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Forte, Federica

Il complesso ospedaliero delle Molinette : un progetto di conoscenza.

Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio, 2014

Abstract:

INTRODUZIONE:

Il nuovo ospedale delle Molinette venne realizzato nel 1915, nel quartiere Nizza Millefonti di Torino, fa parte della IX circoscrizione, a sud-est della città, tra Corso Bramante a nord, il fiume Po a est e Corso Maroncelli a sud. Esteso in lunghezza, il quartiere è adiacente al vicino Lingotto, a ovest confina con il centro multifunzionale Lingotto, con l'impianto eno-gastronomico Eataly, l'Oval Lingotto e a ovest la Stazione di Torino Lingotto, il (futuro) Grattacielo della Regione Piemonte e i relativi collegamenti del sottopassaggio stradale, il ponte-sopraelevato di Via Passo Buole e la passerella pedonale 8Gallery-Lingotto.

Il territorio è caratterizzato, fin dal XVIII secolo, da due assi radiali principali - la strada di Nizza e la strada di Stupinigi (oggi Corso Unione Sovietica) e da un unico asse trasversale, corrispondente all’odierna via Passo Buole. Parallelamente a questi due assi di comunicazione venne costruita (1846-1848) la Ferrovia per Genova che segna la suddivisione tra due zone, ad Est ed ad Ovest del percorso ferroviario, che avranno uno sviluppo tra loro molto distinto.

Il quartiere Millefonti in ambito urbano è delimitato da via Nizza, Corso Spezia, via Garessio, via Spotorno e via Lavagna; è connotato prevalentemente da tessuti urbani organizzati in isolati chiusi con tipi edilizi residenziali e misti residenziali-commerciali (lungo via Nizza e via Genova) allineati sui fronti viari, di quattro, cinque, sei piani, risalenti agli interventi urbanistici degli anni Venti e Trenta del Novecento con alcune preesistenze di costruzioni ottocentesche a due, tre piani. Il nome deriva da Nizza, per la via omonima che lo attraversa lungo tutto il lato ovest, chiamata storicamente così perché indirizzava verso le coste sud della Francia (l'attuale piazza Giosuè Carducci si chiamava anticamente Barriera di Nizza,così come la parallela via Genova, e Millefonti perché la zona, in tempi remoti, era molto ricca d'acqua, ovvero costituita da piccolissime sorgenti sotterranee a ridosso del Fiume Po.

Millefonti era un'area sul Po, dove il duca Carlo Emanuele I, fece costruire delle ville caratterizzate dalla presenza di fontane e ruscelli poste ll'interno di un parco che oggi non esiste più a causa delle guerre e dell'incuria. Successivamente nel luogo occupato da queste ville, venne realizzata la cascina Millefonti del conte di Pertengo, poi Rissone, non più esistente perchè abbattuta per ospitare Italia 61.

Via Nizza nasce sul sedime dell'antico stradone che collegava Torino a Pinerolo e a Nizza, la cui importanza di collegamento della città col territorio meridionale è stata consolidata dalle localizzazioni delle barriere daziarie delle due Cinte Daziarie, del 1853 e del 1912 e dalla nuova funzione di direttrice radiale di sviluppo edilizio. La città risulta quindi circoscritta da un vasto poligono irregolare di quattordici lati, tredici dei quali costituiscono il perimetro della cerchia daziaria e sono limitati da muro con fossato esterno; la lunghezza totale di questo perimetro è di dodici chilometri. Ancora a metà Ottocento, i principali assi viari storici d’accesso alla città, per la zona piana, erano le strade di Nizza, di Francia e di Milano. Nel 1853, sulla sponda sinistra del Po, il tracciato della cinta daziaria era connesso alla presenza di alcuni borghi e aggregati edilizi; la scelta era tesa a far in modo che non si formassero vicino alla città centrale, grandi nuclei urbani esenti dal dazio, inoltre l’inclusione della zona di San Salvario e dei limiti della Cittadella fu fatta al fine di eliminare il contrabbando.

Il tracciato della cinta si sviluppava sia sulla parte piana che sulla parte collinare e il territorio di pianura era solcato da un muro con fossato e strade di ronda interna e di circonvallazione esterna, mentre il territorio di collina era solcato da un muro, senza fossato che si collegava ai muri di cinta delle ville esistenti.

La cinta daziaria aveva molti accessi denominati barriere a forma di spiazzo che contenevano il complesso degli edifici destinati ad ospitare gli agenti del dazio che controllavano l’ingresso delle merci in città. Le barriere avevano una larghezza variabile da 25 a 3 metri di cui le più importanti erano caratterizzate da edifici in muratura con apposito piazzale. Tutte queste porte non si chiudevano mai e oltre a queste barriere esistevano dei passaggi minori. Il muro di cinta era fatto in parte in mattoni e in parte in muratura mista, esternamente è continuo e intonacato. Il tracciato della cinta aveva impresso forti segni sul territorio urbano e quando la cinta fu ampliata, il sedime lasciato libero determinò la formazione di corsi con andamento anulare.

L’infrastruttura doganale si può collocare in un settore tipologico che potrebbe essere compreso fra le opere edili di tipo civile e le opere edili di tipo militare; il muro di cinta si può paragonare alle recinsioni di alcuni stabilimenti carcerari. Le attrezzature sono caratterizzate da elementi classicistici dell’eclettismo.

Nel punto in cui la strada di Nizza tagliava il muro per andare a sud, sorse la barriera la quale comprendeva le costruzioni del dazio e una piazza rettangolare, l'attuale Piazza Carducci. La barriera era costituita da due edifici simmetrici, le case del dazio, con muri in bugnato e porticati anteriori e posteriori paralleli a via Nizza. Di tutto ciò non rimane nulla, gli edifici visibili oggi intorno alla piazza, sono stati ricostruiti dal 1945 in poi. La piazza ha al centro un giardinetto che costituisce un nodo di traffico automobilistico.

Sulla destra della piazza, ci sono l'oratorio e la chiesa di San. Michele, quest’ultima è un edifìcio neoromanico del 1890 progettato da Carlo Ceppi, con facciata a mattoni a vista. Sulla facciata, sopra il portone, ci sono sei piccoli cerchi, l'abside della chiesa è rivolta ad ovest; l'interno è caratterizzato da una navata centrale per l'oratorio maschile e da un'area a nord per le ragazze. L'edificio venne realizzato allo scopo di istruire i giovani della borgata grazie al cardinale Gaetano Alimonda che inviò il suo segretario Giuseppe Diverio dai Lanza per ottenere dei locali; Lanza concesse a don Diverio il terreno di fronte allo stabilimento e alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento nacque il primo nucleo dell'istituto e successivamente vennero realizzati la chiesa (consacrata nel 1890) e l'asilo infantile.14

A causa della prima guerra mondiale, l'asilo e la scuola vennero requisiti per l'ospedale militare e per l'accoglienza ai profughi. Successivamente don Diverio lasciò il San Michele all'istituto della Consolata. Durante la seconda guerra mondiale l'edificio venne colpito dai bombardamenti e solo successivamente gli edifici vennero ricostruiti, i locali vennero ampliati e vennero aggiunte due palestre.

Procedendo da via Genova verso sud, ci si trova davanti alla scuola elementare Vittorino da Feltre, costruita dal 1916 al 1921, aperta nel 1922 e inaugurata nel 1923. L’edificio di grandi dimensioni, venne costruito in funzione dell’aumento dei ragazzi dovuto alla crescita delle borgate dalla vecchia Barriera Nizza a Millefonti, indotta dalla sviluppo industriale e soprattutto dalla FIAT. La scuola includeva anche un asilo comunale, una scuola serale e inoltre dava la possibilità di frequentare le scuole tecniche inferiori o di avviamento al lavoro. Durante la seconda guerra mondiale la struttura venne bombardata per la vicinanza della FIAT, ma venne successivamente ricostruita. Nel 1958 l’orto e il giardino vennero sostituiti dall’istituto professionale Galileo Galilei.

Relatori: Annalisa Dameri
Soggetti: A Architettura > AG Edifici e attrezzature per la sanità e l'assistenza
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3658
Capitoli:

INDICE:

1. Inquadramento architettonico/urbanistico/territoriale

1.1. Barriera Nizza-Millefonti

1.2. Tipologie edilizie

1.3. Edifici industriali

1.4. Italia 61

1.5. Edifici per la salute

2. L’Assistenza ospedaliera tra Ottocento e Novecento

2.1. La rivoluzione della commissione Tenon: nascita della “machines a guerir”

2.2. La struttura ospedaliera ottocentesca

2.3. L’ospedale nel Novecento

3. L’Ospedale di San Giovanni Battista

3.1. Origini dell’ospedale (1680-1767)

3.2. Il sistema sanitario in Piemonte tra Napoleone e la Restaurazione

3.3. Ospedale di San Giovanni Battista nell’Ottocento

4. Le Molinette

4.1. Inquadramento generale

4.2. Fondazione delle Molinette

4.3. I primi progetti

4.4. Organizzazione del complesso ospedaliero

4.5. Tecniche e materiali di costruzione

4.6. Le Molinette oggi

4.7. Il complesso ospedaliero nel tempo: confronto

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SITOGRAFIA:

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Tavole:

INDICE TAVOLE:

Tav. 1 Inquadramento fotografico Nizza-Millefonti

Tav. 2 Ospedale San Giovanni Battista

Tav. 3 Strutture ospedaliere tra Ottocento e Novecento

Tav. 4 Molinette: Analisi progetto primitivo, 1914

Tav. 5 Molinette: Analisi progetto, 1923

Tav. 6 Molinette: Analisi progetto, 1927

Tav. 7 Molinette: Analisi progetto, 1930

Tav. 8 Molinette: Individuazione dei lotti del complesso ospedaliero

Tav. 9 Lotto I: Padiglioni di ingresso al complesso ospedaliero

Tav. 10 Lotto I: Padiglioni di ingresso al complesso ospedaliero

Tav. 11 Lotto II: Padiglione clinica chirurgica

Tav. 12 Lotto III: Padiglione clinica medica

Tav. 13 Lotto IV: clinica psichiatrica ospedale dermosifilopatico e clinica dermosifilopatica

Tav. 14 Lotto V: Padiglione ospedaliero di anatomia patologica e annessi

Tav. 15 Lotto V: Padiglione ospedaliero di anatomia patologica e annessi

Tav. 16 Lotti VI - VII: Padiglione ospedaliero della medicina e della chirurgia

Tav. 17 Lotto Vili: Chiesa, alloggio suore e femminili

Tav. 18 Lotto Vili - La Chiesa

Tav. 19 Dettagli sistemi costruttivi: Le fondazioni

Tav. 20 Dettagli sistemi costruttivi: Le coperture

Tav. 21 Dettagli: Le decorazioni

Tav. 22 Dettagli: Balconate e ringhiere

Tav. 23 Dettagli: tipologia di infissi interni ed esterni

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