L'insediamento di fondovalle in Alta Val di Lanzo: un esempio di conurbazione in Forno Alpi Graie. Dal rilievo ad ipotesi di rifunzionalizzazione
Paolo Graziano
L'insediamento di fondovalle in Alta Val di Lanzo: un esempio di conurbazione in Forno Alpi Graie. Dal rilievo ad ipotesi di rifunzionalizzazione.
Rel. Giuseppe Orlando. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Nel corso del XX secolo le trasformazioni ed il progresso scientifico - tecnologico dell'uomo hanno profondamente modificato il vivere sociale, lo stile di vita, i luoghi ed i modi dell'abitare della gente. Questi cambiamenti rilevanti hanno dato luogo a massicci fenomeni di emigrazione dalle zone montane verso aree industriali localizzate in pianura. Anche le Alpi piemontesi, non esenti da questo cambiamento, hanno registrato un graduale e progressivo spopolamento del fondovalle, con il conseguente degrado dell'ambiente. Tale è stata, ad esempio, la sorte delle Valli di Lanzo, in cui la vicinanza delle grandi fabbriche torinesi e la scarsità di risorse hanno accelerato il fenomeno.
Gli abituali frequentatori di queste montagne, assieme ai pochi abitanti rimasti non si sorprendono più a constatare di anno in anno questo graduale diffondersi del degrado: molti edifici in pietra si trovano ormai in stato di abbandono ed il loro stato di degrado è rilevante
E' partendo da questo tipo di constatazione, generata dall'osservazione diretta della realtà delle Valli di Lanzo, che è scaturita l'idea del presente lavoro: offrire un contributo alla conservazione del patrimonio alpino attraverso lo studio dell'ambiente e dei modi di vita degli abitanti delle Valli di Lanzo, per cercare di conservare ed eventualmente attualizzare le poche costruzioni che si sono salvate dall'incuria e dai segni del tempo.
Si sono perciò esaminati gli aspetti generali del territorio di queste valli, che costituiscono un ambiente geografico ed antropico sostanzialmente omogeneo e ben caratterizzato. Lo studio si sofferma poi sull'oggetto specifico della ricerca, l'analisi dell'architettura di fondovalle, portando come esempio la conurbazione del paese di Forno Alpi Graie, frazione del più alto comune della Val Grande di Lanzo, Groscavallo (To).
Il lavoro si articola in tre fasi:
1) Inquadramento della situazione nelle sue linee essenziali, analisi del comprensorio delle Valli di Lanzo, di cui si descrivono le principali caratteristiche geografiche, ambientali e storiche, fornendo le coordinate in merito alle differenti tipologie insediative ed architettoniche ed alle tecniche costruttive adottate.
2) L'analisi focalizza un unico insediamento della Val Grande di Lanzo per uno studio più approfondito e mirato. Oggetto dell'indagine è il rilevo di alcune abitazioni di fondovalle localizzate nel nucleo storico del paese di Forno Alpi Graie (frazione del Comune di Groscavallo, provincia di Torino, 1226 metri slm). Questa seconda fase rappresenta il nucleo centrale di questo studio: partendo dall'analisi dei materiali utilizzati nella costruzione delle abitazioni nonché dello stato di degrado degli edifici stessi, si cerca di fare affiorare il significato della preesistenza dei manufatti del luogo in modo da poter intervenire nel loro ripristino. A tal proposito sono stati studiati gli insediamenti del nucleo storico del paese, e relativamente ad essi è stata preparata una schedatura specifica per ogni edificio con descrizione delle caratteristiche costruttive e di degrado dello stesso, secondo lo schema di schedatura Auzelle.
3) Formulazione di una ipotesi di riqualificazione degli spazi abitativi rilevati, nell'ottica del recupero delle tipologie, dei materiali utilizzati e della distribuzione degli spazi preesistenti, nel tentativo di mantenere ben salda la consapevolezza delle trasformate esigenze attuali del nostro vivere quotidiano, modificate nel tempo dalla tecnologia e dai conforts applicati al nostro sistema di vita nel nucleo abitativo.
Nella prima parte si sono analizzati tutti gli aspetti relativi al contesto geografico oggetto di studio: il contesto territoriale dell'alta valle di Lanzo, i fattori ambientali, i riferimenti storici. Successivamente è stata presa in esame la tipologia costruttiva dei manufatti presenti nell'alta valle di Lanzo, con un'analisi relativa alle differenti posizioni di localizzazione degli stessi. Sono state stabilite le differenti tipologie insediative in una divisione già approfondita dalla Rondelli in:
-insediamenti di fondovalle, cioè situati nell'alta testata non solo della valle principale, ma anche dei valloni secondari
-insediamenti di pendio, situati sulle coste montuose più o meno ripide
-insediamenti di circo, posti sul fondo di antichi circhi glaciali insediamenti di sella, situati sui passi o colli tra un monte e l'altro
-insediamenti di dosso, posti sui costoloni che scendono dalle cime.
Nella seconda parte del lavoro sono stati presi in esame gli insediamenti di fondovalle del centro storico della frazione di Forno Alpi Graie nel comune di Groscavallo (Torino), 1226 m. Il nucleo centrale delle case di fondovalle a Forno Alpi Graie è costituito da un insieme di abitazioni sorte a ridosso di uno sperone roccioso che ne permette il parziale riparo dai venti di Nord-Ovest; la via che porta alla chiesa presenta alcune case con una parete a stretto contatto con la roccia, talvolta addirittura congiuntamente ad essa e senza intercapedini, a sottolineare il duplice aspetto di protezione dal gelo invernale quanto di diminuzione delle spese relative al costo di edificazione di una parete in più. Come rileva Luigi Dematteis "Niente di meglio che avere le case addossate l'una all'altra, a proteggersi reciprocamente da vento e neve, lasciando ridotti passaggi e per di più coprendoli con i tetti debordanti l'uno sull'altro; passaggi quasi mai rettilinei, proprio ad evitare l'incunearsi del vento e della neve che esso ammucchia". Questi insediamenti di fondovalle sono stati oggetto di analisi: l'individuazione dei tipi di edificio viene data dagli studi effettuati dal Dematteis, il quale precisa che le tipologie alpine trovano una loro identità più precisa nel periodo a cavallo tra il 1600 ed il 1700. I tipi base su cui si orienta la scelta costruttiva di anonimi architetti dalle idee ben precise sono riducibili a quattro:
La casa di tipo alpino: generalmente posizionata con asse in direzione Nord-Sud con tetto a due falde e versante su due lati - con la facciata principale esposta a Sud - è stata definita anche casa-chalet in quanto sia la forma che la ripartizione interna richiamano le abitazioni in legno tipiche della Savoia appunto denominate chalet. Solitamente su tre piani, dei quali il primo - seminterrato - destinato a stalla con a fianco cucina e cantina sul retro; il primo piano destinato ad abitazione sul lato principale ed a fienile sul retro, con accesso indipendente; il sottotetto destinato a fienile ed essiccatoio collegato da scale interne o esterne. Esistono poi diversi sottotipi della casa di tipo alpino: il più ricorrente è quello che presenta il colmo orientato perpendicolarmente alla pendenza del terreno e con facciata a due o più livelli; abbastanza diffuso anche il sottotipo privo di balconi; altre varianti presentano la sola abitazione con stalle e fienile separati.
La casa di tipo pianura: con facciata principale sul lato lungo orientata a Sud, tetto a due falde è generalmente su due piani: il piano inferiore dedicato a stalla e cucina, quello superiore con abitazione e fienile ricavato sul fianco ed accesso sulla facciata o sul retro; con balcone di legno sul primo piano e scale in pietra o legno interne o esterne. E' questo il tipo che si presta alla dislocazione delle case in linea. Relativamente alla casa di tipo pianura sono riconoscibili diversi sottotipi: i più diffusi presentano il portico ricavato in linea con il fabbricato, con il tetto a quattro falde anziché due, con il tetto sdoppiato a più livelli (uno per la parte abitativa, l'altra per il rustico), o con sviluppo su tre piani anziché due.
La casa a pilastri: con forma generalmente aperta e pilastri tondi o quadri generalmente a sostegno dello sporto del tetto a ricavare una loggia od un cortile coperto.
La casa con facciata ad archi e loggie: anch'essa a forma aperta ma priva di balconi, con tetto a due o quattro falde presenta uno sviluppo principale in larghezza decisamente superiore al lato in profondità: può avere anche tre ordini di arcate oppure due ordini di archi ed uno di pilastri a reggere il sottotetto. I sottotipi presentano un loggiato dissimmetrico, o con dissimmetria risvoltante su un fianco della casa; più raro il sottotipo di casa con archi e loggie abbinata alla presenza di balconi.
Alle sopra elencate tipologie, cui questo studio fa riferimento, è stata inserita in modo da poter completare la catalogazione dei manufatti la classificazione riguardante le costruzioni e gli edifici accessori.
L'edificio accessorio: di forma semplice e basilare, ad un piano solo a volte ricavato a ridosso di una roccia o scavato profondamente nel terreno irregolare, veniva utilizzato per molteplici usi, per la conservazione degli alimenti o come deposito. Un esempio su tutti erano i "crutin", vere e proprie cantinette che avevano una duplice funzione: servivano per la stagionatura dei formaggi, ed in tal caso erano scavati il più possibile nel terreno in posizione ombreggiata venivano utilizzati per la conservazione quotidiana del latte fresco, ed in questo caso erano delle vere e proprie ghiacciaie in quanto dovevano sorgere a ridosso di un torrente per potervi immergere e conservare il latte.
Sono state quindi studiate le modalità costruttive ed i materiali utilizzati.
CRITERI ADOTTATI PER IL RILIEVO
La scelta adottata nell'analizzare gli edifici del centro storico del paese è stata suffragata da criteri di storicità delle vie e delle preesistenze su di esse edificate.
E' stata pertanto rilevata la via Maestra che, il nome ci conferma la sua centralità ed importanza, costituisce da sempre la via principale del centro storico, con uno sviluppo che attraversa tutta la parte antica della frazione; questa via nasce dalla piazza principale e si inerpica all'interno del paese per attraversarlo con una leggera deviazione sulla sinistra, diventando poi Via Gabi, il sentiero verso gli itinerari d'altura. Questo era il percorso lungamente praticato nel corso dei secoli dai contadini, dai margari, dai proprietari terrieri e dal bestiame portato a pascolare sui monti. Oggi tale strada mantiene un ruolo centrale nella conurbazione di Forno, e continua a costituire il punto di partenza di svariati itinerari turistici montani e viene percorsa dai villeggianti e dai pochi residenti (oggi sono solo 17) che abitano o soggiornano nelle abitazioni aggettanti la via stessa.
L'altro percorso è costituito dalla strada che, da una parte e dall'altra del centro storico, si inerpica convergendo nel punto più alto della frazione ove sorge la chiesa del paese. I rilievi effettuati hanno perciò riguardato la stessa via Maestra che, dal punto in cui inizia la via Gabi volta a destra ed è direzionata verso la chiesa di Forno tramite una scalinata fortemente ascendente; l'altra via convergente verso la chiesa stessa è Via della Chiesa, che dalla parte finale del paese nasce anch'essa da via Gabi (da nord della frazione), per ricondursi anch'essa con graduale movimento ascendente a gradoni verso il punto di devozione religiosa del paese.
L'analisi è stata pertanto focalizzata su questi due assi di attraversamento del centro storico di Forno, comprendenti le vie Maestra, Gabi, Parrocchiale e della Chiesa.
Sono stati schedati e registrati i dati relativi ad un numero significativamente rappresentativo di 50 edifici a fronte di un centinaio esistenti in tutta la frazione; il criterio adottato per l'effettuazione dell'analisi degli edifici era mirato in particolar modo allo studio delle costruzioni edificate nei secoli scorsi, in quanto l'analisi era volta a verificare proprio queste tipologie edilizie. Sono stati quindi esclusi dal presente studio le costruzioni edificate negli anni recenti, esterne in ogni caso al nucleo storico della frazione.
A supporto analitico del lavoro di rilievo eseguito sulle vie principali del paese si è deciso di utilizzare un procedimento di schedatura con la metodologia delle schede Auzelle; tale metodo è stato adottato in funzione della necessità di individuare i dati e le informazioni relative agli edifici sotto forma di tabelle.
Le schede Auzelle ci permettono infatti di ottenere in maniera grafica immediata i dati peculiari delle case analizzate, fornendoci indicazioni riguardo alle loro caratteristiche costruttive e strutturali mediante l'uso di una serie di parametri predefiniti.
Le analisi dei singoli edifici sono state raccolte e catalogate attribuendo ad ogni manufatto un numero progressivo ed evidenziandolo all'interno di una mappa del centro storico in scala 1:1000.
Si sono raccolti una serie di dati generali quali:
-l'indirizzo
-la proprietà
-i dati catastali di riferimento
-il numero di piani fuori terra
Sono state inoltre individuate le destinazioni d'uso relative ad ogni singolo piano fuori terra, la compilazione delle schede Auzelle con riferimento a parametri predefiniti; ai dati inseriti è stata inoltre allegata la documentazione fotografica del manufatto con relativo cono visuale di scatto. Una rappresentazione vettoriale in scala 1:100 del prospetto è stata affiancata alla fotografia dell'edificio. All'interno delle schede sono stati inseriti le notizie di rilievo ed alcuni altri dati qualitativi inerenti lo stato di degrado e gli elementi estranei o in aggiunta alla facciata.
PARAMETRI DI RACCOLTA DEI DATI
La metodologia adottata per la compilazione delle schede Auzelle ci permette di catalogare e definire tutta una serie di dati e di informazioni necessarie relative alle caratteristiche costruttive, strutturali e di degrado dei manufatti analizzati.
Le schede sono composte da tabelle di semplice consultazione e di immediato impatto grafico, con lo scopo di fornire nella maniera più immediata informazioni sulle caratteristiche dell'organismo edilizio analizzato. Tali informazioni sono state divise in parametri tramite quattro diversi livelli di analisi di rilievo che andiamo ad elencare:
1) Analisi quantitativa delle caratteristiche del fabbricato e del suo rapporto con l'ambiente esterno
2) Analisi qualitativa delle caratteristiche del fabbricato. Questa analisi è suddivisa in due sottogruppi:
-caratteristiche di fruizione
-caratteristiche di costruzione
3) Analisi degli elementi di facciata
4) Analisi dello stato di degrado
TAVOLE RIASSUNTIVE DEI DATI RACCOLTI
Le schede di raccolta dati ci permettono di redigere una serie di tavole riassuntive tramite le quali vengono classificati gli stati di degrado rilevati negli edifici oggetto del presente studio. Le tavole riassuntive sono catalogate nel seguente modo:
Tavola A - edifici oggetto di ristrutturazioni recenti (periodo dal 1980 ad oggi);
Tavola B - edifici con necessità di ristrutturazione e recupero totale;
Tavola C - edifici con necessità di rifacimento coperture;
Tavola D - edifici con necessità di rifacimento facciate;
Tavola E - edifici con necessità di rifacimento balconi, serramenti e davanzali;
Tavola F - revisione dei sedimi stradali (strade, marciapiedi, pavimentazioni)
La conoscenza dello stato di fatto degli edifici e delle vie del paese che emerge da queste tavole rappresenta un punto focale di questo studio: questa classificazione ci permette infatti di studiare le ipotesi di rifunzionalizzazione conservativa del paese che possa permettere il riutilizzo delle case secondo le esigenze dei nostri giorni e con l'utilizzo delle tecnologie attuali e nel contempo mantenere e possibilmente valorizzare il ruolo e la valenza delle edificazioni storiche del paese.
CONCLUSIONI
LINEE GUIDA PER LA FORMULAZIONE DI UN'IPOTESI DI RIFUNZIONALIZZAZIONE SOSTENIBILE
L'analisi effettuata sugli edifici del paese di Forno Alpi Graie, i rilievi delle case ed il loro stato di degrado, l
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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