Una nuova residenza per studenti a Torino
Marco Cuoppolo
Una nuova residenza per studenti a Torino.
Rel. Guido Callegari, Gustavo Ambrosini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
La tesi che ora ci si appresterà a visionare affronta l’argomento delle costruzioni modulari prefabbricate, in particolar modo quelle che impiegano il legno e i suoi derivati, applicato al tema della residenza universitaria.
Il tema del modulo, benché possa sembrare aver avuto un sviluppo solo negli ultimi anni, presenta invece elementi molto antichi che risalgono addirittura al 1600, anche se la prefabbricazione propriamente detta fu affrontata con una imposizione scientifica e sistematica solo in età moderna.
La prefabbricazione modulare legata all’architettura raggiunse la sua piena maturità durante i primi anni dell'Ottocento quando vi si applicarono i principi della produzione di massa grazie alla nascente industria e ai nuovi materiali, quasi una replica di quello che accadde due secoli dopo con il revival dei moduli legato alle nuove tecnologie informatiche e costruttive.
Dopo la loro comparsa all’inizio dell’età moderna le costruzioni modulari erano ormai entrate nell’immaginario collettivo e numerosi architetti vi si cimentarono come Walter Gropius e Frank Lloyd Wright, per citare i più famosi, mentre i campi architettonici di applicazione spaziavano dai condomini alle case per vacanze. All’abbandono della produzione modulare ha contribuito senza dubbio l’estensivo utilizzo di quest’ultima durante i primi anni del secondo dopoguerra quando furono realizzate enormi quantità di alloggi: queste costruzioni, realizzate in economia e di scarso contributo architettonico a causa dell’emergenza, hanno progressivamente allontanato il pubblico dalla prefabbricazione, dandole una non meritata nomea di tecnica scadente e buona solo per strutture temporanee.
Negli ultimi anni è tornato alla ribalta l’argomento presso il grande pubblico grazie ad una serie di fattori: la crisi economica ha segnato un ritorno a progetti a più piccola scala e a ridotto costo rispetto a quelli del sistema delle “Archistar”, e d’altro canto si è potuto registrare il rinnovato interesse verso una architettura “green”, rispettosa dell’ambiente e al tempo stesso di qualità.
Le costruzioni modulari possono rispondere efficacemente ad entrambe queste sfide che appartengono sia al presente che al futuro grazie alle loro caratteristiche intrinseche dovute ai materiali impiegati e alla procedura di progettazione, a patto ovviamente che la qualità di controllo del processo totale non venga a mancare.
Questo lavoro di ricerca è organizzato in due parti: da una premessa, la necessità di una nuova foresteria universitaria nel sempre più internazionale panorama universitario torinese alla ricerca di una soluzione che rispecchiasse le caratteristiche di economicità, replicabilità e flessibilità, alla ricerca delle soluzioni fra casi studio locali ed esteri.
Alla formulazione di un’architettura modulare, per di più in legno, si è arrivati per gradi dopo innumerevoli riscontri e verifiche, inoltre restringere il campo di applicazione ad una sola categoria ma a questo proposito occorre aggiungere che la scelta di trattare l’intero processo come un laboratorio di progettazione ha permesso un maggior controllo sul risultato finale e di venire incontro alle problematiche di questa tipologia edilizia.
Concluso il primo pezzo di approfondimento teorico inizierà la seconda parte di questo lavoro di ricerca con l’applicazione pratica deudio vengono “distillate” le linee geste da progetto e di normativa attualmente vigent trarre dsta tesi.
A questo proposito occorre concludere che la scelta di trattare l’intero processo come un laboratorio di progettazione ha permesso un maggior controllo sul risultato finale e di venire incontro alle problematiche di questa tipologia edilizia.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
