Politecnico di Torino (logo)

Sforzi, Gloria Maria

No places or new places : pop up design e non luoghi : una proposta per il Circolo del design (TO).

Rel. Marco Vaudetti, Stefania Musso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta', 2015

Abstract:

PREMESSA

L'elaborato nasce dall'esperienza accademica di Master in Interior, Exhibit e Retail Design che ho conseguito al Politecnico di Torino nell'ultimo anno, ancora prima di terminare la carriera specialistica della facoltà di Architettura.

A fine percorso, ho ritenuto stimolante l'occasione presentatami, di approfondire una maggiore e sviluppata conoscenza di ciò che riguarda il mondo degli interni e dell'allestimento; tematiche che reputo molto interessanti, ma che non vengono del tutto sviscerate nel percorso di Architettura Costruzione e Città.

Dall'elaborazione di un background personale su settori riguardanti l'exhibit e il retail, definito meglio con questo master, sono voluta partire da uno dei progetti più interessanti del modulo di "Progettazione degli spazi espositivi e degli eventi", per poterne formularne un'argomentazione valida ed analizzarne in modo più dettagliato il caso di studio.

Il progetto riguarda la proposta di allestimento per la sede del Circolo del Design, polo culturale e di riferimento che nasce come naturale evoluzione dell'attività dell'Associazione Torino Design Week, per la quale ho inoltre svolto uno stage, che dal 2008 opera sul territorio per valorizzare e promuovere le iniziative orientate al design, con lo scopo di dotare la Città di Torino di un centro di promozione permanente del Design, che possa alimentare, sostenere e divulgare le diverse "anime" del design.

Il progetto del Circolo del Design ha ottenuto particolare favore sia da Compagnia di San Paolo, che ha deliberato un significativo contributo, sia da altri enti come Camera di Commercio, Unione Industriale, CNA e Ascom.

Durante il tirocinio ho potuto conoscere meglio l'intento Circolo e la mission che si pone di dare al territorio circostante. Si è trattato di una collaborazione di tipo organizzativo e di ricerca per questo nuovo progetto culturale in fase di avviamento; ciò mi ha permesso di capire i meccanismi dell'associazione, comprendere e definirne le problematiche e ideare delle possibili soluzioni di miglioramento per quanto riguarda il marketing e la comunicazione.

L'ipotesi di progetto, per il quale Compagnia di San Paolo ha deliberato il contributo, prevedeva la localizzazione del Gitolo del Design nella nuova stazione di Porta Susa, in uno spazio di circa 200 mq con l'ulteriore possibilità di utilizzo della terrazza sovrastante.

Partendo dalla nuova Porta Susa, e quindi dal concetto di stazione come non-luogo per definizione, l'elaborato vorrebbe dare una proposta applicativa ad un problema che parte da un'analisi sociologica e urbana posta sin dagli anni '90, riguardante quegli spazi pubblici e quei luoghi cittadini senza una precisa identità, ed attraverso il collocamento di un'attività culturale come quella del Circolo del Design, permettere a questo luogo, poco identità- rio, di non rimanere nell'anonimato di solo luogo di transito.

E' proprio dal ragionamento sull' identità dei luoghi della mobilità che si parte, per offrire una panoramica sufficientemente ampia di ciò che significa allestire uno spazio collocato in un luogo transitorio come la stazione, e di quanto articolato possa essere il mondo dell'Exhibition design applicato all'ambito culturale e commerciale.

Saranno analizzate le fasi che compongono un progetto di allestimento e di comunicazione di cui sarà presentata una proposta applicativa per il Circolo e lo sviluppo costruttivo di una struttura promozionale esterna alla sede.

Infatti, dopo un ragionamento effettuato insieme a Paolo Maccarrone, Segretario di Torino Design Week, ho voluto considerare la possibilità di progettare una struttura, temporanea e itinerante, che andrà a localizzarsi in alcuni "non-luoghi" cittadini. Un Pop Up, infatti, potrebbe fungere da catalizzatore per il Circolo, caratterizzare l'associazione, attirare nuovi soci e generare, quindi, nuovi fondi necessari all'associazione per sopravvivere in un periodo critico come questo.

Attraverso questo il percorso, si potrà dedurre quanto la comunicazione e l'allestimento, se ragionati e progettati attentamente, possano concorrere nel creare identità ad un luogo che per definizione è transitorio ed impersonale.

Relatori: Marco Vaudetti, Stefania Musso
Soggetti: A Architettura > AB Architettura degli interni
A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
A Architettura > AO Progettazione
D Disegno industriale e arti applicate > DG Design
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta'
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4491
Capitoli:

INDICE

PARTE 1

1. NON LUOGHI

1.1 Cos’è un non luogo

1.2 L’identità dei luoghi

1.3 Non luoghi della mobilità: stazioni e aeroporti

2. ALLESTIRE GLI SPAZI

2.1 Spazi divulgativi e persuasivi

2.2 Spazi espositivi

2.3 Spazi commerciali

3. COMUNICARE E CREARE IDENTITA’

3.1 La comunicazione

3.2 Allestire per comunicare

3.3 Creare identità attraverso il progetto

3.4 Corporate identity e Corporate image

3.5 Progetto una comunicazione efficace

3.6 Storytelling e space drama

4. ESPORRE IN UN LUOGO DI TRANSITO

4.1 Exhibition nei luoghi della collettività

4.2 Utenza e pubblico

4.3 Travel retail

4.4 Progettare nei non luoghi

5. ESPORRE FLESSIBILE

5.1 Modularità

5.2 Strutture smontabili

6. ESPORRE TEMPORANEO

6.1 La temporaneità

6.2 Mostre temporanee ed eventi

6.3 Temporary Store

6.4 Pop Up store

6.5 Pop Up: progettare un’esperienza

7. ESPORRE CON INTENTO ECONOMICO

7.1 Marketing design

7.2 Design come diversificazione per l’attività commerciale

7.3 Marketing non convenzionale

7.4 Guerilla marketing

7.5 Guerilla store

PARTE 2

SEDURRE IL VIAGGIATORE / CASE HISTORY

1. EVERYDAY FABULOUS EXHIBIT – Parigi

2. POPS UP APARTMENT – Parigi

3. BMW ARTS CAR – Manhattan

4. MOSCOVA COME TOKYO – Milano

5. PIANO STAIRCASE – Stoccolma

6. ART DRIVE IN – PARKING THERMAE – Merano (BZ)

ARTE NELLE STAZIONI / CASE HISTORY

1. ATENE

2. VIENNA

3. CITTA’ DEL MESSICO

4. NAPOLI

5. STOCCOLMA

6. PARIGI

7. PRAGA

8. LISONA

9. LOS ANGELES

10. SINGAPORE

11. MONTREAL

12. NEW YORK

13. LONDRA

14. FREE THE NIGHT EXHIBITION

TEMPORARY TORINO / CASE HISTORY

1. LOOK OF THE CITY

2. UNA GALLERIA IN METROPOLITANA

3. AFTERVILLE. TOMORROW COME TODAY

4. LA CLESSIDRA

5. ARTE ALLE CORTI

COMPARAZIONI CASISTICHE

PARTE 3

1. QUADRO ESIGENZIALE

1.1 Il Sistema espositivo

1.2 Normative di riferimento

1.3 Esigenze. Requisiti. Prestazioni

2. FASI DEL PROGETTO

2.1 Brief

2.2 Concept

2.3 Mood board

2.4 Progetto

3. CREARE IDENTITA’ ATTRAVERSO IL PROGETTO

3.1 Allestimento e comunicazione

3.2 Ruolo della grafica

4. APPLICAZIONE AD UN CASO SPECIFICO

4.1 Circolo del Design di Torino

4.2 Brief di progetto

4.3 Proposte progettuali

4.4 Intervista a Paolo Maccarone

4.5 Modelli italiani, europei, mondiali

4.6 Design Library di Milano

Proposta progettuale.1

Allestimento della sede del Circolo del Design nei locali di Porta Susa a Torino

1. La stazione di Porta Susa a Torino

2. Lo spazio

3. Localizzazione del progetto e criticità del luogo

4. Concetto di modulo

5. Suggestioni:

- STADIO NAZIONALE CINESE / Herzog & de Meuron + Li Xinggang

- PADIGLIONE CILE EXPO / Cristian Undurraga

- PRADA TOKYO EPICENTER / Herzog & de Meuron

- ABC MUSEUM / Aranguren & Gallegos Architects

- PATRICIA URQUIOLA DESIGN

- BOUROLLEC DESIGN / Ronan & Erwan Bouroullec

- SU / Diego Collareda

- KATAN KOTON / Un-do Design

6. Influenze principali

7. Concept

8. Mood board

9. Scelta del modulo

10. Costruzione del modulo

11. Pianta locale

12. Pianta terrazza

13. Sezione longitudinale

14. Aggregazioni del modulo

15. Illuminazione

16. Configurazioni dello spazio

17. La terrazza sopra il Circolo

18. Progetto grafico

Proposta progettuale.2

Progetto di un Pop Up store per la promozione esterna del Circolo del Design

1. Cos’è un Pop Up?

2. Il fenomeno del Pop Up retail

3. L’idea

4. Pop up come vetrina e spazio di esperienze

5. Stato di fatto

6. Definizione del target

7. Lo scenario

- TIPOLOGIE DI TRASPORTO

- CARATTERISTICHE LOCATION

- QUADRO ESIGENZIALE

8. Suggestioni

- BA_LIK / Vallo Sadovsky Architects

- SCAPE / NAS ARCHITECTURE

- ENDESA WORLD FAB CONDENSER / Margen-LAB

- WOOD BOX THE CITY / Gassner Redolfi, Herman Kaufmann

- TEATRO VIAGGIANDO / Mario Nanni per Viabizzuno

- GOLDEN WORKSHOP / Madulorbeat Ambitious Urbanists & amp; Planners

- KIOSQUE / Ronan & Erwan Bouroullec

- POP-UP OFFICE INSTALLATION / Dubbeldam Architecture + Design

- Q.B / Chiara Bandini, Elisa Brunetti, Alessia Galli

- Operae.cc / studio / LAM + BOLD

CONFRONTO CASI STUDIO

CRITICA CASI STUDIO

9. Concept

10. Modulo

11. Soluzioni costruttive e materiali

12. Progetto di comunicazione

13. Possibili configurazioni

14. Allestimento del Pop Up

CONCLUSIONI

ALLEGATI

BIOGRAFIA

Bibliografia:

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