Creative work building : progetto di riuso del Palazzo del lavoro
Cristian Cordella
Creative work building : progetto di riuso del Palazzo del lavoro.
Rel. Paolo Mellano, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Osservando le grandi trasformazioni urbane ci rendiamo conto che molti ostacoli contrastano quegli ideali di sostenibilità cui puntano le "smart cities", le "green cities" e le città metropolitane. Ogni anno, in Italia, 340 mq di suolo vengono consumati da una singola persona, il 35% dell'energia è assorbita dagli edifici con uno spreco di 22 miliardi annui, il 55% degli edifici supera i 40 anni di vita in uno stato di conservazione mediocre e in molti casi pessimo, avviandosi a fine vita1; a questi si aggiungono l'iper regolazione e la riduzione del mercato. La qualità della vita quotidiana non è delle migliori, la mobilità congestionata, i rifiuti ingombranti, la socialità impedita, la sicurezza e la salute non garantite.
Ma è proprio la città che crea sviluppo, occupazione e ricerca
Molto diffuse sono le volontà di riutilizzazione e riqualificazione green (verde pubblico, ricomposizione della rete ecologica, orti urbani e conservazione degli usi agricoli) e altrettanto numerose le forme di riutilizzo sociale del patrimonio urbanistico (per abitazioni, centri di aggregazione, servizi sportivi e culturali, ecc.).
Questa domanda sociale conferma come non sia possibile insistere su criteri di crescita materiale, né su industrializzazioni assistite, né su diffuse terziarizzazioni. E' opportuno compiere una provocazione culturale che permetta di individuare quelle potenzialità creative ed economiche autonome che ogni individuo ed ogni comunità hanno al loro interno e che per troppo tempo sono state occultate da percorsi decisionali e modelli culturali demagogici, dirigistici, speculativi. Si tratta di stimolare la fantasia, perseguire soluzioni che riconducano all'unità dell'abitare strettamente legata alla produttività, trovare soluzioni che possano essere gestite direttamente dalle comunità e che puntino ad una loro autonomia economica, all'aumento della naturalità, al riequilibrio tra popolazione e risorse. A questo punto sembra fondamentale approfondire un discorso sul riuso dei vuoti urbani e sulla rigenerazione urbana sostenibile, come possibilità di un nuovo sviluppo delle nostre città. Questo progetto di tesi si propone come ulteriore tassello, benché minimo, in questo discorso decennale, ma ora più che mai attuale, attraverso una nuova visione del Palazzo del Lavoro, che è stato simbolo del miracolo economico italiano, ma che è allo stesso tempo testimone dell'abbandono.
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