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Ghiotti, Giorgia

Riuso dell'ex area industriale Osi-Ghia e ipotesi di trasformazione con l'area residenziale del 10° e 11° quartiere dell'ex IACP.

Rel. Carla Bartolozzi, Massimo Camasso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile, 2015

Abstract:

Questa tesi nasce dall’approfondimento di un'area a me nota: quella in cui vivo e sono cresciuta, e prima di me i miei genitori, i miei nonni.

Negli anni, insieme a me, si sono evolute situazioni, persone e dinamiche sociali. Ho visto modificarsi le strade, le pavimentazioni, l'illuminazione, i giardini, i suoni e gli odori.

Staccarsi dai ricordi ha voluto dire osservare l'area di progetto con gli occhi di un estraneo e affrontare le diverse tematiche trattate come un ricercatore alle prime armi. Questo procedimento ha richiesto molto tempo, poiché tutto quello che per me era scontato per gli altri non lo era, e l'unico modo per uscire la questa "trappola" è stato quello di farsi delle domande a cui dare risposte sufficientemente esaustive ad occhi esperti.

Il primo capitolo, nasce quindi dalle domande: Come nasce quest'area di Torino? Perché ha questa forma? Perché pur essendo nel cuore della città essa è "distaccata" dalla stessa?

Ebbene, partendo dall'origine, mediante lo studio di testi e carte storiche, sono riuscita a dare una collocazione più precisa e logica all'area di progetto, arrivando a delle deduzioni che intrinsecamente sapevo, ma non ne conoscevo la causa originaria. La suddivisione in quattro fondamentali periodi, è stata utile a determinarne i perimetri che coincidevano con le fondamentali linee di trasporto principali di Torino, a determinare la continua evoluzione della città e dei suoi Landmark.

Successivamente, ne! secondo e nel terzo capitolo, l'approccio è stato quello di documentare lo stato attuale dell'area di progetto, che prevede lo studio di un'area residenziale di Via Arquata e dell'ex area industriale Osi - Ghia.

Il secondo capitolo è stato, quindi, un lavoro di ricerca della parte residenziale dell'area di progetto, a partire dalla nascita dell' Agenzia Territoriale per la Casa fino alla costruzione del 10° e 11° quartiere dell'ex IACP, seguite dalle trasformazioni avvenute dagli anni Ottanta agli anni Novanta, sino ad oggi. Tutto questo procedimento è stato sviluppato grazie ai materiale reperito negli archivi dell'ATC a Gerbole di Volvera, sotto la supervisione dell'archivista e dottore Francesco Scicchitano e all'architetto Giuseppe Pomero negli uffici dell'ATC in Corso Dante a Torino, Ai termine delia ricerca è stato inevitabile ridare un disegno all'intero quartiere residenziale, non solo dei piani terra, bensì, anche della distribuzione interna degli edifici, della definizione dei prospetti e delle sezioni stradali.

Nel terzo capitolo ha avuto un ruolo fondamentale l'ingegnere Paolo Sobrino, specializzato nella pianificazione attuativa e nella progettazione architettonica fino alle fasi realizzativi dello studio Mellano Associati di Torino; poiché esistono assai poche informazioni e materiale archivistico di studio di questi edifici ex industriali. Dal colloquio, non solo è emersa la storia delle ex fabbriche di lamiere della Osi e della Ghia, bensì anche il progetto proposto dallo stesso Studio Mellano per quest'area, e le problematiche caratteristiche del luogo. Anche in questo caso è stato necessario ridare un disegno all’intero quartiere ex industriale, ed ora in quasi totale abbandono, dei piani terra, della definizione dei prospetti e delle sezioni stradali.

Avendo analizzato separatamente queste due aree diverse per storia, forma e funzione, è stato indispensabile osservarle insieme come parte di un unico progetto.

Nel quarto capitolo si è data una definizione dei vari valori necessari al fine di effettuare un nuovo progetto di riqualificazione, attraverso lo studio del PRG, che delinea il 10° e P11° quartiere dì Via Arquata come un insediamento dì edifici dì particolare interesse storico, mentre l'area dell'ex Osi - Ghia come una zona urbana di trasformazione 1.1 che si trasformerà rispettivamente in residenza e servizi ai cittadini. Una seconda parte del capitolo, invece, verte nella descrizione dell'area mediante carte di analisi del verde urbano privato e pubblico, dei servizi, della mobilità ciclistica e pedonale e dei flussi dì traffico automobilistico, non solo dell'area di progetto ma anche nelle zone limitrofe, al fine di avere un quadro più completo con il resto della città.

Da quest'ultima parte è emerso che il lavoro si concentrerà maggiormente nell'area ex industriale, ma come mai da ben quindici anni l'area è stata abbandonata a se stessa? e solo una piccola parte è stata sfruttata riutilizzando gli edifici esistenti adattandoli a nuove finzioni? Da queste domande sono conseguiti il quinto ed il sesto capitolo, rispettivamente intitolati "progetti realizzati" e "progetti proposti".

Nel primo, sono stati descritti i progetti che ad oggi hanno portato una ventata di novità non solo nell'ex area Osi, ma hanno dato una nuova definizione di lavoro. Di fatto il FabLab e il ToolBox sono sedi di una nuova definizione del lavoro: quello fondato sulla cooperazione tra lavoratori professionalmente e profondamente diversi, ma che collaborano insieme al fine dì realizzare progetti del tutto innovativi. In questi spazi sì sviluppano laboratori dì ultima generazione con apparecchiature tecniche, inseriti in una nuova concezione degli spazi. Quello che offrono è quindi un nuovo modo di lavorare, quello del futuro.

Quindi, se da una parte sono esposti i "successi" di quest'area dismessa, dall'altra sono stati affrontati anche i "fallimenti" descritti nel sesto capitolo "progetti proposti", si poiché di progetti ne sono stati presentati tanti ma, per un motivo o per un altro, non sono stati realizzati.

Uno dei primi, e già citati precedentemente, è quello relativo al progetto dello Studio Mellano Associati che prevede un insediamento di residenze ed uffici, rispettando a pieno le richieste del PRG ma risultando non attualizzato, sebbene sia stato stilato nel 2009. il secondo descrive il nuovo eco-campus dell'Istituto Europeo di Design firmato da Mario Cucinella, che avrebbe dovuto aprire con l'inaugurazione l'anno accademico 20013-2014, ma che attualmente non sono state iniziate le opere di demolizione degli edifici ex industriali. Terzo, ma non per ordine di importanza, è il progetto redatto dall'Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione che propone lo sviluppo di un parco che inizierebbe dalla stazione di Porta Nuova fino al cavalcavia di Corso Bramante, che ha provocato numerose dibattiti. Questo parco non solo diverrà un nuovo polmone che attraversa longitudinalmente fa città, ma un elemento di unione tra due quartieri profondamente diversi: il quartiere Crocetta, uno dei più benestanti della città di Torino, ed il quartiere San Salvano, da poco riqualificato ed ora sede dì numerosi locali e pub aperti fino a tarda serata.

Allo stato attuale, nelle aree di cui al PEC, risultano avviate unicamente procedure connesse alla bonifica ambientale e non è stato richiesto alcun permesso di costruire relativo agli interventi privati in progetto. Tale situazione di immobilismo è generata principalmente dalla difficoltà incontrata dagli operatori nella commercializzazione degli interventi rivolti, in particolare, al produttivo, al commercio all'ingrosso e al terziario. Le difficoltà a far decollare l'operazione derivano in parte anche dagli ingenti investimenti richiesti per la realizzazione del progetto che presenta caratteristiche costruttive non comuni, dovute alla particolarità de! rapporto tra Je nuove edificazioni e il mantenimento dei manufatti industriali esistenti.

Ma come possiamo trasformare le nostre periferie e le città all'avanguardia in memorabili e sostenibili luoghi in cui vivere? Il settimo capitolo mira a dare una risposta alla seguente domanda descrivendo il metodo del progetto adattivo sviluppato da Paul Lukez, in Suburban Transformations, architetto ed ex professore del MIT. In queste pagine, viene descritto un innovativo approccio che promette di durare per molti anni a venire, permettendo la trasformazione organica della comunità nelle periferie e nelle città all'avanguardia che mancano di un senso del luogo, con una propria distinta identità e carattere unico. Per stimolare l'evoluzione autentica e fluida di una comunità sostenibile, questo processo trae informazioni importanti da un sito storico, basato sul medesimo e proiettando nel futuro con una serie di trasformazione di edifici, i programmi e le infrastrutture, per creare un ambiente più abitabile. Quattro dei cinque casi di studio forniscono esempi del processo adattativo, che inizia con un sofisticato sistema di mappatura e si conclude con le proiezioni al computer di probabili esiti futuri, dando al progettista la capacità di proiettare variazioni. In questo capitolo è stato utile comporre delle tavole al fine di applicare j) metodo descritto dall'autore, dove si evidenziano le principali tematiche quali: verde, illuminazione, livelli acustici, aree pedonali, parcheggi, trasporti pubblici, parcheggi, piste ciclo pedonali, mappatura dei luoghi maggiormente frequentati in orari diurni e notturni, infine i Landmark convenzionali e culturali/visuali.

In base alle analisi effettuate e alle considerazioni tenute nei capitoli precedenti, gli ultimi capitoli verteranno nella descrizione del progetto che ha come scopo quello di ridar vita ad una parte di città ora gran parte dismessa. Il progetto adattivo della rifunzionalizzazione avviene mediante due principali fasi, la prima: quella di mantenere gli edifici esistenti in buono stato e ridarne una funzione; la seconda, cercare di arrivare ad un disegno di massima che riesca a caratterizzare e a dare un senso di unicità al luogo.

Relatori: Carla Bartolozzi, Massimo Camasso
Soggetti: A Architettura > AH Edifici e attrezzature per l'abitazione
A Architettura > AK Edifici e attrezzature per l'industria
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4404
Capitoli:

INTRODUZIONE

1 _ AREA DI PROGETTO

1850- 1860

1860- 1900

1900- 1950

1950-2015

Schematizzazione dell'impianto

2_ IL QUARTIERE DI VIA ARQUATA

L'ATC ex IACP

La Costruzione del 10° e 11° quartiere dell'IACP

Le trasformazioni dagli anni '80 a metà degli anni '90

Dal 1996 ad oggi

Il contratto di quartiere

Piante, prospetti e sezioni

3_ L'AREA OSI - GHIA

L'evoluzione dell'isolato industriale

Le industrie della OSI e della GHIA

Schedature fabbriche

Piante, prospetti e sezioni

4_ INQUADRAMENTO

Inquadramento generale dell'area

Variante allo Studio Unitario di Riordino n°234 del febbraio 2011 Dimensionamento generale della Variante allo Studio Unitario di Riordino

5_ PROGETTI REALIZZATI

Il fenomeno delle aree industriali dismesse

Il patrimonio storico industriale diventa occasione di rinnovo per le città moderne Tool Box

FabLab

6_ PROGETTI PROPOSTI

Progetto IED

Residenze ed Uffici

Progetto SiTI

7_ PROGETTO ADATTIVO

Burlington, MA USA

Dedham, MA USA

Shenzhen China

Revere, MA USA

8_ PROGETTO NEW CITY

Primo approccio al progetto

Linee Guida

Il costruito e le funzioni

Caso studio : Gouden Boom Brugge

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

TAVOLE

Ringraziamenti

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

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NORBERTO BOBBIO, TRENTANNI DI STORIA DELLA CULTURA A TORINO (1920-1950), ROMA, EINAUDI, 2002

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