Maira Guimaraes Oliveira
Dall'invasione alla città : qualificazione urbana dell'Estural, Brasile.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
1. INTRODUZIONE
L'ONU stima che più della metà della popolazione mondiale viva nei centri urbani, con una concentrazione più intensa nei paesi sotto sviluppati.
Il continente latino-americano ha la popolazione concentrata, tra il 60% e l'85% circa, nelle aree urbane. In Brasile secondo l'ultimo censimento demografico del 2000, l'81,25% della popolazione viveva in aree urbane, che rappresentano una concentrazione ben al di sopra della media mondiale la quale risulta pari al 50%. Secondo i dati delle Nazioni Unite, novecento milioni di persone e cioè un terzo della popolazione urbana, vive oggi in baraccopoli o favelas.
In Brasile, secondo il Ministero delle Città, ci sono favelas in circa 1.500 dei 5.561 comuni brasiliani. Il numero degli abitanti favelati è aumentato progressivamente da cinque milioni nel 1990 a 52,30 milioni nel 2005 e cioè pari al 28% della popolazione nazionale; le previsioni del IBGE prevedono che al 2020 ci sarà un aumento del 25% della popolazione che risulterà pari a 55,00 milioni di abitanti.
Il veloce processo di urbanizzazione che si è verificato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo come il Brasile, è considerato uno tra i motivi principali del significativo aumento della concentrazione urbana; la nascita e la proliferazione delle favelas, associata principalmente al ritardo della urbanizzazione.
Tra i fattori che hanno portato ad una crescita urbana disordinata ed irregolare ci sono 1) la necessità di manodopera urbana; 2) l'aumento della povertà rurale, data la mancanza di investimenti pubblici e 3) la mancanza di una politica urbana che promuovesse l'inserimento di questa nuova Popolazione in appositi siti abitativi con infrastrutture e strutture pubbliche.
Ai lavoratori urbani erano destinate le peggiori abitazioni. I corticos, come sono state chiamate le abitazioni popolari predominanti nei centri industriali del secolo XIX, sono stati identificati dalle condizioni igieniste come focolai per la diffusione della malattia e come la concentrazione delle "classi pericolose", che a loro volta sono stati l'obiettivo dei processi di eradicazione di favelas. Tuttavia il successo di edificazione di case popolari ha significato il trasferimento di questa popolazione lontano dai centri urbani che si valorizzavano nel mercato immobiliare.
La mancanza di altre località come scelte per le persone a basso reddito ha fatto sì che esse
occupassero zone periferiche della città, colline, o aree di mangrovie e paludi, creando cosi le favelas.
Il Distretto Federale nasce nel 1960, momento in cui si vedeva in tutto il Brasile le nuove rimozioni degli strati più poveri della popolazione dai centri delle grandi città, processo chiamato periferizzazione. Brasilia nasce, quindi, in mezzo ad una "onda" di grande aggregazione socio-spaziale.
Fin dalla sua costruzione, Brasilia è stata vista come un interessante polo di migrazione e un paradiso di opportunità economiche. I lavoratori, arrivati dalle zone rurali per costruire la nuova capitale, si stabilirono nei villaggi vicini ai loro posti di lavoro; quindi, anche prima del suo insediamento, Brasilia aveva già un grosso contingente di persone che vivevano nelle favelas. L'alternativa a questa popolazione è stata la creazione di nuove città, dette città satellite, dove è stato trasferito questo segmento sociale che non poteva permettersi il costo della vita nella nuova capitale. Così le politiche urbane riservate ai più poveri rimuovono e segregano, a Brasilia, decine di migliaia di persone già nella fase di costruzione e il consolidamento della città.
Tuttavia si vede oggi una un nuovo tipo di procedura del GDF3 in risposta alle occupazioni ri alle usurpazioni e alle favelas - la politica di stabilizzazione della zona. Probabilmente t nuova fase è legata alla scarsità di terreni nel DF, che impedisce la rimozione di questi invasori, anche al nuovo approccio fornito dallo Statuto della Città4 che promuove il trattamento e rurbanizzazione di questi insediamenti informali.
Si sottolinea che secondo la Secretarla de Habitagào del DF, esistono oggi circa 670 assembramenti di case in situazione irregolari, tra questi anche quelli considerati di lusso, oltre altre 500 zone di occupazioni popolari; Queste ci sono sia in regioni povere, come l'Estrutural, Ceilandia e Planaltina, sia in zone nobili, come quelle del Lago Paranoa, dove i residenti dei detti condomini ingrandiscono abusivamente le loro case e ostentano piscine e spazi attrezzati in aree pubbliche e di protezione ambientale.
Tra gli elementi del processo della formazione del tessuto urbano del DF si inseriscono le tematiche riferite alla Estrutural, assembramento urbano che si confronta oggi con i problemi tipici delle aggregazioni auto costruiti, come: le precarie urbanizzazioni primarie, la mancanza di posti di
lavoro, l'inefficienza dei servizi sanitari, di educazione e di trasporto, oltre agli alti livelli di violenza urbana. Secondo lo Zoneamento Ecológico-Econòmico do DF del 2012, la città s'inserisce nell'ultimo gruppo della fascia di rendita media familiare, non superando i tre salari minimi brasiliani, circa 616 euro.
La città sorge nel decennio del 1960, a partire dalle prime baracche delle trenta famiglie dei atadores de lixo"5, persone che cercavano il loro sostentamento negli scarti depositati nella scarica deU'Aterro Controlado do Jóquei, distante soltanto 12 km dal Piano Pilota di Brasilia ed in posizione strategica nel tessuto urbano del DF. La comunità di quest'area è cresciuta senza nessun intervento pubblico per quasi 30 anni, arrivando nel 1933 al numero di 393 famiglie residenti, i cui all'epoca 149 ancora sopravvivevano con l'attività di raccolta dei rifiuti nella discarica adiacente.
La restante decade del 1990, vede una grande esplosione demografica dell’invasione della Estrutural, favorita principalmente dalle azioni dei politici che volevano creare bacini elettorali con la promessa di una regolarizzazione fondiaria dei terreni dell'assembramento, che nel 1995 avrebbe impattato su 2.700 famiglie, comunità quasi sette volte più grande in rapporto ai due anni precedenti. Questa continua crescita dell'occupazione irregolare ha visto nascere diversi problemi di ordine legale, urbanistico e ambientale, oltre a portare a violenti conflitti tra la polizia e la comunità locale, come quello del 1988 "Operagao Tornado" , che provocò la morte di un militare e di quattro abitanti.
Nel 2002 quando Estrutural contava 25.000 abitanti, fu approvata dalla Camara Distrital la legge che ha creato la Vila Estrutural e l'ha dichiarata una Zona Habitacional de Interesse Social e Público (ZHISP). Dal riconoscimento legale dell'assembramento sono stati presi vari provvedimenti per l'urbanizzazione primaria e secondaria, principalmente tramite il Programma Brasilia Sostenibile, del 2007.
Il Projeto Integrado Vila Estrutural (PIVE) è stato il principale provvedimento della componente detta "Inclusione sociale e riduzione della povertà" del Programma Brasilia Sostenibile e ha investito, fino al 2010, più di 73,6 milioni di reais nella Città. La priorità data dal progetto è stata quella di offrire condizioni adeguate per lo sviluppo sociale della popolazione locale, combinando i miglioramenti strutturali alle azioni di riduzione della povertà, nonché favorendo la partecipazione attiva della comunità.
Il primo piano urbanistico attuato dal PIVE anche se ha portato ai primi provvedimenti di urbanizzazione e di istituzione dei servizi comunitari, non ha rappresentato il necessario adeguamento della maglia urbana a causa di un mancato elevamento della qualità spaziale.
Oggi, nella riconosciuta Cidade Estrutural, si procede con la regolarizzazione catastale e la concessione degli atti di proprietà ai quasi 35 mila abitanti6 . Si procede ugualmente con le audizioni di consultazione pubblica per la discussione e il miglioramento partecipativo della legge Lei de Uso e Ocupagào do Solo do Distrito Federai (LUOS), la prima pianificazione regionale alla quale ha partecipato l'assembramento.
Il piano, presentato nel 2013, si trova ancora in fase di elaborazione e dovrà indicare i nuovi parametri urbanistici di occupazione del suolo. Si è evidenziato purtroppo il carattere semplificativo delle potenzialità locali a scapito di modelli sostenibili e socialmente responsabili di pianificazione urbana, dando spazio a una più profonda analisi critica sull'effettività del piano e sui gradi di partecipazione sociale esistente e perfino istigando l'esercizio di riproposizione urbana di cui si vale il presente studio.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
