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Gennari, Lara

Progetto per la valorizzazione della via Francigena in valle d'Aosta e Piemonte : predisposizione del Routes Implemetion Plan secondo le linee guida del progetto europeo Certess.

Rel. Rocco Curto. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione), 2014

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

1. INTRODUZIONE

1.1 Cos'è la Via Francigena

La Via Francigena è un cammino di 1600 kilometri, di cui 850 in territorio Italiano, che, partendo da Canterbury percorre la contea del Kent, arriva alla Manica, prosegue lungo le regioni francesi Nord Pas de Calais, Picardie, Champagne-Ardenne Franche-Comté, varca la frontiera Svizzera nel cantone di Vaud e, in Italia, si snoda attraverso le regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio fino ad arrivare a Roma e allo Stato Pontificio.

Essa nasce come percorso di fede e testimonia di come il pellegrinaggio abbia assunto particolare importanza a partire dall'epoca medioevale, periodo in cui i fedeli intraprendevano cammini verso i Luoghi Santi della cristianità, Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme. I pellegrini, provenienti da tutto il continente europeo, compivano il loro viaggio principalmente a piedi (essendo lo stesso una pratica di penitenza), con tappe giornaliere di 20-25 kilometri.

Dal XV secolo con l'affievolirsi del fervore religioso, crebbe invece il numero di mercanti che la utilizzarono per i commerci, tanto da farla divenire una delle più importanti vie di scambio, di cui Francesco Calasso (noto giurista Italiano) scrisse «le strade battute dai mercanti diventano grandi arterie europee, attraverso le quali non solamente materie prime manufatti e monete, ma la vita transita e si espande».

La Francigena oggi perciò è un itinerario della storia, ricca di tradizioni, di patrimonio artistico, di splendidi paesaggi e bellissime città, e giacché luogo di passaggio di una moltitudine di persone, si configura non solo come testimonianza storica della devozione religiosa, ma anche sede di intensi scambi commerciali e culturali, rappresentando quasi un'indicazione ante litteram, verso il concetto di una comune civiltà europea, che si sarebbe manifestato secoli e secoli più tardi.

Il Consiglio d’Europa, accogliendo le richieste delle realtà locali interessate, ha dichiarato la Via Francigena " Grande Itinerario Culturale Europeo", in virtù del fatto che essa rappresentò sin dagli albori l'unione e la comunicazione tra le varie culture e le idee dei diversi paesi d'Europa; un'Europa che, oggi vede cadere le barriere ma che già da allora esprimeva il desiderio e la necessità di essere unita.L'Organizzazione promuove le azioni volte ad affermare, nel senso più ampio, l'identità culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà, in particolare attraverso la valorizzazione del comune patrimonio tangibile ed intangibile, culturale, artistico e monumentale.

1.2 Concepì della Tesi

Il progetto che la presente tesi di laurea vuole sviluppare, pone le basi sugli intenti suggeriti dal Consiglio d'Europa in fase di riconoscimento, alla Via Francigena, del titolo di Grande Itinerario Culturale Europeo, "promuovere l'Itinerario quale importante elemento coagulante del senso di appartenenza della popolazione ad un contesto di respiro europeo, nonché come fattore di crescita nella coscienza collettiva della consapevolezza necessaria di tutelare un tale patrimonio culturale."

Tutelare e valorizzare la Via Francigena, oltre che essere importanti operazioni rivolte all'Itinerario, permettono la messa in rete di un patrimonio diffuso che, se lasciato a se stesso, potrebbe disperdersi, condizione che in alcuni casi si è già verificata, ma, se collegato tramite un percorso storico culturale e turistico, può essere efficacemente tutelato, rilanciato e valorizzato, creando anche nuova ricchezza e nuove opportunità di occupazione.

Il processo di valorizzazione della Via Francigena perciò assume sia riscontri positivi per la tutela del bene in sé e delle testimonianze storiche che ne costellano il percorso, ma anche per lo sviluppo turistico del paese, ed in particolare di un turismo che, quello dei camminatori e pellegrini, pur essendo consistente, si contraddistingue da quello di massa, per il rispetto dei beni e dell'ambiente con caratteristiche di eco sostenibilità, e che, essendo basato sull'incontro e la condivisione, contribuisce sempre più alla creazione di una Cultura Europea di stampo transnazionale che aiuti ad abbattere le barriere ancora esistenti.

Si è poi deciso di sviluppare la tesi sul tratto italiano di Francigena che comprende le regioni della Valle d'Aosta e Piemonte che rappresentano l'ingresso in Italia, questo tratto si configura come nodo focale di frontiera e di scambio con le altre regioni dell’Itinerario e che perciò dovrebbe assumere un ruolo chiave nel processo di sviluppo della stessa.

1.2.1 Perché

Negli ultimi anni l'interessamento alla Via Francigena, sia da parte delle istituzioni sia dei possibili avventori è fortemente aumentato, la tesi perciò prende avvio dal rilievo di alcune condizioni riscontrate che di seguito vengono brevemente indicate per poi essere meglio approfondite nel corso del lavoro:

- AUMENTO VERTIGINOSO DEI FLUSSI DI PELLEGRINAGGIO LUNGO LA FRANCIGENA.

Le stime effettuate in merito alla consegna dei Testimonium (attestato comprovante l'effettiva esecuzione, per devotionis causa, dei 140 chilometri terminali del percorso) evidenziano un trend in aumento dei pellegrini, in particolare si è passati da 300 consegne dell'anno 2008 alle 2000 ca. computate per l'anno 2013 al mese di Ottobre. Questi numeri sono da considerarsi parziali rispetto al reale flusso di camminatori, infatti, dati pubblicati dall'Associazione Europea delle Vie Francigene riportano una consegna di circa 10.000 Credenziali (carta d'identità del pellegrino), dato anch'esso da considerarsi incompleto non essendo tutti gli utenti della Francigena interessati alla Credenziale o al Testimonium.

- GRANDI POTENZIALITA’ DI CRESCITA DELL'ITINERARIO.

I numeri, relativi al flusso di pellegrini, riportati al punto precedente, sono da intendersi con un ampio margine di miglioramento, basti approfondire i dati dell'altro cammino riconosciuto come Grande Itinerario dal Consiglio d'Europa, il Cammino di Santiago de Compostela, in cui si riscontrano, negli stessi anni, 125.141 Compostele consegnate nel 2008 e 192.488 nel 2012.

Tali dati evidenziano il forte potenziale attrattivo dell'offerta Francigena, soprattutto se si considera il vasto interesse nazionale e internazionale verso un nuovo turismo di movimento lento, rispettoso del territorio ed ecosostenibile. Tale interesse viene convalidato dal fatto che, negli ultimi anni, l'utenza della Francigena nel tratto in esame è vertiginosamente cresciuta. Dai dati di consegna del testimonium, sebbene parziali, si può ipotizzare una crescita pari al 110% annuo, mentre, per gli stessi anni il trend del turismo nazionale (secondo i dati di presenze e arrivi totali) è: stabile per l'anno 2012 (aumento dello 0%) ed in calo per l'anno 2013 (-4%)\

- STRATEGICITA’ DEL TRATTO OGGETTO DI STUDIO

La Via Francigena è stata riconosciuta nel 2004 dal Consiglio d'Europa come Grande Itinerario Internazionale, proprio in virtù del suo contributo alla creazione della cultura europea al pari del Cammino di Santiago de Compostela. La sua natura non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale deve incitare ad attuare un sistema di valorizzazione di tutto l’itinerario, ma in particolare del tratto di confine valdostano/piemontese che, essendo quello di ingresso in Italia, deve risultare maggiormente attrattivo per tutti i pellegrini di provenienza internazionale, i quali, proprio da queste regioni, iniziano ad affrontare gli ultimi 850 kilometri che li dividono dalla meta.

- RICCHEZZA DEL TERRITORIO ATTRAVERSATO

Il territorio in cui la Via Francigena valdostana e piemontese si sviluppa, è molto ricco di risorse culturali, alcune già note ai percorsi turistici tradizionali, sia di tipo storico/artistico, ambientale o enogastronomico.

Il progetto di valorizzazione deve puntare all'ampliamento dell'utenza della Via, cercando di attirare non solo i pellegrini, ma anche utenti potenziali, magari già fruitori delle due regioni per motivi culturali, turistici, e vacanzieri (sopratutto per quanto riguarda la Valle d'Aosta), che possano trovare interesse in uno o più aspetti dell'Itinerario.

La sensibilizzazione verso la risorsa Francigena deve esse svolta anche verso un pubblico di tipo giornaliero, giacché potrebbe essere una valida alternativa all'offerta tradizionale per gite fuori porta che facciano riscoprire tratti di territorio a volte dimenticati. In fine, ma non meno rilevante, è la sensibilizzazione degli autoctoni, verso una così importante risorsa storica, artistica e culturale che spesso viene ignorata proprio da chi vive nei luoghi, di cui la Francigena, ha contribuito a decretare la buona o cattiva sorte.

- RIVITALIZZAZIONE E RIPOPOLAZIONE DEI PICCOLI BORGHI CONNESSI ALLA FRANCIGENA

Negli ultimi anni, soprattutto per quanto concerne i piccoli borghi e paesi sia valdostani sia piemontesi, si è rilevato un processo di emigrazione della gioventù con la conseguente trasformazione degli stessi in sedi di seconde case, rimanendo quasi del tutto spopolati con la persistenza solo di anziani. Questo fenomeno implica un crescente stato di abbandono e degrado di tali realtà, rischiando, nel lungo termine, la perdita d'importanti testimonianze storiche del territorio.

Il processo di valorizzazione della Via Francigena, con l'avvio di nuove e remunerative attività collegate all'itinerario, potrebbe portare alla ripopolazione, almeno parziale, di dette realtà.

- PROGETTI E FINANZIAMENTI EUROPEI PER LO SVILUPPO INTERREGIONALE DEGLI ITINERARI

L'Unione Europea dal 2010 ad oggi ha stanziato oltre 7 milioni di euro, a sostegno di progetti e servizi inerenti gli itinerari turistici, culturali e industriali, e in particolare per la cooperazione ed integrazione tra gli stessi.

Negli ultimi quattro anni molti sono stati i progetti, con cabina di regia dell'Unione Europea stessa, che si sono operati per la valorizzazione e l'integrazione degli itinerari a livello transnazionale e comunitario, progetti in cui, le regioni Valle d'Aosta e Piemonte sono stati solo marginalmente presenti.

Nuove prospettive di finanziamento si delineano per la programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020, in cui grazie al programma Europa Creativa 2014/2020 «le cultural routes sono incluse nel programma, e grazie alla battaglia del Parlamento per l’inserimento della cultura nelle Politiche di Coesione, gli itinerari culturali potranno essere sostenuti anche con le risorse europee destinate dagli Stati Membri allo sviluppo territoriale» On. Silvia Costa.

Proprio puntando a tali prospettive l'Italia, ed in particolare le regioni in esame, devono operare per la valorizzazione del proprio tratto di Itinerario e del patrimonio ad esso correlato.

1.2.2 Come

Lo sviluppo della tesi segue le indicazioni di uno dei progetti già avviati dall'Unione Europea, in fase di conclusione entro il 2014, e che ha assunto un ruolo di particolare rilievo: il Progetto CERTESS che sarà presentato meglio nei capitoli successivi.

Tale progetto ha previsto collaborazioni tra diverse nazioni europee al fine di individuare una metodologia comune per il riconoscimento e lo sviluppo egli itinerari culturali, ma anche per la cooperazione e il collegamento degli stessi a livello nazionale e transnazionale.

Il suddetto programma, in cui l'Italia è stata rappresentata unicamente dalla regione Lazio, mette a disposizione una raccolta di Best-Pratices e Governance Instruments, selezionate a livello di partners europei, a cui le varie amministrazioni possono attingere per avviare il processo di valorizzazione del/dei propri itinerari.

Infine il progetto mette a disposizione un Routes Implementation Pian, ovvero uno strumento assimilabile ad un Piano di Gestione, per lo sviluppo e l'attuazione dei progetti sui propri Itinerari.

1.2.3 Cosa

L'output della tesi sarà la redazione del Routes Implementation Pian (cfr. Allegato 1 - RIP Tool Kit) per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo della Via Francigena nel tratto italiano che si estende in Valle d'Aosta e Piemonte.

Tale strumento potrà essere utile alle amministrazioni regionali, per la programmazione di future politiche di valorizzazione culturale, incremento turistico e sviluppo economico, ma potrà anche essere ampliato a livello nazionale ed internazionale, ovviamente calandolo nelle specifiche realtà, per ipotizzare lo sviluppo dell'Itinerario nella sua globalità ...

Relatori: Rocco Curto
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GE Geografia
U Urbanistica > UM Tutela dei beni paesaggistici
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3739
Capitoli:

SOMMARIO

1.INTRODUZIONE

1.1 Cos'è la Via Francigena

1.2 Concept della Tesi

1.2.1 Perché

1.2.2 Come

1.2.3 Cosa

1.3 II Progetto CERTESS

1.3.1 Indice del Routes Implementation Plan

1.4 Specifiche Metodologiche

1.4.1 L'accezione del concetto di valore dei beni

1.4.2 II tratto di Via Francigena oggetto di studio

1.5 Breve Storia della Via Francigena

2. ROUTES IMPLEMENTATION PLAN

2.A - START UP

2.A.1 Scelta del Tema

2.A.1.1 Scelta del Tema

2.A.1.2 Giustificazione del Tema

2.A.2 Promotori

2.A.2.1 Promotori e Stakeholders

2.A.2.2 Configurazione Giuridica

2.A.2.3 Collaborazioni Internazionali

2.B - SVILUPPO DELL'ITINERARIO

2.B.1 Infrastruttura

2.B.1.1 Identificazione del tracciato

2.B.1.2 Opere civili (Ricostruzione/Ristrutturazione)

2.B.1.3 Marcatura e Segnaletica

2.B.2 Servizi

2.B.2.1 Ospitalità

2.B.2.2 Ristorazione

2.B.2.3 Informazioni e Comunicazione

2.B.2.4 Altri Servizi Turistici

2.B.2.4 Aspetti relativi ai servizi: Qualità, Marchi e Certificazioni

2.B.3 Punti di Interesse

2.B.3.1 Patrimonio Culturale

2.B.3.2 Patrimonio Ambientale

2.B.3.3 Prodotti Tipici Locali

2.B.3.4 Eventi Culturali

2.B.4. Criticità di Sistema

2.B.4.1 Ricostruzione Catena del Valore

2.C - PROGETTAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLE AZIONI SULL'ITINERARIO

2.C.1 Progettazione

2.C.1.1 Strategia

2.C.1.2 Progettazione delle Azioni

2.C.1.3 Individuazione degli Stakeholders delle Azioni

2.C.1.4 Stima dei Costi e Altre Risorse

2.C.2 Suddivisione in Fasi

2.C.2.1 Definizione delle Priorità

2.C.2.2 Reddito

2.C.2.3 Programmazione Temporale

2.D - ATTUAZIONE, GESTIONE E PROMOZIONE

2.D.1 Attuazione

2.D.1.1 Fonti di Finanziamento

2.D.2 Gestione

2.D.2.1 Monitoraggio e Controllo

3. CONCLUSIONI

Bibliografia

Allegati

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