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Fogliato, Federica

Free form : Santiago Calatrava.

Rel. Annalisa Dameri, Clara Bertolini, Tanja Marzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio, 2014

Abstract:

INTRODUZIONE

Il lavoro di tesi è nato principalmente per la mia passione per Santiago Calatrava; una passione già presente prima dell’inizio del percorso universitario e accresciutasi negli anni per la meraviglia delle sue architetture che ho potuto ammirare, studiare da vicino sia per viaggi di vacanza sia per la redazione della tesi, in particolare a Zurigo e a Reggio Emilia. La scelta è stata anche legata al motivo per cui l’architetto valenciano fin dai suoi primi studi e nella progettazione delle sue opere ha applicato lo studio del corpo umano e delle forme presenti in natura, uno studio che continua ad affascinarmi in quanto i suoi schizzi e disegni preparatori, sono una rivisitazione della natura che ci circonda, degli oggetti presenti quotidianamente nella nostra vita fino a tutto ciò che è vivente o che è ormai estinto, ma che influenza il suo pensiero e che lo ha spinto fin da giovane ad occuparsi non solo di architettura, ma anche di pittura, scultura e disegno ingegneristico. Calatrava è sicuramente un artista completo sotto ogni punto di vista delle arti considerate maggiori. L’aver studiato ed essersi occupato di pittura e scultura ha sicuramente svolto un passo decisivo nella sua formazione architettonica anche per lo studio preliminare attraverso modellini curati in ogni minimo particolare. La scelta della tesi è anche stata dettata dal fatto che l’architetto valenciano negli ultimi anni ha lavorato in Italia ed è ancora oggi al centro dei dibattiti, delle polemiche che nel tempo sono scaturite a causa di mal funzionamenti, degradi, dissesti e problematiche statiche e sociali che lo hanno coinvolto sia nelle critiche ma anche a livello giudiziario a dover rispondere e risarcire i danni da lui provocati. Sicuramente il fatto di essere al centro del mirino in varie città europee è un discorso che va affrontato e ho ritenuto opportuno dedicarmi anche al capire quali sono state le cause, quali sono le accuse e a studiare dettagliatamente lo svolgimento dei fatti e chi è coinvolto nelle varie situazioni, per giungere a un discorso completo e avere una visione intera sulle opere e sugli aspetti sociologici che sempre di più vengono coinvolti nella realizzazione di un’ opera, sia essa pubblica o privata. Laureandomi in architettura ho pensato che sia importante non solo studiare le caratteristiche, i materiali e gli aspetti urbani di un’opera, ma anche capire i meccanismi, affrontare e conoscere le problematiche e i dibattiti che negli anni si succedono sia perché sono importanti per la formazione e l’esperienza personale, ma anche perché per un motivo di crescita personale e di mia predisposizione al voler conoscere e approfondire determinati campi può sicuramente essere un punto di partenza per il mio futuro professionale. Questa occasione è risultata molto importante sia per la ricerca svolta nel corso di numerosi mesi, sia per la possibilità di aver potuto contattare direttamente lo studio dell’architetto a Zurigo e avere così potuto analizzare del materiale fornitomi direttamente dall’archivio Calatrava. Santiago Calatrava, inoltre è uno dei maggiori architetti nell’utilizzo delle free - form e ho quindi ritenuto opportuno prima di concentrarmi sulla sua biografia, studiare e capire il meccanismo delle forme libere, anche legate ai primi architetti che le hanno utilizzate nelle loro opere, studiando la tecnologia, gli studi che sono stati fatti nelle nuove applicazioni anche grazie all’uso di software e di programmi matematici sempre più precisi che consentono una simulazione quasi reale dell’opera e del suo comportamento dal punto di vista statico. Nell’affrontare le forme libere ho anche rivolto l’attenzione ai principali materiali da costruzione e alle loro applicazioni, partendo dalla composizione chimica, l’evolversi negli anni giungendo fino ai giorni nostri e ponendo particolare attenzione all’utilizzo di ciascun materiale da parte dell’architetto valenciano.

Il primo capitolo è quindi dedicato alle forme libere, le loro applicazioni e lo studio che viene fatto tra architettura e ingegneria; dal primo utilizzo del termine free - form, quindi “l’Effetto Bilbao”, lo sviluppo dei programmi, lo studio informatico e matematico che regola i software e il cambiamento che è stato fatto dal disegno a mano libera, geometrico fino ad oggi con programmi più avanzati che permettono di controllare in maniera meticolosa gli eventuali errori e poter intervenire nella fase progettuale per giungere a un livello accurato di dettaglio. Dopo aver fatto un discorso generale, ho rivolto l’attenzione all’applicazione delle forme libere e all’uso di tre materiali costruttivi: l’acciaio, il legno e il calcestruzzo. Per ogni materiale, ho descritto la composizione chimica, per poi svolgere uno studio sull’uso fatto dai tempi antichi ad oggi, facendo una carrellata delle opere e degli architetti più significativi che hanno condizionato la storia dell’architettura, rivolgendo l’attenzione a Santiago Calatrava e all’applicazione di questi all’interno delle sue opere, dando una breve descrizione di dove è situata l’opera e come è nata la sua costruzione per poi descrivere come è stato utilizzato il singolo materiale anche dal punto di vista estetico. Il secondo e il terzo capitolo sono rivolti a Santiago Calatrava, la vita dell’architetto, la sua formazione, gli studi, la sua tesi di dottorato per poi giungere alle applicazioni delle forme libere e a un approfondito studio del rapporto che intercorre tra architettura e natura non limitandomi solo alle opere architettoniche ma inserendo anche i disegni, le sculture e gli studi di scenografia svolti, sull’uso dei colori negli schizzi preliminari per poi porre a confronto questi con le opere realizzate.

Il quarto capitolo, la parte più consistente della mia tesi è l’analisi di casi studio suddivisi in tre grandi tipologie che racchiudono le principali categorie di opere dell’architetto: le grandi coperture, i grandi attraversamenti e le passerelle pedonali. Per ogni macro tema ho analizzato due casi studio, scelti sulla base delle mie conoscenze e legati al fatto che sono alcune delle opere studiate nella fase di ricerca svolta anche sul posto. Per quanto concerne le grandi coperture ho preso in analisi la Stazione Stadelhofen di Zurigo, la biblioteca della facoltà di Giurisprudenza di Zurigo, e la Stazione Mediopadana di Reggio Emilia, tre opere importanti che riguardano la progettazione del nuovo nell’ambiente costruito e si riallacciano agli studi effettuati nel percorso universitario e per quanto riguarda l’ultima scelta legata al fatto che è una delle ultime grandi opere realizzate che ho avuto la possibilità di visitare. Per i grandi attraversamenti ho studiato il Ponte Bach de Roda Felipe II di Barcellona e il ponte Alamillo a Siviglia, due opere importanti e significative nel percorso dell’architetto. Infine come passerelle pedonali ho rivolto la mia attenzione al Sundial footbridge di Redding, in California e il Campo Volantín footbridge di Bilbao. Per ogni caso studio ho creato una scheda descrittiva composta da una copertina con schizzi realizzati da me, foto e una tabella contente alcune informazioni, fra cui: nome edificio, luogo, progetto, committente, progettista e materiali utilizzati. Ho poi organizzato l’analisi di ogni caso studio suddividendo in paragrafi uguali per ciascun opera in esame secondo località, descrizione, finalità, dimensioni dell’area, struttura e tecnologia e dettagli tecnologici andando ad analizzare non solo i materiali ma anche le tecnologie e i nodi strutturali più importanti descrivendoli accuratamente.

L’ultimo capitolo, affronta un tema importante legato ai degradi, ai dissesti e alle problematiche realizzative e di gestione delle opere di Santiago Calatrava. Un argomento in linea con gli studi affrontati e legati agli attuali dibattiti. In particolar modo ho studiato e inserito la questione della costruzione del ponte della Costituzione di Venezia che ha prodotto numerosi problemi ed ancor oggi non è giunto a termine. Mi sono poi occupata di problemi di degradi e manutenzione delle opere europee ed italiane, in particolare della Stazione Mediopadana di Reggio Emilia e infine di un’opera inconclusa e ancora in cantiere che è la Città dello Sport di Tor Vergata a Roma, cercando di capire le cause e i motivi per i quali la costruzione è ancora ferma.

Relatori: Annalisa Dameri, Clara Bertolini, Tanja Marzi
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3737
Capitoli:

INDICE

Introduzione

1 Forme libere tra architettura e ingegneria

1.1 Acciaio e forme libere

1.2 Legno lamellare e forme libere

1.3 Calcestruzzo e forme libere

2 Santiago Calatrava e forme libere

3 Santiago Calatrava e il rapporto tra architettura e natura

4 Casi studio

4.1 Grandi coperture

4.1.1 Stazione Stadelhofen, Zurigo

4.1.2 Biblioteca della Facoltà di Giurisprudenza, Zurigo

4.1.3 Stazione Mediopadana, Reggio Emilia

4.2 Grandi attraversamenti

4.2.1 Ponte Bach de Roda - Felipe II, Barcellona

4.2.2 Ponte Alamillo, Siviglia

4.3 Passerelle pedonali

4.3.1 Sundial footbridge, Redding

4.3.2 Campo Volantìn, Bilbao

5 Degradi, dissesti e problemi di gestione delle opere di Santiago Calatrava

Conclusioni

Bibliografia

Sitografia

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

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-E.M. Smith, A critical analisis of the Campo Volantin footbridge, Bilbao, Spain, in Proceedings of Bridge Engineering 2 conference 2009, University of Bath, UK, April 2009

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DISPENSE

-Bertolini. C., dispense ^,el corso Tecnologie dell’architettura, Politecnico di Torino 2012 - 2013

-Marzi T., dispense del corso Tecnologie del recupero edilizio, Politecnico di Torino 2012 - 2013

ARTICOLI DI GIORNALE

-F. B., Calcitrava e il mio nuovo ponte sul Canal Grande, in “Corriere della Sera”, 11/0872006

-D’Arcais A. F jgranJi architetti sotto accusa, in “La Repubblica”, 08/11/2007

-La Vela bianca di Caliltrava H sogno dello sport nel degrado, in “La Repubblica”, 29/11/2013

-Montanari T Belli o frutti, purché griffati dalle archistar, in “Il fatto quotidiano”, 10/03/2014

-Reggio Emilia Calatrava e ^ stazione gioello”-.senza ascensore per le barelle, in “Gazzetta di Reggio”, 25/07/2014

-Mencagli P Concretò' un materiale per l’architettura, in Tnconcreto” n° 117, Marzo 2014

DOCUMENTI DI ARCHIVIO

-Santiago Calatrava LLC, Stadelhofen Traiti Station, Zurigo, per gentile concessione dello studio

Santiago Calatrava LCC di Zurigo, materiale concesso per la redazione della tesi, marzo 2014

-Santiago Calatrava LLC, University of Zurich Law Faculty Zurigo, per gentile concessione dello studio Santiago Calatrava LCC di Zurigo, materiale concesso per la redazione della tesi

SITOGRAFIA

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