Politecnico di Torino (logo)

Glionna, Maria and Minnici, Marilivia

Attraverso Hong Kong : indizi e pratiche.

Rel. Francesca Governa, Michele Bonino, Giovanni La Varra. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta', 2014

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

Questo studio nasce dalla percezione di un vuoto. Un vuoto che si è prospettato alla fine di un percorso di studi che avrebbe dovuto darci gli strumenti per agire sulla città, e davanti alla quale, invece, ci siamo trovate impreparate. Questo percorso, tuttavia, ci ha insegnato che il progetto darchitettura non inizia, non può iniziare, nel momento in cui, nero su bianco, prende forma sulla carta. Ci siamo rese conto che l’architettura e la città, così come sono, reali, intorno a noi e attraverso la nostra vita, ogni giorno, non possono ridursi alla concretezza materica del costruito, né alla fisicità della dimensione spaziale.

Lo spazio urbano è progettato, ma, anche e soprattutto, è vissuto, negoziato, interpretato, rappresentato. E’ anche attraverso le nostre azioni, gli sguardi, l’immaginazione, l’aspettativa che lo spazio si costruisce e si modifica, inevitabilmente. I luoghi e le persone si mettono in scena a vicenda nell’interazione, e noi crediamo che rendere possibile questo incontro nelle sue molteplici variazioni sia compito degli architetti. Alla base di questa ricerca ci domandiamo come sia possibile progettare uno spazio fisico, che è fermo e stabile, ma che sia capace di rapportarsi con una realtà che è azione e movimento. Il linguaggio della forma non può essere scisso dall’atto di abitare, ed è proprio nelle possibilità d’uso e di significato, nell’appropriazione, che, per noi, sta la sfida dell’architettura. Osserveremo gli spazi urbani così come essi vivono e sono vissuti, attraverso le più semplici forme di interazione della vita quotidiana, la quale, come ricordano Amin e Thrift (2005: 74), “è ciò che resta quando tutti i sistemi della città sono stati scomposti in fattori, il che, vorremmo sottolineare, non è poco". Guarderemo a questi spazi per capire, in ultimo, cose uno

spazio pubblico. Come esso si costruisce, nell’incontro e nello scontro tra la materia, l’immagine e la vita.

Nell’intraprendere la ricerca sullo spazio urbano, abbiamo deciso di affidarci a due approcci. L’approccio geografico, che nelle sue molteplici declinazioni, nel suo intrinseco dialogo con discipline diverse, ci ha consentito di affrontare lo studio della città con uno sguardo per noi totalmente nuovo, e ha ampliato le nostre possibilità di interpretazione. E l’approccio progettuale, che, benché non si espliciti a conclusione di questo lavoro sul piano compositivo, si mantiene nell’intenzione di interpretare lo spazio in funzione di una progettualità più coscientemente legata alle dinamiche urbane e sociali in cui si inserisce.

Questa tesi avvia per noi un percorso di interpretazione della città e delle sue spazialità come sistemi aperti e dinamici, che non possono ricondurre ad una visione unitaria. L’immagine che tenteremo di ricostruire è pertanto un’immagine frammentata e parziale: non crediamo sia possibile osservare e interpretare la città nella sua unitarietà.

La realtà, come racconta Ginzburg (1979), è opaca, ma esistono delle zone privilegiate, delle spie, che consentono di decifrarla. Cercheremo queste spie, guardando a fenomeni e luoghi specifici, nel tentativo di cogliere qualcosa di più sullo spazio urbano, sulle relazioni e sugli incontri che in esso e con esso si realizzano.

Porremo l’attenzione sul particolare, ma non intendiamo negare l’idea di una totalità: essa è ribadita nel momento stesso in cui si afferma che la conoscenza diretta del tutto, nella sua completezza, non è possibile. Cercheremo queste spie nella città, nei suoi luoghi più banali e imprescindibili, studiando le molteplici sfumature della spazialità urbana.

indizi e pratiche

Lo faremo camminando, perché da sempre questa pratica ha prodotto architettura e paesaggio. Perché, il camminare, permette di vedere il territorio nella sua dinamicità (Careri, 2006). E lo faremo osservando. Perché star fermi ad ascoltare “la musica della città”, da “una distanza spettrale”, “offre vedute che sono più che spettacoli. Prospettive che sono prolungate nella mente in modo tale che le implicazioni di questo spettacolo portino con sé le relative spiegazioni” (Lefebvre, 1996: 224).

In questa ricerca proveremo a non fermarci di fronte all’esistenza di blocchi di significati, di dichiarare direttamente inspiegabile o, ancor peggio, di non osservare nemmeno, ciò che non si può spiegare subito con gli strumenti che consuetamente abbiamo utilizzato in passato. Crediamo che la giustapposizione di più sguardi, di strumenti molteplici utilizzati come integrati e complementari possa aiutarci in questo intento. Non crediamo esista un approccio che più di altri, in ogni situazione, offra uno studio sincero e approfondito della città. Per questo, ci rivolgeremo a tre strumenti d’indagine cui, nei singoli casi specifici, ci siamo affidate per interpretare e restituire quello che investighiamo. Useremo il codice della lingua, poiché è uno strumento diretto ed immediato di argomentazione; quello del disegno, che ci è vicino e familiare nell’interpretazione dello spazio; e quello del video, l’immagine in movimento, perché consente l’immersione percettiva nella descrizione, e più degli altri permette di visualizzare le azioni nello spazio attraverso la componente temporale. Cercheremo quindi di immergerci e di estraniarci nelle e dalle realtà che descriviamo, perché crediamo che l’integrazione di punti di vista diversi e la transcalarità degli strumenti siano fondamentali nello studio di fenomeni complessi, come la città.

Oggetto di questo studio è la città di Hong Kong. Ne parleremo in termini specifici, descriveremo le situazioni che qui diventano evidenti, non perché crediamo nella sua eccezionalità, ma perché escludiamo la possibilità di formulare generalizzazioni sul fenomeno così ricco di sfaccettature e declinazioni che è la città contemporanea. Procederemo per inferenza, cercando di interpretare ciò che osserviamo invece che cercare nella città delle risposte ad un’ipotesi pregressa. La scelta del caso studio è in parte il risultato della volontà di guardare a realtà a noi estranee, della nostra curiosità verso un mondo esotico che oggi più che mai è presente nelle nostre vite. Hong Kong rappresenta a nostro avviso una realtà in bilico tra l’universo occidentale e quello orientale: formatasi durante la dominazione inglese, essa è, in qualche modo, anche una città europea, ma, allo stesso tempo, rappresenta il cuore del continente asiatico.

Un luogo di incontro, un crocevia di culture che ci ha affascinate sin dall’inizio.

Crediamo che questa ambivalenza sia d’aiuto nella ricerca di sguardi d’interpretazione molteplici: la nostra imprescindibile alterità rispetto all’elemento di descrizione si sfuma, talvolta, nella scoperta di somiglianze inaspettate.

Questo saggio è strutturato in due parti, cui si interpone un intermezzo, in cui spiegheremo le scelte fatte in riferimento all’immagine della città che intendiamo ricostruire.

Nella prima parte cercheremo di descrivere, nel capitolo iniziale, il quadro interpretativo in cui la ricerca si inscrive, e, nel secondo capitolo, i metodi e gli approcci perseguiti, gli strumenti a supporto della narrazione e i modelli di riferimento.

La seconda parte di questo percorso è dedicata alla lettura diretta del caso studio, la città di Hong Kong. Individueremo tre tipologie di spazi urbani sui quali concentriamo la nostra attenzione.

La narrazione di ogni spazio studiato si svilupperà secondo la giustapposizione di codici di lettura differenti, i metodi e gli strumenti precedentemente dichiarati, nel tentativo di integrare diverse possibilità di interpretazione.

Relatori: Francesca Governa, Michele Bonino, Giovanni La Varra
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GA Antropologia
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GD Estero
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GI Tradizioni popolari
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta'
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3540
Capitoli:

Introduzione

Parte Prima

1. LA CITTA' DI CARNE E PIETRA

1.1 Metodi di indagine e codici di conoscenza Soggettività e oggettività, divinazione e scienza

1.2 Il movimento

2. STRUMENTI DI NARRAZIONE

2.1 Punti di vista

2.2 Peregrinazioni

2.3 Ritmanalisi

2.4 Rappresentazioni assonometriche

2.5 Immagini in movimento

Intermezzo

- L’immagine della città

- Spazi altri

- Scena e retroscena

Parte Seconda

3. SPAZI DELLA CIRCOLAZIONE

3.1 Floating ways

3.2 Escalator

3.3 Sottoterra

3.4 Ascensore

4. SPAZI IN MOSTRA

4.1 SULLA SOGLIA

4.1.1 Boxes

4.1.2 Microshops

4.2 OLTRE LA SOGLIA

4.2.1 Chungking Mansion

5. SPAZI DELL’APPROPRIAZIONE

5.1 Interstizi

5.2 Little Manila

5.3 In cima alla città, al fondo della società

6. Conclusioni

Bibliografia:

Abbas, M. A. (1997)- Wong Kong: Culture and the politics of disappearance. Minneapolis: University of Minnesota Press.

Allen, J. (1999). Worlds within Cities, Massey D., Allen J„ Pile S. (a cura di), City Worlds, London.- Routledge.

Amin, A., Thrift, N. (2005). Citta: ripensare la dimensi0- ne urbana. Bologna: II mulino.

Anderson, J. (l97l). Space-time budgets and activity studies in urban geography and planning. Environment and planning, 3(4), 353-368.

Antoccia, L. (1994)- H viaggio nel cinema di Wim Wenders. Bari: Edizioni Dedalo.

Appadurai, A. (2011). Disjuncture and difference in the global cultural economy 1990. Cultural Theory: An An¬thology, 282-295-

Appadurai, A. (a cura di). (1996). Modernity al large: cul¬tural dimensions of globalization. Minneapolis: Universi¬ty of Minnesota Press.

Atkinson, R., Willis, P. (2009). Transparent cities: Re¬shaping the urban experience through interactive video game simulation. City, 73(4), 403-417.

Bailey, C. (1997). Wong Kar-Wai’s Works Show Enormous Energy.

indizi e pratiche

Baudelaire, C. (1964). The Painter of Modem Life and Other Essays, (a cura di) J. Mayne, London: Phaedron.

Bellour, R. (2007). Fra le immagini. Fotografia, cinema, video. Torino: Pearson.

Benjamin, W. (1966). L’opera d'arte nell’era della riprodu¬cibilità tecnica, (a cura di) E. Filippini. Torino: Einaudi.

Benjamin, W. (1973) The Flaneur. Charles Baudelaire: a lyric poet in the era of high capitalism, (a cura di) H. Zohn. London: New Left Books.

Boeri, S., Koolhaas, R., Ulrich. H, (2003). Multiplicity USE uncertain states of Europe. Barcelona: Barcelona 2000.

Bragdon, C. (1932). The frozen fountain. New York: Al¬fred A.

Brunette, P. (2005). Wong Kar-wai. Chicago: University of Illinois Press.

Buck-Morss, S. (1986). The flaneur, the sandwichman and the whore: the politics of loitering, in New German Cri¬tique, (39), 99-140.

Calvino, I. (1980). Una pietra sopra. Torino: Einaudi.

Calvino, I., (2002). Le citta invisibili. Milano: Mondadori.

Canevacci, M. (2001) Antropologia della comunicazione visuale: feticci, merci, pubblicità, cinema, corpi, videosca- pe. Voi. 4. Roma: Meltemi Editore.

Cardano, M. (2011). La ricerca qualitativa. Bologna: Il mulino.

Careri, F. (2006). Walkscapes: camminare come pratica estetica Torino: Einaudi.

Caygill, H. (l997)- Walter Benjamin: the colour of experi¬ence. London: Routledge.

Chan, W. (2012). Hong Kong’s disappearing outdoor food stalls, CNN, July 24, 2013

Cohen-Solal, A. (1987)- Sartre: A life. New York: Vintage.

Colusso, P. F., & Wenders, W. (1998). Win Wenders: pae¬saggi luoghi città. Torino: Testo & immagine.

Cuthbert, A. (1995). Under the volcano: postmodern space in Hong Kong. Postmodern Cities and Spaces, 138- 48.

Cuthbert, A. (2011). Understanding cities-, method in ur¬ban design. London: Routledge.

Cuthbert, A. and McKinnell, K. (1997) Ambiguous space, ambiguous rights: corporate power and social control in Hong Kong, Cities, 14(5), 295- 311-

De Certeau, M. (1984). The practice of everyday life. Berkeley: University of California Press.

de Solá-Morales, I. (2001). Decifrare l'architettura: Inscri¬pciones del XX Secolo. Bonino, M. (A cura di). Torino: Allemandi.

Debarbieux, B. (1995). Le lieu, le territoire et trois figures de rhétorique. Espace géographique, 24(2), 97-112.

Dehaene, M„ & De Cauter, L. (a cura di). (2008). Het¬erotopia and the city: public space in a postcivil society.

indizi e pratiche

Oxford: Psychology Press.

Deleuze, G. (2004) Difference and Repetition. London: Continuum.

Deleuze, G. (2004), Lo strutturalismo, Milano: SE.

Deleuze, G., Guattari, F. (1980). Mille plateaux. Ca- pitalisme et schizophrénie II. Paris: Minuit. Versione inglese:(l987) A Thousand Plateaus: Capitalism and Schizophrenia, (a cura di) Brian Massumi. Minneapolis: University of Minnesota Press.

Derrida, J. (2006). Specters of Marx: the State of the Debt, the Work of Mourning and the New International. London: Routledge.

Dewsbury J-D, (2003), Witnessing space: ‘knowledge without contemplation’, Environment and Planning A 35(n) 1907 - 1932

Dewsbury, J. D. (2010). Performative, non-representa- tional, and affect-based research: seven injunctions. The SAGE Handbook of Qualitative Geography. London: SAGE Publications Ltd, 321-334-

Dewsbury, J. D. and Naylor, S. (2002) Practicing geo¬graphical knowledge: fields, bodies and dissemination. Area, 34, 253-260.

Doel, M. A., Clarke, D. B. (2007), Afterimages, Environ¬ment and Planning D: Society and Space 25(5) 890 - 910

Eco, U. (2012). Sugli specchi e altri saggi: il segno, la rap¬presentazione, l’illusione, l’immagine. Milano: Bompiani.

Erving, G. (1959). The presentation of self in everyday

life. Garden City, NY: Anchor.

Farinelli, F. (2003)- Geografia: un'introduzione ai modelli del mondo. Torino: Einaudi.

Foucault, M. (1980) Power and strategies, in: Gordon, C. (a cura di) Michel Foucault: Power/ Knowledge, Selected Interviews and Other Writings, 1972-1977,134-145- New York: Harvester Press.

Foucault, M. (1998). Aesthetics, method, and epistemolo- gy, New York: The New Press.

Foucault, M. (2002) The Order of Things. London: Rout- ledge.

Foucault, M„ & Miskowiec, J. (1986). Of other spaces. Diacritics, 76(l), 22-27.

Freud, S. (1960). Lettere. 7873-7939. Torino: Boringhieri.

Garrett, B. L. (2011). Videographic geographies: Using digital video for geographic research. Progress in Human Geography, 35(4), 521-541.

Garrett, B. L. (2011). Videographic geographies: Using digital video for geographic research. Progress in Human Geography, 35(4), 521-541.

Gasparini, G. (2009). Tempi e ritmi nella società del Due¬mila. Milano: FrancoAngeli.

Ginzburg, C. (1979)- Spie. Radici di un paradigma indizia¬rio. in Crisi della ragione, 57-106, Torino: Einaudi

Goldate, S. (1997). The Cyberflàneur. in Art Monthly, 7.

Gutierrez, L., Portefaix, V., & Abbas, A. (2000). Mapping Hong Kong. Hong Kong: Map Book.

Gutierrez, L., Portefaix, V., & Manzini, E. (2002). HK lab (Vol. l). Hong Kong: Map Book.

Gutierrez, L„ Portefaix, V., & Ruggeri, L. (a cura di). (2005). HK lab 2: an exploration of Hong Kong interior spaces (Vol. 2). Hong Kong: Map Book.

Hall, S. and Jefferson, T. (a cura di.) (1976) Resistance through Rituals: Youth Subcultures in Post-war Britain. London: Hutchinson.

Henny, L. M. (1986). Theory and practice of visual sociol¬ogy. NY: Sage.

Huang, T. Y. (2000). Hong Kong Blue: Flaneurie with the Camera's Eye in a Phantasmagoric Global City. Journal of Narrative Theory, 30(3), 385-402.

Huang, T. Y. M. (2004). Walking between slums and sky¬scrapers: Illusions of open space in Hong Kong, Tokyo, and Shanghai. Hong Kong: University Press.

Ireson, A.,Barley, N. (a cura di). (2000). City levels. Ba¬sel: Birkhauser.

J. Krikke (1996). A Chinese perspective for cyberspace?. International Institute for Asian Studies Newsletter, 9

Jackson, J. B. (1984). Discovering the vernacular land¬scape. Yale: Yale University Press.

Jameson, F. (1988). Cognitive Mapping. Marxism and the Interpretation of Culture, 347-57-

Jensen, O. B. (2006). ‘Facework’, flow and the city: Sim- mel, Goffman, and mobility in the contemporary city. Mobilities, 7(2), 143-165.

Kaijima, M„ Kuroda, J., Tsukamoto Y., (2001). Made in To¬kyo. Tokyo: Kajima Institute Publishing

Kerstin Pilz. (2005). Mapping complexity: Literature and science in the works of Italo Calvino. Leicester: Trouba- dor Publishing Ltd.

Kierkegaard S (1992) Concluding Unscientific Postscript 7: Kierkegaard's Writings. Princeton: Princeton Universi¬ty Press.

Knowles, C. (2011). Cities on the move: Navigating urban life, in City, 75(2), 135-153-

Knowles, C., Sweetman, P. (2004) Picturing the social landscape: Visual methods and the sociological imagina¬tion. London: Routledge.

Kong, L., Law, L. (2002). Introduction: contested land¬scapes, Asian cities. Urban Studies, 39(9), 1503-1512.

Krikke, J. (2000). Axonometry: A matter of perspective. Computer Graphics and Applications, IEEE, 20(4), 7-11.

Lanzani, A. (2011). In cammino nel paesaggio. Questioni di geografia e urbanistica, Roma: Carocci editore.

Latham, A. (2003). Research, performance, and doing human geography: some reflections on the diary-photo- graph, diary-interview method, in Environment and Plan¬ning A, 35(n), 1993-2018.

Latham, A., Conradson, D. (2003). The possibilities of

performance. Environment and Planning A, 35(ll), 1901- 1906.

Latour, B., Hermant, E., Shannon, S. (1998). Paris ville in¬visible. Paris: La Découverte.

Laurier, E., Philo, C. (2006). Natural problems of natu¬ralistic video data. H. Knoblauch/B. Schnettler/J. Raab/ H.-G. Soeffner (a cura di) Video Analysis. Methodology and Methods. Qualitative Audiovisual Data Analysis in Sociology, Frankfurt: Peter Lang

Law, L. (2001). Home cooking: Filipino women and geog¬raphies of the senses in Hong Kong. Cultural Geogra¬phies, 8(3), 264-283-

Law, L. (2002). Defying disappearance: cosmopolitan public spaces in Hong Kong. Urban Studies, 39(9), 1625- 1645-

Lee, L. O. F. (2008). City between worlds: my Hong Kong. Harvard: Harvard University Press.

Lefebvre, H. (1991). The production of space (Vol. 30). Oxford: Blackwell.

Lefebvre, H. (1996) Writings on cities. Kofman E., Lebas E. (a cura di), Oxford: Blackwell.

Lefebvre, H. (2004). Rhythmanalysis: Space, time and everyday life. London: Continuum.

Lefebvre, H., Régulier, C., & Zayani, M. (1999). The rhyth- manalytical project. Rethinking Marxism, 77(l), 5-13.

Li Han, Hu Yan, (2013), A Little Bit of Beijing, Shanghai:

Tongji University Press.

Liotta, S. J. A. (2007). A Critical Study on Tokyo: Rela¬tions Between Cinema, Architecture, and Memory. A Cinematic Cartography, in Journal of Asian Architecture and Building Engineering, 6(2), 205-212.

Lombardi, M. (2000). Immagini dell'integrazione (Vol. 2). Milano: FrancoAngeli.

Lorimer, H. (2005). Cultural geography: the busyness of being ‘more-than-representational’. in Progress in human geography, 29(1), 83-94-

MacLuhan, M. (1994) Understanding Media: The exten¬sions of man, Cambridge: MIT Press.

Madanipour, A. (2003) Public and Private Spaces of the City. London: Routledge.

Mareggi, M. (2011). Ritmi urbani. SantArcangelo di Roma¬gna: Maggioli.

Massey, D. (1999). Cities in the world. Massey D., Allen J., Pile S. (a cura di), City worlds, 94-150.

Mathews, G. (2011). Ghetto at the center of the world: Chungking Mansions, Hong Kong. Chicago: University of Chicago Press.

Mathews, G., Lü, D., Lui, T. L. (a cura di), (2001). Consum¬ing Hong Kong. Hong Kong: Hong Kong University Press.

McCormack, D. P. (2002). A paper with an interest in rhythm. Geoforum, 33(4), 469-485.

Merleau-Ponty, M. (1945). Phénoménologie de la percep-

tion. Paris: Gallimard.

Mitchell, D. (2000) Cultural Geography: A Critical Intro¬duction. Oxford: Blackwell.

Mondada, L. (2006). Video recording as the reflexive preservation and configuration of phenomenal features for analysis. Video analysis, 51-68.

Murphy, J. J. (2012). The Black Noie of the Camera: The Films of Andy Warhol. Berkeley: University of California Press.

Nielsen, E. H., & Simonsen, K. (2003). Scaling from ‘be¬low’: practices, strategies and urban spaces. European Planning Studies, 77(8), 911-927-

Nuvolati, G. (2002). Popolazioni in movimento, città in trasformazione: abitanti, pendolari, city users, uomini d'affari e flaneurs. Bologna: Il mulino.

Nuvolati, G. (2006). Lo sguardo vagabondo: il flaneur e la città da Baudelaire ai postmoderni. Bologna: Il mulino.

Panofsky, E. (1961). La prospettiva come forma simbolica e altri scritti, E. Filippini, M. Dalai (a cura di), Milano.- Feltrinelli.

Pink, S. (2001). Doing Visual Ethnography: Images, Me¬dia and Representation in Research, London: Sage.

Pomeroy, J. (2012). Room at the Top- The Roof as an Al¬ternative Habitable/Social Space in the Singapore Con¬text. Journal of Urban Design,77(3), 413-424-

Read, S. A„ Rosemann, J., & van Eldijk, J. (Eds.). (2005). Future: City. Oxford: Psychology Press.

Roberts, E. (2013)- Geography and the visual image. A hauntological approach. Progress in Human Geography, 37(3), 386-402.

Rossi A., (1985). Architettura per i musei, in AA. VV., Teoria della progettazione architettonica, Bari: Edizioni Dedalo.

Rossi A.,(1966). L’architettura della città, Padova.- Marsi¬lio.

Rossi, A., & Scully, V. J. (1981). A scientific autobiography. Cambridge: Mit Press.

Rowe, P. G., (2011). Emergent architectural territories in East Asian cities. Berlin: De Gruyter.

Ruggeri, 2004 - http://lauraruggeri.blogspot.it/

Sadler, S. 0999). The situationist city. Cambridge: MIT Press.

Sandercock, L., & Attili, G. (2010). Digital ethnography as planning praxis: an experiment with film as social research, community engagement and policy dialogue. Planning Theory & Practice, 7i(l), 23-45.

Sheringham, M. (1996) City Space, Mental Space, Poetic Space. Paris in Breton, Benjamin and Réda, in Shering¬ham, M. (a cura di), (1996), Parisian fields, London: Reak- tion Books.

Solomon, J. D., Wong, C., Frampton, A.,(a cura di). (2012). Cities Without Ground: A Hong Kong Guidebook. NY: Oro Editions.

Sontag, S. (1973). The third world of women. Partisan Re-

view, 40(2), 184.

Stern, E., & Krakover, S. (1993). The formation of a com¬posite urban image. Geographical Analysis, 25(2), 130- 146.

Sudjic, D. (1992). The 700 mile city. San Diego: Harcourt Brace.

Teo, S. (l997). Hong Kong cinema: The extra dimensions. London: British Film Institute.

Tester, K. (a cura di). (1994)- The flâneur. London: Rout- ledge.

Thrift, N. (l997)- The still point: resistance, expressive embodiment and dance, in Geographies of resistance, 124-151.

Thrift, N. (l997). The still point: resistance, expressive em¬bodiment and dance.Geo graphies of resistance, 124-151.

Thrift, N. (2007). Non-representational theory: Space, politics, affect. London: Routledge.

Vanolo, S., (2012). The political geographies of Liberty City, City: analysis of urban trends, culture, theory, poli¬cy, action. City, 76(3), 284-298.

Walser, R. (1983). La passeggiata. Milano: Adelphi.

Wenders, W., & Menin, R. (1992). L’atto di vedere. Ubulibri.

Woo P. (2011), Assessing Skywalk Systems as a Response to High Density Living in Hong Kong, Singapore: Nation¬al University Press.

Wu, D„ Tan, C. (a cura di). (2001). Changing Chinese Foodways in Asia. Hong Kong: Chinese University Press.

Wu, R„ & Canham, S. (2012). Portraits from Above—Hong Kong’s informal rooftop communities. Berlin: Peperoni Books.

Yau, C. M. E. (a cura di). (2001). At full speed: Hong Kong cinema in a borderless world. Minneapolis: University of Minnesota Press.

Young, S. (2005). Morphings and ur-forms: from flaneur to driveur, Scan Journal,2(1).

Modifica (riservato agli operatori) Modifica (riservato agli operatori)