Scenari e strategie per il recupero del complesso ferroviario di Torino Porta Milano
Ileana Battafarano, Arianna Comotto
Scenari e strategie per il recupero del complesso ferroviario di Torino Porta Milano.
Rel. Carla Bartolozzi, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
Premessa
"[…]tale è l’abbondanza, la varietà delle forme, delle tinte, degli odori, che la materia bruta destinata al bruto bisogno quotidiano, diventa quasi poetica.[…]”
Guido Gozzano nel libro Me Piemont così descrive Porta Palazzo degli inizi del Novecento.
Anche dopo un secolo di storia e vicissitudini, queste parole risultano essere attuali e rispecchiano l'anima sfaccettata e contraddittoria dello storico borgo "fuori le mura" di Torino.
Borgo Dora nasce e si sviluppa ai margini della città, in passato fuori dalla cinta muraria, è ancora oggi definita suburbana pur essendo confinante con il centro storico.
Esclusa dal disegno urbanistico regolare, è destinata ad ospitare tutte quelle attività considerate malsane e pericolose per la cittadinanza.
Sviluppatosi come quartiere industriale insediato sulle sponde del Fiume Dora, da sempre ha sofferto dell’insalubrità causata dalla presenza di una rete di canali utilizzati dai mulini per la produzione di energia.
L'attuale composizione sociale è il risultato di una vocazione commerciale e per il lavoro manuale che ha popolato le vie del borgo di manifatture, botteghe e aree mercatali.
Luogo di incontri e meltin pot tra popoli, culture e tradizioni alimentari diverse, derivate da un incessante susseguirsi di flussi di persone e merci, I’area di Porta Palazzo e Borgo Dora si presenta come una delle più vivaci della città.
Con questo volume ci proponiamo di analizzare le molte sfaccettature e complessità del luogo, le potenzialità e le criticità che la contraddistinguono per poi concentrarci su un ambito circoscritto, l'ex complesso ferroviario di Torino Porta Milano. Quest'area si presenta come un tassello mancante, dimenticato all’interno del borgo; sede del primo scalo ferroviario della città, è costituita da edifici di rilevanza storica che sono per lo più rimasti privi di una funzione.
Il luogo è oggi chiuso su se stesso e accessibile al pubblico solo alcuni giorni all'anno, si crea quindi una profonda cesura interna al borgo che ne limita le connessioni e la fruibilità da parte della collettività.
Il nostro obiettivo di progetto è quello di ripristinare il forte legame che si è instaurato tra la stazione ferroviaria e la città alla fine del Novecento, proponendo delle soluzioni che ne rafforzino l’identità e la rendano accessibile e viva.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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