Alicia Martini
Analisi sismica di strutture a setti portanti con pannello in EPS e calcestruzzo strutturale : differenze applicative tra Italia e Paesi sottosviluppati.
Rel. Giuseppe Ferro. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
“La terra è un pianeta vivo, la sua superficie è scossa continuamente da terremoti i cui effetti si manifestano in modo improvviso ed ogni volta in maniera diversa.
Nei fenomeni estremi sono da includere anche i grandi terremoti che in modo imprevedibile colpiscono territori più o meno estesi, producendo catastrofi di eccezionale gravità.
La Terra è un luogo in continuo mutamento, e i suoi cambiamenti comportano sempre delle conseguenze.
Queste conseguenze hanno la possibilità di tramutarsi in un Disastro Ambientale. Esso è la conseguenza di un pericolo naturale determinato da fenomeni a volte amplificati dall’attività umana.
Un disastro naturale si verifica quando un evento naturale rischioso si presenta in zone vulnerabili. Primo tra questi è il terremoto, che genera una serie di onde sismiche spesso causa di gravi distruzioni e perdite di vite umane.
Nel Mondo ogni anno si verificano in media un paio di terremoti distruttivi e il numero di vittime è superiore a ventimila. Circa un terzo della popolazione mondiale vive in zone esposte al pericolo di terremoti, spesso in case non adeguate a resistere alle vibrazioni del terreno. L’irregolarità con cui i forti terremoti si succedono nelle diverse zone riduce la consapevolezza del pericolo e di conseguenza spesso limita le risorse destinate alla mitigazione degli effetti.
Più del 95% di tutte le morti causate da disastri ambientali avviene in paesi in via di sviluppo. Esiste una stretta correlazione tra il livello di sviluppo di un paese e le perdite dal punto di vista umano durante i terremoti di grande magnitudo.
Facendo riferimento a paesi sottosviluppati si mira ad introdurre il concetto di povertà poiché il termine “sottosviluppo” è strettamente legato alla sua accezione economica.
Questa situazione porta con se arretratezza sociale ed economica creando con il resto del mondo un divario economico quasi insanabile.
I paesi sottosviluppati possono cercare di migliorare le loro condizioni tramite aiuti da nazioni sviluppate e da associazioni internazionali, varando a loro volta dei programmi d’aiuto.
Si definisce genericamente “aiuto internazionale” quell’attività che comporta un trasferimento volontario di risorse da un paese ad un altro. Rientrano in questa definizione tutte le forme di collaborazione fra paesi. E’ ovvio però che l’impatto di un disastro ambientale su uno di questi paesi porta con se conseguenze di tipo catastrofico. Ciò è stato sotto gli occhi di tutti negli ultimi anni con il conseguirsi di terremoti e con essi di numerose perdite per le popolazioni colpite.
E’ necessario, a questo punto, domandarsi come procedere nella ricostruzione post catastrofe.
Le aree dove la povertà ha messo a rischio la vita di persone, impedendo tra le varie cose anche la costruzione di abitazioni e strutture adeguate alle condizioni ambientali del territorio, necessitano di uno studio profondo e di regole precise prima di ricostruire ciò che era presente. Il problema nasce dalla compatibilità tra le necessità e le risorse economiche di paesi sottosviluppati.
Siamo arrivati ad sviluppare un edilizia povera e tecnologicamente non avanzata in grado di adattarsi alle più note norme antisismiche, a patto che la ricostruzione vera e propria sia preceduta da una fase di progettazione che comprende anche lo studio del territorio per identificarne le caratteristiche e i punti di maggior rischio.
Ma se davvero così fosse, come mai molte tecniche e materiali costruttivi utilizzati per questi scopi non vengono riconosciuti dalle nostre normative?
Il binomio Sicurezza - Sviluppo ha fatto molto spesso la sua apparizione nelle istituzioni multilaterali quali le Nazioni Unite e l’Unione Europea. Recentemente la maggior consapevolezza dei danni causati da disastri naturali ha incentivato strategie di riduzione del rischio anche nei paesi in via di sviluppo. Sono così state approvate dal 2005 nella Conferenza Mondiale per la Risoluzione dei Disastri gli obiettivi e le linee guida per le comunità e le nazioni al fine di evitare enormi perdite umane, economiche e ambientali in caso di disastri causati dai sismi.
I principali obiettivi identificati per la riduzione del rischio e l’aumento di consapevolezza nel mondo,sono stati:
• Integrazione di considerazioni riguardanti il rischio di disastro nelle linee politiche, pianificazioni ad ogni livello, con particolare attenzione alla prevenzione di disastri.
• Rafforzamento e sviluppo di istituzioni, meccanismi e capacità ad ogni livello, in particolare quello delle comunità locali, con il compito di contribuire alla resistenza delle costruzioni nelle situazioni di maggior rischio.
• Implementazioni di approcci riguardanti la riduzione del rischio nella progettazione e nei piani di ricostruzione.
Nei paesi più poveri non ci sono sufficienti risorse per poter raggiungere gli standard antisismici dei paesi più sviluppati. Per questo motivo i codici stabiliti in Europa e la normativa Italiana spesso non vengono considerati nell’aiuto dei paesi poveri.
La sicurezza permanente sembra passare in secondo piano rispetto a quella immediata.
Nei paesi sottosviluppati, la maggior parte degli edifici è costruita con i mezzi più economici da piccole imprese, oppure direttamente dagli stessi proprietari senza l’aiuto di ingegneri tecnici specializzati.
La situazione è quindi sempre più assurda, si sa sempre meglio come costruire in maniera antisismica ma la vulnerabilità è maggiore che mai; ciò perché si costruisce in mancanza di norme e criteri che regolamentino la costruzione e la buona esecuzione degli edifici.
E’ necessario quindi trovare soluzioni ingegneristiche che siano versatili per quei paesi che non hanno i mezzi per potersi permettere ne la tecnologia moderna dei paesi sviluppati ne le risorse economiche.
La necessità di avere metodi efficaci di prevenzione sismica ha spinto a definire normative con particolare occhio di riguardo a strutture non ingegnerizzate, ossia strutture abitative a bassa tecnologie ma con caratteristiche tali da resistere ai movimenti orizzontali del pianeta.
Non risulta infatti ancora realistico per paesi così arretrati applicare criteri di ingegneristica del mondo moderno, soprattutto non per quanto riguarda l’edilizia privata. Questo a causa dei costi, della reperibilità del materiale e dell’esecuzione.
Le tecnologie povere contengono in qualche modo, il presupposto dell’ibridazione tecnologica, nel mischiare diverse tecniche, e nella capacità culturale al cambiamento all’utilizzo di qualsiasi materiale. L’apporto tecnologico può innescare uno sviluppo che potrebbe permettere di uscire dal divario che investe questi paesi.
Un modo di agire può essere quello di migliorare le tecniche e i modelli tradizionali utilizzando tecnologie “avanzate”.
Si innestano qui più soluzioni al fine di arrivare ad una ricostruzione edilizia che garantisca la sicurezza delle persone, ognuna da adottarsi in casi
determinati. Un primo metodo è sicuramente l’autocostruzione, ovvero il singolo che ricostruisce la propria abitazione. Essa può essere valida se supportata inizialmente da una formazione sia teorica che pratica e da un insieme di suggerimenti sulla costruzione che indicano la strada corretta da percorrere.
Un’altra soluzione valida è la costruzione prefabbricata, e quindi più sicura dal punto di vista ingegneristico della sicurezza ma sicuramente più costosa.
L’obiettivo di questa tesi è studiare a fondo un sistema tecnologico innovativo prodotto in Italia ma utilizzato all’estero, poiché non approvato dalla nostra normativa, e metterlo a confronto con essa.
L’idea è quella di dare la possibilità di potersi avvalere di tecniche innovative per aiutare i paesi poveri nella ricostruzione post sismica.
Quindi studiare un sistema identificato come una via di mezzo tra la legge Italiana e Europea antisismica e le costruzioni non tecnologiche presenti in questi paesi. Una tecnologia realizzabile anche in quei luoghi poco accessibili e a prezzi ridotti.
La missione è quella di offrire l’opportunità a tutte le persone del mondo di avere e costruirsi una casa sicura con un notevole risparmio rispetto agli standard abitativi fin ora utilizzati.
Relatori
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