Progettare nelle valli valdesi : per una valorizzazione delle eccellenze culturali di Bobbio Pellice
Lucia Canale
Progettare nelle valli valdesi : per una valorizzazione delle eccellenze culturali di Bobbio Pellice.
Rel. Monica Naretto, Clara Bertolini Cestari, Tanja Marzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
Attraverso questa tesi a proposito delle eccellenze culturali in Bobbio Pellice, e in generale nelle valli valdesi, ho voluto analizzare i punti di forza che caratterizzano questo territorio da sempre legato inscindibilmente all’ambiente e ai molteplici aspetti culturali che lo hanno animato, al fine di trovare una soluzione progettuale per valorizzare, nel suo recupero, un complesso architettonico sito in uno dei comuni più caratteristici delle tre valli.
Le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare questo argomento sono principalmente tre: la prima è certamente il fatto di essere io stessa originaria di tale territorio che mi ha trasmesso al contempo un senso di appartenenza alla comunità e di unicità, insieme con un ereditato sentimento di esigenza di perseveranza nella lotta per i propri ideali tipico del popolo valdese. Alla val Pellice devo molto e questo mi sembrava un modo appropriato per renderle omaggio.
Nel corso delle mie ricerche mi sono anche accorta di come spesso si abiti un territorio senza di fatto conoscerlo e apprezzarlo nella sua interezza; ecco che allora la seconda motivazione è legata ad una mia personale volontà di indagine sull’architettura di questi luoghi, con particolare interesse a come le vicende storiche e, al tempo stesso, le grandi limitazioni e le altrettanto grandi opportunità offerte da questi luoghi abbiano condizionato le scelte tecnologiche in campo architettonico, visto il legame così forte che ancora oggi intercorre tra abitanti, architettura e paesaggio in cui tutto ciò si sviluppa. Proprio a questo fine si è pensato di coinvolgere, tramite brevi interviste, gli enti che meglio rappresentassero questo territorio, per meglio comparare, grazie ad un’interfaccia diretta con coloro che ne custodiscono una conoscenza più intima, il passato, il presente e sotto alcuni aspetti anche il futuro delle tre valli.
La terza motivazione è dovuta alla mia volontà di cominciare quanto prima a capire in che modo salvaguardare un territorio che ha ancora tanto da offrire grazie alla sua solo parziale contaminazione, proiettandomi in un eventuale futuro lavorativo in val Pellice; durante la stesura è stata a questo proposito analizzata anche la documentazione urbanistica legata alla progettazione in Bobbio Pellice, al fine di approcciarsi il più possibile alla realtà locale.
L’architettura odierna si trova sempre più spesso a “fare i conti” con il costruito, motivo per cui ritengo indispensabile l’individuazione del modo in cui lavorare in armonia con esso rispettandolo, ricordandolo e tramandando alle generazioni future il genio di quelle passate. Nel recuperare il lotto ho quindi per prima cosa analizzato la storia, il territorio, le tecniche e le tecnologie originarie per poi proporre una rifunzionalizzazione il più possibile in armonia con il contesto.
Il progetto si è sviluppato seguendo un processo logico: una prima fase di analisi storica del lotto (ricerca effettuata principalmente nell’Archivio Storico del comune di Bobbio Pellice e nell’Archivio di Stato di Torino) a partire da catasti di fine Settecento fino a quelli odierni. Successivamente sono stati effettuati i rilievi dell’intera area, soffermandosi in particolar modo sulla difficile distribuzione verticale (l’edificio si sviluppa infatti su dieci differenti livelli). L’analisi successiva ha riguardato l’individuazione dei materiali e dei degradi presenti. L’elaborato si conclude con una proposta di nuove destinazioni d’uso per il lotto, individuate dopo un’ analisi con l’obiettivo di creare una struttura che coinvolga il più possibile la comunità e che sia posta a disposizione delle associazioni locali, con il fine ultimo di mettere a disposizione questo patrimonio architettonico per incentivare il turismo locale e per coinvolgere il più possibile le nuove generazioni.
Relatori
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