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Bocchi, Mattia

Centri storici, restauro urbano e archeologia : il caso studio della legge Biasini (1981).

Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale, 2014

Abstract:

INTRODUZIONE

Questo lavoro è un contributo di ricerca per arrivare a comprendere come il restauro urbano si declini con la disciplina urbanistica dei centri storici con le specifiche indagini archeologiche.

In questo senso il restauro inteso come recupero, conservazione e valorizzazione, assume una dimensione urbana nel momento in cui, partendo dal singolo monumento, arriva a coinvolgere un’intera area, imponendo quindi una visione più ampia che deve tener conto della necessaria interdisciplinarietà tra l’urbanistica, il restauro e l’archeologia.

Questo lavoro tratta in particolare gli effetti della legge Biasini sull’area archeologica centrale di Roma in relazione al fatto che per la sua applicazione vennero coinvolte istituzioni diverse tra di loro ma che comunque hanno dovuto necessariamente collaborare per la realizzazione dei progetti.

L’area oggetto della ricerca è collocata nel centro storico, che è uno degli elementi che caratterizzano la disciplina del restauro urbano.

Dalla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60, il termine centro storico, entra nei dibattiti italiani riguardanti il territorio e la tutela di esso, raccogliendo in sé diverse tipologie strutturali ed urbanistiche: esso può essere una piccola città come Assisi, Gubbio, Orvieto, Urbino (centri nati nel Medioevo spesso situati nella parte centrale dell’Italia), oppure la parte più centrale di città in cui una crescita metropolitana ha affiancato la preesistenza di un centro urbano antico.

Tipici esempi sono Roma, Genova, Venezia, Bologna, Milano, Firenze e Ferrara.

Ed è proprio di quegli anni l’inizio di un movimento a difesa della tutela del patrimonio urbano legato contemporaneamente ad una ricerca di inserimento di queste identità (centri storici) nel tessuto urbano contemporaneo.

Contemporaneamente avviene, anche per l’emanazione del Decreto che fissa l’elenco dei primi cento Comuni tenuti a promuovere un P.R.G., una trasformazione importante: l’entrata in gioco delle amministrazioni comunali nella ristrutturazione urbanistica delle città.

Il ruolo dei Comuni diviene sempre più specifico ed il rapporto con le competenze della burocrazia statale (Ministeri) si fa sempre più in contraddizione tra le parti, tant’è che diviene oggetto di critica di autorevoli soggetti e di istituzioni1.

Si riporta a titolo esemplificativo un discorso di Roberto Pane in una discussione del 1958: «non si può assolutamente separare la tutela del patrimonio artistico dal piano regolatore. La tutela del patrimonio artistico deve fondarsi sulla urbanistica in quanto siamo oggi passati dal concetto della tutela del monumento a quello della tutela dell’ambiente.»

La necessità di tutelare i centri storici inseriti in una ipotesi più generale di riforma degli strumenti urbanistici si fa sempre più pressante fin dalla prima metà degli anni Sessanta, tanto che il centro storico diventa oggetto di una sua interpretazione sempre più distaccata dal tessuto urbano della città. Nel 1968 il Decreto sugli standard urbanistici divide la città in zone territoriali omogenee, la prima delle quali, indicata come zona A, coincide con il centro storico.

La città antica diventa così oggetto di studio da delimitare in un area ben precisa, criterio che però non ha un consenso unanime tanto che sia Giuseppe Samonà in L’urbanistica e l’avvenire della città

negli Siati europei ( 1959) e quella di Ludovico Quaroni nella sua voce Urbanistica ( 1969), criticano in maniera evidente il tipo di identificazione perimetrale del centro storico.

Personalmente condivido il pensiero di Leonardo Benevolo: «Risulta impossibile [...] conservare gli antichi centri se vi si accumulano tutte le funzioni proprie del centro di una città moderna; alcune di queste funzioni esigono una circolazione e una cornice edilizia assolutamente eterogenee ai vecchi centri, quindi se vi restano inserite producono una congestione intollerabile dell’antica rete viaria e una spinta irresistibile alla manomissione dei vecchi edifici; d’altra parte gli ostacoli esistenti impediscono un libero e moderno sviluppo di tali funzioni nell’ambito della vecchia città. Occorre invece che le funzioni direzionali proprie di una città moderna siano opportunamente selezionate e che i quartieri antichi diventino una parte del centro direzionale della città moderna, ospitando alcune funzioni direzionali [...] compatibili con il suo tessuto edilizio.»

Relatori: Andrea Longhi
Soggetti: O Opere generali > OF Normativa
U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4040
Capitoli:

INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO PRIMO - Il restauro urbano: concetti ed interpretazioni

1.1. Saverio Muratori

1.2. Renato Bonelli

1.3. Egle Renata Trincanato

1.4. Giovanni Battista Stefinlongo

1.5. Alberto M. Racheli

1.6. Sintesi e proposta di lettura sul tema del restauro urbano

CAPITOLO SECONDO - Caso studio: urbanistica e archeologia nel centro storico di Roma (1975-1981)

2.1. L'urbanistica a Roma negli anni ’70 - ’80

2.2. L'organizzazione della tutela a Roma, il caso del Laurentino e il degrado dei monumenti archeologici romani

2.3. L’emergere dell’archeologia urbana nel dibattito italiano

2.4. Il dibattito romano

CAPITOLO TERZO — La legge n.92 del 23 marzo 1981 (c.d. Legge Biasini)

3.1. Il disegno di legge Biasini: obiettivi, struttura e approvazione

3.2. Programmi e progetti in applicazione alla legge Biasini

3.2.1. Il Programma dell'assessorato alla cultura - X Ripartizione AA.BB.AA. per la definizione di una politica dei beni culturali

3.2.2. L’assessorato per gli interventi sul centro storico

3.2.3. L ’ Ufficio per gli interventi sul centro storico e ornato cittadino: il Laboratorio 2 - Città politica e Città Culturale

3.3.1 campi di programmazione d’intervento: il recupero e la riqualificazione delle aree urbane e delle aree di interesse storico-archeologico

3.3.1. Dall’urbanistica di Mussolini al progetto Fori: il Quartiere Alessandrino

3.3.2. Il seppellimento e la divisione dei Fori

3.3.3. Il problema del traffico

3.3.4. Le cifre dell’operazione

3.3.5. Gli anni ‘50 e ’60

3.3.6. Fine ami ’70 e primi anni ’80: le antichità corrose dall'inquinamento e il progetto di valorizzazione del complesso dei Fori Imperiali

3.4. Il progetto di valorizzazione del complesso dei Fori Imperiali

3.4.1. La struttura del coordinamento

3.4.2. Il programma: progetti di settore e progetti finalizzati

3.4.3. Il progetto di settore dei Fori Imperiali e dei Mercati Traianei

3.4.4. Il Parco Archeologico: l’obiettivo finale del progetto Fori

3.4.5. Il restauro dei Mercati Traianei - La riunione del 12 Maggio 1982: il Prof. Carandini illustra le indicazioni di lavoro rispetto alla zona interessata dagli scavi e all’utilizzazione dei Mercati Traianei

3.4.6. Il progetto di scavo del Foro di Traiano

3.4.7. Il progetto di scavo del Foro di Nerva

3.5. Il progetto di recupero dell’area archeologica del Circo Massimo

3.5.1. Il programma dei lavori di scavo

3.6. L’indagine archeologica nell’area della Crypta Balbi: un intervento di archeologia urbana

3.6.1. La storia dello scavo

3.7. Zona archeologica del Colle Oppio: idee per il progetto di un parco

CAPITOLO QUARTO - considerazioni personali sugli effetti applicativi della legge Biasini e della legislazione successiva

4.1. Il restauro dei monumenti, i costi e il mancato finanziamento

4.2. L’ intervento di Adriano la Regina sulla legge Biasini (1989): il realizzato e il realizzabile in funzione degli effettivi finanziamenti

4.3. La legge 396/90

4.4. Il programma della n.396/90: la prosecuzione della legge Biasini

4.5. Il Grande Giubileo del 2000 e il patrimonio storico della città

4.6. Il Grande Giubileo del 2000 e la legge Biasini: una ulteriore prosecuzione

4.7. La fine del progetto Fori

4.8. Archeologia, restauro e urbanistica: un lavoro interdisciplinare

CONCLUSIONI

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Bibliografia:

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Libri

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Baiani S. e Ghilardi M. (a cura di) (2000), Crypta Balbi-Fori Imperiali. Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell ’anno del Grande Giubileo, Edizioni Kappa, Roma.

Baldassarre I., D’Agostino B., De Simone A., Gastaldi P., Greco E. e Stazio A. (a cura di) (1983) Archeologia urbana e centro antico di Napoli: Documenti, Napoli.

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Riferimenti normativi

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Decreto Ministeriale 2 aprile 1968 n.1444 Limiti inderogabili di densità edilizia, di distanza tra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967 n. 765 ( in G.U. n.97 16 aprile 1968)

Documenti relativi a mostre

Forma. La città antica e il suo divenire, De Luca Editore, Roma, 1985.

Roma. Archeologia e progetto, Multigrafica Editrice, Roma, 1983.

Riviste

La Rocca E. (1981), Sulle vicende del marco Aurelio dal 1912 al 1980 in Studi Romani, Rivista Trimestrale dell’Istituto di Studi Romani, Roma.

Restauro e città: rivista quadrimestrale di studio, ricerca e cultura del restauro, Volume 2. Archeologia urbana e restauro, anno I, Venezia, Marsilio editori, 1985-1989.

Tesi

Giambanco F., Il ruolo delle metodologie di analisi impiegate per la redazione dei piani per il recupero del centro storico di Palermo. Lettura degli esiti, Tesi di dottorato, Università degli studi di Napoli Federico II, Dipartimento di storia dell’Architettura e Restauro, Napoli.

Atti convegni

Italia Nostra: la difesa del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione - 1956, Inu - Lucca - Difesa del paesaggio urbano e rurale - 1957, Ancsa - Gubbio: Salvaguardia e risanamento dei centri storico-artistici - 1960.

Articoli o materiali disponibili anche sul web

Bordoni A., Benedetti S., Tortotici E., e Spezzaferro L. (a cura di) (1994), Roma, Encicloperdia Italiana - V Appendice.

Broccoli U., Parisi Presicce C. e Tittoni M.E. (a cura di) (2009),”Via dell'impero. Nascita di una strada, demolizioni e scavi: 1930-1936. Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell ’Impero. ', Roma (http://rometheimperialforal9952010.files.wordpress.com/2010/10/2a-fori-bibliographv-1995-2010-via-dell-impero 1 .pdf).

Calzolari V. (2009), Progetti e prospettive per il Parco dell’Appia Antica, Roma (http://archivio.ed-dvburg.it/article/articleview/9565/0/277/).

Foliafocus (2013), Roma, cosa c ’eraprima dei Fori Imperiali?, Franco Cosimo Panini Editore, Modena, - (http://www.foliamagazine.it/via-dei-fori-imperiali-prima-di-mussolini/).

Manacorda D. (1987), Scavi della Crypta Balbi: problemi di topografia antica, Roma (https://www-persee-fr.bibliopam-evrv.univ-evrv.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr 0000-0000 1987 act 98 1 2988).

Vendittelli L., Beni Archeologici in Notiziario/37, http://www.beniculturali. it/mibac/multimedia/Uf-fìcioStudi/documents/1314913734794 Not 37 ps 13-14.pdf).

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