Rielaborazione di un sistema abitativo : modello yurta
Alessia Garziano
Rielaborazione di un sistema abitativo : modello yurta.
Rel. Guido Callegari, Carlo Amedeo Reyneri di Lagnasco. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Introduzione
La conoscenza delle leggi della vita biologica può suggerire, ad architetti e progettisti, principi universali validi per la concezione e la realizzazione di artefatti. Per distinguere gli approcci formalistici dalla forma vivente, che contamina architettura e biologia, bisogna ricordare che la vita non coincide con la vita biologica, ne è assai maggiore. Ed è in questa chiave che viene concepito l'orizzonte della ricerca. La letteratura architettonica ricorre al lessico della biologia e della genetica per istituire un legame di continuità tra le leggi morfogenetiche attribuite agli organismi viventi e i principi costruttivi e configurativi degli spazi architettonici.
Considerato il concetto di organismo come totalità, nella quale il tutto è la somma delle parti e delle relazioni di interazione e interdipendenza, si mira al concetto di processo e di sistema. Si identifica lo spazio architettonico come esito di un processo evolutivo capace di flessibilità, modificabilità, interattività ma non privo di individualità. Come in biologia così in architettura la capacità di adattamento è un vantaggio evolutivo in un ciclo spazio-tempo-vita.
Con il termine evoluzione, si intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali negli organismi. I prodotti dell'evoluzione sono due: la morfologia e l'adattamento; a evolvere sono forme(organismi e strutture) e processi (i modi del loro funzionamento). La tesi nasce come ricerca sul rapporto tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda ed il modo in cui, questi due sistemi, interagiscono e si relazionano con l’artificio per eccellenza: l’architettura.
Si indagano i processi, le forme, i sistemi e il modo in cui queste componenti si relazionano tra loro. Nella visione dell’uomo come parte dipendente dalla natura e dell’architettura come manifestazione di questa interazione, si ricerca il processo di costruzione della natura per applicarlo all’architettura.
La tesi tratta il tema della sostenibilità dell’architettura flessibile e applica i principi della trasformazione, mobilità, interazione e adattamento rifacendosi ai processi di crescita e sviluppo della natura, riconoscendola come maestra di vita e di progetto. Il percorso si sviluppa nella progettazione di un modulo abitativo prefabbricato, che prende come riferimento storico la yurta mongola: tenda nomade di forma circolare, costituita da pochi e semplici elementi che la rendono versatile e facilmente adattabile sia al territorio che al clima.
L’obiettivo è la progettazione di un manufatto che, come un organismo vivente, si inserisca armonicamente nell’ambiente e interagisca con esso, crescendo e sviluppandosi nel tempo. Il progetto sperimenta la forma circolare in quanto espressione di costruzione della natura, in allineamento all’obiettivo: progettare spazi che abbiano una matrice comune tra forme e modelli come sistemi di vita. Il modulo abitativo applica la visione sostenibile del progetto, secondo cui ogni componente sia in grado di supportare la vita dell’utente e assecondare le sue necessità, attraverso il sistema costruttivo, i materiali e le tecnologie utilizzate. L’obiettivo è quello di sviluppare un’architettura evolutiva, applicando le modalità dell'autorganizzazione della natura come principio morfogenetico, rifacendosi a regole, forme e principi.
Il progetto vuole sviluppare un’architettura che sia in grado di trasformarsi e per questo si articola un processo costruttivo che offre la possibilità di mutare forme e funzioni durante il suo ciclo di vita. Il fattore temporale diviene perciò assolutamente centrale, poiché l'architettura, organismo tra gli organismi, ne è soggetta e per rispondere alle molteplici esigenze deve adottare la massima flessibilità e trasformabilità. La tesi riconosce nella yurta mongola l’archetipo di un’architettura che, attraverso forme, processi, sistemi e modelli sia in grado di garantire benessere, facilità di adattamento e capacità di evoluzione.
Nella prima parte, si indagano la rete di relazione tra gli elementi uomo-natura-architettura e le modalità di costruzione della natura. La seconda parte è dedicata alla yurta nella storia, alla descrizione delle sue componenti e delle sue radici filosofiche e culturali rintracciabili nell’approccio olistico del Vastu Vidya. La parte seguente interessa la diffusione e l’uso della yurta oggi; attraverso l’analisi di mercato condotta, si evidenziano le caratteristiche principali del manufatto contemporaneo, il sistema costruttivo, l’uso dei materiali ed il grado di sostenibilità. L’ultima parte è dedicata al progetto che nasce come sintesi ed evoluzione del modello abitativo mongolo e che sviluppa il modello occidentale contemporaneo più all’avanguardia. Attraverso l’utilizzo di prodotti, sistemi e tecnologie già esistenti sul mercato, sperimentate e brevettate, si propone la rielaborazione del sistema costruttivo e la modalità di evoluzione dello spazio nel tempo.
La visione che accompagna il lavoro di tesi è da ricercare nella convinzione che ogni cosa è elemento di un sistema entro il quale si trova ad interagisce con altre componenti. Fritjof Capra2 è il fautore della ricerca dell’unità di fondo per capire il funzionamento dei sistemi e cercare di individuare essenza e caratteristiche.
Il pensiero sistemico mira a vedere le interconnessioni nascoste, comprendere il linguaggio delle forme, metterle in un contesto, e stabilire la natura delle loro relazioni. Sistema deriva infatti dal greco syn + histanai (“mettere insieme”). Leggendo “La rete della vita” e “Il Tao della fisica” e ascoltando alcune interviste di Capra vi è il riconoscimento che la rete è il sistema di organizzazione
principale di tutti i sistemi viventi è che tutto è connesso in un continuo flusso di mutamenti e condizionamenti.
Relatori
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