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Barone, Simona

Ri-abitare i borghi alpini : il caso della borgata Serlone nella valle di Locana = Re-live alpine villages : the hamlet of Serlone in Locana valley.

Rel. Riccardo Bedrone, Anna Osello. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile, 2015

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

Introduzione

Riuso, rifunzionalizzazione, riqualificazione sono termini sempre più spesso utilizzati nel mondo dell’ architettura e si riferiscono a quell’insieme di opere attuate sul patrimonio edilizio esistente al fine di “mantenere in vita” gli edifici. Se l’attenzione degli architetti era un tempo rivolta prioritariamente alla conservazione del patrimonio architettonico storico, nell'ultimo decennio si è assistito a un interesse sempre maggiore nei confronti del patrimonio edilizio, in particolare quello del secondo dopoguerra. Questi edifici rappresentano i tre quarti del totale presenti in Italia, e necessitano di massicci interventi di retrofit energetico che mirano a definire nuove qualità e nuove prestazioni attraverso l’utilizzo di tecnologie non presenti all’epoca della costruzione. La necessità di operare sul patrimonio edilizio esistente è condizionata, oltre che dall'esigenza di adeguamento funzionale, tecnologico-energetico, anche dalla consapevolezza della limitata possibilità di ulteriore espansione dei nuclei urbani e della contemporanea difficoltà di dismettere l’ampio patrimonio già esistente.

Il contenimento del consumo di suolo è uno dei principali obiettivi del Piano provinciale di Torino, in quanto nei decenni passati, si è assistito ad un’ impermeabilizzazione e consumo di suolo massicci e senza controllo che hanno portato ad una progressiva riduzione della superficie agricola utilizzata, alla perdita di biodiversità, al depotenziamento del paesaggio e alla ri-naturalizzazione spontanea dovuta a scarsa manutenzione del territorio.

Il reinsediamento dei contesti alpini può dunque rappresentare una delle possibili risposte a tale esigenza, e va opportunamente accompagnata da misure appositamente pensate per il recupero e la rivitalizzazione, da politiche a sostegno dell'abitabilità della montagna, attraverso la diffusione di servizi e la crescita delle iniziative imprenditoriali locali, e con la reinvenzione dei savoir faire artigianali alpini. Il recupero del patrimonio rurale, si colloca a metà strada tra la conservazione del patrimonio storico e la riqualificazione dell’esistente, in quanto se da una parte non si può trascurare il fatto che si tratta di manufatti risalenti a circa due/tre secoli fa, e che dunque necessitano dell’approccio sensibile del risanamento conservativo, dall’altra bisogna tenere conto che le esigenze del mondo moderno sono drasticamente aumentate e la priorità da parte degli architetti è quella di consegnare al cliente, un “prodotto” altamente performante e dotato di tutti i requisiti per assicurare la salute psico-fisica dell’utente, nonché dei requisiti dettati dalle normative nazionali, regionali ed europee per l’efficientamento energetico. Il recupero del patrimonio alpino non deve essere finalizzato alla creazione di uno scenario architettonico-ambientale limitato al turismo.

Il corretto progetto di riuso delle preesistenze dovrebbe tener conto di molteplici fattori legati da una parte allo sfruttamento delle risorse locali e delle politiche territoriali in atto, e dall’altro assicurare un ritorno stabile, che dovrebbe essere attivato in primo luogo da giovani imprenditori, professionisti, artigiani locali e personalità capaci di coniugare la conservazione delle tradizioni locali con innovazioni in ambito agricolo, turistico e produttivo, che svolgano la funzione di leva per la rivitalizzazione sociale ed economica della borgata.

Il presente lavoro, voleva essere una summa delle conoscenze acquisite sul tema della rivitalizzazione delle borgate montane piemontesi, al quale ho avuto modo di avvicinarmi e appassionarmi, durante il mio percorso di studi magistrale. La prima esperienza di avvicinamento al tema, era avvenuta nell’ambito dell’Atelier di urbanistica tenuto dal Prof. Riccardo Bedrone, dove insieme al mio gruppo, avevamo analizzato la borgata Provonda di Giaveno, in Val di Susa. Questa esperienza, ci aveva consentito di avvicinarci al tema delle borgate con un approccio non solo di tipo urbanistico, ma anche sociologico, e ci aveva permesso di indagare quei fattori di interdipendenza tra la società e l’ambiente costruito e di comprendere le ricadute sociali, positive o negative, che un progetto di riqualificazione può produrre.

Ho avuto modo di avvicinarmi nuovamente a questo tema, durante il tirocinio cumulare, svolto con l’Arch. Alberto Sasso, fondatore dell’Associazione “Ri-abitare le Alpi”, che in quel periodo aveva avviato un processo di progettazione partecipata con il Comune di Condove, sempre in Val di Susa, per la rivitalizzazione delle borgate e il recupero funzionale, architettonico ed energetico delle architetture rurali.

Grazie all’incontro con la Prof.ssa Anna Osello ho avuto modo di esplorare le possibilità offerte dai software BIM applicati allo studio delle borgate alpine, che mi hanno portato all’elaborazione del presente lavoro, che vuole soprattutto offrire una metodologia di approccio alternativa e trasferibile, al tema del recupero delle borgate.

La parte di analisi si è basata sul massiccio reperimento di informazioni in loco e tramite ricerca bibliografica, che è stato possibile rielaborare e restituire attraverso tavole tematiche che restituiscono aspetti di tipo paesaggistico, storico, culturale e legati all’attrattività turistica del territorio.

Questa fase si è sviluppata attraverso una sorta di scala, che partendo dal livello sovraregionale/macroregionale si è sviluppata fino a giungere a quello locale, al fine della conoscenza di tutti quegli aspetti che riguardano il vivere e l’operare nell’arco alpino.

L’aspetto pratico ha invece voluto esplorare la possibilità di impostare la restituzione grafica dello stato di fatto attraverso l’utilizzo del BIM e capirne vantaggi e svantaggi, legati alla sua utilizzazione nei processi di recupero delle borgate.

Relatori: Riccardo Bedrone, Anna Osello
Soggetti: D Disegno industriale e arti applicate > DI Grafica digitale
U Urbanistica > UJ Pianificazione rurale
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4292
Capitoli:

INDICE

Introduzione

1. Strategie per la rivitalizzazione delle borgate montane piemontesi

1.1. La cooperazione territoriale nello “Spazio alpino”

1.2. I progetti europei per lo sviluppo dei territori di montagna

1.2.1. Programma spazio alpino

1.2.2. Programma di sviluppo rurale

1.3. EUSALP: strategia macroregionale per le Alpi

1.4. I canali di finanziamento della montagna piemontese

1.5. Le reti e i circuiti per la promozione dei borghi

1.6. Tipologie di valorizzazione dei borghi

1.6.1. Individuazione delle strategie vincenti

2. Inquadramento sovracomunale. Le Valli Orco e Soana

2.1 Città metropolitana. La zona omogenea del Canavese occidentale

2.2. L’ambito paesistico della Valle Orco

2.3. L'area storico-culturale “Canavese ed Eporiedese”

2.3.1 Cenni storici

2.3.2 Attività economiche

2.3.3 Cultura e tradizione

2.3.4. L’architettura rurale nelle valli Orco e Soana

2.4. Il Parco del Gran Paradiso

2.5. Elementi di attrattività turistica

2.6. Il marketing territoriale

2.7. Politiche in corso

3. Inquadramento comunale La Valle di Locana

3.1. Asse socio-economico

3.1.1. Demografia

3.1.2. Dotazioni

3.1.3. Attività economiche

3.2. Asse infrastrutturale

3.3. Asse ambientale

3.3.1. Vulnerabilità

3.3.2. Paesaggio

3.4. Gli insediamenti storici

4. Inquadramento sub-comunale La borgata di Serlone

4.1. La direttrice del comprensorio sciistico Alpe Cialma

4.2. Caratteri geografici e percettivi

4.3 Caratteri storico-identitari

4.4. Viabilità e accessibilità

4.5 Analisi del patrimonio naturale

4.6. Analisi del patrimonio costruito

4.6.1. Qualità abitativo-ambientale

4.6.1.1. Qualità abitativa

4.6.1.2. Qualità architettonica

4.6.1.3. Stato del degrado.

4.6.2. Frammentazione delle proprietà

4.7. Disciplina e vincoli normativi per i nuclei rurali

4.8. Linee generali per la rivitalizzazione socio-economica di Serlone

4.8.1. Attività agricola tra multifunzionalità e diversificazione

4.8.1.1. Le filiere agroalimentari

4.8.1.2. Attività extra-agricole: agricoltura sociale e fattorie didattiche

4.8.2. Attività produttive

4.8.3. Attività commerciali

4.8.4. Attività turistico-ricettiva

4.8.5. Attività culturali e didattiche

4.8.6. Attività residenziale e “nuovi montanari”

5. Il contributo del BIM nei processi di recupero delle borgate

5.1. Il BIM e la filiera delle costruzioni

5.2. Lo stato dell’arte in Italia

5.3.1 La modellazione dello stato di fatto

5.3.2. Database degli elementi architettonici della tradizione alpina

5.3.2.1. Le tipologie tradizionali

5.3.2.2. Gli abachi di Revit

5.4. I possibili utilizzi futuri per il modello BIM

Conclusioni

Bibliografia

Bibliografia:

Bibliografia

CAPITOLO I

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CAPITOLO IV

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• CORRADO F., DEMATTEIS G., DI GIOIA A., Nuovi montanari. Abitare le Alpi nel XXI secolo, 1a ed. 2014

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Documentazione tecnica

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REGIONE PIEMONTE

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• PPR- Piano Paesaggistico Regionale, Norme di attuazione, 2015

• PPR- Piano Paesaggistico Regionale, Relazione, 2015

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• PTR- Piano Territoriale Regionale, Norme di attuazione, approvato in data 21 Luglio 2011

• PTR- Piano Territoriale Regionale, Relazione, Luglio 2011

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PNGP-Parco Nazionale Gran Paradiso, Piano del Parco-Relazione illustrativa, agg. Dicembre 2013

COMUNE DI LOCANA

• Piano Regolatore Generale Comunale- Elaborati geologici, agg. Giugno 2008, pp. 31-32

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Sitografia

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