Riutilizzare gli edifici industriali dismessi : residenze universitarie a Mirafiori Sud
Martina Colombo
Riutilizzare gli edifici industriali dismessi : residenze universitarie a Mirafiori Sud.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
METODOLOGIA E STRUTTURA DELLA TESI
La tesi è suddivisa in tre parti distinte: la ricerca, le analisi e il progetto. La prima parte, la ricerca, è articolata in quattro capitoli e mi è servita per costruire un palinsesto di conoscenze e di informazioni sull'ampio tema del patrimonio industriale dismesso, al fine di affrontare in modo più consapevole e opportuno l'esercitazione progettuale finale.
Il primo capitolo affronta le cause della dismissione di questi fabbricati in Italia, la nascita dell'interesse da parte delle municipalità e le loro caratteristiche intrinseche che li rendono degli elementi problematici ma anche delle incredibili risorse per le città contemporanee, che non possono o non dovrebbero più espandersi ma che al tempo stesso sono bisognose di nuovi spazi all'interno del tessuto urbano consolidato.
Il secondo capitolo sviscera e argomenta le varie tematiche a favore del recupero dei fabbricati industriali, e più in generale del costruito, in disuso; l'urgenza di limitare al più presto il consumo di suolo, i pregi di favorire una crescita compatta per gli agglomerati urbani e il ruolo determinante della memoria nella decisione di conservare i manufatti industriali, in quanto essi possono essere i depositari e il simbolo di un'identità collettiva e storica.
Il terzo capitolo indaga il significato di riappropriazione di un luogo, ovvero cosa voglia dire e come, effettivamente, ci si possa sentire appartenenti a un luogo, che, il più delle volte, come nei casi degli edifici industriali in disuso, si configura come un sistema chiuso, separato dalle relazioni sociali che si intrecciano nelle città. L'obiettivo è provare a fornire degli strumenti metodologici e delle indicazioni pratiche su come trasformare questi luoghi in vere e proprie parti di città; integrate nel sistema urbano da una parte, arricchite di valori territoriali, identitari e sociali dall'altra.
Nel quarto e ultimo capitolo della parte di ricerca si confrontano tra loro otto progetti, italiani ed europei, di recupero industriale.
Gli otto casi studio esaminati risultano molto diversi tra loro per localizzazione geografica, scelte progettuali e tipologia d'intervento; il confronto tra questi si articola, dunque, intorno a temi più generali, come la permeabilità dell'area dopo l'intervento di recupero, il rapporto con la preesistenza, se e quanto questo è presente, e infine la mixitè funzionale.
Il fine ultimo di questo confronto è quello di estrapolare degli elementi e delle indicazioni metodologiche sui diversi tipi di interventi sui manufatti industriali.
Questi tre temi ritorneranno nella parte di progetto, dove assumeranno un'importanza strategica, in quanto punti di partenza per la definizione di un nuovo assetto dell'area.
La seconda parte della tesi consiste nell'illustrazione delle analisi svolte sull'area scelta per l'esercitazione progettuale.
Le analisi sono divise per ambiti territoriali, rispettivamente il quartiere Mirafiori Sud, l'area industriale Mirafiori e lo stabilimento ex Dai. La finalità è quella di comprendere il sistema urbano nel quale è inserito lo stabilimento oggetto di studio e le relazioni che intercorrono tra questo e le consistenze architettoniche circostanti.
Le analisi partono dall'ambito territoriale della circoscrizione X, ovvero dal quartiere Mirafiori Sud poiché esso costituisce la parte di città che risulta più fortemente caratterizzato, sia storicamente, sia a livello urbanistico dalla presenza del comprensorio industriale Fiat. La circoscrizione X è un quartiere che è nato e si è sviluppato avendo come matrice urbanistico-sociale l'industria. Questo ha, ovviamente, influenzato il tipo di servizi e i ceti sociali che si sono insediati nell'area. Il quartiere Mirafiori Sud, inoltre, costituisce la parte più meridionale di Torino, ovvero, la fascia che divide la città compatta, dalla campagna e dai comuni che costituiscono la cintura metropolitana. Tale posizione lo rende una zona di transizione tra il tessuto urbano consolidato e la fine della città e in quanto tale esso presenta una maglia e una consistenza urbana che si rarefanno e si disperdono man mano che ci si allontana dal centro e ci si avvicina al limite urbano meridionale.
L'ultima parte illustra il progetto di rifunzionalizzazione di una parte dello stabilimento ex Dai; si parte da considerazioni di carattere urbanistico sull'intera area logistica di Fiat, la quale comprende lo stabilimento ex Dai ed ex Gommatura, per arrivare all'elaborazione di una proposta progettuale alla scala architettonica.
Anche se, a causa della superficie molto grande, il progetto di rifunzionalizzazione ha riguardato solo una porzione del manufatto industriale, è stato fondamentale ragionare su una scala urbanistica più ampia al fine di elaborare una proposta coerente con il contesto e la presistenza industriale.
Relatori
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