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La Torre, Antonina

L'abbazia cistercense di Snata maria di Staffarda - Analisi del costruito e dei materiali lapidei del chiostro.

Rel. Maurizio Gomez Serito, Silvia Beltramo, Luca Finco. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione), 2015

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

La permanenza della materia e le sue tracce stratigrafiche costituiscono un testo di grande valore poiché sono il documento autentico del palinsesto architettonico. Insieme agli altri documenti, quali possono essere le testimonianze scritte; il testo architettonico consente di ricostruire la storia del manufatto e le sue fasi di vita. Lo scopo della stratigrafia dell'architettura è quello di interagire e di guidare le scelte del progetto di conservazione. Tale progetto assume notevole importanza, sia per quanto riguarda l'architettura monumentale sia per quanto riguarda l'architettura "minore" o di tessuto, poiché permette di non perdere la memoria a cui è legata la nostra identità. In virtù di ciò, la conservazione non può eludere le esigenze dettate dalla necessità della permanenza della materia stratificatasi nel tempo. La metodologia dell'analisi stratigrafica, tramite lo studio scientifico-analitico della fabbrica, aiuta a tutelare proprio la memoria insita nel testo architettonico. Obiettivo del presente lavoro di tesi è quello di applicare la metodologia stratigrafica per l'analisi del costruito del chiostro di Santa Maria di Staffarda; al fine di colmare le lacune di conoscenza che derivano dalla carenza di documenti, in alcuni cicli di vita del manufatto, e di riconoscere pari dignità storica a tutte le fasi vissute dalla fabbrica. Ogni passo utile allo sviluppo della nostra indagine è stato accompagnato dalla consapevolezza che l'analisi stratigrafica è un metodo aperto, ovvero, i risultati di questo tipo di analisi sono continuamente aggiornabili. Inoltre, tale analisi è un metodo non distruttivo e non invasivo, e per questo permette alle successive generazioni di rileggere il palinsesto architettonico e incrementare e aggiornare i risultati precedentemente ottenuti. Auspicabile per il futuro è che l'analisi stratigrafica divenga un metodo condiviso, sia per quanto riguarda i suoi principi (salvaguardia della memoria storica), sia per quanto riguarda la consultazione dei risultati. Difatti, il raggiungimento di qualsivoglia risultato, se riservato a pochi, non ha nessun utilità. Un risultato condiviso, invece, può influenzare e migliorare un modo di fare, nel nostro caso: il modo di conservare il passato.

L'archeologia dell'architettura o del costruito trova il suo pieno sviluppo cooperando e interagendo con altre discipline, per usufruire di competenze differenti che possano completare, in un insieme organico, la lettura del manufatto in vista di futuri interventi conservativi.

Il percorso affrontato con la tesi per giungere a una lettura complessiva del prospetto est del chiostro di Staffarda, ha previsto:

1. Lo studio delle fonti bibliografiche e archivistiche, in modo particolare i fondi conservati presso l'archivio storico dell'Ordine Mauriziano. Questo passaggio ha visto la trascrizione di alcuni documenti dei primi venti anni del Novecento (Inventariazione Cribea);

2. La realizzazione di fotoraddrizzamenti: come supporto al riconoscimento delle unità stratigrafiche attraverso un rilievo fotografico e relative verifiche metriche. Sono così stati realizzati 11 fotopiani tra fronti esterni ed interni con la supervisione del Laboratorio di Rilievo e Documentazione del DAD

(Dipartimento di architettura e design), in particolare, hanno seguito il lavoro l'arch. Ornella Bubolo e l'arch. Daniela Miron;

3. Il riconoscimento delle unità stratigrafiche sul fronte est, la loro schedatura e analisi tramite l'ausilio di un database;

4. La definizione della cronologia relativa e assoluta attraverso l'interpretazione dei dati acquisiti.

Nel percorso di tesi e per incrementare, ulteriormente il processo conoscitivo sull'abbazia cistercense, oltre all'analisi stratigrgfica si è scelto di svolgere un'analisi petrográfica, un ulteriore metodo di conoscenza aperto, non invasivo e non distruttivo, sul rilevante numero di elementi in pietra naturale conservati all'interno del chiostro di Staffarda. Come sarà più volte evidenziato nel corso di questo lavoro di tesi, anche le pietre contengono tracce di storia. L'analisi petrográfica ha percorso i seguenti punti:

1. Analisi macroscopica:

1.1. Osservazione, in loco con lente d'ingrandimento di tutti gli elementi in pietra naturale. Questa fase ha richiesto differenti sopralluoghi;

1.2. Rilievo delle misure fondamentali dei fusti delle colonnine del chiostro: larghezza alla base, in mezzeria e al capitello;

2. Analisi microscopica:

2.1. Sezioni sottili di tre campioni;

2.2. Osservazione dei campioni al microscopio a luce polarizzata;

2.3. Descrizione dei tipi di marmi riconosciuti;

2.4. Mappatura dei marmi sui raddrizzamenti fotografici;

2.5. Interpretazione dei risultati.

Il percorso intrapreso, ha dimostrato come l'analisi stratigrafica e petrográfica, che presuppongono competenze e percorsi diversi, intrecciandosi e comunicando tra di loro restituiscano l'evoluzione storica, architettonica e materica del chiostro di Staffarda.

Relatori: Maurizio Gomez Serito, Silvia Beltramo, Luca Finco
Soggetti: A Architettura > AP Rilievo architettonico
T Tecnica e tecnologia delle costruzioni > TE Tecnologia dei materiali
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4103
Capitoli:

Premessa

1.1. I cistercensi a Staffarda: nascita e sviluppo della comunità religiosa

1.1. Profilo storico del territorio: i cistercensi tra nobiltà saluzzese e clero

1.2. La vita quotidiana dei monaci e dei conversi

2. L'architettura cistercense a Staffarda

2.1. L'architettura delle chiese cistercense

2.1.1. La chiesa abbaziale di Staffarda

2.2. L'architettura del chiostro cistercense

2.2.1. Il chiostro di Staffarda

3. Il metodo dell'analisi stratigrafica per la conoscenza del manufatto architettonico

3.1. Nascita e sviluppo della stratigrafia architettonica

3.2. Dalla macro alla microstratigrafia: passaggio dall'unità di riferimento (UR) all'unità stratigrafica muraria (USM)

3.3. Le unità stratigrafiche murarie

3.4. Rapporti stratigrafici diretti e indiretti

3.5. Il diagramma stratigrafico o Matrix di Harris e la legge di successione stratigrafica

3.6. Metodi e strumenti per la datazione del manufatto architettonico

3.6.1. La mensiocronologia dei laterizi: metodo diretto

3.6.2. Datare malte e intonaci

3.6.3. La dendrocronologia

3.6.4. La cronotipologia

3.6.5. Fonti dirette e fonti indirette.

4. Analisi del chiostro di Santa Maria di Staffarda alla luce della lettura stratigrafica del prospetto Est

4.1. Ricerca d'archivio e studio dei documenti storici

4.1.1. Inventariazione Cribea e trascrizione dei documenti dell'ASOM) relativi ai lavori realizzati da Bertea

4.1.2.1. I restauri del chiostro ad opera di Cesare Bertea (1923-1928)

4.2. Rilievo diretto e indiretto: il raddrizzamento fotografico del costruito

4.2.1. Raddrizzamento fotografici: realizzazione del supporto per la lettura stratigrafica

4.3. Analisi delle unità stratigrafiche del prospetto est del chiostro

4.3.1. Raccolta dei dati tramite un database: punti di forza e limiti

4.4. Redazione del Matrix di Harris

4.5. Periodizzazione del costruito: dalla cronologia relativa alla cronologia assoluta

4.6. Esiti dell'analisi stratigrafica

5. Caratteri naturali delle rocce usate in architettura: tracce di storia e cultura

5.1.1. I minerali

5.1.1. Classificazione cristallochimica dei minerali: la struttura

5.1.2. Proprietà dei minerali

5.2. Le rocce

5.2.1. Classificazione delle rocce

5.2.2. Ciclo litologico o petrogenetico

5.2.3.1. I minerali delle rocce

5.3. Rocce ignee

5.3.1. Classificazione di Streckeisen (1967)

5.3.2. Caratteri delle rocce ignee o magmatiche

5.4. Rocce sedimentarie

5.4.1. Classificazione delle rocce sedimentarie

5.5. Rocce metamorfiche

5.5.1. Classificazione delle rocce metamorfiche

5.6. Il marmo: orìgine geologica e composizione

5.6.1. Il marmo: cenni storici

5.7. Le rocce come materiale da costruzione

5.7.1. Classificazione petrográfica e commerciale delle pietre

5.8. La lavorazione delle pietre naturali da costruzione

5.8.1. Lavorazione manuale della pietra

5.8.2. Prodotti della lavorazione

5.8.3. Metodi antichi di trasporto e messa in opera delle pietre naturali

5.9. Alterazioni macroscopiche delle pietre naturali

5.9.1. Degrado fisico

5.9.2. Degrado chimico

5.9.3. Degrado biologico

6. Analisi delle pietre naturali del chiostro di Staffarda: il metodo petrográfico

6.1. Osservazioni in loco: le proprietà macroscopiche dei minerali attraverso la lente d'ingrandimento

6.1.1. Rilievo diretto delle dimensioni fondamentali degli elementi lapidei

6.2. Riconoscimento analitico dei lapidei attraverso le proprietà microscopiche dei minerali

6.2.1. Le sezioni sottili e la microscopia ottica

6.2.2. Risultati di laboratorio e descrizione dei marmi

6.4. Mappatura degli elementi lapidei su supporto fotogrammetrico

6.5. Esito dell'analisi metodologica dei lapidei Conclusioni

Bibliografia

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

Capitolo 1: I cistercensi a Staffarda: nascita e sviluppo della comunità religiosa.

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SlTOGRAFIA

Capitolo 2: L'architettura cistercense a Staffarda.

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Capitolo 3: Il metodo dell'analisi stratigrafica per la conoscenza del manufatto architettonico.

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Capitolo 4: Analisi del chiostro di Santa Maria di Staffarda alla luce della lettura stratigrafica del prospetto est.

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Capitolo 5: Caratteri naturali delle rocce usate in architettura: tracce di storia e cultura.

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Capitolo 6: Analisi dei materiali lapidei del chiostro di Staffarda: il metodo petrográfico.

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- Gruppo Speleologico Monfalconese A.d.F., Facies e microfacies del Carso, Le sezioni sottili,

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