino che ipotizzano scenari urbani che cambieranno il futuro di una porzione importante di territorio mi pare interessante, in questa fase di ricerca e di discussione, proporre un ulteriore soluzione progettuale che salvaguardi la preesistenza e che permetta la trasformazione secondo i parametri urbanistici previsti sul lotto.
L’opportunità di avvalersi dei contributi specialistici forniti dal Politecnico di Torino, oltre alla diretta collaborazione da parte dei responsabili del Museo Storico Nazionale di Artiglieria di Torino, è stata colta con l’obiettivo di rendere maggiormente efficiente il funzionamento e l’organizzazione di una consistente area situata al centro del contesto cittadino. Inoltre, è stata preziosa la consultazione dei documenti presenti all’interno dell’Archivio del Genio Militare, fondamentale per la ricostruzione storica e la contestualizzazione del sito.
Una volta conosciuti i luoghi, i soggetti e gli obiettivi, è stato necessario individuare lo scenario, o delle possibili combinazioni di scenari, che meglio rispondessero alle problematiche riscontrate durante le fasi di analisi.
Prima fra tutte, nonché tema centrale della tesi, il recupero ed il riconoscimento di valore storico della “Casermetta Giachino”, un edificio di inizio Novecento, evidente testimonianza di archeologia industriale, ad oggi in stato di totale degrado ed abbandono.
“Fabbriche e opifici rappresentano il luogo dove si è principalmente manifestata nei suoi aspetti architettonici, tecnologici e simbolici la rivoluzione industriale. Sovente si guarda a questi edifici come opere di architettura minore ma, quando se ne considerano in profondità le valenze formali e le potenzialità produttive, essi diventano testimonianza della capacità innovativa dell’uomo, nell'impiego di materiali, nei progressi strutturali e costruttivi, nella definizione di nuovi modelli funzionali”.
Da diversi anni ormai nuovi metodi di produzione, delocalizzazioni e chiusure hanno trasformato l’industria dell’auto e il suo rapporto con il territorio. Le “vecchie” fabbriche di inizio Novecento, situate all’interno del tessuto cittadino e intorno alle quali Torino ha visto gran parte del suo sviluppo, sono state surclassate da nuovi e moderni impianti delocalizzati nelle periferie delle grandi città o nelle aree a basso costo di manodopera.
Tali spazi, lasciati vuoti e spesso abbandonati a sé stessi, portano dentro di sé la memoria storica della città di Torino, ed è per questo che negli ultimi decenni ha preso piede, ed è tuttora in evoluzione, la volontà di salvaguardare questo tipo di testimonianza storica attraverso il restauro ed il recupero di questi spazi.
Anche grazie ai numerosi interventi realizzati all'interno di tale ambito, la città di Torino è stata nominata dall’UNESCO "Creative City 2015”, incentivando le prospettive di valorizzazione, la riscoperta del patrimonio industriale ed il riconoscimento della sua identità.
Gli scenari progettuali proposti per il recupero di quella che era un’importante industria automobilistica non vogliono portare ad una soluzione definitiva da perseguire, ovvero ad un progetto esecutivo non suscettibile a possibili trasformazioni, bensì intendono individuare, considerando vantaggi e svantaggi, quali siano le trasformazioni più opportune e fattibili in funzione del pubblico interesse e a dimostrazione del valore che la Casermetta potrebbe acquisire all’interno di un progetto di rifunzionalizzazione.
Suddette interpretazioni trovano supporto dai rilievi svolti, sia di tipo metrico strumentale che fotografico, attraverso i quali è stato possibile realizzare una restituzione grafica delle strutture particolarmente interessanti dal punto di vista storico/ tecnico e probabilmente meritevoli di una attenzione maggiore da parte degli organismi di tutela.
Cosi come la fabbrica “prima” anche gli insediamenti militari sono segnati dall’impermeabilità dei luoghi. La recinzione, quale “limite invalicabile" costituisce una chiusura dell’isolato e lo rende impermeabile al resto della città.
Le varie ipotesi progettuali prevedono l’abbattimento di questo “limite invalicabile” e l’apertura dell’isolato rispetto al contesto, trasformando la caserma in un complesso insediativo in cui convivono residenze, servizi e verde pubblico.
In conclusione, i suddetti studi svolti, nonostante i limiti del contesto didattico entro cui si sono sviluppati, si propongono in primis l’obiettivo di prefigurare una valida base per l’attuazione di un intervento di tutela e, in una fase successiva, un funzionale progetto di riqualificazione.
Relatori
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