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Campagnaro, Silvia

Barcellona, città di fabbriche : riuso del patrimonio industriale : il caso emblematico di Can Batlló.

Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile, 2014

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

INTRODUZIONE:

Questo progetto di tesi è il risultato di un'esperienza all'estero, svolta tra novembre 2013 e giugno 2014. Tema centrale della mia ricerca è stato lo studio di Can Batlló, ex-manifattura tessile costruita alla fine del XIX secolo, e situata nel quartiere de La Bordeta, a Barcellona. Can Batlló è stata al centro di una battaglia che ha visto contrapposti da un lato gli interessi dei proprietari appoggiati dal Comune, e dall’altro le richieste e i bisogni degli abitanti del quartiere. Nel 1976 il Piano metropolitano generale prevedeva che la suddetta area fosse adibita a zona verde e area per i servizi urbani di quartiere. Nessun progetto di riqualificazione fu mai realizzato, così dopo 35 anni di rivendicazioni da parte degli abitanti della zona, organizzati in associazioni, è stata ottenuta una storica vittoria e il complesso è stato restituito alla collettività. Infatti l’11 giugno del 2011 il Comune ha ceduto ai cittadini alcuni capannoni che attualmente sono in fase di trasformazione grazie ad un processo avviato, da più di tre anni, dagli stessi abitanti che attraverso la progettazione partecipata stanno dando nuova vita al manufatto. Un processo partecipativo basato sull’autogestione e sull’autocostruzione. Nel contesto barcellonese, la rivendicazione e il recupero dell’antica fabbrica tessile Can Batlló per l’uso collettivo da parte dei “vicini e vicine" rappresenta un buon esempio di iniziativa “bottoni up” (dal basso verso l'alto); i cittadini di fronte all'incapacità e alla mancanza di volontà dei poteri pubblici e di quelli privati-imprenditoriali, sono passati all'azione diretta e hanno fatto ciò che spettava all'Amministrazione ossia creare e gestire le attrezzatture di cui necessitavano.

Per l’analisi del manufatto in questione ho ritenuto necessario affrontare alcuni temi che mi permettessero di avere un quadro generale, in relazione all’architettura industriale e alla sua trasformazione, con il fine di leggere e contestualizzare nel modo migliore il caso scelto. Il lavoro è suddiviso in due parti: una teorica e una pratico-progettuale e si struttura dal generale al particolare. La parte teorica si divide a sua volta in tre sezioni:

1.Studio preliminare incentrato sul processo d’industrializzazione in Catalunya, dal quale deriva la conoscenza delle tipologie costruttive delle fabbriche, dal XVIII secolo ai primi decenni del XX secolo, e il quadro storico di riferimento. Le conoscenze ottenute si sono rilevate strumenti utili per effettuare una lettura critica e accurata di CB.

2.Indagine sulla situazione attuale del patrimonio industriale a Barcellona, focalizzata sul concetto di patrimonio, sulla legislazione che lo tutela, e sulla presentazione di alcuni interventi di recupero. Dall’analisi emerge il quadro normativo di riferimento, entro cui l'Amministrazione locale opera le grandi trasformazioni urbane legate al patrimonio industriale, mentre dal confronto di alcuni interventi selezionati deriva l’individuazione della migliore destinazione d'uso nella riabilitazione di edifici industriali e la percentuale degli interventi di conservazione, di riabilitazione e di demolizione.

3. L'analisi dell’evoluzione del “modelo Barcelona” in relazione ai diversi approcci adottati nei confronti del patrimonio industriale, secondo la diversa interazione dei tre attori della scena urbana: potere pubblico, privato e cittadinanza attiva. La storia delle rivendicazioni cittadine a Barcellona e la conseguente nascita dei Movimientos Sociales Urbanos; quindi lo studio approfondito della rivendicazione di Can Batlló, durata più di trent'anni per la riappropriazione di uno spazio, che da privato diventa collettivo. Non il semplice racconto di una storia, ma l’esplorazione delle questioni chiave, dei problemi e dei risultati dell'esperienza.

La parte pratica racconta, sotto forma di elaborato grafico, la mia personale esperienza all'interno di Can Batlló, da osservatore ad attore, analizzando in modo dettagliato i progetti a cui ho preso parte e cercando di fare emergere i vantaggi del processo di trasformazione in atto, nel recupero del patrimonio ma soprattutto di un'identità comunitaria di quartiere. Nonostante le difficoltà di inserimento all'interno di un gruppo già precostituito, l'esperienza si è rivelata formativa e arricchente.

Nella situazione di crisi in cui ci troviamo oggi, la trasformazione di Can Batlló non può che portare ad una nuova riflessione su come “fare città" partendo dalla responsabilità che tutti noi cittadini abbiamo ossia di partecipare nella costruzione dello spazio che abitiamo. All'interno di Cb si è generata un’alternativa, i "vicini” hanno deciso di tornare ad abitare la città, hanno deciso di riappropriarsi dei loro spazi, di riempire le strade di vita, di aprire le porte e le finestre dei capannoni; e dopo più di tre anni di sforzi, continuano a lottare giorno per giorno per costruire la città che vogliono.

Questa tesi è stata un viaggio di conoscenza.

Relatori: Silvia Gron
Soggetti: A Architettura > AK Edifici e attrezzature per l'industria
O Opere generali > OF Normativa
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3881
Capitoli:

Ragioni, Obiettivi, Metodologia

Premessa

Mappa concettuale

APPUNTI DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

1.1 Introduzione

1.2 Che cos'è? Definizione di A.I

1.3 Origini ed evoluzione dell’A.I

1.4 L’A.I. in Spagna

1.5 L'A.I. oggi

1.6 Limiti cronologici e ambito di studio

1.7 Conseguenze della disciplina

INDUSTRIALIZZAZIONE IN CATAI.UNYA

2.1 La rivoluzione industriale

2.1.1 Il processo di industrializzazione a punti

2.2 Il caso catalano

2.2.1 Le manifatture

2.2.2 Le fabbriche "de indianas”

2.2.3 La “fabrica urbana de pisos”

2.2.4 I protagonisti del progresso

2.2.5 La “fabrica de pisos y la nave"

2.2.6 I progettisti degli edifìci industriali

2.2.7 Le fabbriche della pianura barcellonese

2.2.8 Le colonie industriali

2.2.9 Modernismo nell'architettura industriale

2.2.10 La volta catalana

2.2.11 Le fabbriche moderniste

2.2.12 Novità energetiche e tipologiche

2.2.13 Taylorismo e Razionalismo

2.2.14 Le fabbriche razionaliste

2.2.15 In sintesi

Capitola 3: PATRIMONIO INDUSTRIALE (P.I.) E RIUSO

3.1 Introduzione al tema

3.2 Patrimonio storico e culturale

3.3 Il concetto di patrimonio industriale

3.4 Criteri per la conservazione del patrimonio

Capitolo 4: CASI STUDIO

4.1 Can Framis

4.2 Caixa Forum

4.3 Fundació Tapies

4.4 Palo Alto

4.5 Mnactec

4.6 S.A. Damm

4.7 La fabrica del sol

4.8 Central Vilanova

4.9 Campus Upf

4.10 Farinera del dot

4.11 Vapor Llull

4.12 Pare tres xemeneies

Capitolo 5: LEGISLAZIONE SUL PATRIMONIO

5.1 A livello statale_ Spagna

5.2 A livello regionale_ Catalunya

5.3 A livello locale_ Barcellona

Capitolo 6: INIZIATIVE DELLA CITTÀ DI BCN

6.1 Amctaic

6.2 22@BARCELONA

6.3 Fàbriques de Creació

Capitolo 7: IL MODELLO BARCELLONA E P.I.

7.1 Prima fase 1976-1986

7.2 Seconda fase 1986-1992

7.3 Terza fase 1992-2004

Capitolo 8: MOVIMENTI SOCIALI PER IL PATRIMONIO

8.1 Storia delle rivendicazioni cittadine

8.2 Norme per la partecipazione dei cittadini

Capitolo 9: IL CASO EMBLEMATICO DI CAN BATLLÓ

9.1 Inquadramento territoriale

9.1.1 Il distretto di Sants-Montjuic

9.1.2 Il quartiere de La Bordeta

9.2 Iniziative comunali del Distretto

9.3 Can Batlló. Storia di una fabbrica

9.4 La rivendicazione di Can Batlló

9.5 Bloc 11. l'autogestione dei cittadini

9.6 Can Ricart e Can Batlló a confronto

Bibliografia

ALLEGATO

"Recuperem Can Batlló”

Bibliografia:

mancante

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