Rilievo e scansione laser e valutazioni statiche delle rovine dell’acquedotto romano di Susa
Matteo Terzago
Rilievo e scansione laser e valutazioni statiche delle rovine dell’acquedotto romano di Susa.
Rel. Antonia Teresa Spano', Stefano Invernizzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Questa tesi, vista la sua natura interdisciplinare è suddivisa in due parti: la prima, più corposa, riguarda la disciplina del rilievo e le sue applicazioni in ambito architettonico e di documentazione; la seconda, quella di carattere strutturale, è volta ad illustrare come sia possibile sfruttare le moderne tecniche di rilievo per sviluppare studi strutturali dettagliati.
Analizzeremo le varie tecniche utilizzabili per il rilievo di beni architettonici e aree archeologiche di rilevanza storica, ma anche le varie possibilità di utilizzo dei prodotti finiti, sottolineando quanto sia importante una documentazione accurata e quanto siano fondamentali le varie tecniche di rilievo utilizzate per raggiungere un elevato livello di precisione, necessario per altri studi, atti alla valorizzazione e la tutela dei beni stessi.
L’acquedotto di Susa, che è posizionato nella zona più alta ed a sud di tutta l’area archeologica, è costruito in rocce calcaree, marmi e muratura in ciottoli di fiume e poggia su due rocce scavate al centro per consentire il transito di pedoni ed in passato probabilmente di carri. Restano in piedi solamente le due arcate adiacenti alle mura ed a una delle torri, pertanto non sappiamo quale possa essere stato l'esatto percorso nel pieno della sua funzione, né per quale motivo sia stato abbattuto.
In questa Tesi ho realizzato il modello tridimensionale mantenendo un alto livello di dettaglio che potrà essere utilizzato in futuro per ulteriori analisi riguardanti la storia e il percorso dell'acquedotto, costruito per servire le terme graziane, ma anche la città di Susa.
A seguito delle scansioni eseguite con laser scanner, ho ottenuto un modello computerizzato che mi è poi servito ad analizzarne la struttura con un software di calcolo basato sul metodo degli elementi finiti, verificandone la stabilità e gettando le basi per eventuali lavori futuri e indagini più accurate. Analizzando più in profondità i materiali con cui è costruito e con cui è stato restaurato sarà eventualmente possibile scoprire nuovi dettagli sulle straordinarie tecniche di costruzione romane.
Relatori
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