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Giai Via, Irene and Quarati, Andrea

Stresa: una stazione turistica borghese : ipotesi di restauro e valorizzazione del patrimonio.

Rel. Annalisa Dameri, Fulvio Rinaudo, Cesare Renzo Romeo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio, 2014

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Abstract:

INTRODUZIONE

Il presente elaborato è il frutto di una ricerca svolta con l’intento di analizzare l’evoluzione del fenomeno turistico a Stresa, nota località piemontese situata sulla sponda occidentale del lago Maggiore, a partire dalla fine del XVIII secolo fino agli anni Trenta del XX secolo.

L’ambito territoriale e l’arco cronologico presi in considerazione hanno dato modo di affrontare l’analisi storica seguendo in parallelo l’evoluzione urbanistica dell’abitato e l’evoluzione del concetto stesso di turismo; la località iniziò infatti ad esercitare a partire dalla fine del Settecento, grazie alla sua posizione di affaccio privilegiato sulle isole Borromee, possedimento feudale della famiglia milanese, risalente al XIV secolo.

Nella prima parte della trattazione si è voluto pertanto evidenziare come la posizione strategica di collegamento tra l'Europa centrale, in particolar modo la Svizzera, e il Belpaese abbia reso la sponda piemontese del lago importante dal punto di vista infrastrutturale, al punto da renderla tappa obbligata nei percorsi del Grand Tour settecentesco e abbia dato avvio alle prime forme di prototurismo.

Sulle ceneri del Grand Tour si sviluppò dalla fine del Settecento e soprattutto nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento, una nuova forma di turismo moderno, favorito dal concomitante sviluppo del trasporto sulle vie d’acqua e delle linee ferroviarie: Stresa, situata su un lago lungo un’importante via di comunicazione su rotaia, non potè che essere coinvolta.

Il XIX secolo fece pertanto da spartiacque tra la vecchia e la nuova concezione dei fenomeno turistico, che sul lago Maggiore fu fortemente influenzato dalie idee del paesaggio romantico e dalle vicende legate al Risorgimento italiano. Esse incoraggiarono l’interesse nei confronti del paesaggio del lago e dei suoi borghi da parte di una clientela svizzero-tedesca, germanica, lombarda e piemontese di diverse estrazioni sociali, dall’alta aristocrazia all’emergente classe borghese, a cui sono legati i principali cambiamenti del territorio: fu proprio a partire dalla metà del XIX secolo che furono edificate su larga scala nuove residenze di villeggiatura private e nuove strutture alberghiere, alla cui evoluzione tipologica viene dedicata la seconda parte della ricerca.

Per una maggiore comprensione delle fasi storiche prese in esame, la ricerca si è avvalsa dell’ausilio della cartografia storica e dello strumento GIS, il quale ha consentito di affrontare l’analisi storica svolta sul tema dello sviluppo urbanistico della città di Stresa utilizzando un sistema informatico che permette l’acquisizione, il trattamento e la restituzione di informazioni derivanti da dati geografici.

La rielaborazione dei dati è stata realizzata a partire da cartografia tradizionale rinvenuta in parte presso l’Archivio di Stato di Torino, dove sono conservate le carte dei Catasti Teresiano (1722) e Rabbini (l 866), l’Archivio di Stato di Verbania, che conserva le mappe dei Catasti del Regno d’Italia del 1885 e 1917, nonché presso l’Archivio Comunale di Stresa e l’Archivio di Stato di Novara, che conservano la documentazione proveniente dai fondi Registro dei fabbricati e Affari s pedali, risalenti alla prima metà dei XX secolo.

Il supporto cartografico adimensionale, ritenuto significativo per far comprendere l’evoluzione dell’abitato nell’arco temporale compreso tra il XVIII e il XX secolo, è stato digitalizzato e ad esso sono stati associati dati di natura metrica e geografica, allo scopo di creare diversi livelli sovrapponibili di lettura cronologica dell’evoluzione delle proprietà terriere e dell’espansione dell’edificato con il conseguente infittimento della rete infrastrutturale e regolazione della rete idrografica. In conclusione, nella terza parte della trattazione, grazie alla ricerca storica e all’ausilio dello strumento GIS è stato possibile visualizzare ed effettuare una valutazione del patrimonio storico , in gran parte compromesso o non più esistente. Per quanto riguarda un caso specifico di edificio ottocentesco superstite del lungo lago, la Villa Marina, si è proceduto infine ad ipotizzare un progetto di restauro e rifunzionalizzazione, a livello di masterplan.

Relatori: Annalisa Dameri, Fulvio Rinaudo, Cesare Renzo Romeo
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
R Restauro > RC Restauro urbano
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4051
Capitoli:

1. Introduzione

2. Il Grand Tour creazione della regione dei laghi

2.1. La viabilità: la strada del Sempione e del San Gottardo

2.2. Il borgo di Stresa agli occhi dei primi viaggiatori

2.2.1. GIS: il borgo raffigurato nelle carte del Catasto Teresiano

2.3. Il turismo dei viandanti: le stazioni di posta

3. La villeggiatura durante il Risorgimento

3.1. Nobiltà e clero in villeggiatura: l’ospitalità religiosa

3.1.1. Il Collegio Rosmini

3.2. Le prime strutture alberghiere del Vergante

3.2.1. Dall’Albergo del Delfino all’Albergo del Sempione a Stresa

3.3. Il panorama del lago: ville, giardini, darsene

3.3.1. I trasporti via lago: la navigazione del nord-Italia

3.3.1.1. La navigazione pubblica, i cantieri navali e il porto di Stresa

3.3.2. Le prime ville con parco: dalla Villa Casanova alla Villa Ducale

3.3.3. Le ville urbane

3.4.GIS: L’evoluzione dell’abitato dal catasto Rabbini ( 1866) al catasto unico italiano (1885)

4. La stazione turistica borghese

4.1. L’industria dei forestieri: politiche italiane e europee

4.2. L’hotellerie per il turismo di lusso

4.2.1. Il Grand Hotel des Iles Borromées e i fratelli Omarini

4.2.2. L’Hotel Regina Palace: espressione del vivere borghese

4.2.3. Il Grande Albergo Mottarone e l’invenzione del turismo alpino

4.3. Il trasporto su rotaia: i1 caso svizzero

4.3.1. La stazione e la cremagliera di Stresa

4.4. La società che cambia: dal turismo terapeutico al turismo di svago

4.4.1. Le attrezzature per lo svago collettivo

4.4.2. Luoghi per il commercio

4.4.3. Il villino borghese

4.5 GIS: le nuove lottizzazioni dall’aggiornamento catastale del 1917 agli anni trenta

5. Il comune di Stresa oggi: la gestione del patrimonio

5.1. GIS: il patrimonio abbandonato

5.2. Caso studio: Villa Marina. Ipotesi di restauro conservativo e progetto metodologico

5.2.1. Contesto ambientale

5.2.2. Lettura del manufatto architettonico

5.2.2.1. Sintesi delle stratificazioni

5.2.2.2. Configurazione dell’edificio nel suo stato attuale: descrizione delle patologie

5.2.3. Progetto di restauro e rifunzionalizzazione

5.2.3.1 Premessa metodologica

5.2.3.2. Intenzioni progettuali

6. Conclusione

7. Indice delle immagini

8. Allegati

9. Bibliografia

10. Sitografia

11. Regesto delle tonti archivistiche

Bibliografia:

Illeggibile

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