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Faletto, Ambra

La pianificazione energetica in Italia : un piano energetico ambientale comunale per Rivarolo Canavese.

Rel. Giancarlo Cotella, Jacopo Toniolo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta', 2015

Abstract:

Abstract

L'energia è indispensabile alla vita sulla terra e costituisce un elemento importante per lo sviluppo sociale ed economico. La produzione e il consumo di energia non devono, però, mettere in pericolo gli equilibri che regolano la vita sul pianeta.

Il problema energetico, sempre attuale, è molto complesso perché è il risultato dell'intreccio di vari problemi riconducibili essenzialmente al fatto che le fonti fossili di energia, sempre più richieste, sono sempre più in esaurimento, mentre le emissioni di gas serra, dovute al loro utilizzo, sono sempre più in aumento e concorrono all'intensificarsi delle variazioni climatiche, nonostante il protocollo di Kyoto. Il problema energetico, che ha una dimensione globale, deve essere affrontato mettendo in atto una forte cooperazione tra Paesi perché gli interessi da tutelare sono di tutta l’umanità, ma soprattutto cercando di superare la fase netta di contrapposizione tra sviluppo e ambiente.

In Italia la situazione energetica è molto critica poiché produciamo solo il 12% dell'energia di cui abbiamo bisogno, mentre l ’88% dipende totalmente dall'estero. Dato che consumi energetici sono molto elevati, come, pure il costo delle nostre bollette, bisognerebbe rivolgersi con più convinzione verso le fonti energetiche rinnovabili e orientarsi verso una capillare educazione al risparmio energetico. Nell ’ottica di uno sviluppo sostenibile, dunque, il nostro futuro energetico deve avere come protagoniste le fonti rinnovabili (solare, geotermico, fotovoltaico, eolico..), che non si esauriscono e non hanno un impatto ambientale siccome non producono gas serra. In particolare il nostro paese, povero di fonti energetiche esauribili, potenziando l’utilizzo di quelle inesauribili, può raggiungere vari obiettivi quali: creare nuovi posti di lavoro, ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, abbassare il livello d’inquinamento delle nostre città, migliorando la qualità della vita. Per contrastare i rischi dei cambiamenti climatici, il Consiglio Europeo ha adottato l’obiettivo di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra di almeno l'80% rispetto ai livelli del 1990, in modo che sia possibile contenere il riscaldamento globale entro i 2-2,4°C.

In tale contesto, si inserisce la pianificazione energetica a scala urbana, la quale è potenzialmente in grado di influenzare positivamente, sul lungo periodo, le performance energetiche delle città.

Le città hanno un ruolo di primo piano quanto a consumi di energia ed emissioni di gas climalteranti: l’urbanizzazione è il fenomeno e il processo chiave del Novecento, e lo è attualmente per i paesi emergenti e in via di sviluppo. Le città sono oggi responsabili, direttamente e indirettamente, di oltre il 50% delle emissioni di gas serra derivanti dall’uso di energia nelle attività umane, ponendo i governi locali e regionali, quali amministrazioni più vicine ai cittadini, nella posizione migliore per coordinare le azioni e rendersi protagonisti di esempi positivi. Molte delle azioni sulla domanda energetica e le fonti di energia rinnovabili necessarie per contrastare il cambiamento climatico ricadono nelle competenze dei governi locali. I comuni dell'Unione Europea, che hanno redatto la propria bozza di un piano energetico, intendono ora condividerla, perfezionarla e implementarla attraverso la più ampia partecipazione dei cittadini e degli stakeholders. Le azioni dei soli comuni, infatti, non bastano: l’amministrazione pubblica incide solo per il 2-3% sulla totalità dei consumi. E necessario, dunque, coinvolgere tutta la comunità nel perseguimento degli obiettivi fissati, con la condivisione e il sostegno delle amministrazioni locali.

In campo energetico, attualmente operano a livello locale alcuni strumenti programmatici allo scopo di recepire gli obiettivi comunitari e regionali, ed applicarli alla scala comunale: vengono citati, quindi, il Piano Energetico Ambientale Comunale (PEAC) ed il Piano d’Azione per l'Energia Sostenibile (PAES). I primi furono introdotti dalla Legge 10/91 e prevedono, accanto alla redazione del vecchio PRG (per comuni oltre i 50.000 abitanti), uno specifico piano a livello comunale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia, con l’obiettivo della razionalizzazione dei consumi, della diversificazione delle fonti tradizionali e della sostituzione delle fonti convenzionali con fonti rinnovabili, dell’utilizzazione di disponibilità energetiche locali e della limitazione dell’inquinamento e degli usi energetici non compatibili con il territorio. I PAES sono, invece, uno strumento proposto dalla Commissione Europea come iniziativa su base volontaria (Patto dei Sindaci), che impegna le città europee a ridurre di almeno il 20% le proprie emissioni di gas serra.

Il caso studio presentato in questo lavoro vuole analizzare il comune di Rivarolo Canavese, sito in Piemonte in provincia di Torino. Il comune ha una posizione geografica strategica in relazione al territorio di cui fa parte, e conta elevati consumi ed emissioni se proporzionati in base al numero di abitanti. E necessario che sempre più comuni, o aggregazioni di comuni, si avvalgano degli strumenti idonei a ridurre e controllare, sistematicamente, i consumi energetici e le emissioni dei gas serra. La scelta di studiare Rivarolo, deriva dalla volontà del comune di redigere un nuovo PRGC, al quale verrà allegato uno studio di pianificazione energetica, ricordando, inoltre, che sono sempre di più i comuni, nel Canavese e non solo, che si stanno muovendo in questa direzione, promuovendo Piani d'Azione e incrementando il benessere dei propri cittadini. Le azioni pensate per Rivarolo mirano principalmente al coinvolgimento degli abitanti: è indispensabile informare al meglio, al fine di una partecipazione attiva da parte di tutti, solo così, il raggiungimento degli obiettivi sarà più facile e immediato. Dopo uno studio sulla situazione attuale energetica del comune, si possono prevedere linee d’azione in grado di ridurre di almeno il 20% le emissioni rispetto al 2000. Se attuate, incrementate, perfezionate, queste azioni gioverebbero alla salute dei cittadini. In sintesi l’obiettivo deve essere SMART: Sostenibile, Misurabile, Ambizioso, Raggiungibile e Temporale.

Relatori: Giancarlo Cotella, Jacopo Toniolo
Soggetti: A Architettura > AD Bioarchitettura
S Scienze e Scienze Applicate > SH Fisica tecnica
U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta'
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4364
Capitoli:

INDICE:

Abstract

INTRODUZIONE

CAPITOLO I Perché nasce la pianificazione energetica

1.1 II concetto di Energia

1.2 II problema delle fonti di energia

1.3 Come Agire?

CAPITOLO 2 Il contesto Internazionale

2.1 Introduzione

2.2 Lo scenario mondiale

2.3 Lo scenario dell'Unione Europea

2.3.1 La politica europea

2.3.2 Gli obiettivi europei

2.3.3 La normativa di riferimento

2.4 II Patto dei Sindaci

CAPITOLO 3 II contesto Italiano

3.1 La pianificazione energetica in Italia. Quadro generale

3.2 II PEC, Piano Energetico Comunale

3.3 Esempi d’applicazione del PEC

CAPITOLO 4 Il Caso studio: un Piano Energetico Ambientale Comunale per Rivarolo Canavese

4.1 II contesto locale

4.2 La normativa di riferimento

4.2.1. I principali riferimenti normativi a livello Europeo

4.2.2 I principali riferimenti normativi a livello Nazionale

4.2.3. I principali riferimenti normativi a livello Regionale

4.3 La metodologia

4.4 II Bilancio Energetico

4.5 II Bilancio delle Emissioni

4.6 La centrale a biomassa di Rivarolo Canavese

4.7 La visione strategica

CONCLUSIONE

Definizione del problema energetico

a) Riflessioni a partire dal caso studio su Rivarolo Canavese

b) Considerazioni conclusive

Bibliografia

Sitografia

Ringraziamenti

Bibliografia:

Bibliografia e Sitografia

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